Denise Ruggieri - Psicologa

Denise Ruggieri - Psicologa Psicologia del trauma
🧠 Formazione in Mindfulness
👁️ EMDR livello 2 - Flash Technique- AF-Emdr IFS -TIST Ricevo in studio e online

Lo acquisterò sicuramente 😊https://www.facebook.com/share/p/16txe27nXD/
08/01/2026

Lo acquisterò sicuramente 😊

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Durante queste feste ho letto un libro che mi ha colpito più di tanti saggi di psicologia: Piccoli esperimenti di felicità di Hendrik Groen.
È il diario ironico e lucidissimo di un uomo anziano che racconta i suoi tentativi quotidiani di restare vivo, presente, umano, nonostante il corpo che cambia, le perdite, la solitudine, i limiti che aumentano.
E mi ha fatto pensare a una cosa che vedo ogni giorno in studio.
Molte persone arrivano in terapia convinte che la felicità sia uno stato da raggiungere: quando starò bene, allora vivrò. Quando passerà questa ansia, questa tristezza, questa confusione, allora inizierò davvero.
Groen racconta l’opposto, senza mai dirlo esplicitamente: la vita non aspetta che tu stia bene per essere vissuta. Si vive mentre sei imperfetto, stanco, a volte fragile, a volte in difficoltà. E dentro questa vita reale, non ideale, puoi comunque costruire piccoli spazi di senso.
In termini psicologici, è una lezione potentissima: non è il sentirsi meglio che fa cambiare la vita, spesso è il cambiare qualcosa nel modo di stare nella vita che, col tempo, fa sentire meglio.
Non si tratta di “pensare positivo”. Si tratta di smettere di rimandare l’esistenza a quando saremo a posto.
Piccoli esperimenti di felicità non insegna a essere felici. Insegna a non smettere di vivere quando la vita non è come l’avevi immaginata.
E forse è questo uno dei passaggi più importanti del lavoro terapeutico: non costruire una vita perfetta, ma una vita che valga la pena di essere abitata, così com’è, un passo alla volta.
E quei passi, per quanto piccoli, contano molto più di quanto sembri.

Novità sul fronte della malattia di Alzheimer. 🤞
07/01/2026

Novità sul fronte della malattia di Alzheimer. 🤞

Lecanemab e donanemab aprono una nuova era nell’Alzheimer: farmaci anti-amiloide in grado di rallentare la malattia nelle fasi iniziali.

02/01/2026

Le feste sono erroneamente un momento in cui si fanno bilanci sul proprio valore. Il capodanno è passato, ma questo breve video lo trovo ugualmente molto utile😊.

https://www.facebook.com/share/p/1K1hxGkaSm/
01/01/2026

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👏 Passare il 31 a casa, in pigiama e in silenzio, non è tristezza.
È riposo.
È consapevolezza.
È amor proprio.

Non tutti i fine anno devono essere rumorosi.
Non devono essere pieni di volti che conosci appena, di musica che copre i pensieri, di sorrisi messi solo per la foto.
C’è questa idea che, se non sei “in giro”, allora stai perdendo qualcosa.
Ma non è così.

A volte la scelta più sana è fermarsi.
Scegliere se stessi.
Guardare un film che ti fa sentire a casa, mangiare quello che desideri, stare con te senza dover dimostrare nulla a nessuno.
Senza confrontarti con quello che vedi sugli schermi.
Senza sentirti in difetto solo perché gli altri sembrano altrove.

Anche la vita si celebra così.
Quando capisci che il riposo non è debolezza.
Che la solitudine non è mancanza.
E che la pace interiore vale più di qualsiasi festa affollata.

Molti accoglieranno il nuovo anno circondati da persone,
eppure lontani da se stessi.
Tu, invece, potresti essere nel tuo spazio, nel tuo tempo, senza maschere, in ascolto di ciò che senti davvero.

La tranquillità non si giustifica.
E non serve l’approvazione di nessuno per decidere come chiudere un anno importante.
Non serve rumore per celebrare tutto ciò che hai superato.
Non serve compagnia per sentirsi completi.

Normalizzare il passare il 31 così significa normalizzare l’amor proprio.
La calma.
Il diritto di scegliere la propria idea di felicità.

Chiudere l’anno nel luogo più sicuro che esista — la propria serenità —
non è rinunciare a vivere.

È vivere in modo autentico.

È scegliere la qualità alla quantità.
È dare priorità al benessere interiore.
È chiudere un ciclo con verità, non per abitudine.

E, a volte,
questa è davvero la celebrazione più potente di tutte.

È un circolo vizioso:Ti imponi la perfezione → La malattia progredisce comunque → Ti senti in colpa → Fai ancora di più ...
15/12/2025

È un circolo vizioso:
Ti imponi la perfezione → La malattia progredisce comunque → Ti senti in colpa → Fai ancora di più → La malattia progredisce → Senso di colpa raddoppia
I Numeri
Il National Institute on Aging ha testato 300 caregiver:
Gruppo "sii perfetto": 71% burnout, assistenza 6.2/10
Gruppo "fai quello che puoi": 23% burnout, assistenza 8.1/10
Chi ha rinunciato alla perfezione ha assistito MEGLIO.
La Domanda Che Cambia Tutto
"Se un tuo amico facesse quello che fai tu, penseresti che non è abbastanza?"
La risposta è sempre no.
Allora perché lo pensi di te?
La Verità
Dopo decenni di ricerca, la scienza è chiara:
Il caregiver "perfetto" non aiuta nessuno.
Il caregiver "abbastanza buono" cambia vite.

