Sostegno post parto a domicilio, Giulia Lombardi ostetrica

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Sostegno post parto a domicilio, Giulia Lombardi ostetrica Assistenza domiciliare post-parto su tutta Roma, corsi di baby massaggio Shantala e sostegno nell'allattamento materno secondo le linee guida UNICEF.

Il mio nome è Giulia Lombardi, sono un'ostetrica romana e, dopo aver conseguito la laurea presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ho prestato servizio, in Italia e all'estero, in strutture ospedaliere di terzo livello per poi dedicarmi, con un gruppo di altre ostetriche e operatori di diversi settori, all'assistenza domiciliare al parto e post-parto. Mi occupo di organizzare sull'area di Roma incontri a domicilio rivolti alle neo-mamme e ai neo-papà che necessitano di un sostegno dopo il parto, ovvero nel periodo più delicato, il puerperio. L'esperienza mi ha dimostrato che la modalità più corretta per una visita domiciliare post-parto sta nel far partecipare consapevolmente ed attivamente la coppia, in particolar modo la neo-mamma, al normale processo di evoluzione e cambiamento che si prepara ad affrontare. Le informazioni fornite durante questi incontri hanno, dunque, lo scopo di ACCOMPAGNARE e non quello di insegnare, quello di svelare piccoli consigli pratici che vi aiuteranno a gestire al meglio la nuova routine. Punto cardine di questi incontri è il sostegno all'allattamento materno, riconosciuto come la più grande risorsa che la mamma può offrire allo sviluppo del proprio bambino; verranno eseguite dimostrazioni pratiche, con esercizi e simulazioni, che ne evidenzieranno le caratteristiche principali e che forniranno gli strumenti basilari ai neo-genitori per capire l'importanza che questo processo potrà avere nella vita dell'intera famiglia. Mi occupo, inoltre, di organizzare incontri di baby massaggio per l'acquisizione della tecnica Shantala, antica disciplina indiana atta a favorire il rilassamento muscolare ed emotivo del bambino; attraverso questa pratica, che favorisce l'attaccamento verso il proprio cucciolo tramite il contatto fisico, le mamme ed i papà potranno conoscere più a fondo il loro figlio, aumentando la comunicazione e la conoscenza reciproca in un legame antico quasi come il mondo.

Nuove collaborazioni nascono 🪷🪷🪷
16/10/2024

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La mia nuova locandina per i prossimi corsi, anche a domicilio!
06/06/2024

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Sapevi quando e come è nata la figura dell’ostetrica?Le origini dell’ostetricia si possono far risalire a quelle dell’um...
21/09/2022

Sapevi quando e come è nata la figura dell’ostetrica?

Le origini dell’ostetricia si possono far risalire a quelle dell’umanità. Le più antiche civiltà – come mostrarono interesse per la disciplina ostetrica e vedevano come figura di riferimento per l’evento parto la levatrice.

Nell’ antica Grecia l’assistenza alle partorienti era affidata a donne anziane, le maiai, le quali si occupavano, oltre che di parto e nascita, di sterilità, di isterismo e altre malattie femminili.

Nell’antica Roma invece, le levatrici venivano chiamate Obstetrices, che significa “colei che sta davanti”, ciò fa supporre che per poter esercitare la professione dovevano aver avuto figli e quindi già avanti con l’età.

Durante il periodo della Riforma e della Controriforma, l’ostetrica venne vista, viceversa, come la depositaria di una serie di pratiche che potevano indurre malefici e sortilegi.

Nel ‘700 le cose iniziano a cambiare. Si diffonde, infatti, la figura del chirurgo ostetrico e si intensifica il controllo del lavoro delle ostetriche con la nascita delle Scuole Ostetriche: l’avvio di un processo di medicalizzazione della nascita che arriva fino ai nostri giorni. La levatrice diventa dipendente dalla conoscenza della classe medica, creando quindi una professione specializzata in senso medico, anche se ancora unicamente indirizzata alle donne.

