21/09/2022
Sapevi quando e come è nata la figura dell’ostetrica?
Le origini dell’ostetricia si possono far risalire a quelle dell’umanità. Le più antiche civiltà – come mostrarono interesse per la disciplina ostetrica e vedevano come figura di riferimento per l’evento parto la levatrice.
Nell’ antica Grecia l’assistenza alle partorienti era affidata a donne anziane, le maiai, le quali si occupavano, oltre che di parto e nascita, di sterilità, di isterismo e altre malattie femminili.
Nell’antica Roma invece, le levatrici venivano chiamate Obstetrices, che significa “colei che sta davanti”, ciò fa supporre che per poter esercitare la professione dovevano aver avuto figli e quindi già avanti con l’età.
Durante il periodo della Riforma e della Controriforma, l’ostetrica venne vista, viceversa, come la depositaria di una serie di pratiche che potevano indurre malefici e sortilegi.
Nel ‘700 le cose iniziano a cambiare. Si diffonde, infatti, la figura del chirurgo ostetrico e si intensifica il controllo del lavoro delle ostetriche con la nascita delle Scuole Ostetriche: l’avvio di un processo di medicalizzazione della nascita che arriva fino ai nostri giorni. La levatrice diventa dipendente dalla conoscenza della classe medica, creando quindi una professione specializzata in senso medico, anche se ancora unicamente indirizzata alle donne.
Dall’800 medici e ginecologi iniziarono a trasformare le pratiche ostetriche, introducendo varie innovazioni, come l’uso del forcipe e l’episiotomia.
Oggi, la professione ostetrica è una risorsa fondamentale per il sostegno e la promozione della salute femminile.
Ci sarebbe bisogno di conoscerla meglio per poter comprendere in modo globale il suo grande potenziale: occuparsi della donna in tutto il suo ciclo riproduttivo, dalle consulenze contraccettive alla gravidanza, parto, allattamento, menopausa, valutazioni e terapia per il pavimento pelvico, oltre all’educazione alla sessualità e il sostegno nell’accudimento dei neonati.