Ignazio Marino

Ignazio Marino Europarlamentare, Vicepresidente del gruppo Greens/EFA

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Un pomeriggio intenso, carico di significato.Oggi, al Parlamento Europeo di Bruxelles, ho portato il mio saluto istituzi...
04/03/2026

Un pomeriggio intenso, carico di significato.

Oggi, al Parlamento Europeo di Bruxelles, ho portato il mio saluto istituzionale al convegno sull’intelligenza artificiale in sanità organizzato dall’on. Valentina Palmisano, ma soprattutto ho avuto l’onore, e la responsabilità, di rendere omaggio al prof. Giovanni Scambia, a cui l’iniziativa è dedicata.

Giovanni non è stato solo uno dei massimi riferimenti internazionali della ginecologia oncologica, né soltanto il direttore di un reparto che ha reso il Policlinico Gemelli un’eccellenza riconosciuta nel mondo.
È stato un maestro, un medico capace di coniugare rigore scientifico, visione e umanità, e una persona che ha segnato profondamente il percorso di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui.

La sua scomparsa improvvisa, lo scorso anno, mi ha colpito nel profondo anche sul piano personale: lo conoscevo bene dai tempi dell’università, e già allora era evidente la sua dedizione assoluta al lavoro, alle pazienti, alla ricerca e alla formazione delle nuove generazioni.

Intitolare a lui una riflessione sul futuro della chirurgia e sull’uso dell’intelligenza artificiale in medicina è il modo più coerente per ricordare una figura che ha sempre guardato avanti, senza mai perdere di vista la centralità della persona e della cura.

Un ricordo che resta vivo.
E un’eredità che continua a parlare attraverso il lavoro, le idee e le persone che ha formato.

Oggi ho partecipato a SEMI DI FUTURO – Scuola Langer (Europa Verde–Verdi Roma e Lazio) per raccontare, in modo semplice ...
28/02/2026

Oggi ho partecipato a SEMI DI FUTURO – Scuola Langer (Europa Verde–Verdi Roma e Lazio) per raccontare, in modo semplice e concreto, come lavora il Parlamento europeo e quali sono gli strumenti con cui possiamo trasformare idee e bisogni dei territori in iniziative, atti e politiche europee.

Ho condiviso la struttura del lavoro parlamentare: Commissioni, Delegazioni, Gruppi politici, e il ruolo che ciascun livello ha nel costruire decisioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone. Ho portato anche alcuni esempi di priorità che considero centrali: salute e ambiente, diritti e democrazia, pace e sicurezza, giustizia sociale e fiscale.

Momenti come questo sono preziosi perché aiutano a ridurre la distanza percepita tra istituzioni europee e giovani impegnati cittadini: l’Europa non è “altrove”, è un progetto che si costruisce anche così, con formazione, ascolto e partecipazione.

Grazie a chi ha partecipato, alle organizzatrici e agli organizzatori, e a tutte le persone che stanno costruendo, con pazienza e metodo, una comunità più informata e più europea.

27/02/2026

📌 𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮

In 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ abbiamo discusso di investimenti in salute e di una domanda fondamentale: quante disparità esistono ancora in Europa tra chi può accedere a cure innovative e chi no?
Una terapia genetica può cambiare la vita di un bambino, ma se costa 2 milioni di euro, il tema dell’equità diventa centrale.

In 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗕𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 abbiamo insistito su istruzione, ricerca, innovazione e sanità: la salute non è un costo, è un investimento. E non possiamo accettare che l’accesso ai farmaci dipenda dal Paese in cui si vive.

In plenaria abbiamo ascoltato il 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗭𝗲𝗹𝗲𝗻𝘀𝗸𝘆, ribadendo le responsabilità della Russia. Ma resta una domanda aperta: perché l’Europa non assume un ruolo più forte nel promuovere un tavolo di pace?

Nei prossimi giorni, con il gruppo dirigente dei Greens, discuteremo le nostre priorità per i prossimi due anni. Serve una visione chiara e condivisa, soprattutto sui temi della guerra e degli armamenti.

𝗟’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲.

26/02/2026

Sindaco Roberto Gualtieri, perché non ha ancora risposto al Parlamento europeo sulla 𝗽𝗲𝘁𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻. 𝟭𝟮𝟲𝟯/𝟮𝟬𝟮𝟰 firmata da oltre 13.000 cittadini 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝗲𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮?

Se il Parlamento europeo ha ritenuto fondate le richieste e le ha inviato una lettera formale con una serie di quesiti, poi seguita da un sollecito ufficiale, perché Roma e i suoi cittadini non hanno ricevuto alcuna risposta pubblica?

Quando migliaia di romane e romani chiedono chiarimenti sui rischi documentati di un inceneritore, hanno lo stesso diritto di interlocuzione di chi da quell’impianto trarrà profitti miliardari?

O il confronto vale solo per gli imprenditori, mentre 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶?

