15/01/2026
𝗜𝗹 “𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗘𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲”: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮.
Nell’𝗜𝗹𝗶𝗮𝗱𝗲 c’è una scena potentissima: 𝗘𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲, il più grande guerriero di T***a, prende in braccio il figlio Astianatte. Il bambino piange perché ha paura del suo elmo. Ettore allora lo toglie, sorride e lo stringe a sé.
Alcuni psicoanalisti hanno usato questa immagine per parlare di un possibile “complesso di Ettore”: un modello di paternità diverso da quello tradizionalmente associato all’autorità distante o al solo ruolo normativo.
Un padre che:
🙋🏻 Non è solo legge, ma relazione
🙋🏻 Non è solo forza, ma anche tenerezza
🙋🏻 Non è solo presenza economica, ma presenza emotiva
Negli ultimi decenni vediamo sempre più padri coinvolti nella vita quotidiana dei figli, capaci di cura, contatto e ascolto. Una 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 silenziosa, ma profonda, che riguarda non solo le famiglie, 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗹’𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
Anche nella nostra esperienza clinica questo cambiamento è visibile: circa 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶, per lo più giovani adulti che ancora non sono padri.
📣 Portano però già domande profonde sulla propria identità, sulle relazioni, sulla possibilità di essere presenti emotivamente, sulla fatica di sentire e di nominare ciò che provano, e sull’uomo che desiderano diventare – anche, un giorno, come partner e come padri. 📣
Se questo cambiamento continuerà, è plausibile immaginare alcuni sviluppi importanti:
🎯 Uomini meno soli emotivamente e più legittimati a chiedere aiuto
🎯 Una riduzione di forme di sofferenza maschile legate all’isolamento e alla rigidità dei ruoli
🎯 Bambini e bambine che interiorizzano modelli affettivi più ricchi e meno stereotipati
🎯 Relazioni di coppia più simmetriche nella cura
🎯 Una crescente domanda sociale e politica di tempo, tutele e spazi per la genitorialità condivisa (congedi, servizi, orari sostenibili, attenzione alla salute mentale).
Forse, accanto al celebre Edipo, oggi c’è spazio anche per Ettore, come nuova immagine della paternità.
Una paternità che non toglie forza all’uomo, ma le dà un volto più umano.