
24/07/2025
Dai diciamolo: l’insalata in busta è un alimento comodo, e a chi mi dice “ma che ci vuole?!”, rispondo LA VOGLIA.
A volte il tempo, ma su quello parte un discorso sulle priorità e non è questa la sede.
Parliamo dell’insalata in busta
• è già lavata e pronta al consumo, fa risparmiare tempo. Appunto.
• il lavaggio industriale riduce il carico microbico iniziale (anche se non è sterile);
• le porzioni confezionate aiutano a evitare sprechi.
Di contro
• costa molto di più rispetto all’insalata sfusa;
• si deteriora facilmente anche se refrigerata;
• taglio, lavaggi e conservazione riducono il contenuto di vitamina C e folati;
• nonostante i lavaggi, può contenere batteri (es. Listeria, Salmonella, E. coli) se non conservata correttamente.
❓ Il lavaggio con cloro è un problema?
Le verdure in busta sono lavate con soluzioni a base di cloro (come ipoclorito di sodio) per ridurre la carica batterica. Tuttavia:
• I residui, se presenti, sono entro limiti di legge;
• vengono usate acque di risciacquo che riducono i residui a livelli molto bassi;
• le quantità eventualmente ingerite non sono ritenute dannose per la salute nella popolazione generale.
✅ Non è necessario rilavare l’insalata in busta etichettata come “pronta al consumo”. Ma si può farlo per precauzione, specie in soggetti fragili.
Sconsiglio l’uso quotidiano a persone con patologie gastrointestinali per ipotetica irritazione della mucosa: il cloro residuo è in quantità molto bassa, ma può alterare la barriera intestinale in soggetti con mucosa già infiammata o permeabile (es. nella IBD o nella leaky gut).
Alcuni studi ipotizzano che l’assunzione regolare di alimenti trattati con disinfettanti (cloro incluso) possa modulare il microbiota intestinale, anche se gli effetti reali nell’uomo non sono ancora chiari.
Nel video vi faccio vedere invece come conservo l’insalata (già tagliata dal verduraio) per farla durare di più 🫶🏻 spero sia utile!
Tutto chiaro? Se avete dubbi commentate il post!