Dott.ssa Anna Maria Demontis psicologo/psicoterapeuta

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Dott.ssa Anna Maria Demontis psicologo/psicoterapeuta Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta. La mia attività è rivolta a adulti, coppie e genitori con possibilità di consulenza sia in sede che online.

Mi occupo di aiutare le persone a prevenire, risolvere, comprendere e affrontare situazioni di sofferenza, disagi e patologie attraverso la PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA. Ogni intervento è pensato e calzato sulla persona che richiede il mio aiuto come un abito sartoriale, nessuna terapia sarà mai identica a un'altra e, per questo, i tempi variano da cliente a cliente ma, ciò non vuole dire che la terapia debba per forza essere lunga per risultare efficace e permettere alla persona di poter ritrovare il proprio equilibrio. Gli strumenti impiegati sono il dialogo strategico e le prescrizioni, cioè vari stratagemmi “ad hoc” che utilizzo per “sbloccare” il problema, smontando la logica che lo fa perdurare e consentendo a chi ne è afflitto di liberarsene e tornare ad una vita normale. Per appuntamenti chiamare il numero 3343885862 ( anche via whatsapp)


I principali campi di Ricerca e Interesse sono:
Dipendenze psicologiche affettive ( di coppia, familiari) Problematiche relazionali
· I disturbi d’Ansia
· Il disturbo da Attacchi di Panico
· Il disturbi Fobici e Fobico-Ossessivi
· Ipocondria - Paura delle Malattie
· Il disturbo Ossessivo-Compulsivo Disturbi dell'umore
· I Disturbi Sessuali
· Contesti Educativi Sostegno alla genitorialità

inoltre somministro su richiesta i principali test proiettivi e self report come il rorcharch con metodo cs, mmpi-2, TAT e test per bambini..

Trauma Bonding: quando il legame nasce dal dolore (anche senza promesse d’amore)Tutti parlano di love bombing: quella fa...
29/11/2025

Trauma Bonding: quando il legame nasce dal dolore (anche senza promesse d’amore)
Tutti parlano di love bombing: quella fase iniziale piena di attenzioni, messaggi, promesse e dichiarazioni.
È vero — a volte il trauma bonding comincia così:
- troppo intenso,
- troppo presto,
- troppo veloce.
L’altra persona ti travolge di parole, gesti e passione. Ti fa sentire unica, scelta, finalmente “vista”.
Ma quella intensità non è amore: è una strategia inconsapevole (o a volte calcolata) per creare dipendenza emotiva.

Ma non sempre è così.
Non sempre c’è love bombing.

A volte, il trauma bond nasce in modo molto più sottile,
non ci sono promesse né dichiarazioni.
Ci sono silenzio, sguardi, connessione, piccoli momenti che fanno sentire “qualcosa di speciale”.

Poi arriva il distacco.

L’altra persona si chiude, sparisce, cambia tono.
Tu ti chiedi cosa sia successo. Ti colpevolizzi. Ti sforzi di “riconquistare” quell’intimità iniziale.
E quando finalmente torna un segnale — un messaggio, una carezza, una parola gentile — provi sollievo.
Quel sollievo diventa una ricompensa emotiva.
Il tuo cervello inizia a legarsi proprio a quella altalena: dolore → paura → sollievo.

È così che nasce il trauma bonding:
non sempre con fuochi d’artificio, ma spesso con la confusione, l’attesa e la speranza.

Come funziona dentro di noi?
Ogni volta che vivi un distacco, il corpo rilascia adrenalina e cortisolo (ormoni dello stress).
Quando arriva un gesto di affetto, si attivano dopamina e ossitocina (piacere e attaccamento).
Questo ciclo crea una dipendenza chimica ed emotiva.
Non è debolezza: è biologia.
È il cervello che cerca sollievo nel punto in cui ha sentito dolore.

Come se ne esce?
Spezzare un trauma bond richiede tempo, consapevolezza e sostegno.
ll primo passo è riconoscere che non è amore, ma un legame costruito sulla paura e sull’altalena emotiva.
Poi serve riconnettersi a sé stessi, ai propri bisogni e confini.

Con l’aiuto di un professionista, del supporto di persone sicure e del tempo, è possibile liberarsi da quella dipendenza invisibile.

