Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale Dott.ssa Giuseppina Ruocco

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Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale Dott.ssa Giuseppina Ruocco Dott.ssa Giuseppina Ruocco, psicologa psicoterapeuta sistemico relazionale, iscritta all' Ordine Psicologi Lazio; psicologa perinatale

SERVIZI:
- Colloquio psicologico clinico
- Sostegno alla genitorialità
- Percorso psicoterapeutico: individuale, di coppia e familiare
- Disturbi d'Ansia
- Disturbi Alimentari
- Abusi e maltrattamenti
- Coppia
- Famiglie
- Accompagnamento alla Nascita

Ricevo presso i seguenti studi:
- Lunedì e Giovedì in Via Cerere 21 presso Studio "Psiche Armonica"
- Martedì in Via Appia 421 (Furio Camillo) presso lo Studio Melis
- Venerdì in via dei Furi 41 presso Centro di Psicologia "Il Nido e il Volo"

🌟"Nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno, e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e...
20/04/2026

🌟"Nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno, e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione" (Costruire, Niccolò Fabi)

💞Ci viene insegnato a guardare ai traguardi: l’inizio e la fine, il successo e il risultato. Ma la vita, quella vera, accade nel mezzo.

“Nel mezzo c’è tutto il resto… e tutto il resto è giorno dopo giorno.”

✨È proprio lì che spesso fatichiamo di più. Nel quotidiano, nei piccoli passi che sembrano invisibili, nei momenti in cui non accade nulla di eclatante. Eppure è lì che si gioca la trasformazione più profonda.

Crescere, cambiare, guarire non è un atto improvviso. È un processo silenzioso. È fatto di tentativi, di pause, di errori e ripartenze. È fatto di pazienza.

🌟“Costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione.”

In terapia questo è uno dei passaggi più delicati: lasciare andare l’idea di dover essere perfetti per poter stare bene. Accettare che il percorso sia imperfetto, umano, a volte incerto. E proprio per questo autentico.

✨Costruire, allora, non significa arrivare subito da qualche parte. Significa restare, giorno dopo giorno, dentro il proprio percorso. Dare valore a ciò che si muove lentamente. Riconoscere che anche quando sembra di non fare progressi, qualcosa dentro di noi sta lavorando.

E forse il vero cambiamento inizia proprio quando smettiamo di rincorrere la perfezione e iniziamo, semplicemente, a costruire.

🌟Ci sono paure che non si vedono.Non fanno rumore, non sempre si raccontano.Ma restringono il mondo, poco alla volta.Un ...
20/04/2026

🌟Ci sono paure che non si vedono.
Non fanno rumore, non sempre si raccontano.
Ma restringono il mondo, poco alla volta.

Un mio paziente, per molto tempo, ha vissuto così.
Gli spazi aperti non erano libertà, ma esposizione.
Ogni piazza troppo grande, ogni strada senza “riparo” diventava un confine invisibile da non oltrepassare.
Non era solo evitare dei luoghi.

Era vivere con il corpo in allerta, con la mente che anticipa il pericolo, con il bisogno urgente di tornare indietro per sentirsi al sicuro.

🪻In terapia abbiamo lavorato a lungo su questo:
riconoscere le sensazioni, restare, dare un nome a ciò che accade dentro, costruire lentamente uno spazio interno più stabile.
Oggi è successo qualcosa che, per molti, può sembrare semplice.

💫Un mio paziente ha attraversato uno spazio aperto.
Ma la verità è un’altra:
oggi non ha attraversato solo un luogo.
Ha attraversato la paura.
È rimasto.
Ha sentito il battito accelerare, il respiro cambiare, il pensiero spingere verso la fuga… e non è scappato.
Ha fatto esperienza del fatto che può stare, anche lì.

✨Questi sono i passaggi che cambiano davvero una vita:
non quando la paura scompare, ma quando non decide più al posto nostro.

La libertà, a volte, inizia così:
con un passo che nessuno vede,
in uno spazio che prima sembrava impossibile abitare.

coraggio percorsoterapeutico

💫Oggi, durante la lezione con  abbiamo lavorato su un tema delicato e molto presente nel dibattito attuale: la narrazion...
18/04/2026

💫Oggi, durante la lezione con abbiamo lavorato su un tema delicato e molto presente nel dibattito attuale: la narrazione dei DNA (disturbi del comportamento alimentare) sui social media, giornali e TV.