Dall’800 medici e ginecologi iniziarono a trasformare le pratiche ostetriche, introducendo varie innovazioni, come l’uso del forcipe e l’episiotomia.

Oggi, la professione ostetrica è una risorsa fondamentale per il sostegno e la promozione della salute femminile.

Ci sarebbe bisogno di conoscerla meglio per poter comprendere in modo globale il suo grande potenziale: occuparsi della donna in tutto il suo ciclo riproduttivo, dalle consulenze contraccettive alla gravidanza, parto, allattamento, menopausa, valutazioni e terapia per il pavimento pelvico, oltre all’educazione alla sessualità e il sostegno nell’accudimento dei neonati.

Sapevi che non tutte le mamme partoriscono entro la data presunta del parto? 🤰🏻In alcuni casi, come in condizioni di pat...
17/09/2022

Sapevi che non tutte le mamme partoriscono entro la data presunta del parto? 🤰🏻

In alcuni casi, come in condizioni di patologie fetali o materne, è indicata la valutazione dell’induzione farmacologica del travaglio. L'induzione del travaglio consiste nella stimolazione delle contrazioni uterine prima del travaglio spontaneo, allo scopo di consentire il parto vaginale. In Italia il 25% dei parti comincia con l’induzione del travaglio!

Il criterio di selezione della tipologia di metodo di induzione si basa inoltre sul grado di maturazione della cervice uterina, valutato attraverso il “Bishop pelvic score system”. L’indice di Bishop è un sistema standardizzato che prende in considerazione le caratteristiche intrinseche della cervice uterina (lunghezza, posizione, appianamento e consistenza) e il livello della parte presentata nello scavo pelvico.
Sulla base della valutazione di questi fattori viene assegnato un punteggio:

• per punteggi di Bishop bassi, quindi sfavorevoli, in genere si sceglie un metodo di induzione meccanico.🩺 Tale metodo consiste nell’introduzione all’interno del collo dell’utero di un catetere a doppio palloncino (CRB), riempito con soluzione fisiologica che resta in sito per almeno 12 ore;

• per punteggi di Bishop alti, quindi favorevoli, si sceglie una metodica farmacologica💊 basata sull’introduzione nel fornice vaginale posteriore di un dispositivo vaginale a lento rilascio di prostaglandine che resta in sito per almeno 24 ore. In alternativa si può ricorrere all’utilizzo di un gel a base di prostaglandine che può essere sostituito ogni 6 ore.

Le controindicazioni all’induzione in parte coincidono con quelle generiche per il parto vaginale spontaneo
e quindi solitamente in caso di:
- Pregresso cesareo con incisione.
- Precedente rottura uterina.
- Infezione da herpes genitale attiva.
- Placenta previa.
- Situazione trasversa del feto.
- Presentazione podalica.

Qualcosa che forse non sai...🌸
L'induzione non rende immediato e veloce il parto: ogni metodo ha bisogno dei suoi tempi per dare l'effetto desiderato. Tempi che spesso sono più lunghi di quelli che immaginiamo. Quindi datti tempo e continua ad assecondare il tuo corpo ❤️

Il tuo seno appare gonfio, caldo e dolente?Non riesci ad allattare?Allora potrebbe trattarsi di ingorgo mammario.Cosa su...
06/09/2022

Il tuo seno appare gonfio, caldo e dolente?
Non riesci ad allattare?
Allora potrebbe trattarsi di ingorgo mammario.

Cosa succede?
Si tratta solitamente di una condizione temporanea e facilmente trattabile! Esso è rappresentato da un quadro che comprende seno gonfio, molto teso e duro, caldo, dolente, la pelle può risultare lucida e arrossata. Il tratto distintivo dell'ingorgo è che il latte fatica molto a uscire: la tensione è così alta che il bebè non riesce ad attaccarsi o a mantenere l'attacco e anche la spremitura risulta molto complessa. Altri sintomi possono essere una febbre leggera e la sensazione di spossatezza.

