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I VIRUS NON ATTACCANO IL DNA: ATTACCANO L'ENERGIAPer anni è stato insegnato che i virus siano semplici “errori di codice...
12/01/2026

I VIRUS NON ATTACCANO IL DNA: ATTACCANO L'ENERGIA

Per anni è stato insegnato che i virus siano semplici “errori di codice”, frammenti di RNA o DNA che mutano e si spostano da una cellula all’altra.
Questa visione oggi è incompleta.

La ricerca più avanzata mostra che i virus sono ingegneri metabolici: non cercano il nostro DNA, ma la nostra energia cellulare.
Stanchezza profonda, nebbia mentale, debolezza, astenia e insonnia non sono il virus in sé. Sono il segnale di un sabotaggio energetico.

Il vero campo di battaglia non è la cromatina.
È la gestione di ferro, ossigeno e mitocondri.

I virus non possiedono mitocondri, non respirano, non producono ATP. Per replicarsi devono spegnere i nostri. Sono parassiti endocellulari che sfruttano gli stessi meccanismi biologici della cellula ospite, soprattutto quando lo stress fisico ed emotivo abbassa la risposta immunitaria.

Il ferro: il carburante invisibile della replicazione

Ogni processo di replicazione virale dipende dal ferro, perché questo metallo è indispensabile per:

sintesi dei nucleotidi e duplicazione del genoma

attività delle RNA-polimerasi

funzionamento dei mitocondri e produzione di energia

Senza ferro non esiste né energia né replicazione.
Per questo l’organismo attiva un meccanismo antico, la nutritional immunity: sequestra il ferro per affamare virus, batteri e parassiti. Integrare ferro senza comprenderne la causa può quindi essere un errore biologico.

Qui entra in gioco la lattoferrina.
Non “uccide” il virus. Controlla il carburante.
Lega il ferro con altissima affinità, lo sottrae all’ambiente extracellulare e lo rende indisponibile ai patogeni, senza privare l’organismo del ferro metabolico essenziale. Numerosi studi mostrano una riduzione dell’ingresso e della replicazione virale (influenza, herpesvirus, HIV, SARS-CoV-2) attraverso questo meccanismo di disarmo metabolico.

Ossido nitrico e blackout energetico

Durante l’infezione le cellule immunitarie aumentano la produzione di ossido nitrico. È una difesa, ma se eccessiva ha un costo: inibisce la catena respiratoria mitocondriale e rende l’ossigeno inutilizzabile.
Il risultato non è solo infiammazione, ma ipossia funzionale e spegnimento dell’ATP.

I virus inducono frammentazione mitocondriale e bloccano la fosforilazione ossidativa. Una cellula senza energia non può attivare una risposta antivirale efficace.

È qui che entrano le molecole intelligenti della natura.
Polifenoli e flavonoidi non attaccano il virus: correggono il terreno metabolico che il virus crea. Modulano l’eccesso di ossido nitrico, riducono lo stress ossidativo e proteggono i mitocondri.
Il glutatione, sostenuto da NAC, glicina e selenio, è lo scudo contro lo stress nitrosativo che altrimenti diventa distruttivo.

Quando sono presenti replicazioni virali, spesso di virus latenti endogeni come Epstein-Barr, citomegalovirus o herpesvirus, il problema non è solo l’infezione. È il collasso energetico cellulare.
Il ferro viene sequestrato, l’ossigeno non viene usato, i mitocondri entrano in modalità emergenza. E il corpo lo manifesta come:

stanchezza persistente, nebbia mentale, sonnolenza, debolezza

Lattoferrina per il ferro.
Polifenoli per l’ossido nitrico.
Antiossidanti per i mitocondri.

Non sono “rimedi alternativi”.
Sono strumenti di regolazione metabolica in una guerra biochimica antica.
Chi controlla l’energia controlla la replicazione.

Posologia indicativa
Lattoferrina: 1 capsula alle ore 17, lontano almeno un’ora dai pasti.
NAC con glicina e selenio: 1 capsula al mattino a digiuno con vitamina C liposomiale e 1 capsula la sera prima di cena.
Flavonoidi e polifenoli: 2 capsule dopo i pasti principali.

