ANNA Associazione Nazionale Noi negli Altri APS

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TUTTO CIO' CHE IL PAZIENTE HA DIRITTO DI SAPERE,
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03/07/2024

FLAVIS

27/06/2024

INFORMATI CON ANNA

Missioni spaziali su Marte: reni degli astronauti a rischio

Dalla formazione di calcoli, all’insufficienza renale indotta dalle radiazioni cosmiche, tante le possibili ripercussioni di un lungo viaggio nello spazio. E uno studio appena pubblicato su Nature Communications aggiunge un’interessante pagina alla nuova branca della medicina spaziale, mettendo in guardia sulla salute renale degli astronauti. Alla prestigiosa pubblicazione ha preso parte anche una dottoranda in nefrologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Policlinico Gemelli IRCCS.

La medicina dello spazio è una realtà già entrata nei libri di testo, che quasi ogni giorno si arricchisce di un nuovo capitolo. Ed è un bene, visto che l’umanità si cimenterà entro i prossimi anni in una serie di viaggi a bordo di aerei spaziali commerciali e nell’esplorazione del deep space, con Marte come prima tappa. Ma l’organismo umano è pronto ad affrontare questi viaggi che potrebbero durare molti anni o addirittura essere di non ritorno? Per dare una risposta è necessario indagare a fondo la fisiologia e le patologie umane in condizioni che nessuno ha mai davvero sperimentato e che dunque non possono essere studiate in modo empirico, ma solo attraverso modelli teorici. E uno studio di recente pubblicato su Nature Communications (primo autore Keith Siew, University College di Londra), al quale ha preso parte anche la dottoressa Viola D’Ambrosio, dottoranda presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Traslazionale, Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma, che ha condotto questo studio presso il London Tubular Centre, Dipartimento di Nefrologia, University College di Londra, è andato a valutare cosa potrebbe succedere ai reni degli astronauti nel corso dei viaggi su Marte.

Astronauti a rischio calcoli renali. I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 5 uomini e 11 topi che hanno realmente soggiornato nello spazio e, accanto a questi, sono andati a studiare le conseguenze della microgravità simulata in un ratto e quelle delle radiazioni cosmiche galattiche simulate su 4 ratti. Lo studio ha dimostrato che i viaggi nello spazio potrebbero aumentare il rischio di formazione di calcoli renali (e una colica renale nello spazio non sarebbe di certo una piacevole esperienza) per un’alterazione del funzionamento di alcuni enzimi renali e, in parte, per la mobilizzazione del calcio dalle ossa (l’osteoporosi dell’astronauta) che poi, filtrato dai reni, finisce nelle urine. Gli astronauti, nel primo anno dopo una missione spaziale, corrono un rischio di sviluppare calcoli renali 2-7 volte maggiore rispetto prima del volo. E durante una missione spaziale prolungata, questo rischio potrebbe essere addirittura il doppio di questo. Nello spazio aumenta anche l’escrezione renale di ossalati, altro ‘ingrediente’ comune dei calcoli; e questo potrebbe essere dovuto alle alterazioni che subisce il microbioma intestinale nello spazio, quali un aumento degli Oxalabacter, batteri responsabili del metabolismo degli ossalati e dei Bacteroides, batteri aumentati nei formatori di calcoli. Per proteggere gli astronauti dal pericolo di formazione dei calcoli renali (qualche anno fa si è stati ad un passo dall’interrompere una missione spaziale sovietica per la colica renale di un povero astronauta che poi è riuscito ad eliminare spontaneamente il calcolo) sarebbe dunque opportuno mettere in atto misure preventive quali, bere molto, assumere potassio citrato per bocca, somministrare bifosfonati per ‘neutralizzare’ l’osteoporosi degli astronauti e la mobilizzazione del calcio dalle ossa o diuretici tiazidici che riducono l’escrezione renale di calcio. E c’è anche chi pensa di istruire l’equipaggio a fronteggiare l’emergenza di una colica renale, posizionando uno stent uretrale o effettuando una litotrissia (intervento per frantumare i calcoli).

