04/03/2026
Un pomeriggio intenso, carico di significato.
Oggi, al Parlamento Europeo di Bruxelles, ho portato il mio saluto istituzionale al convegno sull’intelligenza artificiale in sanità organizzato dall’on. Valentina Palmisano, ma soprattutto ho avuto l’onore, e la responsabilità, di rendere omaggio al prof. Giovanni Scambia, a cui l’iniziativa è dedicata.
Giovanni non è stato solo uno dei massimi riferimenti internazionali della ginecologia oncologica, né soltanto il direttore di un reparto che ha reso il Policlinico Gemelli un’eccellenza riconosciuta nel mondo.
È stato un maestro, un medico capace di coniugare rigore scientifico, visione e umanità, e una persona che ha segnato profondamente il percorso di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui.
La sua scomparsa improvvisa, lo scorso anno, mi ha colpito nel profondo anche sul piano personale: lo conoscevo bene dai tempi dell’università, e già allora era evidente la sua dedizione assoluta al lavoro, alle pazienti, alla ricerca e alla formazione delle nuove generazioni.
Intitolare a lui una riflessione sul futuro della chirurgia e sull’uso dell’intelligenza artificiale in medicina è il modo più coerente per ricordare una figura che ha sempre guardato avanti, senza mai perdere di vista la centralità della persona e della cura.
Un ricordo che resta vivo.
E un’eredità che continua a parlare attraverso il lavoro, le idee e le persone che ha formato.