Chiedere sempre il parere del medico curante in caso di terapie farmacologiche in corso.

https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Lattoferrina-60cps-z-203542?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExSGZCWmUxWXlEM0NHUVgxMHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5_yRxeyNishJs10hOmPwEdE6JB4v5XpqiQWKHc4oK8bqtghLxGz4fA57WDvg_aem_x_MWiHtMHa7VdtemJDHbew
https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-No-Viral-Pro-150cps-z-203539?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExSGZCWmUxWXlEM0NHUVgxMHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5_yRxeyNishJs10hOmPwEdE6JB4v5XpqiQWKHc4oK8bqtghLxGz4fA57WDvg_aem_x_MWiHtMHa7VdtemJDHbew
https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Nac-600-con-Glicina-e-Selenio-180-cps-z-1719?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExSGZCWmUxWXlEM0NHUVgxMHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5_yRxeyNishJs10hOmPwEdE6JB4v5XpqiQWKHc4oK8bqtghLxGz4fA57WDvg_aem_x_MWiHtMHa7VdtemJDHbew

Dr. Fabrizio Marrone
Farmacista esperto in nutraceutica ed epigenetica

ALLA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA ALLA MEDICINA D’URGENZA: PERCHÉ SI PARLA DI BROMELINALe grandi emergenze sanitarie hanno ...
09/01/2026

ALLA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA ALLA MEDICINA D’URGENZA: PERCHÉ SI PARLA DI BROMELINA

Le grandi emergenze sanitarie hanno spesso un effetto collaterale positivo: portano alla luce terapie poco conosciute ma fondamentali. È quanto accaduto dopo la tragedia del locale di Crans-Montana, in Svizzera, dove numerosi giovani sono rimasti gravemente ustionati in seguito a un incendio. In quei giorni, l’attenzione si è concentrata sul lavoro dei centri grandi ustionati e sulle strategie utilizzate nelle prime ore per trattare ustioni profonde ed estese.

In questo contesto è emersa una terapia specifica, già presente nei protocolli internazionali ma poco nota al grande pubblico: il debridement enzimatico a base di bromelina, utilizzato per la rimozione precoce del tessuto necrotico nelle ustioni termiche gravi.

L’importanza della rimozione precoce dell’escara

Nelle ustioni di grado profondo, il calore distrugge i tessuti cutanei formando un’area di escara, un tessuto non vitale che ostacola la guarigione, favorisce le infezioni e rende difficile la valutazione reale della profondità della lesione.

La rimozione tempestiva dell’escara è un passaggio cruciale perché:
riduce il rischio infettivo,
migliora la preparazione del letto di ferita,
consente una più rapida decisione terapeutica, inclusa l’eventuale necessità di innesti cutanei.

Tradizionalmente questo processo avviene tramite escissione chirurgica, una procedura efficace ma invasiva, spesso associata a perdita di sangue e sacrificio di tessuto potenzialmente recuperabile.

Il ruolo del debridement enzimatico a base di bromelina

Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha documentato l’utilizzo clinico di un farmaco a base di enzimi proteolitici arricchiti in bromelina, indicato per la rimozione selettiva dell’escara nelle ustioni termiche profonde.

Questa terapia, autorizzata dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), agisce sciogliendo in modo mirato il tessuto necrotico, con l’obiettivo di preservare il più possibile il tessuto sano sottostante. L’applicazione avviene esclusivamente in ambiente ospedaliero, all’interno di burn unit specializzate, da parte di personale formato.

Numerosi studi e documenti di consenso europeo evidenziano come il debridement enzimatico possa:
ridurre la necessità di escissione chirurgica in pazienti selezionati,
accelerare i tempi di rimozione dell’escara,
migliorare la valutazione precoce della profondità dell’ustione,
risultare particolarmente utile in aree delicate come mani e volto, dove la conservazione di tessuto è fondamentale per l’esito funzionale.

Crans-Montana e la rete tra centri ustioni

Dopo l’incendio di Crans-Montana, alcune strutture italiane sono state coinvolte nel trattamento dei feriti. Le cronache hanno riportato, ad esempio, la richiesta urgente di flaconi di estratto enzimatico a base di bromelina da parte dell’Ospedale Niguarda di Milano alla farmacia dell’Ospedale Villa Scassi di Genova, a dimostrazione di come, nelle grandi emergenze, la collaborazione tra centri e la disponibilità immediata delle terapie siano determinanti.