Reni in sofferenza nei lunghi viaggi spaziali. Anche la forma dei nefroni (le u unità funzionali del rene) si modifica nello spazio (d’altronde il rene è un organo ‘plastico’, capace di rimodellare la sua architettura, in risposta a variazioni della pressione arteriosa e del contenuto di potassio nella dieta, già nell’arco di pochi giorni) e questo potrebbe avere ricadute sulla loro funzionalità. Gli autori dello studio hanno inoltre simulato le conseguenze per i reni dell’esposizione ad una quantità di radiazioni cosmiche, pari a quella alla quale sarebbe esposto un astronauta in un viaggio di andata e ritorno su Marte; queste potrebbero provocare un loro malfunzionamento, fino a portare all’insufficienza renale terminale e alla dialisi gli astronauti. Il rene è infatti un organo molto sensibile sia alle radiazioni, che alla ridistribuzione della perfusione sanguigna (il sangue nello spazio ‘migra’ nella metà superiore del corpo), che si verifica in condizioni di microgravità. Bastano inoltre 6 mesi nello spazio per far invecchiare le arterie di circa 20 anni e anche questo apre la porta all’insufficienza renale. Vivere per mesi o per molti anni in assenza di peso e bombardati di radiazioni cosmiche avrà dunque delle conseguenze per la salute dell’uomo e i reni sono tra i vari organi, quelli che sono stati meno studiati finora nello spazio. Sono invece note da tempo una serie di conseguenze a carico degli occhi, dell’apparato cardiovascolare, muscolo-scheletrico e del sistema nervoso che possono manifestarsi anche durante le prime settimane di una missione spaziale. “Lo studio pubblicato su Nature Communications – conclude il professor Giuseppe Grandaliano, Ordinario di nefrologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore UOC di Nefrologia di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS - viene a colmare molti dei questi gap di conoscenza relativi alla salute dei reni suggerendo le istruzioni per l’uso per mantenerli in buona salute durante un lungo viaggio nel deep space e segna la nascita di una nuova specialità, la nefrologia spaziale”.

27/06/2024

INFORMATI CON ANNA

Caldo, riparte numero verde 1500, quest’anno esteso a lavoratori e imprese

Parte oggi la campagna del ministero della Salute ‘Proteggiamoci dal caldo’ per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Sempre da oggi è di nuovo attivo il numero di pubblica utilità 1500 che fornisce indicazioni utili su come comportarsi e proteggersi dal caldo e sui servizi socio-sanitari presenti sul territorio. Grazie alla collaborazione con l’Inail, quest’anno il servizio telefonico è stato esteso anche ai lavoratori e imprese con l’introduzione di informazioni specifiche sul ‘rischio caldo’ nei luoghi di lavoro, soprattutto su chi opera in cantieri edili e agricoltura, quindi esposto maggiormente al sole. La presentazione del Piano oggi a Roma al ministero della Salute con il ministro Orazio Schillaci e il presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo.

Il Piano prevede un nuovo spot che sarà trasmesso sulle reti Rai per ricordare le regole da seguire per non esporsi ai rischi delle ondate di calore e sensibilizzare le fasce più fragili come anziani, bambini e donne in gravidanza.

"Con l’arrivo dell’estate e le possibili ondate di calore, proteggersi è fondamentale. Per questo anche quest’anno abbiamo previsto una serie di attività che includono iniziative di comunicazione come quella odierna e il potenziamento dell’assistenza sanitaria - ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci presentando oggi il piano 'Proteggiamoci dal caldo' - Nell’ambito della campagna di comunicazione abbiamo realizzato lo spot che stiamo per vedere e che sarà trasmesso sulle reti Rai per sensibilizzare le persone sull’importanza di difendersi dagli effetti delle elevate temperature. Come sappiamo, un’esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi di minore o maggiore entità e un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti".

Dal 20 maggio il ministero della Salute "ha avviato il Piano caldo 2024 per prevenire gli effetti negativi delle elevate temperature sulla popolazione, in particolare sui soggetti più a rischio: penso agli anziani, ai malati cronici, ai bambini, alle donne in gravidanza - ha aggiunto - Ogni giorno si possono consultare sul sito del ministero i bollettini relativi alle previsioni sulle ondate di calore in 27 città italiane, aggiornati quotidianamente con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio che ringrazio".

"L'Inail vuole essere sempre più capillare nelle sue informazioni ai lavoratori e alle imprese - ha concluso il presidente Inail, Fabrizio D'Ascenzo - Il fenomeno caldo è difficoltoso da affrontare per chi lavora perché si sottovalutano i rischi, soprattutto all'aperto. E' una nostra priorità, che condividiamo con il ministero della Salute, tutelare al meglio i cittadini".