🌷Come psicoterapeuta, incontro spesso gli effetti che queste narrazioni producono: immagini e linguaggi che semplificano, polarizzano o spettacolarizzano la sofferenza finiscono per costruire rappresentazioni parziali, talvolta profondamente distorte, di esperienze che hanno radici ben più complesse.

Ridurre i DNA a ciò che è visibile – il corpo, il comportamento, il sintomo manifesto – significa perdere il livello più profondo dell’esperienza: il modo in cui quel sintomo prende forma dentro una storia, dentro relazioni, dentro tentativi spesso silenziosi e dolorosi di dare un senso a ciò che non trova parole. Il rischio è che ciò che viene mostrato diventi ciò che viene riconosciuto, lasciando nell’ombra tutto il resto.

Queste narrazioni non sono neutre: possono orientare lo sguardo di chi osserva, ma anche quello di chi vive il disturbo. Possono generare identificazioni, confronti, modelli impliciti a cui aderire o da cui sentirsi esclusi, contribuendo – a volte in modo sottile – a mantenere il sintomo anziché aprire possibilità di trasformazione.

Parlare di DNA richiede allora un lavoro di restituzione della complessità: tenere insieme il corpo e il suo linguaggio, il mondo interno, le dinamiche relazionali, i contesti culturali. Significa riconoscere il sintomo non solo come qualcosa da eliminare, ma come un tentativo – per quanto disfunzionale – di regolazione, di comunicazione, di esistenza.

💫In questo processo, il linguaggio che utilizziamo ha un valore clinico. Le parole non sono mai semplici descrizioni: costruiscono realtà, orientano significati, aprono o chiudono possibilità di pensiero. Possono irrigidire e definire, oppure rendere pensabile ciò che ancora non lo è.

Quando sono scelte con attenzione, rispetto e responsabilità, le parole non si limitano a raccontare: diventano uno spazio in cui l’esperienza può iniziare a trasformarsi. In questo senso, le parole sono parte della cura.

Il valore di un traguardo: il momento del saluto ✨🌷​Ci sono momenti, nel mio lavoro, che portano con sé un’emozione diff...
15/04/2026

Il valore di un traguardo: il momento del saluto ✨

🌷​Ci sono momenti, nel mio lavoro, che portano con sé un’emozione difficile da descrivere a parole. Oggi è stata l’ultima seduta con una persona che ha percorso molta strada, affrontando salite ripide e zone d'ombra con una determinazione incredibile.

​Il momento del saluto non è mai un "addio", ma il riconoscimento di una nuova autonomia: è il momento in cui il paziente capisce di avere finalmente le ali per volare da solo, portando con sé tutto il bagaglio di consapevolezza acquisito.

​Condivido queste parole con il cuore colmo di gioia e con il consenso della paziente, che ha desiderato lasciare la sua testimonianza perché possa essere di ispirazione e coraggio a chiunque stia ancora aspettando il momento giusto per prendersi cura di sé.

🌟​La testimonianza:
​"Iniziare la terapia non è stato semplice, ho dovuto ammettere per la prima volta di non farcela, non è stato facile per niente. L' inizio è stato difficile cercare fiducia in una persona estranea, aprirsi completamente, ammettere errori e colpe, è stato veramente difficile.

​Piano piano ho imparato. Piano piano ho preso consapevolezza di ciò che ero, di cosa avevo bisogno, delle mi aspettative. Ho iniziato a mettere confini ho iniziato a scegliere, ho iniziato a credere di più in me. Le crisi, le cadute sono state veramente tante, perché nessuno ti dà una bacchetta magica ma seduta dopo seduta ho trovato il modo di rialzarmi, sempre più forte e di cadere sempre meno.

​Ho ricordato cose che pensavo dimenticate, ho analizzato comportamenti sempre ricorrenti, ho capito che le mie fragilità potevano diventare forza. E soprattutto ho trovato il modo per avere serenità anche quando non pensavo di averne. Il percorso credo non finisca mai, penso che il nostro lavoro su noi stessi vada fatto ogni giorno, ma bisogna mettere dei confini in ogni rapporto e soprattutto dare il giusto valore ad ogni nostra emozione e fare tutto ciò che ci fa stare bene.