Questi episodi hanno contribuito a far conoscere al pubblico una realtà clinica spesso invisibile: quella dei professionisti che operano nei centri grandi ustionati, dove ogni decisione terapeutica viene presa valutando attentamente estensione, profondità, sede delle lesioni e condizioni generali del paziente.

Un messaggio di chiarezza scientifica

Parlare di bromelina in questo contesto significa parlare di medicina d’urgenza avanzata, di protocolli ospedalieri e di farmaci specifici, non di soluzioni fai-da-te. È un esempio concreto di come la ricerca e l’organizzazione sanitaria possano tradursi in strumenti efficaci per migliorare prognosi, recupero funzionale e qualità della vita dei pazienti colpiti da eventi drammatici.

Fonti

European Medicines Agency (EMA). NexoBrid – EPAR e Summary of Product Characteristics.

Hirche C. et al. Eschar removal by bromelain-based enzymatic debridement: European consensus guidelines update. Burns, 2020.

Rosenberg L. et al. A novel rapid and selective enzymatic debridement agent for burn wound management. Burns, 2015.

Shoham Y. et al. Bromelain-based enzymatic debridement in burn care: clinical evidence and perspectives. 2023.

Rai News TGR Liguria. Servizi su richiesta di estratto enzimatico per i feriti di Crans-Montana.

ANSA / Il Giorno / La Repubblica. Articoli di cronaca sul supporto tra centri ustioni italiani dopo l’incendio in Svizzera.

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09/01/2026

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VITAMINA D E SISTEMA IMMUNITARIO: PERCHÉ IN INVERNO È UN ALLEATO FONDAMENTALEDurante i mesi invernali il sistema immunit...
08/01/2026

VITAMINA D E SISTEMA IMMUNITARIO: PERCHÉ IN INVERNO È UN ALLEATO FONDAMENTALE

Durante i mesi invernali il sistema immunitario è sottoposto a un carico maggiore. Freddo, ridotta esposizione solare, stress e alterazioni del ritmo sonno-veglia possono compromettere le naturali difese dell’organismo. In questo contesto, la vitamina D rappresenta uno dei micronutrienti più importanti e, allo stesso tempo, più frequentemente carenti.

Vitamina D: molto più di una vitamina

Dal punto di vista scientifico, la vitamina D agisce come un vero e proprio ormone immunomodulante. I suoi recettori sono presenti su numerose cellule del sistema immunitario, comprese cellule dendritiche, linfociti T e macrofagi. Questo significa che la vitamina D è direttamente coinvolta nella regolazione della risposta immunitaria innata e adattativa.

Numerosi studi mostrano come livelli adeguati di vitamina D siano associati a:

migliore risposta alle infezioni stagionali

riduzione dell’infiammazione cronica di basso grado

supporto all’equilibrio tra risposta immunitaria e tolleranza

Inverno e carenza di vitamina D

Nei mesi invernali la sintesi cutanea di vitamina D si riduce drasticamente a causa della minore esposizione ai raggi UVB. Anche una dieta equilibrata spesso non è sufficiente a coprire il fabbisogno, rendendo la carenza estremamente diffusa nella popolazione generale.

Questa condizione può riflettersi in una maggiore suscettibilità alle infezioni, stanchezza persistente e rallentamento dei meccanismi di recupero dell’organismo.

L’importanza di un’integrazione consapevole

Secondo l’approccio del Fabrizio Marrone, l’integrazione di vitamina D dovrebbe sempre essere personalizzata, basata sullo stile di vita, sull’esposizione solare, sull’età e sullo stato di salute generale.

Un corretto supporto nutraceutico non ha l’obiettivo di “stimolare” in modo forzato il sistema immunitario, ma di aiutarlo a funzionare in modo equilibrato, sostenendo le difese senza creare squilibri.

Vitamina D e benessere globale

Oltre al ruolo immunitario, la vitamina D contribuisce anche al benessere muscolare, alla salute dell’apparato scheletrico e al supporto dell’umore, aspetti particolarmente rilevanti nei mesi freddi, quando il corpo è più esposto a stress fisici e mentali.

Prendersi cura del sistema immunitario in inverno significa partire dalle basi: esposizione solare quando possibile, alimentazione equilibrata e integrazione mirata. La vitamina D, se utilizzata correttamente, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per sostenere l’organismo durante la stagione fredda.