27/06/2024

INFORMATI CON ANNA

Aifa segnala ritiro cautelativo numerosi lotti di un antinfiammatorio

Il ritiro è stato disposto a titolo cautelativo, a seguito della notifica da parte della ditta titolare di AIC relativa a fuori specifica nelle analisi di stabilità

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), con apposito provvedimento, ha disposto il ritiro di vari lotti di un antinfiammatorio della ditta IBN Savio S.r.l. sita a Pomezia (RM) in Via del Mare, 36.

Nello specifico si tratta lotti del medicinale DECADRON 2 mg/ml gocce orali, soluzione flacone 10 ml – AIC n. 014729141 n° W231026 scad. 10/2025, W230856 scad. 08/2025, W230532 scad. 05/2025, W230490 scad. 05/2025, W231025 scad. 10/2025, W230866 scad. 08/2025 r del DECADRON 2 mg/ml gocce orali, soluzione flacone 30 ml – AIC n. 014729154 n° W231054 scad. 10/2025, W230881 scad. 09/2025 e lotto n. W231055 scad. 10/2025.

Il provvedimento è stato adottato, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, a seguito di notifica da parte del titolare AIC relativa a fuori specifica nelle analisi di stabilità nel medicinale in oggetto. Decadron – Gocce è un farmaco a base del principio attivo Desametasone Sodio Fosfato, appartenente alla categoria degli Corticosteroidi e nello specifico Glicocorticoidi.

Il medicinale è utilizzato nel trattamento della corticoterapia antinfiammatoria ed antiallergica, artrosi degenerativa e post-traumatica, poliartrite cronica evolutiva, spondiloartrite anchilosante, stati asmatici, dermatiti e dermatosi allergiche e in tutti quei casi in cui necessita una terapia corticosteroidea.

La ditta IBN Savio ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

27/06/2024

INFORMATI CON ANNA

Legge 104: novità dal 30 giugno

Il 30 giugno 2024, entrerà in vigore il Decreto Disabilità per la Legge 104, con all’interno numerose novità. L’impatto delle Decreto sarà rivolto principalmente su accertamenti di invalidità, tutele e inclusione sociale: in sostanza, i temi e gli obiettivi, ma anche la stessa ratio della Legge 104.

Il Decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2024 e si tratta dell’ultimo in materia di disabilità, approvato dal Governo nel mese di aprile.

Alcune disposizioni entreranno subito in vigore, altre, invece, saranno attive dal 10 gennaio 2025. Sempre il prossimo anno, inoltre, sarà attuata una fase sperimentale con l’applicazione a campione delle nuove disposizioni, in materia di valutazione di base e multidimensionale.

Decreto Disabilità: le novità della Legge 104 da giugno
Il Decreto Disabilità introduce diverse modifiche e novità alla Legge 104/92, in vigore dal 30 giugno. Vengono modificati i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 3, riguardanti la definizione dei soggetti aventi diritto alle agevolazioni previste dalla stessa legge 104.

In particolare, modifica quanto segue:

La nuova definizione di persona con disabilità include chi presenta problematiche durature che possono ostacolare la partecipazione piena ed effettiva nei contesti di vita;
La persona con disabilità ha diritto a prestazioni in relazione alla necessità di sostegno, lieve o medio, e sostegno intensivo di livello elevato o molto elevato;
Qualora la minorazione riduca l’autonomia personale rendendo necessario un intervento assistenziale permanente, il sostegno è intensivo e determina priorità negli interventi dei servizi pubblici.
Di seguito, spiegheremo nel dettaglio le novità, iniziando dal concetto di accomodamento ragionevole.

L’accomodamento ragionevole
Il Decreto Disabilità introduce il concetto di accomodamento ragionale, al fine di garantire una maggiore tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Si tratta del primo cambiamento che andrà in vigore dal 30 giugno 2024. Cosa vuol dire accomodamento ragionevole? Si tratta di un concetto fondamentale che si riferisce a tutte le modifiche e agli adattamenti per garantire che le persone con disabilità possano godere e esercitare, su base di uguaglianza con gli altri, tutti i diritti umani e le libertà fondamentali.