​I miei mostri sono ancora la sicuramente ma adesso grazie al percorso fatto con Giusy una terapeuta meravigliosa e piena di energia positiva ho gli strumenti per combatterli. E poi so che se dovessi ricadere nel buio lei ci sarà sempre come una luce che mi illumina il cammino. Grazie per tutto quello che ho appreso e apprezzato grazie a te. Spero tu sarai fiera di me e il mio percorso."

Grata per il percorso fatto insieme!
🌟Abbi cura di Splendere! 🌟

💔 Il racconto di Mirna Mastronardi: "Sarò la tua voce"​A volte i libri ci scelgono. Mi è successo qualche giorno fa, men...
12/04/2026

💔 Il racconto di Mirna Mastronardi: "Sarò la tua voce"

​A volte i libri ci scelgono. Mi è successo qualche giorno fa, mentre camminavo tra gli scaffali di una libreria: la copertina di "Sarò la tua voce" di mi ha letteralmente fermata.

​Sapevo cosa stavo guardando. Ho letto la tematica — la storia di Dea e il dolore del suicidio — e ho sentito il bisogno di posarlo. Ho impiegato qualche giorno prima di trovare il coraggio di aprirlo, quasi a voler preparare il cuore a ciò che sapevo avrei incontrato.

​Poi, l’ho letto tutto d'un fiato.

​Ho pianto, non solo per la storia di Dea, ma nel tentativo — da terapeuta e da essere umano — di comprendere come si possa sopravvivere a un dolore così immenso. È un vuoto che toglie il respiro, un’esperienza che mette a n**o tutta la nostra fragilità.

​Ma ciò che mi ha colpita di più non è stata solo la sofferenza, bensì la trasformazione. Mirna Mastronardi è riuscita a fare qualcosa di straordinario:

✨​Ha preso quel dolore indicibile e lo ha reso condivisione.

✨​Ha scelto di parlare ai ragazzi, di entrare nelle scuole, di non lasciare che il silenzio vincesse.

✨​Attraverso la creazione di un’associazione, , ha trasformato la fine di una storia nella speranza per tante altre.

​Perché ne parliamo qui?

💖​Nella mia pratica clinica, vedo spesso quanto sia difficile trasformare il "perché" (che spesso non ha risposta) in un "cosa posso fare ora". Questo libro è una guida potente su come il lutto possa diventare impegno civile e come la parola possa essere il primo passo verso la prevenzione.

💫​C’è un punto che questo libro rende impossibile ignorare: quanto sia fondamentale parlare con gli adolescenti.
Gli adolescenti spesso abitano territori emotivi intensi, complessi, a volte solitari. E troppo spesso il dolore resta senza parole.

🌟Creare spazi di ascolto autentico — a scuola, in famiglia, nei contesti clinici — significa prevenire, prima ancora che intervenire.
Parlare di suicidio non “induce”, ma protegge.

Ringrazio di Cuore 💕

🌸 Ogni persona ha la sua stagione per fiorireIn queste foto, che ho scattato catturando frammenti di bellezza spontanea,...
12/04/2026

🌸 Ogni persona ha la sua stagione per fiorire
In queste foto, che ho scattato catturando frammenti di bellezza spontanea, vedo molto più di semplici petali e colori. Vedo i volti, le storie e i percorsi di chi sceglie di intraprendere un viaggio dentro di sé.
Proprio come in un giardino, ogni paziente è un fiore unico, con tempi e necessità che non possono essere forzati.

🌿 La biodiversità dell'identità
C’è chi arriva come un bocciolo di loto, ancora chiuso e protetto, in attesa del momento giusto per aprirsi alla luce. C’è chi, come la glicine, cresce in grappoli rigogliosi ma ha bisogno di un sostegno solido a cui aggrapparsi per non cadere sotto il proprio peso.

Le fasi della terapia si riflettono in questi scatti:
💫La resilienza delle foglie rosse: Anche quando tutto sembra cambiare, c'è una bellezza vibrante nel lasciar andare ciò che non serve più.
💫La costanza del girasole: Che cerca sempre la luce, insegnandoci l'importanza di orientare il nostro sguardo verso ciò che ci nutre.
💫La delicatezza della calla: Elegante e definita, ci ricorda che la guarigione spesso risiede nel ritrovare la propria forma autentica.