Un approccio scientifico, consapevole e personalizzato resta sempre la chiave per una salute duratura.



https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Ros-AD3-60cps-z-202905

BIANCOSPINO E RESPIRAZIONE. QUANDO RESPIRARE MEGLIO NON DIPENDE SOLO DAI POLMONISi nasce con un DNA, ma non con un respi...
08/01/2026

BIANCOSPINO E RESPIRAZIONE. QUANDO RESPIRARE MEGLIO NON DIPENDE SOLO DAI POLMONI

Si nasce con un DNA, ma non con un respiro bloccato.
Eppure, sempre più persone riferiscono una sensazione di fiato corto, oppressione toracica, difficoltà a respirare profondamente. In molti casi, però, il problema non nasce nei polmoni.

La fisiologia insegna che la respirazione è il risultato di un sistema integrato. Cuore, sistema nervoso autonomo e produzione di energia cellulare determinano quanto ossigeno arriva ai tessuti e, soprattutto, quanto efficacemente viene utilizzato. È in questo contesto che il biancospino (Crataegus) mostra un interesse scientifico concreto.

Cosa dice la scienza sul biancospino

Il biancospino è una delle piante più studiate in ambito cardiovascolare. Le evidenze cliniche e le revisioni scientifiche indicano che i suoi estratti standardizzati:

migliorano la funzione cardiaca e la capacità di p***a;

aumentano la tolleranza allo sforzo e l’ossigenazione dei tessuti;

modulano la frequenza cardiaca e riducono la percezione della dispnea.

Quando il cuore lavora in modo più efficiente, il respiro diventa automaticamente più fluido. Non perché aumenti l’aria inspirata, ma perché migliora la distribuzione e l’utilizzo dell’ossigeno.

Perché il biancospino può migliorare la respirazione

L’azione del biancospino non è diretta sui bronchi. Agisce più in profondità, su tre snodi fisiologici fondamentali:

Cuore e circolazione: il miglioramento della contrattilità miocardica e della perfusione periferica riduce la congestione e la sensazione di affanno. Un cuore più efficiente richiede meno compensi respiratori.

Mitocondri ed energia: i flavonoidi del biancospino svolgono un’azione antiossidante e protettiva sui mitocondri. La respirazione cellulare termina proprio qui: l’ossigeno serve a produrre ATP. Se i mitocondri funzionano male, l’ossigeno non viene utilizzato correttamente e il corpo “chiede più aria”, anche a riposo.

Sistema nervoso e nervo vago: il biancospino esercita un’azione calmante e vagotonica, favorendo l’attivazione del sistema parasimpatico. Quando il nervo vago è funzionale, il respiro rallenta, diventa più profondo e diminuisce la sensazione di fame d’aria.

Il respiro non dipende da un singolo organo. È il risultato dell’asse cuore–nervo vago–mitocondri.

Respirazione ed epigenetica

Respirare meglio significa ridurre lo stress biologico. Un respiro efficiente si associa a minori livelli di cortisolo, a una riduzione dell’infiammazione sistemica e a una migliore funzione mitocondriale.
Questi segnali biochimici modulano l’espressione genica. La respirazione, quindi, non è solo un atto meccanico: è un vero segnale epigenetico che informa l’organismo sul suo stato energetico.

Il messaggio chiave

Quando compare l’affanno, non sempre la risposta è nei polmoni o nell’ansia. Spesso è necessario osservare il cuore, il sistema nervoso autonomo e la capacità delle cellule di produrre energia.

Il biancospino non “cura il respiro”.
Crea le condizioni biologiche perché il respiro torni efficiente.

