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Consolenza di coppia. Psicologia della sessualità nella coppia.

Buon ascolto!
24/10/2025

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17/07/2025

In questa emergenza Covid non preoccupatevi per le spese, contattami se hai problemi psicofisici o s

L'Esperimento Universo 25L’esperimento "Universo 25" è considerato uno dei più inquietanti nella storia della scienza, p...
20/11/2024

L'Esperimento Universo 25

L’esperimento "Universo 25" è considerato uno dei più inquietanti nella storia della scienza, progettato per esplorare il comportamento sociale delle comunità umane attraverso l’osservazione di colonie di topi. Fu ideato dallo scienziato americano John B. Calhoun, che condusse una serie di esperimenti tra il 1958 e il 1962.

Calhoun creò un "paradiso per topi", uno spazio idealizzato in cui le risorse – cibo, acqua e spazio – erano abbondanti. L'esperimento iniziò con l’introduzione di quattro coppie di roditori, che iniziarono a riprodursi rapidamente, facendo crescere la popolazione in modo esponenziale. Tuttavia, dopo 315 giorni, il tasso di crescita demografica iniziò a diminuire drasticamente.

Quando la popolazione raggiunse circa 600 individui, si formò una gerarchia sociale e apparve un gruppo marginalizzato, definito i "disperati". I maschi dominanti iniziarono ad attaccare gli altri membri della colonia, portando molti maschi subordinati a collassare psicologicamente. Le femmine, in risposta, adottarono comportamenti protettivi verso sé stesse, diventando aggressive nei confronti dei loro piccoli.

Con il progredire dell’esperimento, le femmine mostravano sempre più segni di isolamento sociale e un calo della predisposizione alla riproduzione. Ciò portò a un drastico declino delle nascite e a un aumento della mortalità infantile. Contestualmente, emerse un nuovo tipo di comportamento tra i maschi, denominati "i belli" (beautiful ones): individui che si ritiravano dalla competizione sociale, rinunciavano alla riproduzione e si dedicavano esclusivamente a mangiare, dormire e curare il proprio aspetto.

A un certo punto, la maggior parte della colonia era composta da "maschi belli" e femmine isolate. La riproduzione si arrestò completamente, mentre aumentavano episodi di cannibalismo e comportamenti omosessuali, nonostante la disponibilità illimitata di cibo. Alla fine, l’intera popolazione si estinse, con l’ultimo nato registrato dopo circa due anni dall’inizio dell’esperimento.

John Calhoun ripeté l’esperimento 25 volte, ottenendo sempre gli stessi risultati: il collasso della colonia. Il suo lavoro è diventato un punto di riferimento per lo studio del degrado sociale e delle dinamiche urbane, offrendo spunti per riflettere sull'impatto della sovrappopolazione e delle disfunzioni sociali nelle società moderne.

03/10/2024

Ai miei amici di fede ebraica auguro un buon anno e che siano giorni tranquilli di vera pace per il mondo intero.

Una farfalla dice ad un'altra farfalla, di che razza sei? E l'altra risponde, sono della razza farfalla.Il Dio Cristiano...
31/12/2023

Una farfalla dice ad un'altra farfalla, di che razza sei? E l'altra risponde, sono della razza farfalla.
Il Dio Cristiano è impotente, quello ebreo è inaffidabile, di lui il popolo ebraico non si fida più, e quello musulmano pretende una ceca obbidienza, tirannico e prepotente. Tutti i tre inadeguati, incapaci di insegnare la pace. E mentre loro scommettono giocando a Poker, i loro figli si scannano tra di loro. E se i padri sono assenti è assente l'idea di un mondo giusto. Tutti lottano per la propria sopravvivenza e tutti credono che il loro Dio è quello giusto. L'umanità ha bisogno di un Dio nuovo, migliore, capace di insegnare che su questa terra siamo tutti uguali e che l'odio porta solo odio, morte e distruzione.
Vogliamo vivere in pace, basta guerre, basta sofferenza. Nessuno deve morire in nome di Dio ma vivere come fratelli pur nella diversità.
Tanti auguri a tutta l'umanità, speriamo che regni la ragione e che sappia scansare vie le negative passioni e diffondere l'amore tra i popoli. Buon 2024