✨ Il mio ruolo come terapeuta
Non sono io a "creare" la fioritura; la forza vitale è già tutta dentro di te. Il mio compito è simile a quello di chi si prende cura di un giardino:
✨Osservare senza giudizio le diverse sfumature della sofferenza e della gioia.
✨Preparare il terreno affinché le radici siano ben salde e capaci di trarre nutrimento.
✨Rispettare i tempi: non si può costringere un fiore a sbocciare con la forza. Si può solo creare l'ambiente sicuro perché accada naturalmente.

Non importa se oggi ti senti un ramo spoglio in attesa della primavera o un fiore che sta affrontando il vento: la tua evoluzione è un processo prezioso.

🌼"Un fiore non pensa a competere con il fiore accanto a sé. Fiorisce e basta."

E tu, in quale di queste immagini senti di rispecchiarti oggi? Scrivimelo nei commenti o portalo come spunto di riflessione nel tuo spazio personale. 🌷✨

💫Il silenzio più rumoroso del mondo​Ci sono stanze che rimangono chiuse non perché siano vuote, ma perché sono troppo pi...
10/04/2026

💫Il silenzio più rumoroso del mondo

​Ci sono stanze che rimangono chiuse non perché siano vuote, ma perché sono troppo piene di futuro.

💫​All'ottavo mese, un figlio non è più un'idea o una speranza; è un peso rassicurante, è un ritmo di calci contro le costole, è un nome scelto che risuona già tra le pareti di casa. Quando quel ritmo si ferma a un passo dal traguardo, il silenzio che segue è assordante.

​Oggi condivido un frammento di cuore di un paziente (con il suo consenso), un padre che sta imparando a camminare in questo nuovo, gelido silenzio:

​✨"L'ottavo mese è il tempo delle promesse. Avevamo già lavato i vestitini, sapevano di pulito e di attesa. Poi, d'improvviso, il buio. La cosa più difficile non è stata solo dirgli addio, ma dover tornare in una casa che era stata arredata per la vita e trovarla ferma, immobile.

​Mi sento un naufrago sulla terraferma. La gente mi guarda e vede un uomo 'normale', perché non ho una culla da spingere. Ma dentro di me, io sto ancora cullando quel vuoto. Sto imparando che mio figlio non vivrà nel mondo, ma vivrà per sempre nel modo in cui io guarderò il cielo. Il mio compito ora non è dimenticare, ma trovare un posto dove riporre tutto questo amore che non ha più una destinazione."

🌟​Onorare l'invisibile

​In psicoterapia, il lavoro con il lutto perinatale non è "voltare pagina". Non si volta pagina su un figlio. Il lavoro consiste nel costruire un santuario interno per quel legame, trasformando un'assenza devastante in una presenza trasformativa.

​A te, che porti questo peso invisibile:

✨Non devi essere "forte". Non devi "fartene una ragione". Hai il diritto di piangere il padre o la madre che saresti stato. Quel legame esiste, è reale, e merita tutto il tuo amore e tutto il tuo tempo.

Oggi voglio parlarvi di “Cinque Mesi di Luce”, scritto dalla collega Patrizia Rassu.Un memoir intenso che ci riporta all...
09/04/2026

Oggi voglio parlarvi di “Cinque Mesi di Luce”, scritto dalla collega Patrizia Rassu.Un memoir intenso che ci riporta alle origini della vita, là dove la speranza sembrava un concetto astratto e la fragilità l'unica realtà tangibile.

✨La Forza della Fragilità

Nata a soli cinque mesi di gestazione, con un peso di appena mezzo chilo, Patrizia ha iniziato la sua battaglia in un'incubatrice, in quel silenzio sospeso fatto di attesa e timore. Ma è proprio in quel battito fragile che è nata una forza straordinaria.

💞Cosa ci insegna questo libro:

✨La fragilità come risorsa: Non è una condanna, ma una forma di resistenza che modella l'anima.

✨Il sistema famiglia: Il racconto attraversa la depressione di una madre, la tenacia di un padre e la bellezza di legami che si stringono nel dolore.