Questa mattina ho avuto il piacere di tenere una lezione presso la sede romana della 𝗖𝗼𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆, ospite del Dipa...
16/02/2026

Questa mattina ho avuto il piacere di tenere una lezione presso la sede romana della 𝗖𝗼𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆, ospite del Dipartimento di City and Regional Planning.

Abbiamo discusso del progetto dello stadio della A.S. Roma come caso di studio di pianificazione urbana: non solo calcio, ma finanza pubblica, infrastrutture, ambiente, identità dei quartieri e responsabilità politica.

Sono partito dal 2013, quando Roma affrontava una crisi finanziaria profonda (deficit di 888 milioni di euro e rating declassato a “BBB-” da Fitch). In quel contesto nacque il progetto di Tor di Valle: uno stadio da 52.500 posti, espandibile a 60.000, interamente finanziato da investitori privati.

Come amministrazione chiedemmo e ottenemmo quasi 200 milioni di euro di opere pubbliche – estensione della Metro B, nuove connessioni viarie, messa in sicurezza idraulica – con una condizione precisa: le infrastrutture dovevano essere completate prima dell’apertura dello stadio. L’interesse pubblico doveva essere garantito per iscritto.

Quel progetto non è mai stato realizzato. Oggi il dibattito si concentra su Pietralata, un quartiere con una storia sociale forte e complessa, dove il nuovo piano – oltre un miliardo di euro di investimento – solleva interrogativi ambientali, urbanistici e sociali.

Con gli studenti abbiamo riflettuto su una domanda centrale: quando un grande investimento privato diventa davvero un’opportunità per la città?

Lo stadio è molto più di un impianto sportivo. È una scelta di modello urbano.

𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟲 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟬:𝟬𝟬 terrò una lezione presso la sede romana della Cornell University, su invito del Dipar...
13/02/2026

𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟲 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟬:𝟬𝟬 terrò una lezione presso la sede romana della Cornell University, su invito del Dipartimento di City and Regional Planning.

Parleremo del progetto dello stadio della Roma, affrontandolo dal punto di vista urbanistico, ambientale e di pianificazione territoriale. Sarà un’occasione di confronto con studenti e docenti su un tema che intreccia sport, città e visione strategica dello sviluppo urbano.

La lezione è aperta al pubblico.

10/02/2026

Questa mattina sono intervenuto in Plenaria, nel dibattito con la Commissione, per dire una cosa semplice: 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ “𝗲𝗰𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶”, ma una nuova tragica normalità da affrontare con la prevenzione e non solo con il costante stato di emergenza.

Il ciclone che ha colpito l’Italia è un segnale durissimo di quanto il cambiamento climatico stia già ridisegnando il nostro continente. Per troppo tempo il territorio è stato lasciato fragile e senza prevenzione, senza una strategia e senza una visione di lungo periodo. E oggi a pagare sono cittadini, famiglie, comunità locali.

𝗔𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮: attivare subito il Fondo di Solidarietà e consentire la riprogrammazione dei fondi di coesione non solo per ricostruire, ma soprattutto per prevenire e mettere in sicurezza.

Perché ricostruire senza prevenire significa preparare il prossimo disastro. E negare la scienza, in quest’aula come altrove, vuol dire scegliere lo sciamano quando serve il pronto soccorso.

09/02/2026

Domenica, a Mi Manda Rai Tre, abbiamo discusso di come troppe città italiane siano diventate ostaggio dell’auto, con spazi urbani sottratti a pedoni, ciclisti e comunità.

09/02/2026

Oggi, nella 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗽𝗶𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗮, voglio parlarvene prima di tutto come medico, oltre che come membro e coordinatore della Commissione Sanità al Parlamento Europeo.

L’epilessia riguarda milioni di persone nel mondo, in Europa e anche in Italia, eppure troppo spesso chi la vive deve affrontare non solo la malattia, ma anche ritardi, disuguaglianze nell’accesso alle cure e soprattutto stigma.

𝗗𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼: garantire percorsi di cura continui e vicini alle persone, accesso equo a terapie e servizi specialistici, e investire nella ricerca. Ma c’è anche un’altra battaglia, altrettanto importante: quella culturale. A scuola e nel lavoro nessuno deve essere escluso o definito dalla propria condizione di salute.

Il messaggio di oggi è semplice: salute, diritti e dignità devono camminare insieme. E la politica, se vuole essere utile, deve partire da qui.

06/02/2026

In vista della 𝗽𝗹𝗲𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗼 che si terrà dal 9 al 12 febbraio a Strasburgo, sono stato ospite di "L'Europa che fa notizia".

Abbiamo parlato della forte spinta di chi vorrebbe trasformare l'economia europea in un'economia di guerra e di armi invece che lavorare su una vera Europa unita.

Indirizzo

Via Agostino Magliani, 49
Rome
00148

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