La prossima volta che ti senti in colpa, ricorda: stai già facendo troppo, non troppo poco.



Alzheimer's Association Alzheimer's Society Dementia: The Journey Ahead Alzheimer Nederland

Il Paradosso del Caregiver Perfetto
Stanford ha studiato 600 caregiver per 7 anni.
La scoperta li ha scioccati.
Cosa Hanno Trovato
I caregiver che assistevano meglio erano quelli che si sentivano più:

In colpa
Inadeguati
Falliti

Quelli che facevano meno? Si sentivano bene.
Perché Succede
"Più alzi i tuoi standard, più è impossibile raggiungerli. Quindi più fai, più ti senti inadeguato."
— Dr.ssa Dolores Gallagher-Thompson, Stanford
È un circolo vizioso:
Ti imponi la perfezione → La malattia progredisce comunque → Ti senti in colpa → Fai ancora di più → La malattia progredisce → Senso di colpa raddoppia
I Numeri
Il National Institute on Aging ha testato 300 caregiver:
Gruppo "sii perfetto": 71% burnout, assistenza 6.2/10
Gruppo "fai quello che puoi": 23% burnout, assistenza 8.1/10
Chi ha rinunciato alla perfezione ha assistito MEGLIO.
La Domanda Che Cambia Tutto
"Se un tuo amico facesse quello che fai tu, penseresti che non è abbastanza?"
La risposta è sempre no.
Allora perché lo pensi di te?
La Verità
Dopo decenni di ricerca, la scienza è chiara:
Il caregiver "perfetto" non aiuta nessuno.
Il caregiver "abbastanza buono" cambia vite.

La prossima volta che ti senti in colpa, ricorda: stai già facendo troppo, non troppo poco.



Alzheimer's Association Alzheimer's Society Dementia: The Journey Ahead Alzheimer Nederland

10/12/2025

Condividiamo l’articolo del prof. Vittorio Lingiardi pubblicato su la Repubblica che riporta e sostiene questi contenuti.

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a fonti immediate di conforto, compagnia, orientamento emotivo. È la risposta più rapida, meno costosa e più accessibile a una solitudine che aumenta, a un sistema sanitario che diminuisce, a una domanda di cura che esplode.”

“Ma l’IA non nasce per ascoltare davvero. Nasce per generare testi plausibili, ottimizzare diagnosi precoci e cure in medicina, risolvere problemi tecnici. Non nasce per dire di no; nasce per compiacere. Non apprezza il silenzio, non riflette, sentenzia. Non è programmata per ‘tenere’ dentro di sé un dolore, come fa un terapeuta”.

“Il chatbot non ha una storia emotiva e non conosce quella del soggetto, non riconosce i non-detti, non vede il corpo, protagonista silenzioso di ogni psicoterapia . Genera quindi una falsa relazione”.

“L’American Psychological Association (APA) interviene con un documento-guida (Use of generative AI chatbots and wellness applications for mental health. An APA health advisory) come gesto di cura collettiva: un invito a distinguere, finalmente, ciò che potrebbe aiutare da ciò che fa sicuramente male.”

Come Consiglio Nazionale siamo vigili e attenti a questi temi a cui abbiamo dedicato un gruppo di lavoro specifico, dedicato alla tutela della salute psicologica di ogni persona, soprattutto dei giovani.

Ispirata da eventi veri, durante una visita a un orfanotrofio, una bambina incontra Joseph, un ragazzo che sogna di aver...
04/12/2025

Ispirata da eventi veri, durante una visita a un orfanotrofio, una bambina incontra Joseph, un ragazzo che sogna di avere un Ombrello giallo. Questo incontro inaspettato risveglia i suoi ricordi del passato.
Una storia senza tempo sull'empatia, la gentilezza e la speranza.

☔️⚡️ Inspired by true events and filled with messages of empathy and hope, Umbrella follows Joseph's story, a boy who lives in an orphanage and dreams of hav...

Un recente studio condotto a Hong Kong mostra che il modo in cui i genitori spronano i figli a migliorarsi incide profon...
03/12/2025

Un recente studio condotto a Hong Kong mostra che il modo in cui i genitori spronano i figli a migliorarsi incide profondamente sulle loro abilità sociali. Quando le aspettative sono elevate ma comunicate con incoraggiamento e fiducia, i bambini sviluppano una maggiore capacità di perdono e relazioni più solide. Al contrario, un atteggiamento critico e centrato sull’errore può frenare la crescita emotiva e la costruzione di legami positivi.
https://fanpa.ge/E1TeS


Un recente studio condotto a Hong Kong mostra che il modo in cui i genitori spronano i figli a migliorarsi incide profondamente sulle loro abilità sociali

Indirizzo

Viale Europa 25
Roseto Degli

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 09:30 - 19:45
Mercoledì 09:30 - 19:45
Giovedì 09:30 - 19:45
Venerdì 09:30 - 19:45
Sabato 09:00 - 12:30

Telefono

+393394050138

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