17/06/2023

L'incidente di Palocco!
Papà perché non posso stare più di un ora alla cellulare? Mi chise mia figlia quando era piccola. Perché, rispose io, non vorrei che quando sarai grande tu mi dicessi papà se lo sapevi che faceva male perché non mi hai messo i paletti? Perché non mi hai educato al buon uso di questo dispositivo? Perché non hai esercitato la tua funzione educativa di genitore? Ecco perché, le rispose. Le avevo anche fatto firmare un contratto , in cui, c'erano istruzioni sul corretto uso del cellulare, e di tanto in tanto, lo leggevano insieme per tenerlo a memoria. Per chi vuole ne ho una copia.
All'epoca avevo anche postato un video di un bimbo di pochi mesi, che quando gli veniva tolto il cellulare, veniva colto da una crisi isterica, degna del film l'Esorcista. Avevo già intuito a che cosa andavamo incontro. Migliaia di ragazzi in tutto il mondo che stanno sui cellulari fino alle tre di mattina chiusi nelle proprie camere e che il giorno dopo a scuola sono dei stracci, dormono in classe. Oltre alle numerose osservazioni di bimbi in carrozzina, in giro con la mamma, o seduti in metro con il cellulare in mano, completamente ipnotizzati dal gioco sullo schermo.
Una volta avevo postato una ricerca americana in cui veniva mostrata sui social l'immagine di un uovo s**o. Quell'immagine aveva collezionato trecentomila like in poche ore. Non riuscivo a comprendere la psicologia di chi mette un like sulla foto di un uovo s**o, o forse si...
Leggo, ormai da due giorni, i numerosi commenti nei confronti dei ragazzi della Lamborghini coinvolta nell'incidente. E mi chiedo, chi sono i centinaia di migliaia di flowers che li seguono sui social? Saranno di certo ragazzi come loro,o forse ragazzini più giovani e non è una bella cosa. Migliaia di giovani che aspettano video privi di contenuti culturali, girati solo per accaparrarsi tanti like, per beneficiare di vantaggi economici che i social mettono a loro disposizione. Follia collettiva mondiale, è così in tutto il mondo ormai. È il mondo degli influencers. Giovani con un discreto numero di followers che vengono contattati e profumatamente pagati da grandi aziende multinazionali, per postare una foto o un video indossando questo o quel Brand. Una forma di pubblicità immediata che arriva in pochi istanti a centinaia di migliaia di followers di quella o quel influencer. Siamo nell'era del Marketing selvaggio e senza scrupoli, che in nome del profitto è ignaro della gravità del fenomeno.
Vi siete chiesti che cos'è Only Fans? Sono ragazze, spesso minorenni, con account fasulli, che hanno migliaia di followers, e che quadagnano dieci euro da ciascun folower ogni volta in cui postano una foto nuda o seminuda o un video in cui ha rapporti espliciti con uomini diversi e in situazioni diverse. Ovviamente qui i prezzi salgono molto ma molto di più di dieci euro. E questo è un altro modo per fare soldi, tanti soldi, immaginate dieci euro a foto da migliaia di followers...? Perché secondo voi sui social è scoppiata la mania di teenagers semi n**e e con i c..i di fuori come a mostrare un trofeo? E tutta quella spazzatura senza senso che gira sui social? A che serve. Poi ci sono cose carine per ca**tà, Ma doveva capitare l'incidente e la sottrazione di un bimbo ai suoi genitori per svegliarsi e capire che qui c'è qualcosa che non va?
Ho cercato di sintetizzare al massimo un fenomeno molto più vasto e complesso che va approfondito, ma non in questa sede e ci sono esperti molto più bravi di me a farlo.
Io pongo damande. Come stanno i genitori di quei ragazzi nel vedere il futuro dei loro figli irrimediabilmente compromesso? Come staranno i ragazzi che saranno per sempre perseguitati dai loro sensi di colpa e non potranno mai più riparare il danno che hanno fatto? Non è come morire tutti i giorni? Come sta la mamma di quel bimbo, che solo cinque minuti prima di perderlo era andata ad abbracciarlo all'asilo per portarlo a casa? E il papà? Come sta il papà? Mi viene da piangere..
Di chi è la colpa di tutto questo? Dei ragazzi? Dei loro genitori? Della società? Di noi tutti, che non abbiamo saputo prevedere a che cosa andavamo incontro, o forse lo sapevamo ma non siamo stati capaci di interve**re? Sì, le bravate le abbiamo fatte tutti ma tutto bene quel che finisce bene.
Perché abbiamo taciuto? Perché non abbiamo controllato? Forse perché nessuno ti suona più quando stai al semaforo e scatta il verde ma tu non ti muovi perché tutta la fila dietro sta come te sui social...?
Non so se siamo ancora in tempo. L'ignoranza dilaga, ma so che l'educazione all'uso dei dispositivi elettronici debba cominciare in tenera età e nelle scuole. Ci vogliono corsi per i genitori. Ci vuole una nuova consapevolezza, una nuova presa di coscienza. Oggi è toccato a quei ragazzi e a quella povera famiglia, domani chi sa a chi tocca.
L'uomo è tanto intelligente quanto stupido... Chiamatemi pure moralista.