La genetica fornisce il potenziale.
L’epigenetica decide come viene espresso.
E il respiro racconta sempre come sta funzionando il sistema energetico dell’organismo.

https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Cardio-Extra-Plus-120-cps-z-1387

Benessere totale.
Fabrizio Marrone
Farmacista esperto in nutraceutica

EPIGENETICA, NERVO VAGO E MITOCONDRIQUANDO LA CALMA DIVENTA ENERGIA CELLULARENOI NASCIAMO CON UN DNA…MA NON CON UNA SENT...
07/01/2026

EPIGENETICA, NERVO VAGO E MITOCONDRI
QUANDO LA CALMA DIVENTA ENERGIA CELLULARE
NOI NASCIAMO CON UN DNA…
MA NON CON UNA SENTENZA.
La scienza oggi ci dimostra che i nostri geni non decidono da soli il nostro destino biologico.
Esiste un dialogo continuo tra geni, ambiente, sistema nervoso e metabolismo.
Questo dialogo si chiama EPIGENETICA.
Ogni giorno, attraverso ciò che mangiamo, respiriamo, pensiamo e viviamo, stiamo inviando segnali ai nostri geni.
Ma c’è un “cavo di comunicazione” potentissimo che spesso viene ignorato.
👉 IL NERVO VAGO.
IL NERVO VAGO: IL GRANDE REGISTA DEL PARASIMPATICO
Il nervo vago è il principale nervo del sistema nervoso parasimpatico, il sistema della:
✔ calma
✔ recupero
✔ digestione
✔ rigenerazione
Quando il nervo vago è attivo:
•la frequenza cardiaca si abbassa
•l’infiammazione diminuisce
•la digestione migliora
•il corpo entra in modalità riparazione
E QUI ARRIVA IL PUNTO CHIAVE.
IL NERVO VAGO PARLA AI MITOCONDRI
Numerosi studi dimostrano che l’attivazione del sistema parasimpatico:
•riduce lo stress ossidativo mitocondriale
•migliora l’efficienza energetica
•modula la biogenesi mitocondriale
•nfluenza i segnali epigenetici legati all’infiammazione
In pratica:
👉 la calma nervosa migliora l’energia cellulare.
STRESS CRONICO = MITOCONDRI IN SOFFERENZA
Quando viviamo in iper-attivazione simpatica (stress continuo):
❌ cortisolo elevato
❌ infiammazione cronica
❌ aumento dei radicali liberi
❌ mitocondri “spenti”
E mitocondri inefficienti significano:
•stanchezza cronica
•peggior controllo glicemico
•maggiore rischio cardiovascolare
•invecchiamento accelerato
Questo NON è solo psicologia.
👉 È biochimica mitocondriale.
EPIGENETICA: IL PONTE TRA NERVO VAGO E GENI
I mitocondri non producono solo ATP.
Producono segnali che arrivano al nucleo e modulano l’espressione genica.
Quando il nervo vago è attivo:
✔ si riducono i segnali pro-infiammatori
✔ migliora la metilazione
✔ si modulano i geni legati allo stress
Questo significa che il sistema nervoso può influenzare l’epigenetica.
La mente non “cura” il corpo.
👉 Lo informa.
MICROBIOTA + MITOCONDRI: CHI COMANDA DAVVERO LA TUA ENERGIA?
E… COSA C’ENTRA IL CUORE?
Noi pensiamo di “avere energia” o “non averla”…
ma la realtà è che l’energia dipende da una rete di comunicazione continua tra:
✅ INTESTINO (microbiota)
✅ MITOCONDRI (centrali energetiche)
✅ SISTEMA IMMUNITARIO e INFIAMMAZIONE
✅ EPIGENETICA (geni che si accendono o si spengono)
Questa rete oggi viene chiamata ASSE MICROBIOTA–MITOCONDRI ed è una delle frontiere più interessanti anche nella prevenzione cardiovascolare.
IL MICROBIOTA “PARLA” AI MITOCONDRI CON I METABOLITI
Alcuni metaboliti prodotti dai batteri intestinali possono:
•sostenere la funzione mitocondriale
•ridurre infiammazione
•influenzare la funzione vascolare
Parliamo di Akkermansia, butirrato, Polifenoli, urolitina A-B, spermidina ecc . Altri invece (in certi contesti) possono aumentare rischio cardiometabolico come TMAO e LPS molto pericolosi e invito tutti a controllare e informarsi non solo del colesterolo totale, LDL ossidate, e lipoproteina A.
Un esempio famosissimo è il TMAO, un metabolita legato al “gut-heart axis” e studiato come marker associato a rischio cardiovascolare in diversi lavori umani e review recenti.
LIPOPOLISACCARIDI (LPS), MICROBIOTA E CUORE
