17/02/2026
La maternità non è solo un evento clinico, ma un’esperienza biografica e sociale.
L’ostetrica lavora nei consultori familiari,
nei reparti ospedalieri, nelle case maternità, a domicilio e nei servizi territoriali. Ha quindi una funzione di ponte tra sistema sanitario e comunità, sostenendo la donna anche nelle dimensioni emotive, culturali e relazionali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce la centralità della midwifery care nei modelli di assistenza materna come strategia per migliorare esiti di salute, soddisfazione e sostenibilità del sistema.
Un elemento distintivo è la continuità assistenziale: l’ostetrica può accompagnare la donna lungo tutto il percorso nascita, creando una relazione di fiducia che riduce l’ansia, aumenta l’aderenza ai percorsi di prevenzione, migliora l’esperienza del parto, favorisce l’empowerment femminile.
Questa continuità non è solo clinica, ma relazionale.
Dire che l’ostetrica “ha il compito di proteggere i processi fisiologici” implica anche una responsabilità etica:
difendere la centralità della donna, garantire scelte informate, promuovere l’autodeterminazione, contrastare interventi non necessari.
L’ostetrica non è solo esecutrice di procedure, ma professionista autonoma, responsabile della qualità dell’assistenza fisiologica.
L’ostetrica può essere definita l’unica professionista con competenze globali nel percorso maternità perché
segue la donna in tutte le fasi (pre-concepimento, gravidanza, parto, puerperio, neonato sano)
integra aspetti clinici, educativi, relazionali e sociali
opera in autonomia nei casi fisiologici
promuove salute e prevenzione
tutela i processi naturali della maternità
È dunque una specialista della fisiologia e della promozione della salute ed è proprio questa competenza distintiva che la rende centrale nel percorso nascita moderno.