14/01/2023

Non sottovalutare il potere della musica..

Consumo, Psiche ed Amore. La deriva dei desideriOggi compro un nuovo cellulare ma domani è già vecchio. Ogni anno esce u...
14/02/2022

Consumo, Psiche ed Amore. La deriva dei desideri

Oggi compro un nuovo cellulare ma domani è già vecchio. Ogni anno esce un telefono nuovo ed ogni anno si fanno file chilometriche per acquistarlo. Una volta compravamo un disco e lo ascoltavamo per un anno intero, oggi esce una canzone nuova e domani è già vecchia. Non possediamo più i dischi, non c’è più il disco in vinile e nemmeno il CD, è tutto conservato nella memoria digitale dei nostri dispositivi tecnologici, gli oggetti in sé sono scomparsi. Le machine una volta erano per sempre, oggi si cambiano ogni cinque anni o meno. C’era una volta il fidanzato o la fidanzata da sposare, oggi ne abbiamo molti ma molti di più, ma fatichiamo a decidere qual’è quello/a giusto/a.
In un dialogo tra le quattro amiche della serie TV di Netflix “Valeria” parlando di uomini, Lola risponde a Carmen che si chiede quale sarà il suo destino con gli uomini: “..Ti serve solo una cosa veloce per rilassarti...”. Ma Carmen ribatte che non vuole un rapporto da una botta e via, vuole qualcosa di più… e Lola incalza: “Le relazioni falliscono sempre! Ecco perché le relazioni aperte vanno di moda! Perché è l’unico modo per farle durare”…

Ma perché succede tutto questo? Che cosa è cambiato in noi, nei nostri affetti?

Il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman definisce la nostra società una “società liquida”. L’esperienza individuale e le relazioni sociali sono destinate a decomporsi e ricomporsi rapidamente in modo incerto e fluido. E a detta degli specialisti dell’animo umano, alla base di questi cambiamenti c’è il desiderio e le sue vicissitudini.
Le persona contemporanea è dissociata dal desiderio ed è connesso con la compulsione del consumo perdendo il contatto con il desiderio, afferma Massimo Recalcati. O meglio, il desiderio porta con se un turbamento, una insoddisfazione continua. Appena si raggiunge qualcosa si perde la spinta che ha portato a desiderarla, si ricomincia di nuovo a cercare qualcos’altro. Quindi il desiderio cambia in continuazione senza esaurirsi mai.