La teoria dei giochi: la psicologia delle relazioniNelle relazioni umane, spesso giochiamo senza rendercene conto. Ogni ...
12/11/2025

La teoria dei giochi: la psicologia delle relazioni
Nelle relazioni umane, spesso giochiamo senza rendercene conto. Ogni parola, ogni gesto, ogni silenzio può essere parte di una dinamica in cui cerchiamo di capire chi ha il potere, chi vince, chi perde. In psicologia, questa logica può essere interpretata attraverso il modello dei giochi a somma zero e a somma diversa da zero: due modi opposti di intendere il rapporto con l’altro.

Nel gioco a somma zero, il mondo viene percepito come un’arena in cui il benessere è limitato: se l’altro ottiene attenzione, riconoscimento o amore, io ne riceverò meno. È la mentalità della competizione emotiva, tipica delle relazioni segnate dall’insicurezza o dalla paura del confronto. In queste dinamiche, il legame diventa un campo di battaglia invisibile, dove ogni vittoria di uno è vissuta come una sconfitta per l’altro.
Si tratta di una prospettiva difensiva: nasce dal timore di non valere abbastanza, di essere messi da parte, di perdere il controllo. Spesso chi ragiona così ha sperimentato relazioni in cui l’amore o l’approvazione venivano “meritati” e non donati liberamente. Il risultato è una costante tensione: si misura tutto, si teme la perdita, si fatica a fidarsi.

Nel gioco a somma diversa da zero, invece, cambia il paradigma emotivo. Qui l’altro non è un avversario, ma un alleato. Il benessere dell’uno non toglie nulla all’altro, anzi lo amplifica. Nelle relazioni di questo tipo, la fiducia diventa il collante: la persona non teme di mostrarsi vulnerabile, perché sa che la sincerità non sarà usata contro di lei.
Quando si entra in questa dimensione, la comunicazione si fa più autentica e l’empatia diventa spontanea. La crescita di uno stimola la crescita dell’altro, e la coppia (o l’amicizia, o il gruppo) si trasforma in uno spazio di reciproco nutrimento emotivo. È ciò che la psicologia umanistica chiama relazione di interdipendenza matura: non più “io contro te”, ma “io con te”.

Dal punto di vista psicologico, passare da un gioco a somma zero a uno a somma diversa da zero richiede un lavoro interiore profondo. Significa riconoscere i propri bisogni affettivi senza usarli come armi, imparare a comunicare in modo assertivo e non manipolatorio, e accettare che la vulnerabilità non è debolezza, ma un ponte verso l’altro.

Significa, in altre parole, uscire dalla logica della paura per entrare in quella della fiducia.

Molti conflitti nelle relazioni nascono proprio da questo malinteso: pensiamo di doverci difendere invece di ascoltare, di dover avere ragione invece di comprendere. Ma nelle relazioni sane non c’è un vincitore: c’è un noi che si costruisce passo dopo passo, imparando a rinunciare al bisogno di prevalere.
Ogni volta che scegliamo di non reagire con orgoglio, ma con empatia, trasformiamo un potenziale gioco a somma zero in un gioco a somma diversa da zero — dove entrambi possiamo crescere, e la relazione diventa uno spazio di libertà reciproca.

In fondo, la maturità affettiva non consiste nel non litigare mai, ma nel capire che la felicità dell’altro non minaccia la nostra: la rafforza.
È in questo scambio, fragile e potente, che si misura la vera intimità psicologica tra due persone.

"IL PROGRESSO DELLE RELAZIONI NON NASCE DALLA COMPETIZIONE, MA DAL CORAGGIO DI CONDIVIDERE LA VITTORIA"

09/10/2025

06/10/2025
03/10/2025

Psicologia è Pace. Costruire ponti, non muri. A Roma il convegno nazionale per la Giornata della Psicologia.

Sabato 11 ottobre 2025, a Roma presso il Nazionale Spazio Eventi – Roma Life Hotel e in diretta streaming, il CNOP presenta il convegno “Psicologia è Pace. Costruire ponti, non muri”. In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, il CNOP propone un confronto fra istituzioni, esperti e professionisti dedicata al ruolo della psicologia nella promozione di coesione sociale, processi di pace e resilienza.

La presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, sottolinea: “Abbiamo scelto come titolo della Giornata ‘Psicologia è Pace. Costruire ponti, non muri’ perché l’intervento psicologico costruisce reti e connessioni, sostiene le persone nei momenti di crisi e promuove benessere e inclusione. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, gli psicologi hanno le competenze e gli strumenti per coltivare resilienza, fiducia reciproca e coesione sociale. La Pace è un percorso quotidiano fatto di cura delle relazioni ed educazione all’ascolto, e su questo gli psicologi possono fare la differenza.”

L’evento rappresenta un momento significativo per ribadire il contributo della psicologia nel rafforzare dialogo, solidarietà e comunità, valori fondamentali per la costruzione della pace.

Scopri di più 👉🏼 https://www.psy.it/giornata-nazionale-della-psicologia-2025/

Il Paradosso del gatto di Schrödinger nelle relazioni: tra messaggi ambigui, silenzi e scelte quotidianeIl gatto di Schr...
02/10/2025

Il Paradosso del gatto di Schrödinger nelle relazioni: tra messaggi ambigui, silenzi e scelte quotidiane

Il gatto di Schrödinger è un famoso esperimento mentale proposto dal fisico Erwin Schrodinger nel 1935 per spiegare un paradosso della fisica quantistica. Racconta di un gatto chiuso in una scatola con un meccanismo che può ucciderlo in modo casuale; finche’ la scatola non viene aperta il gatto è simultaneamente vivo e morto allo stesso tempo.
Non entrando nello specifico dell’esperimento da un punto di vista fisico possiamo però declinarlo sotto l’aspetto psicologico nell’ambito delle relazioni diventando metafora per spiegarne meglio le dinamiche.

Nelle relazioni, di qualsiasi natura, spesso viviamo lo stesso tipo di suspense descritto nel paradosso: siamo sospesi tra possibilità opposte, incapaci di sapere cosa accadrà finché non osserviamo o agiamo.

Prendiamo un flirt. Arriva un messaggio di mezzanotte: “Mi manchi”, pieno di entusiasmo. Il giorno dopo, però, il silenzio. La mente inizia a immaginare scenari opposti: è interessato, oppure ci sta solo prendendo in giro? In quell’attesa, il nostro gatto emotivo è vivo e morto insieme: eccitazione e delusione convivono, finché non arriva un gesto concreto o una parola chiara.

Gli amici possono essere altrettanto enigmatici. Un compagno di studi che accetta di uscire e poi non si presenta ci lascia con una domanda aperta: il legame è reale o superficiale? Oppure quell’amica che risponde con monosillabi ai messaggi: stiamo alimentando un’amicizia autentica o solo un’illusione di vicinanza? Ogni azione (o inazione) diventa una probabilità multipla, che il tempo e la comunicazione aiutano a chiarire.

Anche le coppie non sfuggono al paradosso. Dopo un litigio, i silenzi possono durare ore, giorni o settimane. Fino a un confronto diretto, la mente oscilla: lui/lei è arrabbiato, distante, o semplicemente preso da altro? Le risposte vaghe sui progetti futuri generano lo stesso stato: fino a quando non si parla apertamente, il nostro giudizio resta sospeso, pronto a collassare in una realtà che potrebbe sorprenderci… o deluderci.

Il mondo digitale amplifica questa indeterminatezza. I like casuali, le storie guardate senza risposta, i messaggi letti ma ignorati: diventano indizi di uno stato emotivo invisibile. La nostra mente, come un osservatore quantistico, cerca di collassare l’incertezza in una realtà concreta. Il rischio, però, è trasformare piccoli segnali in scenari fantasiosi, aumentando ansia e dubbi.

Anche le relazioni familiari hanno la loro scatola chiusa. Un genitore che promette sostegno ma si dimentica, un fratello che non risponde alle richieste di aiuto: finché non si chiarisce, il “gatto relazionale” resta sospeso tra presenza e assenza, sostegno e trascuratezza. E spesso, come nella fisica quantistica, la soluzione non arriva dall’ipotesi ma dall’azione: una conversazione sincera, un gesto concreto, una parola di chiarezza.

