01/05/2018
CONGESTIONE DURATE IL BAGNO IN MARE, ESISTE DAVVERO QUESTO PERICOLO?
- Blocco della digestione, congestione digestiva, congestione intestinale o semplicemente congestione: miti e leggende!
Sempre di maggiore risalto nel periodo estivo, torna a farla da padrone e su tutti gli arenili italiani la fantomatica credenza popolare sulla temutissima patologia gastrointestinale: il blocco della digestione, o congestione digestiva (per i blogger), o congestione intestinale (per gli “specialisti”) o semplicemente congestione (per gli amici). Proviamo a fare un’analisi sarcastico scientifica di questa patologia.
DEFINIZIONE Potrebbe essere: interruzione dei processi digestivi secondari alla presenza del freddo o ad aver bevuto qualcosa di freddo, o ad aver fatto il bagno dopo mangiato.
DIMENSIONI DEL PROBLEMA L’Italia è l’unico paese al mondo mortificato da questa temutissima patologia; quindi: è una malattia endemica che per ora non ha varcato i confini della nostra nazione; infatti è sconosciuta negli arenili francesi, spagnoli, portoghesi, tedeschi, ecc, perché notoriamente non mangiano e non bevono nel periodo estivo.
FISIOPATOLOGIA Negli arenili ci sono pareri discordanti che negli anni hanno portato a 2 teorie: - Teoria n. 1 Dopo mangiato, il sangue affluirebbe copiosamente verso lo stomaco e l’intestino, per facilitare la digestione. Se, in questa fase “delicata”, ci s'immerge in acqua, il sangue si sposterebbe verso la superficie del corpo perché lo sbalzo di temperatura lo spingerebbe in questa direzione, provocando dunque il famigerato blocco. - Teoria n. 2 (più gettonata, da veri specialisti) Dopo mangiato, il sangue affluirebbe copiosamente verso lo stomaco e l’intestino, per facilitare la digestione. Se, in questa fase “delicata”, si beve qualcosa di ghiacciato o ci s'immerge in acqua, il sangue affluirebbe verso lo stomaco (congestione), per contrastare lo sbalzo di temperatura venendo a mancare per la vascolarizzazione degli altri organi e apparati. Commento alle teorie: Eh sì! Il nostro organismo nonostante secoli di adattamenti, sembrerebbe impossibilitato a contrastare questa grave evenienza: la presenza dell’acqua. Questo nemico invisibile che ci ha accompagnato durante l’età gestazionale e che occupa ¾ del pianeta e del nostro corpo, si ribella al suo sfruttamento e determina un’incapacità al sistema circolatorio di vascolarizzare gli organi e gli apparati, per poi ravvedersi solo in alcuni casi e punirci con qualche sintomo.
SINTOMI Pallore, sudorazione fredda, senso di crampi allo stomaco, nausea, offuscamento della vista, quasi svenimento, svenimento.
- COSA DICE LA SCIENZA: QUELLA VERA! Nella letteratura medica nazionale e internazionale (oltre alla laurea in medicina, partecipo attivamente a tutti i congressi mondiali sull’annegamento) non si trova alcun riferimento all’esistenza del blocco intestinale, congestione ecc. e tantomeno correlazioni tra fase digestiva e annegamento. Il Medical Position Statement dell’International Live Saving (organizzazione che fornisce gli studi sull’annegamento per ILCOR), afferma che non vi sia correlazione tra alimentazione, fase della digestione e annegamento.
- E ALLORA COSA SUCCEDE REALMENTE? In medicina termini quali, quasi svenimento o svenimento, vengono indicati tecnicamente con presincope e sincope. Questi sono un eterogeneo gruppo di condizioni nelle quali i riflessi cardiovascolari, che normalmente intervengono nel mantenimento dell’adeguata funzionalità circolatoria, diventano iperattivi causando una diminuzione della frequenza cardiaca e un abbassamento della pressione arteriosa, tali da provocare i segni e i sintomi che erroneamente sono descritti nelle famose alterazioni delle fasi digestive (blocchi e congestioni), ma che in realtà poco hanno a che fare con essa. Nella maggior parte dei casi sono dovute a stress emotivo, protratta posizione in piedi, ipersensibilità del seno carotideo, stimolazione gastrointestinale (deglutizione, defecazione, dolore viscerale), post prandiale (tipica dell’anziano), minzione, ecc. Leggete bene: deglutizione e minzione (fare la p**ì) per cui vietatissimo spisciacchiare o deglutire in acqua (chi lo ha fatto, è vivo per miracolo!)
COME PREVENIRE LA PRESINCOPE E SINCOPE DI NATURA NEUROMEDIATA? I soggetti che per natura sono predisposti ad avere frequenti svenimenti, sicuramente devono evitare di fare il bagno se non in buone condizioni fisiche e all’insorgenza dei sintomi, in qualsiasi posto siano, possono ovviare allo svenimento facendo le classiche “manovre isometriche di contropressione”; sono 3: 1°) Handgrip Consiste nella contrazione massimale volontaria di una palla di gomma (approssimativamente del diametro di 5-6 cm) tenuta nella mano dominante per il tempo massimo tollerato o fino alla completa scomparsa dei sintomi. 2°) Arm-tensing Consiste nella massima contrazione isometrica tollerata delle due braccia agganciando una mano all’altra e tirando contemporaneamente verso l’esterno per il tempo massimo tollerato o fino alla completa scomparsa dei sintomi. 3°) Leg crossing Consiste nell’incrociare le gambe combinando la contrazione dei muscoli delle gambe e dell’addome per il massimo tempo tollerato o fino alla scomparsa dei sintomi.
CONCLUSIONI Non c’è nessuna evidenza scientifica a proposito del blocco digestivo (o come dir si voglia) e correlazione tra digestione e annegamento.
Per chi ancora avesse dei dubbi può leggere anche:
American Academy of Pediatrics - Prevenzione di annegamento. Pediatria. 2010; 126 (1): e253-262
CDC - Injury - Scheda informativa sulle lesioni legate all'acqua. Accessed December 18, 2013) http://www.cdc.gov/HomeandRecreationalSafety/ Water- Safety / waterinjuries-factsheet.html
Organizzazione mondiale della sanità - OMS | Annegamento. http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs347/en/ [Accessed December 18, 2013].
Gli studi presentati nel Medical Position Statement sono:
1.Singer RN, Neeves RE. Effect of food consumption on 200-yard freestyle swim performance. Res Q. 1968;39(2):355-60.
2. Asprey G, Alley L, and Tuttle W. Effect of eating at various times on subsequent performances in the one-mile freestyle swim. Res Q. 1968;39(2):231-4.
3. Ball J. Effect of eating at various times on subsequent performances in swimming.
4. Brouns F., Beckers E. Is the gut an athletic organ? Digestion, absorption and exercise. Sports Med. 1993;15(4):242-57
5. Kibayashi K., Shimada R., Nakao K. Frequent detection of stomach contents in accidental drowning. Med Sci Law 2011;51(3):161-3.
6. Pfeiffer B., Stellingwerff T., Hodgson AB. Randell R., Pottgen K. Res P. Jeukendrup AE. Nutritional intake and gastrointestinal problems during competitive endurance events. Medicine & Science in Sports & Exercise. 2012; 44(2):344-51.
7. Morton DP, Richards D, Callister R. Epidemiology of exercise-related transient abdominal pain at the Sydney City to Surf community run.
J Sci Med Sport. 2005; Jun;8(2):152-62.
Grazie al Dr Riccardo Ristori