Quali potrebbero essere le cause?
🤱 Poppate poco frequenti e/o ad orari fissi,
🤱 Suzione inefficace,
🤱 Uso prolungato di succhiotti che aumentano il distanziamento delle poppate,
🤱 Bambino che dorme tutta notte senza neanche una poppata,
🤱 Ragadi dolenti che fanno si che la mamma allatti di meno
🤱 Rari casi per difficoltà anatomiche del piccolo.
 
Come si cura?
🔹Impacchi caldi immediatamente prima della poppata (se graditi dalla mamma) e impacchi freddi tra le poppate.
🔹Prima di attaccare il bebè al seno (ma anche prima di attaccarsi al tiralatte, qualora il bebè non potesse poppare) è utile praticare il metodo della pressione inversa.
🔹Massaggiare profondamente e ripetutamente il seno (anche sotto la doccia).
🔹Cambiare spesso la posizione del bebè al seno per consentire un migliore drenaggio della ghiandola

Cosa fare durante il secondo stadio del travaglio?Il secondo stadio del travaglio (fase espulsiva) è quel periodo di tem...
30/08/2022

Cosa fare durante il secondo stadio del travaglio?

Il secondo stadio del travaglio (fase espulsiva) è quel periodo di tempo tra la dilatazione cervicale e la nascita del bambino, durante il quale la donna ha un’involontaria urgenza di spingere come risultato delle contrazioni uterine espulsive.

Quanto dura?⏰
Come nella prima fase del travaglio, anche in questo caso, le donne dovrebbero essere informate che la durata varia di donna in donna!
In caso di primipare, il parto generalmente si completa entro 3 ore, contro le 2 ore delle pluripare.

Qual è la posizione raccomandata?
Anche in questo caso la risposta è: nessuna! Ogni donna va incoraggiata a SCEGLIERE la posizione del parto secondo le sue preferenze, inclusa quella in piedi, con o senza analgesia epidurale.
La posizione deve essere per lei confortevole e non forzata.
Ma naturalmente deve garantire la possibilità di valutare il benessere fetale.
Nel caso in cui questo non sia possibile, la donna sarà invitata, spiegando chiaramente le ragioni, a cambiare posizione.

E le spinte?🧐
La donna deve essere lasciata libera di effettuare “le sue spinte” durante la fase espulsiva. Si può intervenire ed aiutarla solo quando le spinte non efficaci, cercando di non interferire nel “suo parto”, ma spiegandone la motivazione.
Il momento giusto per iniziare a spingere è quando la testa del bimbo si trova in posizione perineale: non esistono spinte che aiutano il bambino ad incanalarsi, quindi spingere prima non serve.

Le tecniche per ridurre il trauma perineale e facilitare l’espulsione spontanea del feto SONO RACCOMANDABILI.
Esse includono:
🔹massaggio perineale
🔹impacchi caldi
🔹sostegno del perineo (hands on)

Come già ben noto, NON sono inoltre RACCOMANDATI:
🔹l’uso dell’episiotomia di routine
🔹la pressione del fondo uterino

E se nasce prima?... Il bambino nato prematuro è un bambino che non ha trascorso in utero il tempo sufficiente per svilu...
27/08/2022

E se nasce prima?...

Il bambino nato prematuro è un bambino che non ha trascorso in utero il tempo sufficiente per svilupparsi e crescere correttamente; in altre parole, viene alla luce con organi (polmoni, cuore, cervello ecc.) non completamente formati.
Tutto ciò potrebbe rendere più difficile il suo adattamento al mondo esterno e potrebbe ridurre la sua capacità di sopravvivenza; tali difficoltà sono tanto più accentuate quanto più pretermine è il parto.
 
Come si presenta un neonato pretermine?
Il neonato pretermine ha una pelle sottile, mani e piedi freddi, l'ittero è frequente e più prolungato e il tessuto sottocutaneo è scarso. Il cranio è voluminoso, i capelli sono fini, gli occhi sporgenti e il tronco è coperto da peluria soffice. La frequenza respiratoria e cardiaca sono più elevate. L'addome è più visibile ed è più frequente l'ernia ombelicale. Gli arti sono corti e sottili. Il calo di peso dopo la nascita è più marcato di quello del neonato a termine ed il recupero del peso è più lento.