Questa compulsione a desiderare, paradossalmente, ha generato in noi un non desiderio, una mancanza di desiderio, continua Recalcati. La mancanza di desiderio porta ad un vuoto interiore che caratterizza tutte le turbe psichiche. La persona non è più in rapporto con l'altro, non desidera l'altro ma è in relazione con il proprio Io. La palestra e l'attività fisica, anche esse, sono divenuti oggetti di consumo al servizio del proprio corpo, per arginare l'angoscia del vuoto interiore. A questo proposito, Aldo Carotenuto menzionava la metafora del uomo che cammina portando sulle sp***e il suo stesso corpo. Come a dire, il problema non sono io, non è in me ma fuori di me, nel mio corpo. Ciò accade perché le persone pensano di soddisfarsi e salvarsi solo nel consumo dell'oggetto, palestra, macchina, telefonino o fidanzato che sia. Come se l'oggetto fosse la soluzione per riempire il proprio vuoto. E invece gli oggetti a cui ci leghiamo non riempiono ma producono altri vuoti.
Tutto è diventato sostituibile, tutto diventa obsoleto in poco tempo, persino i rapporti affettivi. I legami affettivi sembrano avere la durata di un qualsiasi telefonino cellulare, sono destinati ad avere una durata limitata. Gli amori nascono già destinati a terminare. Lo sanno bene i trentenni e i quarantenni di oggi, a differenza dei nostri genitori, non credono più all’eternità dell’amore. Tutti sanno che ciò desideriamo durasse in eterno svanisce in poco tempo. Il ciclo dell’eccitamento durante l’esperienza amorosa, secondo studi neuro scientifici, dura diciotto mesi quasi, poi si esaurisce. E invece di ammettere a noi stessi il propri limiti, il proprio vuoto, pensiamo di non poter vivere senza l’altro e dal lui dipendiamo, come se l’altro fosse l’unica fonte che può riempire il nostro vuoto interiore. Questa paura di non poter vivere senza l’altro o di soffrire stando con l’altro, fa si che si alteri il desiderio. Se mi innamoro so già che soffrirò ma soffrirò anche se non mi innamoro, perché nessuno verrà a colmare il mio vuoto. Ed ecco che ci si butta in un’altra esperienza alla ricerca di nuova eccitazione, oppure, si resta ancorati alla propria routine noiosa del vivere quotidiano.

“È questa accelerazione a rendere gli oggetti obsoleti che genera nuovi desideri e nuovi vuoti, prosegue ancora Massimo Recalcati. Viviamo quindi, in un epoca che esige il rinnovamento continuo dell'oggetto. Anche i rapporti amorosi sono divenuti simili ai rapporti con gli oggetti e sono destinati a terminare, ad avere una scadenza. Solo ciò che è nuovo porta alla soddisfazione, una soddisfazione temporanea, illusoria, perché anche il nuovo è destinato a scadere creando un vuoto nuovo.
È come se le persone non si legassero più ad un soggetto, ad una persona, ma ad un oggetto, che diviene il nuovo partner. È questa la metamorfosi dei legami affettivi dei nostri tempi. È come se il proprio cellulare fosse più fedele del proprio partner. È sempre lì a nostra disposizione, risponde a tutte le nostre domande, dove lo mettiamo lo troviamo, non ci farà mai soffrire, mentre un partner è libero di andarsene, di avere altri desideri, non possiamo controllarlo come gli oggetti. I legami oggettuali con le persone sono diventati inafferrabili e sono stati rimpiazzati con oggetti di consumo. Noi preveniamo le separazioni, il dolore di essere abbandonati legandoci a degli oggetti che ci restano fedeli”. L'oggetto diventa un oggetto rassicurante contro l'angoscia abbandonica.

