Dott.ssa Rosaria Gaudino Psicologa Clinica

Dott.ssa Rosaria Gaudino Psicologa Clinica Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Rosaria Gaudino Psicologa Clinica, Medico, Furio Camillo, Rome.

-Sono Psicologa clinica e Psicoterapeuta della Gestalt e Analisi Transazionale;
-lavoro online e ricevo a studio a Roma;
-lavoro per Unobravo, servizio di psicologia online

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22/10/2024

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“Ciò che non è stato espresso in famiglia, come ad esempio segreti, ingiustizie ed esclusioni, restano latenti nel siste...
27/08/2024

“Ciò che non è stato espresso in famiglia, come ad esempio segreti, ingiustizie ed esclusioni, restano latenti nel sistema familiare, senza sosta, in attesa di essere visti, riconosciuti e riconciliati dai loro discendenti, dalle nuove generazioni.
E così abbiamo sentito le frasi dei grandi "maestri":

"Coloro che amiamo e che abbiamo perso non sono più dove erano; ora sono dove siamo noi". Sant'Agostino

"L'irrisolto ritorna sotto forma di destino". Carl Jung

"Chi non conosce la sua storia tende a ripeterla". Bert Hellinger

"Siamo meno liberi di quanto crediamo". Anne Ancelin Schutzenberger

"Tutti dovrebbero conoscere il proprio albero genealogico. La famiglia è il nostro forziere del tesoro o la nostra trappola mortale." Alejandro Jodorowsky

"Quello che tace la prima generazione, la seconda lo porta nel corpo". Francoise Dolto

"Questo dolore non è mio". Mark Wolynn

E così inconsciamente viviamo per loro o come loro, per i nostri genitori e i nostri antenati, per amore cieco, ripetendo storie di sofferenza fino a quando qualcuno della famiglia si svegli e con amore e onore, riconcili questa storia nella grande Anima familiare, dando pace al passato, collegando il presente e liberando il "futuro"

- Jorge Luis Borges

Il 2 settembre riprende l’attività a studio e online.
Mi trovate a Roma:

📍via Muzio Scevola, 62 (Metro A, Furio Camillo)
📍viale fratelli Ruspoli, 12 (presso centro P-care, quartiere Parioli)
📍online

📞 331 985 0135

Si ha paura di migliaia di cose,del dolore, dei giudizi, del proprio cuore;si ha paura del sonno, del risveglio,paura de...
23/07/2024

Si ha paura di migliaia di cose,
del dolore, dei giudizi, del proprio cuore;
si ha paura del sonno, del risveglio,
paura della solitudine, del freddo,
della follia, della morte.
Specialmente di quest’ultima,
della morte.

Ma sono tutte maschere, travestimenti.

In realtà c’è una sola paura:
quella di lasciarsi cadere,
di fare quel passo verso l’ignoto
lontano da ogni certezza possibile.

C’è una sola arte, una sola dottrina,
un solo mistero:
lasciarsi cadere,
non aggrapparsi a niente,
nè al bene nè al male.
Allora si è redenti,
liberi dalla sofferenza,
liberi dalla paura.

-Herman Hesse

“Sono stata spugna. Per molti anni, quasi tutta lagiovinezza, appena incontravo qualcuno, ero spugna.L’avevo imparato ne...
19/09/2023

“Sono stata spugna. Per molti anni, quasi tutta la
giovinezza, appena incontravo qualcuno, ero spugna.
L’avevo imparato nell’infanzia. Stai lí e assorbi tutto.
Non so come, ma quando si incontra una spugna, gli
altri si sentono invitati a parlare moltissimo. Quando
poi se ne andavano, ero stanchissima e opaca, completamente
senza riflesso. Certe volte andavo a dormire
raggomitolata sotto il piumino e quando provavano
a svegliarmi mi lamentavo e mi ci avvolgevo ancora
piú stretta, come in un bozzolo. Quando una volta finalmente
mi chiesero: «Ma cos’hai? Sei malata?» Risposi
solo: «Ho visto gente». E allora compresi che
era ora di finirla.
Per un po’ mi chiusi a riccio: non volevo piú vedere
nessuno.
Poi, dopo anni di India, di tecniche di meditazione
e di approdo a comprendere che stare con il respiro
non è una tecnica ma una storia d’amore, mi sono
tramutata, piano piano, con lenta costruzione, in fontana.
Posso ancora ascoltare, ma solo finché c’è acqua
che scorre e la fontana non trabocca. Ma soprattutto,
la fontana è lí a disposizione, chi vuole ci va a bere e
lei non assorbe niente, scorre. Il cuore non è spugna,
è fontana.”

(Chandra Candiani)

“Tu hai il diritto di andartene da qualsiasi situazione in cui non ti trovi. Hai il diritto di abbandonare qualsiasi sto...
20/08/2023

“Tu hai il diritto di andartene da qualsiasi situazione in cui non ti trovi. Hai il diritto di abbandonare qualsiasi storia in cui tu non ti piaci.