QUANDO L’INFIAMMAZIONE NASCE NELL’INTESTINO
E COLPISCE I MITOCONDRI
NOI NASCIAMO CON UN DNA…
MA NON CON UNA SENTENZA.
Ma esiste un altro grande “regista” silenzioso del nostro destino metabolico e cardiovascolare:
👉 IL MICROBIOTA INTESTINALE.
Quando il microbiota è in equilibrio, comunica segnali di salute.
Quando è alterato, produce segnali tossici.
Uno dei più importanti si chiama LIPOPOLISACCARIDE (LPS).
COSA SONO I LPS?
I LPS sono componenti della parete dei batteri Gram-negativi.
In condizioni normali restano confinati nell’intestino.
Ma quando:
❌ la barriera intestinale è compromessa
❌ c’è disbiosi
❌ aumenta la permeabilità intestinale
i LPS entrano in circolo.
Questo fenomeno viene definito:
👉 ENDOTOSSINEMIA METABOLICA
E da qui parte una cascata infiammatoria sistemica.
LPS = INTERRUTTORE DELL’INFIAMMAZIONE CRONICA
I LPS attivano potentemente il sistema immunitario innato, stimolando recettori come TLR4.
Il risultato?
✔ aumento delle citochine infiammatorie
✔ aumento dello stress ossidativo
✔ aumento del cortisolo
✔ attivazione cronica del sistema simpatico
Ma il bersaglio più sensibile…
👉 SONO I MITOCONDRI.
LPS E MITOCONDRI: IL CORTOCIRCUITO ENERGETICO
I mitocondri sono estremamente vulnerabili ai segnali infiammatori.
Quando i LPS circolano:
❌ riducono l’efficienza della catena respiratoria
❌ aumentano la produzione di ROS
❌ danneggiano le membrane mitocondriali
❌ alterano la biogenesi mitocondriale
Mitocondri infiammati =
👉 meno ATP, più infiammazione, più invecchiamento.
Ed è qui che entra in gioco il CUORE.
PERCHÉ IL CUORE È COSÌ ESPOSTO?
Il cuore è l’organo:
❤️ con il più alto consumo energetico
❤️ con la maggiore densità mitocondriale
Se i mitocondri non funzionano:
•il muscolo cardiaco perde efficienza
•aumenta la rigidità vascolare
•peggiora la funzione endoteliale
•aumenta il rischio cardiovascolare
👉 Il cuore non si ammala solo per il colesterolo.
Si ammala per infiammazione mitocondriale cronica.
Il microbiota intestinale non produce solo nutrienti.
Produce segnali.
Quando il microbiota è in disbiosi:
👉 aumenta la produzione di LPS
👉 aumenta la produzione di TMAO
🔴 LPS (lipopolisaccaridi)
•entrano in circolo quando la barriera intestinale è danneggiata
•attivano l’infiammazione cronica
•colpiscono direttamente i mitocondri, aumentando stress ossidativo
🔴 TMAO
•metabolita derivato dall’interazione tra dieta e microbiota
•associato a disfunzione endoteliale
•peggiora il metabolismo energetico cardiaco
IL RISULTATO FINALE?
I mitocondri, che producono energia, entrano in modalità difesa.
❌ meno ATP
❌ più radicali liberi
❌ più infiammazione
❌ più rischio cardiovascolare
👉 Il cuore è il primo a pagare, perché è l’organo con il più alto fabbisogno energetico.
MESSAGGIO CHIAVE da focalizzare !
Non è solo un problema di colesterolo totale o LDL ossidate
Non è solo un problema di genetica o Lipoproteina A
👉 È un problema di segnali metabolici che partono dall’intestino
👉 e arrivano ai mitocondri.
Microbiota malato
= mitocondri bloccati
= energia che non arriva
= infiammazione silente che aumenta
EPIGENETICA: IL PONTE TRA LPS, MITOCONDRI E GENI
I segnali infiammatori generati dai LPS:
•modificano la metilazione del DNA
•alterano l’espressione genica
•“programmano” i mitocondri verso uno stato di difesa
Questo significa che un microbiota malato può modificare l’espressione dei nostri geni, soprattutto quelli legati a:
❌ metabolismo
❌ infiammazione
❌ stress ossidativo
❌ sistema cardiovascolare
La genetica non cambia.
👉 Cambia il modo in cui viene letta.
E qui entra l’EPIGENETICA.
EPIGENETICA DEI MITOCONDRI: NON È “MAGIA”, È BIOCHIMICA
I mitocondri non sono solo “batterie”.
Sono anche regolatori di segnali che arrivano al nucleo e modulano l’espressione genica (metilazione, acetilazione, microRNA, ecc.).