Oggigiorno, grazie al contributo della tecnologia e della qualità dell’assistenza medica nelle terapie intensive neonatali, si sta registrando un importante aumento della sopravvivenza di neonati sempre più pretermine. È emerso che la presenza di alcuni fattori rende la prognosi del neonato più favorevole: sesso maschile, profilassi con corticosteroidi e intensa assistenza perinatale.
Inoltre, a prendersi cura di questi piccolini ci sono tanti professionisti sanitari, quali neonatologi, fisiatri e neuropsichiatri infantili, infermieri pediatrici.
Ma anche l'ostetrica che si prenderà invece cura della mamma: del suo fisico provato da gravidanza e parto e della sua psiche, messa a dura prova dal vedere il proprio bimbo collegato ad una macchina e impossibilitata a prendersene cura come vorrebbe.

Ma anche se un bimbo nasce prematuro, la mamma rappresenta sempre la sua fonte di ricchezza più grande.
È quindi importante che venga favorito dal personale sanitario il contatto e il coinvolgimento precoce dei genitori nella cura, quale garanzia del benessere del neonato. Mamma e papà sono le mani calde che trasmettono calore e amore di cui necessita

Vi siete mai chieste come viene vista la maternità nelle diverse culture del mondo? In altri paesi, essere madre funzion...
25/08/2022

Vi siete mai chieste come viene vista la maternità nelle diverse culture del mondo? In altri paesi, essere madre funziona in modo un po' diverso che da noi.

Anche se l’inizio di una nuova vita accomuna tutti, quando si parla di gravidanza e nascita ogni cultura ha le sue tradizioni, culture e credenze: tutte diverse tra loro, ma tutte, ma davvero tutte, interessantissime!

Lasciare piangere il neonato perché impari a dormire da solo oppure correre il rischio di “viziarlo”?Secondo un’opinione...
21/08/2022

Lasciare piangere il neonato perché impari a dormire da solo oppure correre il rischio di “viziarlo”?

Secondo un’opinione molto diffusa, sarebbe produttivo lasciar piangere il proprio bambino affinché impari a ritrovare da solo la tranquillità e la via giusta per potersi addormentare.

Tuttavia, pochi genitori sanno davvero cosa succede nei bambini quando piangono ininterrottamente: il bambino piange quando vuole comunicare qualcosa, potrebbe avere fame, avvertire dolori o sentirsi solo e spaesato.

Il neonato dipende totalmente dai genitori e non può occuparsi da solo di se stesso: è indispensabile l’intervento della mamma o del papà per la regolazione degli stati fisiologici (etero – regolazione) come la fame, la sete, la temperatura, la protezione degli stimoli esterni ed il contenimento fisico.

Lasciarlo piangere ha il solo effetto di aumentare il livello di stress e aumentare l’irritazione del suo sistema nervoso centrale. Questa condizione, se protratta nel tempo, è in grado di produrre delle conseguenze anche sulla crescita, sulla capacità di apprendimento e sullo sviluppo emozionale e affettivo del piccolo.

…quindi che fare?

Offrigli sempre le tue braccia, non aver paura di viziarlo. Piange perché ha bisogno di te, mai per capriccio!

Si può fare sesso in gravidanza?È una delle domande forse più frequenti, ma che spesso si ha timore di fare. Il sesso - ...
12/08/2022

Si può fare sesso in gravidanza?
È una delle domande forse più frequenti, ma che spesso si ha timore di fare. Il sesso - a tutti i livelli - è purtroppo ancora un grande tabù, figuriamoci parlarne in gravidanza!

Vi do una buona notizia:
non esistono assolutamente controindicazioni al sesso in gravidanza! Anzi: è stato dimostrato come avere rapporti sessuali abbia diversi benefici, fisici e psicologici. L’unica vera controindicazione nel praticarlo potrebbe essere legata ad una eventuale gravidanza a rischio.

