Terapeutica- Massaggi & Benessere

Terapeutica- Massaggi & Benessere MassoterapistaMCB
Osteochinesiologo
Istruttore ginastica posturale
Massaggiatore professionale
Operatore del benessere

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21/01/2026

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Il tuo tendine d’Achille non è una corda. È una treccia che si torce.. e soffre in modo diverso.

Tutti pensano che il tendine d’Achille sia “un pezzo unico” che tira giù il tallone.

Sbagliato.

In realtà è una struttura a spirale, formata dalle fibre del gastrocnemio mediale, del gastrocnemio laterale e del soleo, che si avvolgono tra loro come un’elica. Ed è proprio questa torsione che influenza dove senti dolore e perché alcuni esercizi funzionano su di te.. e altri no.

Immagina di ti**re una corda.
Ora immagina di ti**re una treccia.

Se la ruoti anche di poco, una ciocca prende più carico delle altre.

Ecco: il tuo tendine funziona così.
A volte non è “solo infiammato”.
È sovraccaricato in una direzione precisa.

Se ti fa male il tendine d’Achille, raramente è “tutto il tendine” a essere in difficoltà. Spesso è una porzione specifica che lavora più delle altre.

Ecco perché due tendinopatie non sono mai uguali.

La disposizione elicoidale del complesso gastrocnemio–soleo crea vere e proprie differenze di carico.

Il soleo (fibre profonde) è più coinvolto nel controllo lento e prolungato.

Il gastrocnemio mediale tende a soffrire maggiormente nelle pronazioni e nelle rotazioni interne.

Il gastrocnemio laterale è più sollecitato nelle supinazioni e nelle rotazioni tibiali esterne.

Una tendinopatia mediale è diversa da una laterale. Un eccentrico “neutro” è diverso da un eccentrico direzionato.

La direzione del carico conta.

E quindi?

Se il tuo dolore è più da un lato, non è casuale.
Il piede ruota sempre nella stessa direzione, la tibia lo segue, una porzione del tendine si torce di più.. e il corpo registra il sovraccarico.

Stesso gesto.
Stessa rotazione.
Stesso dolore.

Non cambia nulla.. finché non cambia la direzione del carico.

Prova questo semplice test.

In piedi o su un gradino, sollevati sulle punte in modo naturale. Nota dove senti il dolore.

Ora ripeti con le punte leggermente verso l’interno, poi con le punte leggermente verso l’esterno.

Il dolore cambia posizione?
Intensità?
Zona?

Questo non è “caso”. È il tuo tendine che sta mostrando quale parte sta lavorando di più.

Il dolore non è una mappa perfetta, ma è un indizio prezioso. Sta a noi imparare a leggerlo, non a subirlo.

Perché il tendine d’Achille non si arrabbia a caso. È solo che gli chiedi di fare sempre lo stesso lavoro.. mentre il tuo piede ruota come una boccia da bowling senza che tu te ne accorga.

E ricordalo.

Il dolore non ti dice cosa allenare. Ti dice quando è il momento di farti valutare da un professionista sanitario.

Post divulgativo a scopo educativo.
Non sostituisce la valutazione fisioterapica personalizzata.

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20/01/2026

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Spalla: perché dopo 2–3 infiltrazioni di cortisone spesso conviene cambiare strategia

Quando c’è dolore di spalla da borsite/subacromiale, tendinopatia o lesione parziale del sovraspinato, le infiltrazioni di cortisone possono dare un beneficio rapido sul dolore, soprattutto nelle fasi più infiammatorie.
Il punto è che, se dopo 2–3 infiltrazioni il miglioramento è scarso o dura poco, insistere con lo stesso farmaco spesso non è la scelta migliore: non solo perché l’effetto tende a “calare”, ma anche perché il cortisone può avere effetti sfavorevoli sul tendine (soprattutto se ripetuto/dose dipendente).

Cosa può fare il cortisone al tendine (effetti “collaterali” sulla qualità tendinea)

La letteratura descrive che i corticosteroidi, a livello del tessuto tendineo della cuffia, possono:
• Ridurre la vitalità delle cellule del tendine (tenociti)
• Aumentare processi di apoptosi (cioè “morte cellulare programmata”)
• Ridurre la produzione/organizzazione del collagene (la “struttura portante” del tendine)
• Peggiorare alcune proprietà meccaniche del tendine (resistenza)
• Effetti che risultano dipendenti da dose e frequenza (più ripeti, più aumenta il rischio biologico) 

In più, alcuni studi osservazionali su grandi numeri hanno trovato un’associazione tra infiltrazioni cortisoniche e maggiore rischio di lesioni/rotture della cuffia nel tempo (associazione ≠ certezza di causa, ma è un segnale da non ignorare nella pratica clinica). 

E nel contesto chirurgico, revisioni sistematiche riportano che le infiltrazioni cortisoniche (in particolari finestre temporali/contesti) possono associarsi a peggiori esiti come tassi di re-tear o revisioni dopo riparazione della cuffia. 

Messaggio pratico: se il cortisone “non sta cambiando davvero la storia” dopo 2–3 tentativi, spesso ha senso non continuare a ripetere la stessa infiltra, ma passare a un’opzione che non abbia quel potenziale impatto negativo sulla biologia del tendine.



Perché il PRP è un’alternativa interessante quando il cortisone non basta

Il PRP (Platelet-Rich Plasma) è un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue del paziente. Le piastrine rilasciano mediatori (fattori di crescita e molecole segnale) che possono:
• Supportare i processi di riparazione tissutale
• Modulare l’infiammazione senza “spegnere” la biologia del tendine come può fare il cortisone
• Favorire un ambiente più “pro-rigenerativo” (in modo variabile, perché dipende anche dal tipo di PRP usato)

Perché il PRP non ha gli stessi effetti di “indebolimento tendineo” del cortisone

In termini semplici:
• Il cortisone è potentissimo nel ridurre l’infiammazione e il dolore a breve, ma può interferire con cellule e collagene del tendine (soprattutto se ripetuto). 
• Il PRP, invece, mira a stimolare riparazione e “qualità biologica” del tessuto. In studi sperimentali, viene descritto anche un possibile effetto citoprotettivo/anabolico sui tenociti rispetto agli effetti negativi dei corticosteroidi. 

Cosa dice la ricerca clinica (PRP vs cortisone) su tendinopatia/lesioni parziali
• Un trial randomizzato su tendinopatia/lesioni parziali della cuffia ha confrontato PRP e cortisone, mostrando differenze a favore del PRP su alcuni esiti (dolore/funzione) in determinati follow-up. 
• Studi più recenti riportano risultati superiori e più sostenuti del PRP rispetto al cortisone in pazienti con tendinopatia della cuffia (con follow-up fino a 12 mesi). 
• Una meta-analisi ha confrontato PRP e corticosteroidi nella malattia della cuffia, trovando differenze che in vari endpoint favoriscono il PRP, pur con eterogeneità tra protocolli. 
• Revisioni più ampie sulle lesioni parziali indicano che il PRP può ridurre il dolore anche nel medio-lungo periodo, ma con risultati funzionali variabili e forte dipendenza da tecnica/composizione del PRP. 



In pratica: quando “ha senso” pensare al cambio

📌 In modo ragionevole (e personalizzato sul singolo caso), si può considerare:
• Se dopo 2–3 infiltrazioni di cortisone non c’è un miglioramento significativo e duraturo, oppure il dolore torna rapidamente
→ valutare di cambiare tipo di infiltrazione (es. PRP), soprattutto in presenza di tendinopatia o lesione parziale.

E ricordiamolo: l’infiltrazione (cortisone o PRP) funziona molto meglio se è dentro un piano completo con:
• esercizi mirati (cuffia scapola postura)
• gestione dei carichi (pesi, overhead, lavoro)
• correzione dei fattori che mantengono l’irritazione (impingement funzionale, rigidità, ecc.)



Nota (importante)

Il PRP non è “magia”: i risultati variano perché non esiste un PRP unico (composizione, attivazione, numero di infiltrazioni, sede intralesionale o subacromiale,, ecc.). Per questo la letteratura è promettente ma non sempre uniforme. 



Riferimenti (PubMed)
• Puzzitiello RN et al. Adverse Impact of Corticosteroids on Rotator Cuff Tendon Health… 2020. 
• Lin CY et al. A Positive Correlation between Steroid Injections and Cuff Tendon Tears… 2022. 
• Cimino AM et al. Corticosteroid Injections May Increase Retear and Revision Rates of Rotator Cuff Repair: A Systematic Review. 2020. 
• Kwong CA et al. RCT PRP vs corticosteroide in tendinopatia/lesioni parziali cuffia. 2021. 
• Rossi LA et al. Subacromial PRP… superior and sustained improvements vs corticosteroid… 2024. 
• Adra M et al. Meta-analisi PRP vs corticosteroidi nella rotator cuff disease. 2022. 
• Desouza C et al. Review su PRP nelle lesioni parziali: dolore ↓ short e long term, funzione più variabile. 2024. 
• Jo CH et al. PRP con effetti proliferativi/anabolici e citoprotettivi sui tenociti vs corticosteroidi (dati biologici). 2017. 