Quindi sì: possiamo influenzare (non “curare con la bacchetta”) la qualità del metabolismo energetico e dello stress ossidativo con nutrienti e molecole mirate, soprattutto quando lo stile di vita è infiammatorio, sedentario, stressante e il sonno è scarso.
COME SOSTENERE QUESTO ASSE NERVO VAGO–MITOCONDRI
Oltre allo stile di vita (respiro, sonno, alimentazione, gestione dello stress), alcune molecole supportano il metabolismo mitocondriale e la risposta adattativa:
🔹 Acetil-L-Carnitina – supporta energia e comunicazione nervosa
🔹 Acido Alfa-Lipoico – protegge i mitocondri dallo stress ossidativo
🔹 Coenzima Q10 – essenziale per la produzione di energia, soprattutto nel cuore
🔹 PQQ – supporto alla qualità e alla biogenesi mitocondriale
🔹 Vitamine B metilate – fondamentali per la metilazione e l’equilibrio neuro-metabolico
Senza mitocondri sani non esiste adattamento allo stress.
SOSTANZE CHE SOSTENGONO IL NERVO VAGO
(E INDIRETTAMENTE I MITOCONDRI)
🔹 ALFA-LATTOALBUMINA
Proteina ricca di triptofano, precursore della serotonina.
Favorisce:
✔ rilassamento
✔ qualità del sonno
✔ attivazione parasimpatica
Un sistema nervoso più stabile = meno stress mitocondriale.
🔹 FOSFATIDILSERINA
Fosfolipide fondamentale delle membrane neuronali.
Aiuta a:
✔ ridurre il cortisolo
✔ migliorare la risposta allo stress
✔ sostenere la comunicazione nervosa
Meno cortisolo = mitocondri meno infiammati.
🔹 L-TEANINA
Aminoacido del tè verde, noto per:
✔ aumento delle onde alfa cerebrali
✔ rilassamento senza sedazione
✔ migliore modulazione del sistema nervoso autonomo
Il corpo entra in uno stato di calma vigile, ideale per il recupero energetico
🔹 GABA
È il principale neurotrasmettitore inibitorio.
Favorisce:
✔ spegnimento dell’iperattivazione nervosa
✔ rilassamento muscolare
✔ riduzione dell’ansia
Quando il GABA funziona, il nervo vago riprende il comando.
IL MESSAGGIO FINALE
IL VERO COLPEVOLE NON È LA PROTEINA
È LA DISBIOSI
Demonizzare le proteine è un errore biologico.
Le proteine:
✔ sono fondamentali per muscoli
✔ supportano i mitocondri
✔ sono essenziali per il cuore
✔ regolano la sazietà
👉 Il problema nasce quando l’intestino è malato.
TMAO alto =
❌ barriera intestinale alterata
❌ microbiota sbilanciato
❌ infiammazione cronica
❌ stress mitocondriale
IL MESSAGGIO FINALE (DA RICORDARE)
❌ Non eliminare le proteine.
❌ Non demonizzare carne o uova.
👉 RIPARA L’INTESTINO. con Berberina, butirrato, sulforafano, urolitina A, lactobacillus plantarum, rhamnosus, collagene grass fed, polifenoli e flavonoidi come Fisetina, quercetina, polidatina.
Perché: un intestino sano non trasforma il cibo in veleno
un microbiota equilibrato protegge i mitocondri
mitocondri sani proteggono il cuore .
Il trucco sta nell'allenarsi continuamente fare sport all'aria aperta prendere il sole e incremetare la Vitamina D3. Le persone longeve sono quelle che esprimono nel proprio microbiota forme probiotiche attive come veilonella atipica, Akkermansia, butirrato. ( studi fatti sui maratoneti che esprimevano maggior produzione di veilonella atipica ceppo probiotico della longevita' che esprime perfetta forma fisica.)
La genetica carica la pi***la.
👉 L’epigenetica preme il gr*****to.
Il nervo vago decide se il corpo è in modalità sopravvivenza o rigenerazione.
E quando scegliamo calma, nutrizione corretta e supporto mitocondriale,
👉 stiamo scegliendo energia, longevità e prevenzione cardiovascolare.
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POSOLOGIA: Remitocondrial plus 1 misurino a colazione e a cena in acqua . La berberina 1 capsula dopo i pasti principali e nutrivago 1 misurino in acqua prima di andare a letto . La berberina ai pasti e' fondamentale stimola akkermansia e inibisce TMAO.
Benessere Totale.
Fabrizio Marrone
Farmacista esperto in Nutraceutica