L’arrivo del Covid ha gettato una lente d'ingrandimento su questa situazione. Non tanto per la convivenza forzata, che ha aumentato le separazioni del 60% secondo l’associazione nazionale degli avvocati matrimonialisti, ma perché l’arrivo del virus ha frenato la smania del desiderio, lo ha sospeso e lo ha costretto tra le mura domiciliari. I desideri che prima si potevano agire, hanno subito un brusco arresto facendo ve**re a galla un malcontento generale, tenuto a bada con vari stratagemmi. Dall’altra parte, secondo una recente indagine della Sapienza, il Covid ha anche consolidato molti rapporti dando la possibilità a molte coppie di conoscersi meglio e focalizzarsi su ciò che hanno. In entrambi I casi abbiamo a che fare con una metamorfosi del desiderio in un senso o nell’altro.

Covid e tecnologia hanno avuto un altro effetto sui nostri desideri. È probabile che l’innovazione tecnologica e gli eventi legati al Covid stiano trasformando la società moderna in una “swipe society”, ovvero in un mondo dove ci si conosce solo attraverso lo scorrimento del dito sul display dello smartphone. La possibilità di entrare ogni giorno in contatto con interlocutori diversi e di chiacchierare insieme può nascondere un interesse, ma anche un semplice desiderio di condividere e raccontarsi, facilitati dalla distanza. È il web la nuova frontiera del desiderio, così come emerge da uno recentissimo studio sul fenomeno del “Sexting” condotto da vari ricercatori e pubblicato di recente dall’Ordine degli Psicologi, che mostra come ogni giorno si trascorre una quantità incredibile di tempo in Rete, tanto che non si può non tener conto di quanto tale atteggiamento possa incidere sulla formazione e modificazione dell’identità, inclusa quella sessuale.

26/11/2021

Lei disse: “Dimmi qualcosa di bello”
Lui rispose: “(∂ + m) ψ = 0”

L'equazione sopra è quella di Dirac ed è la più bella equazione conosciuta della fisica. Grazie a questa si descrive il fenomeno dell'entanglement quantistico, che in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l'altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

(Lo psicodramma dell’essere)

SPORT E BENESSERE MENTALE L’idea dei corsi di Mental Sport mi è venuta durante il periodo del lockdown, quando l’impossi...
02/06/2021

SPORT E BENESSERE MENTALE

L’idea dei corsi di Mental Sport mi è venuta durante il periodo del lockdown, quando l’impossibilità di condurre un’attività fisica fuori dalle mura domestiche ha contribuito a generare - in molti di noi - pensieri ansiogeni ed angoscianti.

Mente e corpo infatti sono in un rapporto circolare. Tutti abbiamo sperimentato come l’attività sportiva aiuti a fronteggiare le emozioni negative nate dalla vita quotidiana favorendo il benessere psichico e la presa di coscienza di ciò che avviene nel corpo e nella mente.

Il Mental Sport nasce dunque proprio per potenziare gli effetti benefici dell’attività fisica sulla psiche, unendo in unico setting innovativo alcune pratiche sportive con strumenti e tecniche estrapolate dalle più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze.

Da psicologo clinico, psicofisiologo e trainer sportivo ho potuto elaborare alcune tecniche come Respirazione Consapevole, Biofeedback, Body Imaging, Tensioni Muscolari e Stili Posturali che, applicate allo Sport, producono enormi benefici sull’attività mentale.

Il Mental Sport nasce per potenziare gli effetti benefici dell’attività fisica sulla psiche, unendo in unico setting innovativo alcune pratiche sportive con strumenti e tecniche estrapolate dalle più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze.

Da psicologo clinico, psicofisiologo e trainer sportivo ho potuto elaborare alcune tecniche come Respirazione Consapevole, Biofeedback, Body Imaging, Tensioni Muscolari e Stili Posturali che, applicate allo Sport, producono enormi benefici sull’attività mentale.

Per contatti: Éduard Roshrosh
SPORT MENTAL TRAINER
Allenatore certificato Uefa B - F. I. G.C.
Psicologo, Psicofisiologo Clinico
ediroshrosh@gmail.com

I meccanismi mentali che ci fanno credere ad un complottoUn estratto dalla rivista “Internazionale”.L’essere umano è inf...
27/01/2021

I meccanismi mentali che ci fanno credere ad un complotto
Un estratto dalla rivista “Internazionale”.

L’essere umano è influenzato da ciò che lo impressiona. La prima impressione è la tendenza a ricordare le prime informazioni ricevute e a ritenerle più importanti di quelle lette o sentite dopo. Se ricevo una notizia mentre sono inquieto, arrabbiato o impaurito, tendo a ricordarla più facilmente. Questo influenzerà le mie elaborazioni e decisioni successive. È una impressione difficile da correggere per via della euristica della disponibilità secondo la quale, se qualcosa può essere facilmente richiamato alla mente deve essere importante, o almeno più importante delle soluzioni alternative che non sono così prontamente richiamabili.
A questo punto entra in gioco il pregiudizio di ancoraggio, un meccanismo cognitivo secondo cui pensando, non mi allontano dal punto su cui mi sono fissato fin dal principio, convinto che sia il punto della questione, quando in realtà l’ho scelto in modo arbitrario.

Se le informazioni ricevute all’inizio erano all’insegna del “niente è come sembra” e dell’idea che esista una verità nascosta da trame occulte, tendo a restare in quello schema, mettendo in fila altri meccanismi e distorsioni cognitivi. Il pregiudizio di intenzionalità mi fa pensare che se qualcosa è accaduto – un incidente, un’alluvione, un’epidemia – qualcuno deve averlo voluto e pianificato.

Il pregiudizio di proporzionalità mi convince che un evento su vasta scala e con molte conseguenze non possa avere una causa “piccola”, deve averne per forza una “grande”, che a sua volta – in base al pregiudizio di intenzionalità – deve dipendere dalla volontà di qualcuno. Una pandemia non può avere come causa scatenante un episodio impercettibile come lo svolazzo di un virus da un animale a un essere umano, dev’essere l’esito di un piano globale, e quel piano deve avere un volto. Bill Gates? Ma certo! È ricchissimo, mi è sempre stato sulle p***e, Windows mi si blocca sempre, fa ca**tà ipocrita, c’entra qualcosa con i vaccini. È lui dietro a tutto.

A questo punto, scatta il pregiudizio di conferma: senza nemmeno accorgermene, scelgo le informazioni che rafforzano

I meccanismi mentali che ci fanno credere ad un complottoUn estratto dalla rivista Internazionale.Come esseri umani abbi...
16/01/2021

I meccanismi mentali che ci fanno credere ad un complotto
Un estratto dalla rivista Internazionale.

Come esseri umani abbiamo la tendenza a ricordare le prime informazioni ricevute e a ritenerle più importanti di quelle lette o sentite dopo. Se ricevo una notizia mentre sono inquieto, arrabbiato o impaurito, tendo a ricordarla più facilmente. Questo influenzerà le mie elaborazioni e decisioni successive. È una impressione difficile da correggere per via della euristica della disponibilità secondo la quale, se qualcosa può essere facilmente richiamato alla mente deve essere importante, o almeno più importante delle soluzioni alternative che non sono così prontamente richiamabili.
A questo punto entra in gioco il pregiudizio di ancoraggio, un meccanismo cognitivo secondo cui pensando, non mi allontano dal punto su cui mi sono fissato fin dal principio, convinto che sia il punto della questione, quando in realtà l’ho scelto in modo arbitrario.

Se le informazioni ricevute all’inizio erano all’insegna del “niente è come sembra” e dell’idea che esista una verità nascosta da trame occulte, tendo a restare in quello schema, mettendo in fila altri meccanismi e distorsioni cognitivi. Il pregiudizio di intenzionalità mi fa pensare che se qualcosa è accaduto – un incidente, un’alluvione, un’epidemia – qualcuno deve averlo voluto e pianificato.

