Dr.ssa Iolanda Lo Bue

Dr.ssa Iolanda Lo Bue Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dr.ssa Iolanda Lo Bue, Psicologo, Via Giovanni Aldini 3, Rome.
(1)

🧠 Psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia
Evento ECM - 12 Novembre 2025 iscriviti subito!
🖥️ Consulenza online
📍 Roma - Via Giovanni Aldini, 3
📍 Roma - Viale Aurelio Galleppini, 35

Oggi condivido con voi le parole di Enzo, che ha scelto di raccontare il suo percorso con me.Ogni storia è unica, ma tut...
18/01/2026

Oggi condivido con voi le parole di Enzo,
che ha scelto di raccontare il suo percorso con me.
Ogni storia è unica, ma tutte parlano di coraggio, fiducia e desiderio di cambiamento.

Leggere queste testimonianze mi ricorda ogni giorno quanto sia importante il lavoro che faccio, e quanto ognuno di noi possa riscoprirsi, a qualsiasi età.

Se senti il bisogno di essere ascoltata/o, io ci sono.

📩 Prenota ora il tuo appuntamento, anche online
🌐 www.dottoressaiolandalobue.it | 📞 342 8381871

12/01/2026

Non si può morire a quindici anni
la Repubblica - 3 gennaio 2026

Non ci sono parole, si dice in questi casi. E si dice la verità. Non ce ne sono infatti per descrivere la disperazione dei sopravvissuti alla tragedia di questo Capodanno, che si è consumata in un locale nel quale si festeggiava la notte di San Silvestro. Non ci sono parole per chi, mentre celebrava la nascita del nuovo anno, ha perso la propria vita. La morte è arrivata prepotente, come un terribile intruso, ad un appuntamento alla quale non era invitata. Non ci sono parole perché una tragedia così non sarebbe dovuta succedere. Non è l’esuberanza festosa dei giovani ad avere scatenato il disastro ma, come quasi sempre in questi casi, l’imperizia e, probabilmente, l’avidità degli adulti rei di non mettere al primo posto la sicurezza. I morti e i feriti sono tutti giovanissimi. Potevano essere, come ancora si dice, i nostri stessi figli. Ma non toccherebbe mai a loro morire. A loro toccherebbe solo vivere. Perché non si può morire così a quindici anni. Sono ragazzi e ragazze travolti dalla morte proprio nell’età in cui la vita dovrebbe aprirsi alla vita nel modo più spensierato e più gioioso. È forse questa situazione a rendere tutto ancora più insensato e atroce, a renderlo psichicamente indigeribile. Non toccherebbe mai a loro. Toccherebbe a noi, piuttosto. Alle vecchie generazioni. A chi la vita l’ha più o meno già vissuta.
La tragedia è certamente nella morte atroce tra le fiamme, ma è soprattutto nell’inversione brutale dell’ordine naturale delle cose. Se è vero che la morte nella forma umana della vita è sempre prematura, viene sempre troppo in anticipo, innaturale, ingiusta, lo è certamente ancora di più quando le sue vittime sono delle vite all’inizio della vita. Ne La stanza del figlio (2001) Nanni Moretti era riuscito a cogliere il dramma di questo testacoda osceno: non sono i genitori che si congedano dai loro figli, come dovrebbe naturalmente accadere, ma sono i genitori ad essere costretti ad assistere alla perdita brutale e inattesa di chi hanno generato. Non si può accettare, non si può metabolizzare in nessun modo. Nel racconto di quel film il dolore per la perdita del figlio finisce per separare i genitori inchiodando ciascuno di loro in una solitudine senza scampo. Non c’è niente di più straziante che vedere un figlio morire. In questo modo poi. Non c’è la lenta disperazione di una malattia; c’era solo una festa, un rito propiziatorio. La morte irrompe dove avrebbe dovuto esserci solo la vita. Niente di più sconvolgente.
Un’amica ha raccontato di un suo conoscente che ha trascorso delle ore a cercare di mettersi in contatto con il proprio figlio che sapeva essere andato proprio in quel locale. Nessuna risposta al telefono. Poi ha sentito la voce del figlio comparire improvvisamente ed esclamare: “papà!”. Si era salvato perché, nel momento dello scoppio dell’incendio, era uscito a fumare. Un caso la morte, un caso la vita: testa o croce. Quest’uomo ha descritto l’incontro al telefono con la voce del figlio come una vera e propria resurrezione. Pensava potesse essere tra i morti e invece lo ha ritrovato. Un istante che vale una intera vita. Ma per i genitori dove invece questo istante benedetto è stato precluso, dove il figlio o la figlia si sono allontanati per sempre? Cosa accade a questi genitori che restano e che però non potranno più ascoltare la voce dei loro figli? Un’ombra scura discende improvvisamente sulla loro vita togliendo ogni luce al mondo. È quello che conosciamo come il trauma del lutto. In questi casi però il trauma appare ancora più violento e insopportabile perché, come abbiamo visto, contraddice l’avvicendamento naturale tra le generazioni. La giustizia che dovrà colpire i veri responsabili di questo disastro non sarà sufficiente a sanare questa ferita.
La morte di un figlio mostra con una violenza che non ha eguali che nessun genitore – nemmeno i più premurosi e i più sensibili – può garantire la vita dei propri figli, perché l’intrusione insensata della morte fa drammaticamente parte della vita. Può accadere con una malattia, con un incidente stradale, con un qualunque altro passo falso o imprevisto… Ma la vita stroncata nel pieno della vita chiede giustizia. La chiede come un grido ostinato. Non solo e non tanto quella che verrà garantita, come tutti ci auguriamo, dai tribunali degli uomini. Domanda una giustizia che oltrepassa ogni giustizia. Perché di fatto non c’è consolazione possibile per chi resta di fronte a questa perdita. Solo una disperazione che tramortisce anche i più forti. Certo, quello che abbiamo condiviso con chi non è più qui può sempre restare con noi. Ogni volta che qualcuno che abbiamo profondamento amato ci abbandona, qualcosa di lui non può non restare con noi e tra di noi, non può mai morire del tutto. Resta la luce viva dei ricordi incancellabili che sono destinati ad appartenere alla nostra vita per sempre. Ma resta anche una domanda di giustizia che rivolgiamo alla vita, e che non possiamo non rivolgere con accanimento: perché? perché proprio a noi? perché proprio in questa maldetta notte? La morte diviene reale quando, mettendoci le mani addosso, ci strappa la vita di chi amiamo o la nostra stessa vita… Ma la sola solidarietà che conta inizia proprio da qui. Nel riconoscerci uguali di fronte all’inesorabilità e all’insensatezza senza parole della morte, che può sempre arrivare. Se capissimo davvero questo, la guerra di tutti contro tutti lascerebbe il posto a quella pietas che sola ci rende umani…

