02/10/2025
Il Paradosso del gatto di Schrödinger nelle relazioni: tra messaggi ambigui, silenzi e scelte quotidiane
Il gatto di Schrödinger è un famoso esperimento mentale proposto dal fisico Erwin Schrodinger nel 1935 per spiegare un paradosso della fisica quantistica. Racconta di un gatto chiuso in una scatola con un meccanismo che può ucciderlo in modo casuale; finche’ la scatola non viene aperta il gatto è simultaneamente vivo e morto allo stesso tempo.
Non entrando nello specifico dell’esperimento da un punto di vista fisico possiamo però declinarlo sotto l’aspetto psicologico nell’ambito delle relazioni diventando metafora per spiegarne meglio le dinamiche.
Nelle relazioni, di qualsiasi natura, spesso viviamo lo stesso tipo di suspense descritto nel paradosso: siamo sospesi tra possibilità opposte, incapaci di sapere cosa accadrà finché non osserviamo o agiamo.
Prendiamo un flirt. Arriva un messaggio di mezzanotte: “Mi manchi”, pieno di entusiasmo. Il giorno dopo, però, il silenzio. La mente inizia a immaginare scenari opposti: è interessato, oppure ci sta solo prendendo in giro? In quell’attesa, il nostro gatto emotivo è vivo e morto insieme: eccitazione e delusione convivono, finché non arriva un gesto concreto o una parola chiara.
Gli amici possono essere altrettanto enigmatici. Un compagno di studi che accetta di uscire e poi non si presenta ci lascia con una domanda aperta: il legame è reale o superficiale? Oppure quell’amica che risponde con monosillabi ai messaggi: stiamo alimentando un’amicizia autentica o solo un’illusione di vicinanza? Ogni azione (o inazione) diventa una probabilità multipla, che il tempo e la comunicazione aiutano a chiarire.
Anche le coppie non sfuggono al paradosso. Dopo un litigio, i silenzi possono durare ore, giorni o settimane. Fino a un confronto diretto, la mente oscilla: lui/lei è arrabbiato, distante, o semplicemente preso da altro? Le risposte vaghe sui progetti futuri generano lo stesso stato: fino a quando non si parla apertamente, il nostro giudizio resta sospeso, pronto a collassare in una realtà che potrebbe sorprenderci… o deluderci.
Il mondo digitale amplifica questa indeterminatezza. I like casuali, le storie guardate senza risposta, i messaggi letti ma ignorati: diventano indizi di uno stato emotivo invisibile. La nostra mente, come un osservatore quantistico, cerca di collassare l’incertezza in una realtà concreta. Il rischio, però, è trasformare piccoli segnali in scenari fantasiosi, aumentando ansia e dubbi.
Anche le relazioni familiari hanno la loro scatola chiusa. Un genitore che promette sostegno ma si dimentica, un fratello che non risponde alle richieste di aiuto: finché non si chiarisce, il “gatto relazionale” resta sospeso tra presenza e assenza, sostegno e trascuratezza. E spesso, come nella fisica quantistica, la soluzione non arriva dall’ipotesi ma dall’azione: una conversazione sincera, un gesto concreto, una parola di chiarezza.
Il “gatto di Schrödinger nelle relazioni” è quando non apri la scatola per paura della risposta:
• se apri e scopri che “il gatto è morto”, soffri;
• se apri e il “gatto è vivo”, ti rassereni;
• se non apri mai, resti nell’illusione e nel dubbio, che però logora.
In sintesi: è il paradosso dell’incertezza emotiva, dove si preferisce a volte restare nel limbo piuttosto che affrontare la verità.
Come aprire la scatola senza paura?
1. Comunicare apertamente: chiedere chiaramente all’altro cosa pensa o sente, senza aspettare segnali ambigui.
2. Osservare i gesti concreti: non basarsi solo su parole o messaggi, ma su comportamenti ripetuti e coerenti.
3. Accettare l’incertezza temporanea: alcune situazioni richiedono tempo; saper convivere con il dubbio riduce ansia e frustrazione.
4. Essere coerenti con se stessi: se una relazione fa più male che bene, riconoscere quando è il momento di chiudere la scatola da soli.
5. Coltivare la fiducia reciproca: osservare con chiarezza e rispetto crea basi solide per un rapporto autentico.
Aprire la scatola significa agire con coraggio. Solo così possiamo capire se il nostro gatto è vivo, morto… o semplicemente pronto a condividere momenti autentici con noi. In fondo, il paradosso non è un ostacolo ma una guida: ci insegna che le relazioni prosperano quando smettiamo di ipotizzare continuamente e iniziamo a osservare, comunicare e vivere con consapevolezza. E alla fine, ciò che sembrava misterioso si trasforma in connessione reale, dando forma a legami sinceri e duraturi.