29/04/2026
ESTRATTO SECCO E TITOLAZIONE: COME DIFENDERSI DALLE TRUFFE!
Negli ultimi anni molti medici e nutrizionisti sottolineano l’importanza di integrare nella dieta polifenoli e flavonoidi, noti per la loro azione antiossidante. Tuttavia, mi chiedo quanto queste sostanze vengano realmente assorbite e metabolizzate dal nostro organismo. Si tratta di composti effettivamente utili alla salute, oppure il loro consumo rappresenta in parte una tendenza del momento, con il rischio di sostenere una spesa non sempre giustificata?
ESTRATTO SECCO ,TITOLAZIONE E BIODISPONIBILITA'
1)Estratto secco = concentrazione pura e biodisponibile delle sostanze attive della pianta.
Titolazione = percentuale reale di principio attivo con effetto farmacologico, che indica quanta sostanza il corpo può davvero utilizzare per migliorare il nostro stato di salute.
La semplice polvere di pianta è poco efficace (solo 1–10% assimilato).
2) Modi di utilizzare le piante
Fitocomplesso dove uniamo più piante medicinali (ricette mirate).
Tisane o decotti.
Integratori (capsule, compresse, estratti fluidi).
Gli integratori in capsule sono i più diffusi, ma anche i più a rischio di scarsa efficacia se non correttamente titolati.
3) Esempi pratici
Curcuma spezia: i preparati in polvere che si usano in cucina non hanno titolazione, hanno solo un effetto digestivo. Per effetti concreti (antinfiammatori, epatoprotettori, antiossidanti), serve estratto secco titolato ≥90–98% in curcumina, meglio se associato a piperina o liposomi.
Berberina : Titolazione minima 90% estratta da Berberis Aristata o Vulgaris con assorbimento aumentato con silimarina o acido caprilico. Non utilizzare Berberina HCL perché ha subito una trasformazione chimica per aumentare la biodisponibilità aggiungendo acido cloridrico. In questo modo andiamo a creare problemi allo stomaco e a trattare e raffinare una molecola vegetale naturale.
Resveratrolo : Non ha biodisponibilità, non viene assimilato dagli alimenti. Nel vino non contiene nessun valore significativo e da solo la biodisponibilità è molto bassa, solo del 10–20%. Meglio: Trans-resveratrolo titolato al 98%, oppure Polidatina (glucoside del resveratrolo) che raggiunge quasi il 100% di assorbimento. Non capisco perché continuano a consigliare resveratrolo e non Polidatina, il glucoside che sfrutta il passaggio tra le membrane biologiche tramite trasporto attivo degli zuccheri. (Lo schema in basso ci fa capire molto bene il passaggio di membrana e la biodisponibilità che supera il 90%).
Vitamina C : sintetica poco efficace. Naturale (acerola, camu camu, rosa canina, amla) + flavonoidi = assorbimento 90%, con extra effetto antiossidante e immunostimolante. Oppure utilizzare Vitamina C liposomiale, dove il liposoma costituito da una capsula di girasole formata da fosfolipidi che veicola la vitamina C che diventa liposolubile e riesce a passare le membrane biologiche, arrivando a una biodisponibilità molto elevata. (Da preferire se ci sono problemi gastrici: non passa per lo stomaco, gastrite, stress ossidativo elevato).
Astaxantina : per 10–12 mg reali servono almeno 200–240 mg di estratto secco titolato al 5% da Haematococcus pluvialis. Se l’etichetta non specifica titolazione e quantità di alga, il prodotto non è affidabile. Non fidatevi dei dosaggi di astaxantina superiori a 8 mg: potrebbero essere oleoresine sintetiche. Leggere bene l’etichetta: ci deve essere specificato il quantitativo di alga beta-carotene Haematococcus pluvialis con il dosaggio pro dose titolato al 5%. Se ci sono ad esempio 200 mg di alga titolata al 5%, è giusto in etichetta riportare 10 mg puri di ASTAXANTINA. Mentre se in etichetta trovate “Astaxantina 12 mg” senza specificare la quantità di Haematococcus pluvialis, non fidatevi dell’azienda e non acquistate l’integratore. Il contenuto reale di Astaxantina è minore dello 0,009%.
Omega 3 : scegliere sempre omega 3 da pesce azzurro o da Krill. La forma migliore è quella in trigliceride, la forma naturale e biodisponibile degli acidi grassi, non in esteri etilici come la maggior parte degli integratori in commercio. Controllare sempre la certificazione IFOS senza metalli pesanti.
Vitamine B complex → mi raccomando scegliere sempre le vitamine B in forma metilata già attivate, in modo da bypassare eventuali problematiche di mutazioni come MTHFR e di assorbimento per carenza di fattore intrinseco. Le vitamine B metilate migliorano il processo di metilazione con la produzione di enzimi antiossidanti endogeni come il Glutatione.
Non scegliere cianocobalamina ma Metilcobalamina.
Non scegliere acido folico pterilglutammico ma Metilfolato di calcio o glucosamina.
Non scegliere vitamina B6 in forma di piridossina (tantissimi effetti collaterali), ma in forma Fosfato.
Minerali → scegliere sempre i minerali in forma chelata, cioè devono essere coniugati con aminoacidi per il massimo assorbimento e biodisponibilità. Come:
Magnesio bisglicinato, treonato, taurato, invece che magnesio ossido, carbonato, citrato.
Zinco bisglicinato.
Selenio metionina o bisglicinato, ecc.
4. Come difendersi dalle truffe
Leggere bene le etichette: controllare sempre la titolazione per le piante medicinali e la quantità di estratto secco, e non solo “mg di pianta”.
Diffidare dalle capsule miste (polvere + estratto): solo la parte titolata è efficace.
Chiedere sempre chiarimenti al produttore: se non specificano dosaggi e titolazione → non acquistare.
Attenzione agli eccipienti: preferire capsule vegetali senza biossido di titanio o additivi sintetici, magnesio stearato, talco, carragenina e zuccheri vari.
La nutraceutica è la nuova frontiera: piante e principi attivi naturali, ma formulati in modo scientifico (estratto secco titolato, biodisponibilità ottimizzata).
👉 Solo così gli integratori possono avvicinarsi all’efficacia di un farmaco, senza i suoi effetti collaterali.
Consiglio di salvare questo post e, per qualsiasi consulenza, potete chiamare le nostre parafarmacie OVF allo 0686209126 oppure scriverci in privato.
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Dr. Fabrizio Marrone – Farmacista esperto in Nutraceutica