Il pregiudizio di proporzionalità mi convince che un evento su vasta scala e con molte conseguenze non possa avere una causa “piccola”, deve averne per forza una “grande”, che a sua volta – in base al pregiudizio di intenzionalità – deve dipendere dalla volontà di qualcuno. Una pandemia non può avere come causa scatenante un episodio impercettibile come lo svolazzo di un virus da un animale a un essere umano, dev’essere l’esito di un piano globale, e quel piano deve avere un volto. Bill Gates? Ma certo! È ricchissimo, mi è sempre stato sulle p***e, Windows mi si blocca sempre, fa ca**tà ipocrita, c’entra qualcosa con i vaccini. È lui dietro a tutto.

A questo punto, scatta il pregiudizio di conferma: senza nemmeno accorgermene, scelgo le informazioni che rafforzano la mia convinzione e scarto quelle che la metterebbero in crisi. Ogni volta ne traggo la sensazione che ciascun tassello vada al proprio posto, cosa che mi dà soddisfazione, mi fa sentire forte e in grado di dominare ogni tema e materia.

L’esaltazione rafforza l’effetto Dunning-Kruger e cioè la tendenza a sopravvalutare le proprie conoscenze, a darle per scontate. Perché a volte si vede la luna di giorno? Perché d’estate fa più caldo che d’inverno? Cosa fa il fegato, esattamente? A queste domande, la maggior parte di noi non saprebbe rispondere al volo ma va oltre, si getta nelle dispute e disquisisce di virologia, ingegneria, balistica, chimica degli esplosivi o dei gas, astronautica, storia delle religioni.

Più sopravvaluto la mia capacità di leggere il mondo, più l’Apofenia mi fa percepire collegamenti e schemi dove non ce ne sono. L’apofenia è il riconoscimento di schemi o connessioni in dati casuali o senza alcun senso, una "immotivata visione di connessioni" accompagnata da una "anormale significatività". Noto che Trump indossa spesso cravatte gialle. Ci vedo un segnale preciso: sta dicendo che la pandemia è finta. La bandiera gialla è usata per segnalare che una nave non ha persone infette a bordo, e nel codice internazionale nautico il giallo sta per la lettera Q. Tutto torna.

A questo punto ci viene in aiuto la Pareidolia, o la tendenza a vedere immagini nascoste, simboli o facce che affiorano da sfondi, come un tempo il volto di Satana nel fumo delle torri gemelle. Avvisto il virus sars-cov-2 in una scena del film Captain America - Il primo vendicatore. È proprio il coronavirus, inconfondibile ed è accanto a una pubblicità della birra Corona! Il film è del 2011, dunque tutto era previsto. Ma basterebbe fermarsi un minuto, guardare meglio, e capire che quello non è il virus. È un mazzetto di bucatini Barilla disposti in modo da ricordare un fuoco d’artificio.

Sono ormai in preda al meccanismo dell’intensificazione dell’impegno: il tempo e le energie che ho investito non mi consentono di smettere, men che meno di invertire la rotta senza conseguenze sul mio ego, sulla mia autostima, sulla mia credibilità agli occhi altrui. Ogni giorno che passa, cambiare idea comporterebbe più fatica mentale. Ma perché dovrei cambiare idea, se sono nel giusto? E scattata la razionalizzazione post-acquisto: se ci ho investito tanto, vuol dire che l’affare era buono.

Se ogni tanto avverto una dissonanza cognitiva, per esempio tra la mia autostima e il fatto che la mia condotta abbia allontanato persone care, la risolvo nel modo meno faticoso: salvo l’autostima e do la colpa agli altri. Perdo amici, mi isolo da familiari e parenti? Colpa loro, non vogliono “svegliarsi”. Preferiscono restare nell’ignoranza? Che ci restino. E se non fosse solo ignoranza? Se fossero complici della Cabal, potentissima congrega di adoratori del diavolo e carnefici di bambini? Per fortuna adesso mi stanno alla larga. Tanto ho una nuova comunità e sempre più persone condividono le nostre idee. E se sempre più persone le condividono, vuol dire che abbiamo ragione. E così, contento del mio argumentum ad populum, se ci credono tutti allora è vero, vado avanti.

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