Hai il diritto di andartene da quella città che spegne la tua luce; hai il diritto di fare le valigie e di iniziare daccapo in un altro posto.

Hai il diritto di piantare il lavoro che odi, anche quando tutto il mondo dovesse consigliarti di non farlo. Hai il diritto di cercare ciò che ti stimoli di alzarsi dal letto al mattino, fino alla fine della vita.

Hai il diritto di lasciare colui che ami, se ti tratta male. Hai il diritto di mettere te stessa al primo posto, se non cambia mai nulla.

Hai il diritto di rompere con i cattivi amici. Hai il diritto di circondarti dall'amore, dalla gente che ti ama e ti sostiene. Hai il diritto di prendere quell'energia di cui hai bisogno nella vita.

Hai il diritto di perdonarti per gli errori piccoli e grandi, hai il diritto di essere buona con te, di guardarti allo specchio e di piacerti.

Hai il diritto di liberarti dalle tue stesse attese.

A volte pensiamo che abbandonare qualcosa significa arrendersi, calare le braccia. A volte andarsene è la cosa migliore che potresti fare per te.

Questo ti permette di cambiare il vettore della vita, di iniziare daccapo, di scoprire il mondo e te stessa. A volte abbandonare significa non restare imprigionati in un posto sbagliato e con le persone sbagliate.

Andarsene: aprire le porte ai cambiamenti, alla crescita, alla liberazione.

Hai sempre la possibilità di andartene, finché non troverai il tuo posto e ciò che ti rende felice.

Hai persino il diritto di abbandonare te stessa del passato, e di crearti da capo.”

(Chiara Synergic Ashar Pollini)

A tutti i miei pazienti.A chi ha appena iniziato il proprio viaggio.A chi sta camminando da un po’.A chi si è riscoperto...
08/08/2023

A tutti i miei pazienti.
A chi ha appena iniziato il proprio viaggio.
A chi sta camminando da un po’.
A chi si è riscoperto e va in giro per il mondo con le proprie “gambe ritrovate”.
A voi, tutti.
A tutte le vostre opportunità e a quelle che, inconsapevolmente, date a me, ogni giorno.

“E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. È una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. È il tuo sangue, e anche sangue di altri.

Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.”

(H. Murakami)

Ci rivediamo a settembre! 🌷

“Si parla tanto della paura di morire, mai abbastanza della paura di vivere. Eppure è così evidente, che le persone più ...
07/03/2023

“Si parla tanto della paura di morire, mai abbastanza della paura di vivere. Eppure è così evidente, che le persone più spaventate dalla morte, siano in realtà le più intimorite dalla vita. La vita è cosa grossa, tortuosa
impressionante. Tutti abbiamo paura; chi non ne ha, semplicemente non può permettersi di sentirla senza andare in pezzi. Tra il desiderio per la vita e la paura della morte, sta tutto quello che possiamo fare di questi
nostri giorni contati.
Siamo impotenti: c'è così tanto del mondo in cui nasciamo e della nostra vita che non possiamo cambiare.
Siamo potenti: vuol dire che possiamo esercitare nuovi modi di abitare il mondo - quello che abbiamo dentro, e quello che esiste fuori. Vuol dire che possiamo piangere tutto ciò che non saremo mai, ciò che non abbiamo mai avuto, piangerlo tutto, e poi appropriarci di ciò che possiamo.
Se solo riuscissimo a vedere la vera natura di questa paura, che ci fa sentire cosÌ soli ma che rende i nostri sguardi così simili, i nostri sogni cosÌ vicini. Eccolo, lo specchio del nostro desiderio; abbiamo paura perché
desideriamo con tutte le nostre forze, e questo ci rende capaci di incredibili cose umane, di gesti di miracoloso coraggio, di gentili atti di cura. Abbiamo paura, per questo siamo vivi.”

(M.Torelli)

Da una seduta svoltasi oggi:A.: “Ho sempre avuto un’immagine di me da quando ne ho memoria: sono in acqua, nel mare e af...
07/02/2023

Da una seduta svoltasi oggi:

A.: “Ho sempre avuto un’immagine di me da quando ne ho memoria: sono in acqua, nel mare e affogo, mi affogo da sola perché so che c’è una parte di me che non deve vivere e vuole morire. Nel corso degli ultimi hanno ho provato a cambiarla e mi vedevo galleggiare: ero a galla, guardando le vite degli altri passarmi davanti. Io galleggiavo. Non andavo nè avanti, nè dietro. Ero sospesa e sopravvivevo.
Poi da quando ho deciso di iniziare questo percorso con te, l’immagine è cambiata: ci sono io con la mano fuori dall’acqua che mi prendo l’altra mano sott’acqua e mi tiro fuori.
Penso che ho cominciato a pensare di salvarmi e di meritare di vivere quando hai riconosciuto che sono stata traumatizzata.
Nessuno me lo aveva mai detto.
Mi sentivo solo una pazza.
Adesso credo di voler e poter raggiungere un’altra immagine.

