09/03/2025
Ai Musei Civici di Trieste dal 1° febbraio due nuove cooperative gestiscono i servizi di accoglienza e biglietteria, ma la situazione lavorativa non è migliorata:
Ci scrivono:
"I lavoratori sono stati ignorati nella transizione: nessun colloquio individuale, contratti inviati via mail con modifiche unilaterali ai turni, senza considerare chi ha figli o studia. Molti sono stati fissati stabilmente nei weekend senza possibilità di alternanza e le domeniche non vengono pagate come festività. In biglietteria si lavora dalle 10 alle 19 senza cambio cassa e per chi ha turni di sei ore la risposta dell’azienda sulle pause è stata: aspettate la fine del turno per mangiare".
Non solo: a un mese dall’ingresso della nuova gestione, i lavoratori non hanno ancora ricevuto le nuove divise, nonostante l’azienda fosse a conoscenza dell’appalto da mesi.
Oltre al danno per i dipendenti, c’è anche quello per i visitatori. Alcuni musei ora chiudono alle 16, proprio quando le persone vorrebbero accedervi, e restano chiusi più giorni a settimana. Un evidente paradosso in una città che vive sempre più di turismo"
Invece di investire maggiori risorse nella cultura, il Comune di Trieste ha preferito ridurre gli orari di apertura e tagliare i servizi (i bookshop sono attualmente chiusi) rispetto all'appalto precedente. Ma la coperta è fin troppo corta: la conseguenza è la decurtazione delle ore del personale esternalizzato, che pur avendo un contratto vagamente più decente di prima, andrà a guadagnare anche meno. Un peggioramento dei servizi e condizioni di lavoro pessime: esattamente l'opposto di quello che dovrebbe essere.
Anche noi, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dei Musei Civici di Trieste chiediamo un intervento immediato per garantire condizioni di lavoro dignitose e servizi culturali di qualità per tutti