MECCANISMI D'AZIONE E BENEFICI DELL'ACETIL L CARNITINAL'acetil-L-carnitina (o ALCAR) è un composto biochimico che svolge...
05/01/2026

MECCANISMI D'AZIONE E BENEFICI DELL'ACETIL L CARNITINA

L'acetil-L-carnitina (o ALCAR) è un composto biochimico che svolge un ruolo cruciale nel metabolismo energetico del corpo umano, agendo come un trasportatore di acidi grassi a catena lunga attraverso la membrana mitocondriale per la loro successiva ossidazione e produzione di energia. È un derivato acilato della L-carnitina, una sostanza naturalmente presente e sintetizzata nel corpo umano, in particolare nel cervello, nel fegato e nei reni. Grazie alle sue proprietà uniche, l'acetil-L-carnitina è oggetto di numerosi studi scientifici che esplorano i suoi potenziali benefici nel trattamento di varie condizioni mediche e nel miglioramento delle funzioni cognitive e fisiche.

Meccanismo d'Azione
L'acetil-L-carnitina facilita il trasporto degli acidi grassi all'interno dei mitocondri, dove vengono convertiti in ATP attraverso il processo di beta-ossidazione. Questo fornisce energia necessaria per svariati processi cellulari. A differenza della L-carnitina, l'ALCAR può attraversare la barriera emato-encefalica, fornendo energia metabolica direttamente al cervello e svolgendo un ruolo potenziale nella neuroprotezione e nella modulazione dei neurotrasmettitori.

Benefici Cognitivi
L'acetil-L-carnitina ha dimostrato di avere effetti positivi sulle funzioni cognitive, specialmente in contesti di invecchiamento o di danno neurologico. Studi hanno evidenziato miglioramenti in termini di memoria, attenzione e capacità di elaborazione mentale in soggetti anziani o affetti da lieve declino cognitivo. La supplementazione con ALCAR potrebbe contribuire alla prevenzione o al rallentamento del declino cognitivo associato all'età, grazie alla sua capacità di influenzare positivamente il metabolismo energetico cerebrale e di esercitare effetti neuroprotettivi contro lo stress ossidativo e la neuroinfiammazione.

Effetti Neuroprotettivi
L'ALCAR ha mostrato promessa nel trattamento di condizioni neurodegenerative come la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), offrendo potenziali benefici attraverso la modulazione dei neurotrasmettitori, la protezione contro lo stress ossidativo e il miglioramento della funzione mitocondriale. Inoltre, potrebbe avere effetti benefici in pazienti affetti da neuropatia diabetica, riducendo il dolore e migliorando la sensibilità sensoriale.

Supporto Metabolico e Fisico
Oltre ai suoi effetti sul sistema nervoso, l'ALCAR contribuisce al metabolismo degli acidi grassi, promuovendo l'ossidazione dei grassi e la produzione di energia. Questo aspetto è particolarmente rilevante per gli atleti e le persone fisicamente attive, poiché può migliorare la resistenza, ridurre la sensazione di fatica e supportare il recupero muscolare dopo l'esercizio. Anche se i risultati degli studi sono variabili, alcuni suggeriscono che l'ALCAR possa migliorare la composizione corporea incrementando la massa magra e riducendo il grasso corporeo.

Potenziale Antidepressivo e Ansimolitico
Ricerche preliminari indicano che l'ALCAR potrebbe esercitare effetti antidepressivi e ansimolitici, suggerendo un potenziale uso nel trattamento di disturbi dell'umore. Questi effetti possono derivare dalla sua capacità di modulare i percorsi dei neurotrasmettitori, inclusi acetilcolina, serotonina e noradrenalina, che giocano un ruolo chiave nella regolazione dell'umore.

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