[Cover: Ann Hamilton, Sense]

10/01/2026
All’Epifania, da bambini, impariamo una regola semplice:se siamo stati bravi riceviamo un premio,se abbiamo sbagliato ri...
05/01/2026

All’Epifania, da bambini, impariamo una regola semplice:
se siamo stati bravi riceviamo un premio,
se abbiamo sbagliato riceviamo carbone.

Quel messaggio, però, non resta nell’infanzia.
Diventa una convinzione profonda che molte persone portano con sé anche da adulte:
che il valore dipenda dal comportamento,
che l’errore tolga diritto all’amore,
che alcuni sentimenti vadano “meritati”.

In terapia incontro spesso questa domanda, anche se non sempre viene detta ad alta voce:
“Valgo abbastanza?”

L’Epifania può diventare allora un momento di consapevolezza:
non tutto ciò di cui abbiamo bisogno è un premio.
Alcune cose sono bisogni fondamentali, non ricompense.

Se senti il bisogno di essere ascoltata/o, io ci sono.

📩 Prenota ora il tuo appuntamento
🌐 www.dottoressaiolandalobue.it | 📞 342 8381871





Oggi condivido con voi le parole di Violetta, che ha scelto di raccontare il suo percorso con me.Ogni storia è unica, ma...
02/01/2026

Oggi condivido con voi le parole di Violetta,
che ha scelto di raccontare il suo percorso con me.
Ogni storia è unica, ma tutte parlano di coraggio, fiducia e desiderio di cambiamento.

Leggere queste testimonianze mi ricorda ogni giorno quanto sia importante il lavoro che faccio, e quanto ognuno di noi possa riscoprirsi, a qualsiasi età.

Se senti il bisogno di essere ascoltata/o, io ci sono.

📩 Prenota ora il tuo appuntamento, anche online
🌐 www.dottoressaiolandalobue.it | 📞 342 8381871

Il 2025 è stato un anno fatto di incontri, parole condivise, percorsi iniziati e fiducia reciproca.Grazie a chi mi ha sc...
30/12/2025

Il 2025 è stato un anno fatto di incontri, parole condivise, percorsi iniziati e fiducia reciproca.

Grazie a chi mi ha scelta, a chi ha camminato accanto a me, ai colleghi e collaboratori con cui ho costruito progetti, agli amici che hanno sostenuto il mio lavoro anche nei momenti più intensi.

Ogni relazione, ogni confronto, ogni storia ascoltata ha dato senso al mio impegno quotidiano.
Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza di voi. 💙

#2026

La pelle non è solo un involucro.È un linguaggio.Quando lo stress diventa costante, il corpo risponde:il cortisolo aumen...
27/12/2025

La pelle non è solo un involucro.
È un linguaggio.

Quando lo stress diventa costante, il corpo risponde:
il cortisolo aumenta, il sistema immunitario si altera
e la pelle può diventare più fragile, reattiva, infiammata.

Dermatite, prurito, rossore non sono “immaginari”.
Sono segnali.
Spesso raccontano un sovraccarico emotivo che chiede ascolto..

Curare la pelle è importante, ma a volte non basta.
Serve prendersi cura anche di ciò che accade dentro.

Ricorda mente e corpo lavorano insieme.
E ascoltare è sempre il primo passo verso il cambiamento.

Se senti il bisogno di essere ascoltata/o, io ci sono.

📩 Prenota ora il tuo appuntamento
🌐 www.dottoressaiolandalobue.it | 📞 342 8381871

Il corpo parla.Lo fa attraverso sensazioni, tensioni, segnali che spesso impariamo a ignorare.Quando la mente fatica a e...
22/12/2025

Il corpo parla.
Lo fa attraverso sensazioni, tensioni, segnali che spesso impariamo a ignorare.

Quando la mente fatica a esprimere ciò che sente,
il corpo trova il suo linguaggio.

Ascoltarlo non significa avere risposte immediate,
ma concedersi uno spazio di attenzione, comprensione e cura.

In terapia lavoriamo anche su questo:
dare senso a ciò che emerge, senza forzare, senza giudizio.

Se senti il bisogno di essere ascoltata/o, io ci sono.

📩 Prenota ora il tuo appuntamento
🌐 www.dottoressaiolandalobue.it | 📞 342 8381871

21/12/2025

Indirizzo

Via Giovanni Aldini 3
Rome
00146

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dr.ssa Iolanda Lo Bue pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dr.ssa Iolanda Lo Bue:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram