20/12/2025
A volte Babbo Natale non arriva dal Polo Nord.
Arriva con un furgoncino, suona il clacson, parcheggia, indossa un cappello rosso… ed è già casa.
Quest’anno alla festa di Natale di Gocce, Babbo Natale aveva il volto di Giovanni.
Ha portato doni, sì, ma soprattutto emozioni fortissime, stupore, risate, occhi lucidi e quella gioia vera che nasce solo quando ci si sente insieme, davvero.
C’eravamo noi, c’erano le famiglie, Roberto (e anche un po’ Goku), la nostra prof del cuore, Marianna, gli amici e i volontari che hanno giocato, riso e festeggiato insieme a noi, perché stare insieme è anche questo: leggerezza, complicità, confusione bella.
E poi abbiamo consegnato “Io mi racconto”: un quadernino fatto di nastri rossi, fotografie, parole e pezzi di cuore. Un momento per fermarsi, guardarsi indietro e riconoscere la strada fatta insieme: faticosa, sì, ma piena di conquiste, sorrisi e momenti indimenticabili.
Il Natale, per noi, è questo: non una data precisa, ma amici che si ritrovano e si riabbracciano. È il profumo di un panettone fatto in casa e di una torta al cioccolato regalata con amore, di un pranzo che ha il sapore delle cose buone, quelle che accadono quando si sta bene. È un Babbo Natale che esiste davvero con la certezza che, quando si sta insieme così, i regali più grandi non hanno bisogno di confezioni.
Grazie a chi c’era.
Grazie a chi ogni giorno sceglie di esserci.
Questo è il nostro Natale.
♥️🎄🎅🏼