✨Le cicatrici del corpo e della mente: Un viaggio che trasforma i segni del passato in una bussola per il futuro.

"Ogni parola è resa viva dall'autenticità dei sentimenti... è la luce silenziosa che ci illumina proprio quando tutto sembra buio."

✨Da terapeuta, credo che storie come questa siano fondamentali: ci ricordano che il processo di rinascita è sempre possibile, anche quando partiamo con "mezzo chilo" di speranza. Un cammino di gratitudine che dalla terapia arriva alla vita adulta, trasformando il vissuto in professione e dono per gli altri.

✨Un libro necessario per chiunque stia cercando la propria luce nel buio.

Complimenti alla collega Patrizia per questo splendido traguardo. ✨

Il paradosso del "Vorrei essere come lei" 💭🌟​Guardate bene questa immagine. Ogni donna osserva l’altra, desiderando un c...
09/04/2026

Il paradosso del "Vorrei essere come lei" 💭

🌟​Guardate bene questa immagine. Ogni donna osserva l’altra, desiderando un corpo, un dettaglio o un'immagine di sé che non possiede. Il punto centrale? Siamo tutte il "lei" di qualcun altro.

✨​Mentre tu combatti contro quello che consideri un difetto, c’è qualcuno che vede in quella stessa caratteristica un punto d’arrivo, una forma di bellezza o una sicurezza che vorrebbe avere.

​Perché cadiamo nella trappola del confronto?

🌼​La nostra mente è programmata per identificare ciò che manca piuttosto che apprezzare ciò che c'è. Questo meccanismo, chiamato bias di negatività, in ambito estetico si trasforma in un loop infinito:

​Idealizzazione dell'altro: Vediamo solo il risultato finale, non le insicurezze che l'altra persona nasconde.

​Svalutazione di sé: Trattiamo il nostro corpo come un cantiere sempre aperto, invece che come la nostra casa.

​L'illusione della perfezione: Crediamo che "cambiando fuori", risolveremo il senso di inadeguatezza che sentiamo "dentro".

💞​Come iniziare a cambiare prospettiva?

​Riconosci l'umanità comune: Anche la persona che ammiri di più ha zone di sé che fatica ad accettare. Non sei sola nella tua insicurezza.

​Pratica la gratitudine corporea: Invece di guardare cosa il tuo corpo non è, prova a pensare a cosa il tuo corpo ti permette di fare ogni giorno.

​Smetti di nutrire il confronto: Se i social media alimentano il tuo senso di inferiorità, fai una "pulizia" dei profili che segui. Circondati di realtà, non di filtri.

​La terapia non serve a diventare "perfetti", ma a fare pace con la propria unicità. La prossima volta che ti trovi a pensare "Vorrei essere come lei", prova a chiederti: "Cosa posso fare oggi per essere più gentile con me stessa?"

​Ti ritrovi in questo circolo vizioso? Qual è la parte di te che fai più fatica ad accettare? Parliamone nei commenti. 👇

🌘 Oltre la superficie: la Pasqua come Trasmutazione✨​Spesso celebriamo la rinascita ignorando che, per nascere di nuovo,...
03/04/2026

🌘 Oltre la superficie: la Pasqua come Trasmutazione

✨​Spesso celebriamo la rinascita ignorando che, per nascere di nuovo, qualcosa in noi deve accettare di morire. In psicologia profonda, la rinascita non è un semplice "ricominciare", ma un atto di trasmutazione.

✨​Il vuoto necessario

​Non c’è nuova vita senza un sabato di silenzio, senza quel tempo sospeso in cui le vecchie maschere crollano e non sappiamo ancora chi diventeremo. La rinascita è il coraggio di abitare quel vuoto, senza riempirlo subito di rumore.

🌟​Il Sacrificio: Rinascere significa rinunciare all'immagine ideale che avevamo di noi stessi per accogliere la nostra verità, anche quando è fragile o scomoda.

💞​La Crepa: È attraverso le ferite che la luce entra, diceva una celebre canzone. Ma è anche attraverso la ferita che noi usciamo dal nostro isolamento. La rinascita è l'integrazione delle nostre fratture, non la loro negazione.