❓ Avere rapporti sessuali durante la gravidanza fa male al bambino?
Specialmente gli uomini, temono di poter fare male al feto durante il rapporto sessuale. Ma la risposta è NO: i rapporti sessuali in gravidanza non causano alcun tipo di danno al bambino, perfettamente protetto al sacco amniotico.

Il vero limite in realtà è psicologico. E questo sia prima che dopo la gravidanza.

Anche dopo il parto, infatti, al di là delle questioni pratiche, la frequenza e il desiderio di rapporti sessuali possono essere limitati da fattori psicologici.

La neo-mamma può sentirsi molto assorbita emotivamente dal nuovo ruolo, arrivando a dissociare femminilità e maternità e a sentirsi dunque “solo mamma”, anche per lungo tempo dopo la nascita del bambino.

L’uomo da parte sua può sperimentare un calo del desiderio in seguito alla visione del parto, oppure in conseguenza a sentimenti di gelosia verso il nuovo arrivato, che riceve tutte le attenzioni della partner.

In ogni caso, in qualsiasi direzione si muova l’intimità della coppia durante i mesi di attesa, è fondamentale che questa venga mantenuta, non necessariamente tramite rapporti sessuali, ma anche con tenerezza, vicinanza emotiva, scambio.
I cambiamenti possono essere accolti con curiosità, come passi per scoprire le nuove configurazioni alle quali la coppia sta andando incontro. Quindi, cercate le posizioni più comode, vivetela serenamente in piena libertà, godetevi il piacere di coppia e parlatene ❤️

"Chissà se potrò allattarlo...""Perché non potresti?", ti rispondo io. Allattare è normale e fisiologico. La percentuale...
07/08/2022

"Chissà se potrò allattarlo..."

"Perché non potresti?", ti rispondo io. Allattare è normale e fisiologico. La percentuale di donne che non possono davvero allattare è piccolissima!

"Ma ho il seno piccolo, come farò?"
Un seno grande ha solo una maggiore quantità di adipe. Ma questo non influisce sulla produzione di latte! Il latte è secreto dalla ghiandola mammaria, che è molto piccola. In tutti i seni. Anche chi porta una prima di reggiseno, quindi, può produrre latte in quantità!

"E del mio capezzolo piatto che mi dici? È impossibile che il bambino si attacchi..."
Anche la forma e la dimensione del capezzolo non sono un problema! Che il tuo sia infossato, piatto o introflesso non cambia nulla. Questo perché non si allatta dal capezzolo, ma dal seno! Bisogna solo fare attenzione all’attacco: la bocca del bimbo deve attaccarsi a una buona porzione dell'areola. Una volta verificato questo, il piccolo è capace di succhiare il latte, anche se il capezzolo è piatto.

Vuoi che il tuo allattamento funzioni?
Ciò che puoi fare è ascoltarti e sentire il tuo corpo: lui ti dirà cosa fare!
Ma, se dovessi avere dubbi o pensi che c'è qualcosa che non sta andando per il verso giusto puoi chiedere aiuto ❤️
A chi? Ad un'ostetrica consulente certificata per l'allattamento, come me.

Altri consigli?
🔹Occhio alla posizione: un cuscino per allattamento può aiutarti, ma non è detto che la vostra posizione più comoda sia quella seduti. Si allatta ovunque e si allatta anche da sdraiati. Sperimenta diverse posizioni e trova quella più comoda per voi.

🔹Allatta presto e spesso: attacca il piccolo al seno subito dopo il parto e poi non guardare l'orologio. Allattalo ogni volta che ne sentirà l'esigenza:l'allattamento è nutrimento è sete, è coccola, è porto sicuro.

🔹Cura bene l'attacco: tienilo molto vicino a te, con orecchio, spalla e fianco allineati. Tira la pelle del seno verso la cassa toracica per facilitargli l'attacco. Il naso del bambino deve sfiorare il seno (non affondarvi) e le labbra devono essere ben rivolte verso l'esterno

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