22/01/2026
Beh sicuro ora lo vedi, si si, col binocolo.
Delitto Anguillara, ancora molte le cose da chiarire
È stato “un delitto con dolo d’impeto”, dice l’avvocato di Claudio Carlomagno che ieri ha confessato di essere l’assassino di Federica Torzullo, la donna dalla quale stava separandosi. La motivazione sarebbe stata la paura di non poter vedere più il figlio, che la mamma avrebbe portato con sé.
Federica non sarebbe stata uccisa la sera dell’8 gennaio, ultima volta che è stata vista e inquadrata da un telecamera mentre rincasava, ma la mattina del 9 tra le 6.15 e le 7, al culmine di un’accesa
discussione tra marito e moglie, a causa dell’affidamento dell’unico figlio di 10 anni.
Il nodo centrale della tragedia che ha sconvolto tre famiglie e anche tutta la cittadina di Anguillara Sabazia, dove la coppia abitava, sarebbe quindi la potestà sul bambino. Poco convinto sul punto appare però il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori: “Non ci convince il raptus e la rapidità di esecuzione“, ha dichiarato, specificando che i dubbi sono due: “Ha lavorato un terzo insieme a lui? Oppure “ha preparato tutto e ha solo eseguito?”
Non è stata ancora rinvenuta l’arma che il Carlomagno Magno avrebbe utilizzato per il delitto -un coltello, sembra, in dotazione nella casa - ma l’imputato avrebbe indicato il luogo dove cercare. Quanto al telefonino appartenuto a Federica e utilizzato dal marito, quando già la donna era stata uccisa, per depistare e inviare messaggi alla suocera , sembra sia stato distrutto e gettato via. L’imputato anche per questo oggetto avrebbe indicato la zona dove si potrebbe rintracciare.
Dopo oltre cinque ore di interrogatorio Carlomagno è risultato provato, ha preso contezza della gravità di quello che ha fatto, dimostrando una condotta lucida e protratta anche dopo il femminicidio che dovrebbe costargli, insieme all’occultamento del corpo, la condanna all’ergastolo.
AB