“Quale?” Domando io.

A.: Io che sono sul pelo dell’acqua e posso vedere quello che c’è sotto. Ma non sono più nell’acqua. Sono uscita fuori. E sono viva”.

L’importanza di guardare e riconoscere l’altro.

L’importanza di legittimare i propri vissuti e di imparare a trattarsi con compassione.

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Quante infanzie infelici… 💭 “In fondo, avrei solo voluto un abbraccio da parte di mia madre, non credo di aver chiesto t...
13/01/2023

Quante infanzie infelici… 💭

“In fondo, avrei solo voluto un abbraccio da parte di mia madre, non credo di aver chiesto tanto.”

[…]” e gli ho detto: “papà, ma tu mi hai mai voluto bene?”

“Dottoressa, io mi pongo una domanda da tutta la vita: perché mi hanno fatta? Perché mi hanno fatta nascere se nessuno dei due mi ha amato?”

“È proprio così che mi sento: bucato. Come se dentro avessi un buco nero enorme. E so pure come si chiama il buco: papà.”

Quante infanzie infelici.🙁
E quanti bambini interiori bisognosi d’amore.

Vi abbraccio tutti❤️

Mi capita spesso, all’inizio di un percorso di terapia con una nuova persona, di scontrarmi con una fantasia che ricorre...
07/10/2022

Mi capita spesso, all’inizio di un percorso di terapia con una nuova persona, di scontrarmi con una fantasia che ricorre tra tanti.

L’idea di fondo sembra essere “voglio che tu mi aggiusti mia moglie/mio marito, mio figlio, il capo”…

È vero che nelle relazioni che intrecciamo l’altro ha sempre una parte e, con le sue dinamiche e i suoi modi di relazionarsi, ha una propria responsabilità nella relazione che ha con noi.

Ma è anche vero che quando tagli una fetta di torta, le briciole non cadono mai solo da un lato.

C’è una parte di responsabilità anche nostra.

Perciò tocca domandarsi: qual è la mia responsabilità nella relazione che ho con tizio? Cosa faccio? Cosa non mi permetto?

Ovviamente mettersi in discussione è sempre difficile perché questo significa soffermarsi su quello che non funziona nelle mie modalità e i quelle dell’altro.
E questo può far male.

Ma se si arriva con la fantasia di cambiare l’altro e con l’idea, dunque, che sia solo l’altro a dover cambiare, la nostra vita resterà sempre identica a se stessa.

“Un giorno un uomo, attraversando la foresta, trovò un aquilotto, lo porto a casa e lo mise nel pollaio dove imparò pres...
12/09/2022

“Un giorno un uomo, attraversando la foresta, trovò un aquilotto, lo porto a casa e lo mise nel pollaio dove imparò presto a beccare il mangime delle galline e a comportarsi come loro. Un giorno un naturalista, che si trovò a passare di là, chiese come mai un’aquila, la regina degli uccelli, si fosse ridotta nel pollaio a vivere con le galline.
replicò il proprietario.
, insistette il naturalista .
Dopo averne parlato a lungo, i due si trovarono d’accordo nel voler scoprire se ciò era possibile. Il naturalista prese con delicatezza l‘aquila fra le braccia e le disse:< tu appartieni al cielo, non alla terra. Spiega le tue ali e vola>.
Ma l‘aquila si sentiva piuttosto confusa. Non sapeva bene chi era e, vedendo le galline che beccavano il mangime, saltò giù e si unì a loro.
Per niente scoraggiato, il naturalista tornò il giorno dopo a riprender l‘aquila, la porto sul tetto della casa e la incitò di nuovo dicendo:< tu sei un’aquila. Apri le tue ali e vola>.
Ma L’aquila aveva paura di questo nuovo se stesso che non conosceva il mondo e andò a beccare il mangime.
Il terzo giorno il naturalista si alzò di buon’ora, andò a prendere l’aquila e la porto sulla cima di una montagna. Lì la sollevò in alto e le disse:< sei un’aquila, appartieni al cielo e alla terra, apri ora le tue ali e vola!>.
L’Aquila si guardò intorno, guardò in giù verso il pollaio, guardò in su verso il cielo ma non volò. Allora il naturalista la sollevò verso il sole e l’aquila cominciò a tremare e pian Pino aprì le ali. Infine, con un grido trionfante, spiccò il volo.
Può darsi che l’aquila ricordi ancora le galline con nostalgia; può darsi anche che di tanto in tanto torni a far visita al pollaio. Ma per quanto si sa non è più tornata a vivere come una gallina. Era un’aquila, sebbene fosse stata allevata e nutrita come una gallina.”

(Dal libro “nati per vincere”)

Proprio come l’aquila, chi ha imparato a considerarsi come in realtà non è, può prendere una nuova decisione e vivere secondo le proprie reali potenzialità di vincente.

E tu chi sei? Come stai vivendo la tua vita?

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