💫​L'Alchimia del Dolore: Il dolore non si cancella, si trasforma. Diventa la base fertile, l'humus su cui poggiare i piedi per una nuova postura nel mondo.

✨​L’Augurio: Abitare la propria luce

💞​In questa Pasqua, il mio augurio non è che tutto diventi facile, ma che tu possa trovare il senso profondo di ciò che hai vissuto.

​Ti auguro di non aver paura della tua profondità. Ti auguro di saper guardare dentro le tue ombre con la pazienza di chi sa che il sole non sorge "nonostante" la notte, ma proprio perché la notte ha compiuto il suo corso.

​Che questa Pasqua sia il momento in cui smetti di cercare la salvezza fuori di te e inizi a celebrare la vita che pulsa, ostinata e fiera, sotto ogni tua cicatrice.

💜​Buona Pasqua di consapevolezza e di verità.

🌿 Oltre lo specchio: Costruire un rapporto sano con il proprio corpoViviamo in una società che spesso ci insegna a guard...
02/04/2026

🌿 Oltre lo specchio: Costruire un rapporto sano con il proprio corpo

Viviamo in una società che spesso ci insegna a guardare il nostro corpo come un "progetto da correggere" piuttosto che come la nostra casa. La cultura della dieta e gli standard estetici irreali possono trasformare il rapporto con noi stessi in una battaglia costante.

Come psicologa, vedo ogni giorno quanto sia profondo l’impatto di questi messaggi sulla nostra salute mentale. Ma guarire questo legame è possibile.

Ecco 6 pilastri da cui iniziare a piccoli passi:

✨Praticare l'autoaccettazione: Smettere di aspettare "il peso ideale" per iniziare a volersi bene. Il valore di una persona non si misura in centimetri.

✨Ascoltare il corpo: Imparare a riconoscere i segnali di fame, sazietà e stanchezza senza giudicarli.

✨Valorizzare la diversità: Ogni corpo ha una storia, una genetica e una bellezza propria. La varietà è una ricchezza, non un difetto.

✨Trovare valore oltre l'aspetto: Coltivare passioni, talenti e relazioni. Sei molto più della tua immagine riflessa.

✨Nutrirsi con intenzione: Trasformare il pasto in un momento di cura e piacere, lontano dai sensi di colpa.

✨Coltivare la gentilezza: Parlare a se stessi come faremmo con un caro amico. La critica feroce non ha mai portato a una guarigione reale.

Riconnettersi con il proprio corpo non significa amarlo magicamente ogni giorno, ma scegliere di trattarlo con il rispetto e la compassione che merita.

✨ E tu, quale di questi pilastri senti più lontano o più vicino in questo momento? Parliamone nei commenti.

✨Il lutto è un territorio che nessuno vorrebbe attraversare, eppure, quando arriva, cambia ogni cosa. Non esistono parol...
27/03/2026

✨Il lutto è un territorio che nessuno vorrebbe attraversare, eppure, quando arriva, cambia ogni cosa. Non esistono parole o tempi giusti: esiste solo il percorso, unico, di chi resta.

💕Con il suo consenso e su sua esplicita volontà, condivido la testimonianza di una paziente che ha perso improvvisamente la sorella.

💫“Non ero pronta. Una telefonata e tutto si è fermato. All’inizio solo vuoto, poi un dolore così forte da togliere il respiro. Il mondo andava avanti e io ero bloccata lì.

La cosa più difficile è stata accettare che non ci sarebbe stato un ultimo saluto.

In terapia, all’inizio, non parlavo. Poi ho iniziato a dare un nome a ciò che sentivo. Ho capito che il dolore non va eliminato, ma attraversato.

Quello spazio è diventato il mio rifugio. Non mi sentivo più sbagliata.

Grazie a Giusy, la mia terapeuta, per l’accoglienza e per essersi seduta accanto al mio dolore.

Oggi il dolore c’è ancora, ma è diverso. Ho imparato a viverci accanto. L’amore non finisce.”

✨Il lutto non si supera: si trasforma.

La terapia può essere uno spazio sicuro in cui il dolore trova voce e possibilità di cambiamento.

💜Chiedere aiuto è un atto di cura verso sé stessi.


Indirizzo

Via Flavio Stilicone, Roma Tuscolana (Metro Giulio Agricola)
Rome
00175

Telefono

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