L’accomodamento ragionevole può includere:

Modifiche ambientali: adattamenti fisici negli edifici, come rampe, ascensori, bagni accessibili e adeguamenti negli spazi di lavoro o studio.
Modifiche procedurali: cambiamenti nelle procedure e nei regolamenti per facilitare l’accesso ai servizi.
Modifiche nei tempi e nei metodi di lavoro o studio: flessibilità negli orari, telelavoro, part-time, pause aggiuntive e modalità di esecuzione delle attività lavorative o didattiche.
Ausili tecnologici:
Fornitura di dispositivi tecnologici e software che facilitano l’accesso all’informazione e alla comunicazione per persone con disabilità sensoriali o cognitive.
Formazione e sensibilizzazione: programmi di formazione per il personale e campagne di sensibilizzazione per promuovere la comprensione e l’inclusione delle persone con disabilità.
In definitiva, l’accomodamento ragionevole si pone l’obiettivo di eliminare oppure di ridurre le barriere che ancora impediscono ai disabili di partecipare in toto alla vita sociale, culturale e politica.

La valutazione base della disabilità
Il nuovo Decreto definisce la condizione di disabilità accertandola tramite una valutazione di base che si svolge in un’unica visita collegiale. L’intero processo deve concludersi in un tempo massimo di 90 giorni. Tempistiche che si riducono in presenza di patologie oncologiche.

Inoltre, è anche previsa l’eliminazione delle visite di rivedibilità per semplificare il sistema di accertamento dell’invalidità civile.

Dal 1° gennaio 2026 gestione affidata esclusivamente all’Inps
A partire dal 1° gennaio 2026, la gestione del procedimento per la valutazione di base sarà affidata all’Inps.

Il Decreto Disabilità prevede, inoltre, che il riconoscimento della condizione di disabilità è effettuato dall’Istituto mediante le Unità valutative di base.

Come saranno composte le Commissioni Inps?

Due medici nominati dall’Istituto e una figura professionale appartenente alle aree psicologiche e sociali;
Un medico Inps specializzato in medicina legale.
La valutazione verrà definita, in definitiva, con la partecipazione di almeno tre componenti. In caso di parità dei voti dei componenti, quello del presidente avrà valore doppio.

Infine, la persona interessata alla valutazione avrà la possibilità di farsi assistere dal proprio medico o psicologo di fiducia. Naturalmente, questi non avrà diritto di voto.
Il progetto di vita
Una volta terminata la valutazione, la Commissione dovrà informare l’interessato l’eventuale spettanza dei sostegni e dei benefici previsti. Inoltre, sarà chiamata all’elaborazione e all’attivazione di progetto di vita individuale personalizzato.

Il cosiddetto progetto di vita dovrà realizzare gli obiettivi della persona, per migliorare le condizioni personali e di salute e per facilitargli l’inclusione sociale.

Conclusioni
Il 30 giugno 2024, entrerà in vigore il Decreto disabilità, approvato da Consiglio dei Ministri, che introduce diverse modifiche e novità alla Legge 104/92.

Alcune delle disposizione contenute non entreranno in vigore nell’immediato, ma saranno efficaci solo a decorrere dal 2025.

23/05/2024

Lorenzo ha 24 anni e vive a Livorno.
Studia Ingegneria Elettronica all'Università di Pisa e lavora come rider, perché ci tiene molto a non pesare troppo sulle spalle dei suoi genitori.
Mentre faceva una consegna in scooter, Lorenzo nota uno zaino a terra. All'interno c'erano documenti, chiavi di casa, chiavi della macchina, carte di credito e duemila euro in contanti.
Dai documenti Lorenzo risale al proprietario, un pasticcere della zona. Lo raggiunge in negozio e gli riconsegna tutto.
"Era molto angosciato perché avrebbe dovuto rifare le serrature, bloccare le carte, rinnovare i documenti. Mi ha offerto una colazione e mi ha ringraziato. Mi ha dato pure una mancia, che non mi aspettavo e non era nemmeno dovuta. Qualcuno mi ha chiamato "scemo" per non essermi tenuto i duemila euro. Ma era la cosa giusta da fare, nello zaino c'era la vita di questo signore. Sono contento di ciò che ho fatto, e anche la mia famiglia lo è."

Lorenzo, hai fatto la cosa giusta! Sei un bellissimo esempio di sana gioventù.
Bravo!❤️

Fonte: storieVere :Matteo Grimaldi

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Rome
00168

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