Il “gatto di Schrödinger nelle relazioni” è quando non apri la scatola per paura della risposta:

• se apri e scopri che “il gatto è morto”, soffri;
• se apri e il “gatto è vivo”, ti rassereni;
• se non apri mai, resti nell’illusione e nel dubbio, che però logora.

In sintesi: è il paradosso dell’incertezza emotiva, dove si preferisce a volte restare nel limbo piuttosto che affrontare la verità.

Come aprire la scatola senza paura?

1. Comunicare apertamente: chiedere chiaramente all’altro cosa pensa o sente, senza aspettare segnali ambigui.
2. Osservare i gesti concreti: non basarsi solo su parole o messaggi, ma su comportamenti ripetuti e coerenti.
3. Accettare l’incertezza temporanea: alcune situazioni richiedono tempo; saper convivere con il dubbio riduce ansia e frustrazione.
4. Essere coerenti con se stessi: se una relazione fa più male che bene, riconoscere quando è il momento di chiudere la scatola da soli.
5. Coltivare la fiducia reciproca: osservare con chiarezza e rispetto crea basi solide per un rapporto autentico.

Aprire la scatola significa agire con coraggio. Solo così possiamo capire se il nostro gatto è vivo, morto… o semplicemente pronto a condividere momenti autentici con noi. In fondo, il paradosso non è un ostacolo ma una guida: ci insegna che le relazioni prosperano quando smettiamo di ipotizzare continuamente e iniziamo a osservare, comunicare e vivere con consapevolezza. E alla fine, ciò che sembrava misterioso si trasforma in connessione reale, dando forma a legami sinceri e duraturi.

03/12/2024

23/11/2024



“saper perdere” è una competenza fondamentale per affrontare le sfide della vita”.
30/07/2024

“saper perdere” è una competenza fondamentale per affrontare le sfide della vita”.

Il caso di Benedetta Pilato, la giovane nuotatrice criticata per aver reagito con positività alla mancata medaglia olimpica, ha riacceso i riflettori sull'importanza di educare i giovani al valore della sconfitta, un insegnamento che dovrebbe iniziare tra i banchi di scuola.

01/03/2024

Al bonus psicologo possono accedere le persone in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica

Il senso di colpa può paralizzare il nostro cuore e tutto il nostro essere: è una propensione naturale che richiede una ...
22/02/2024

Il senso di colpa può paralizzare il nostro cuore e tutto il nostro essere: è una propensione naturale che richiede una conversione.
Possiamo pensare al senso di colpa come a un termometro.
Sentirsi in colpa perché si feriscono le persone è collegato a dei valori condivisibili,
ma, se una persona se la prende perché dici di no in maniera aperta, accogliente e calma è una sua eccessiva suscettibilità.
Se la pretesa è che tu acconsenta alle sue richieste come dei sudditi a un re e tu non sai dire di no, il tuo termometro va 'tarato' perché è troppo sensibile.
Ogni volta che eviti di dire di no, stai dando più importanza all'altro.
Se tenessimo in considerazione le nostre preferenze e i nostri sentimenti quanto teniamo a quelli delle altre persone, non avremmo problemi a dire di no. Spesso infatti siamo disposti a fare un torto a noi piuttosto che agli altri.
Quando dici di SI’ agli altri, preoccupati di non dire di NO a te stesso!


Che cos'è il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)?Le persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) hanno pensieri indes...
20/02/2024

Che cos'è il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)?

Le persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) hanno pensieri indesiderati e fastidiosi, chiamati ossessioni, che generano molta ansia.
Per alleviare questa ansia, eseguono comportamenti ripetitivi , chiamati compulsioni.
La terapia breve strategica è uno strumento estremamente efficace nel combattere ossessioni e compulsioni, proprio perché in grado di bypassare i normali percorsi razionali e condurre la mente alla liberazione dalla paura e dal dolore.

Indirizzo

Via Giuseppe De Leva, 23
Rome
00179

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 18:00 - 20:00
Giovedì 08:40 - 19:40
Venerdì 14:40 - 19:40
Sabato 09:00 - 11:00
15:00 - 17:00

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