06/09/2022
Il monito di psichiatri, psicologi, educatori ci dovrebbe far riflettere sulle precarie condizioni dei giovani.
Sono in una società narcisista che invece di insegnare loro fatica, sacrificio, impegno e volontà; li sta educando alla mediocrità e alla superficialità, a preoccuparsi di come appaiono e di ciò che la gente pensa di loro.
Spesso i giovani vanno troppo facilmente in frustrazione forse è perché non sono abituati a sentirsi dire No!
Forse perché i genitori non hanno tempo, voglia e energie per poterlo dire. Sono impegnati a lavorare, a provvedere al mantenimento economico dei figli, passano meno tempo con loro, di conseguenza il senso di colpa che provano li rende incapaci di imporre, imporsi, dando quelle regole che infondo li aiuterebbero a crescere.
La scuola dal suo canto è completamente lasciata a sé stassa, e piuttosto che bocciare un ragazzo che non merita di essere promosso, si preferisce promuore per "levarsi il problema"!
Questo sistema in cui ogni atto è lecito e in cui ogni atteggiamento è giustificato, ha mandato i giovani in confusione.
Questo perché educare significa curarsi del bambino o del ragazzo. Significa sostenerlo e aiutarlo. Delle volte un NO è più importante di un SI e delle volte essere severi può servire per far comprendere che la vita non è sempre semplice.
Il mondo non è a nostra disposizione, il mondo del lavoro è spietato, non è come a scuola che tutto è giustificato.
Purtroppo crescere un figlio significa un sacrificio non solo economico, ma anche è soprattutto emotivo.
Crescere una persona sana significa fargli comprendere cosa è giusto e cosa non lo è!
Significa crescere una persona che faccia delle scelte, sviluppando un pensiero critico, che impari ad affrontare le difficoltà, che si sappia gestire e sappia VIVERE (attenzione NON SOPRAVVIVERE) in questo mondo e che nonostante le sue difficoltà sia in grado di restare concreto e saldo nel suo IO, senza perdersi.
Tutto ciò manca e manca.. I giovani lasciati a se stessi si perdono nei social, si perdono nella solitudine, mancano di ascolto perché non si sentono ascoltati e le malattie quali depressione, anoressia, bulimia, dipendenza.. Diventano una "risposta" un modo di evadere o di farsi accettare dal mondo...
Pensiamoci la prossima volta che non diciamo un NO!
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