16/01/2026

⚠️ Attenzion please ⚠️
Oggi Studio chiuso per impegni accademici
Per qualsiasi necessità lasciare un messaggio tramite WhatsApp al 3332377438. Appena possibile vi contatterò. Grazie mille ci vediamo lunedì con orario 13/ 21

15/01/2026

Oggi studio aperto fino alle 16. Per inizio secondo semestre Academia
Si riapre lunedì

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14/01/2026

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Immagina di stringere i denti mentre sollevi qualcosa. Oppure quando trattieni il fiato per fare uno sforzo. O quando ti “chiudi” istintivamente per proteggerti.

In quel momento non stai usando la pancia.
Stai usando questo muscolo rosso qui.

Quello non è il muscolo degli addominali scolpiti. Non è lì per l’estetica. E non serve a “dimagrire la pancia”. È il vero muscolo della protezione.

GUARDA L’IMMAGINE

Vedi come scende obliquo: dalle costole, verso il bacino, passando davanti al tronco. Questo muscolo abbraccia il corpo. Non lo piega. Lo tiene insieme.

È l’obliquo esterno. Il primo che entra in gioco quando il corpo dice: “Occhio. Qui c’è carico.” Quando ti fai male alla schiena non è perché “sei debole”.

Spesso è perché questa cintura non si attiva più al momento giusto.

E allora la schiena prende tutto, il bacino si irrigidisce, il respiro si blocca.

Succede a chi trattiene il fiato sotto sforzo, spinge “di pancia” ma senza controllo, sente rigidità laterale, ha dolore lombare asimmetrico.

Il problema non è il core. È la tempistica del core.

L’obliquo esterno stabilizza prima del movimento, collega torace e bacino, protegge la colonna prima che il carico arrivi. Se arriva in ritardo, il corpo entra in modalità emergenza.

Prova ora: metti una mano sul fianco e tossisci leggermente.

Hai sentito una tensione laterale?
O solo davanti?

L’obliquo non serve a farti bello.
Serve a farti intero sotto pressione.

Post divulgativo a scopo educativo.
Non sostituisce una valutazione fisioterapica personalizzata.

08/01/2026

Oggi aperti dalle ore 13.00

Tantissimi auguri di un sereno 2026
31/12/2025

Tantissimi auguri di un sereno 2026

Cari Pazienti,desideriamo ringraziarvi di cuore per il supporto, la fiducia e l’affetto che continuate a dimostrare a Te...
29/12/2025

Cari Pazienti,
desideriamo ringraziarvi di cuore per il supporto, la fiducia e l’affetto che continuate a dimostrare a Terapeutica M&B – Massoterapia e Osteochinesiologia. Ogni percorso condiviso con voi è per noi motivo di crescita e profonda gratitudine. Vi auguriamo un nuovo anno ricco di salute, serenità e rinnovato benessere. Da parte nostra, vi promettiamo di continuare a dare sempre il massimo per offrirvi sollievo, ascolto e professionalità, accompagnandovi verso un equilibrio migliore. Il 2026 porterà con sé nuove sorprese e opportunità, e non vediamo l’ora di condividerle con voi.
Grazie per essere parte del nostro cammino.
CI VEDIAMO 8/01/2026

29/12/2025

Oggi studio aperto dalle 10,30

Tantissimi auguri di un sereno natale 🎅 a tutti i nostri pazienti e chi ha deciso di avere fiducia in noi, serene feste,...
24/12/2025

Tantissimi auguri di un sereno natale 🎅 a tutti i nostri pazienti e chi ha deciso di avere fiducia in noi, serene feste, ci aspetta un 2026 pieno di sorprese... Si cresce, si cambia nuove location, sempre più preparati osteochinesiologia..

Siamo chiusi dal 30 12 al 7 01
19/12/2025

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Un passo storto, una buca invisibile, una corsa troppo disinvolta.. ed eccola lì: la classica distorsione di caviglia. È...
18/12/2025

Un passo storto, una buca invisibile, una corsa troppo disinvolta.. ed eccola lì: la classica distorsione di caviglia. È uno degli infortuni più comuni, e più sottovalutati, ma se non trattata bene, può lasciarti in regalo instabilità, dolore cronico e ricadute a sorpresa.

In questo articolo scopri cos’è una distorsione, cosa succede davvero dentro l’articolazione, e perché il “tanto passa da sola” non è quasi mai una buona idea.

Non è uno studio scientifico, ma una guida chiara e curiosa per affrontare l’infortunio più democratico che esista, colpisce atleti e camminatori distratti allo stesso modo.

Indirizzo

Via Manzolli 1 Rovereto DI Ostellato Ferrara
Rovereto
44020

Orario di apertura

Lunedì 12:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393332377438

Sito Web

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