20/02/2022
Identikit del perfezionista
Il perfezionismo viene definito come aspirazione a raggiungere, nella propria attività, un ideale di perfezione.
È possibile tuttavia fare alcune distinzioni e vedere le svariate sfaccettature del perfezionismo, per comprendere se lo siamo e in che modo.
Possiamo individuare un perfezionismo sano, quando la tendenza alla perfezione ci permette di svolgere le attività in modo accurato, quando consideriamo gli errori come cose che possono accadere, quando siamo in grado di imparare dai nostri errori.
In altre circostanze il perfezionismo può avere delle connotazioni negative, arrivare a essere patologico.
Questo accade se
· ci poniamo standard irragionevoli, non realistici;
· abbiamo un’esagerata preoccupazione rispetto a possibili errori;
· gestiamo la nostra vita con un’eccessiva organizzazione, un eccessivo ordine.
Molto spesso riserviamo aspettative di perfezionismo alla nostra persona e, come detto, fissiamo l’asticella degli obiettivi troppo in alto, oppure viviamo i nostri errori in modo catastrofico, arrivando a pensare di non valere nulla. Questo appena descritto è il perfezionismo autodiretto.
In alcuni casi invece il perfezionismo è uno standard che affibbiamo a chi ci circonda. Entriamo in relazione con gli altri pretendendo che siano impeccabili, nel loro modo di essere, di fare, di trattarci. In questo caso si parla di perfezionismo eterodiretto.
Cosa prova chi è “troppo” perfezionista?
Il perfezionismo può metterci a confronto con molte sensazioni ed emozioni.
Se il nostro è un perfezionismo ”sano”, possiamo provare soddisfazione se, svolgendo le attività in modo accurato, otteniamo riscontri positivi dagli altri. Possiamo imparare dai nostri errori e puntare a obiettivi più altri, se impariamo dai nostri fallimenti.
Tuttavia c’è anche il rovescio della medaglia. Se il perfezionismo diventa troppo radicato nella nostra vita, possiamo sperimentare una gamma di esperienze negative, come irritabilità, umore depresso, ansia, fobia sociale, evitamento, tendenza a procrastinare.
Quello descritto in quest’articolo è un identikit del perfezionista. Abbiamo messo a fuoco pregi e virtù di questo modo di essere, discriminando il perfezionismo sano da quello patologico, nei prossimi articoli capiremo se questo modo di essere sia innato o dovuto ad altri fattori e ti darò alcune dritte su come gestire questa caratteristica.
Stay tuned!
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca qui https://www.linkedin.com/posts/serena-di-censi-50853662_perfezionismo-imperfezionismo-crescitapersonale-activity-6899298262684426240-ncoM