Barbara Altare - Psicologa e Psicoterapeuta a Rovereto

Barbara Altare - Psicologa e Psicoterapeuta a Rovereto Psicologa psicoterapeuta con approccio costruttivista.

Psicologa sociale, del lavoro e della comunicazione con specializzazione Psicoterapeutica ad indirizzo costruttivista presso Institute of Constructivist Psychology a Padova, in qualità di Psicologa-Psicoterapeuta. La pratica clinica mi porta ad approfondire un corso di perfezionamento sulla dipendenza affettiva ad orientamento sistemico.

16/04/2026

Prima che inizi la danza, ci sono le mani.
Non si sono ancora mossi i piedi.
Non c’è ancora musica.
Eppure qualcosa è già successo.
Il corpo ha già chiesto — e già risposto.
Mi fido abbastanza da lasciarmi guidare?
Resto me stessa anche se ti seguo?
Posso cedere senza perdermi?
In psicologia costruttivista lo chiamiamo Sociality Corollary: per connettersi davvero con un’altra persona non basta osservarla — devi iniziare a costruire il suo mondo, a intuire come vede le cose, dove sta andando.
Le mani che si cercano prima di ballare sono esattamente questo.
Un atto di fiducia corporea.
Prima ancora che la mente abbia deciso.
Nelle relazioni funziona allo stesso modo.
La fiducia non nasce da una scelta razionale.
Nasce da un momento in cui il corpo dice sì — e tu ascolti.
Il problema è quando quel sì arriva troppo in fretta.
O non arriva mai.
→ Se nelle tue relazioni fatichi a fidarti — o ti fidi troppo e troppo presto — possiamo lavorarci insieme.
Scrivimi. Il primo passo è capire il tuo sistema.
📍 Lago di Piné, primavera 2026.

14/04/2026

Conosci quella sensazione di aspettare qualcuno che è già lì?
In psicologia costruttivista, un sistema rigido è un insieme di costrutti così consolidati che nessuna esperienza nuova riesce a modificarli davvero. Non è cattiveria. È una protezione antica — costruita quando avvicinarsi significava farsi del male.
Il punto è questo: quella rigidità non parla di te. Parla di ciò che quella persona ha dovuto imparare per sopravvivere.
Ma tu, mentre aspetti, stai comunque costruendo qualcosa.
Stai costruendo la tua vita intorno a uno spazio vuoto.
E quello spazio non si riempie con più pazienza, più presenza, più ponti.
Si svuota solo quando smetti di abitarlo.
💬 Salvalo se stai ancora aspettando che qualcuno attraversi il confine.

12/04/2026

Quante volte hai aspettato un segnale dall’esterno per capire come stavi? 🤍
Nel recupero fisico come nelle relazioni — impariamo presto a fidarci di tutto tranne che di noi stessi.
Eppure il corpo parla sempre. Manda segnali precisi.
Il problema è che spesso siamo così abituati a ignorarli — o a sovrascriverli con la forza di volontà — che non sappiamo più come decodificarli.
Ricominciare a muoversi dopo uno stop lungo non è solo una questione fisica.
È un lavoro di ricostruzione del rapporto con te stesso.
Meno performance. Più presenza.
Meno confronto con prima. Più curiosità per adesso.
Salva se stai attraversando una fase di ricostruzione — fisica o emotiva. 👇

La rinascita non arriva con fanfare.Non ti svegli una mattina e sei “guarita”.Non c’è un momento preciso in cui tutto ca...
07/04/2026

La rinascita non arriva con fanfare.
Non ti svegli una mattina e sei “guarita”.
Non c’è un momento preciso in cui tutto cambia.
Arriva nei piccoli segnali —
quelli che spesso non riconosciamo come tali.
Ho raccolto i 4 che vedo più spesso nelle persone che stanno davvero cambiando.
Scorri le slide 👉

E dimmi nei commenti:
quale segnale stai vivendo in questo momento?
Non c’è risposta giusta. C’è solo la tua.
🌿 Salva questo carosello — potrebbe servirti in un momento

06/04/2026

Ieri vi ho chiesto da cosa state rinascendo.
Oggi vi rispondo con il corpo.
Perché la rinascita non è solo una metafora — è qualcosa che il corpo conosce prima della mente.
Accade nei passi, nel contatto, nel movimento, nella gioia improvvisa.
Non dobbiamo capirla.
Dobbiamo viverla.
🌿 Il corpo è il primo posto in cui diventiamo più noi.
Buona Pasquetta — a chi è ancora nel silenzio e a chi oggi ha ritrovato il respiro.
Da cosa ti sei sentita rinascere oggi?

05/04/2026

La Pasqua è una delle metafore più potenti che abbiamo.
Non parla di perfezione. Parla di attraversamento.
Di perdite, di buio, di sabati silenziosi in cui non sai ancora cosa sta per succedere.
E poi — la pietra che rotola via.
Rinascere non vuol dire tornare come prima.
Vuol dire arrivare dall’altra parte più consapevoli, più interi, più veri.
Buona Pasqua a chi è ancora nel mezzo.
E a chi ha già visto la luce. 🌿
Da cosa stai rinascendo, questa Pasqua? Scrivimelo qui sotto.

02/04/2026

La resilienza non è tornare. È ricostruire il significato.
Dopo un momento difficile, il problema non è solo quello che è accaduto.
È il sistema di significati con cui continuiamo a interpretarci.
Se usiamo ancora i costrutti del prima — chi eravamo, cosa riuscivamo a fare, come ci vedevamo — il dopo sembrerà sempre inadeguato.
In psicoterapia costruttivista lavoriamo su questo: esplorare i costrutti con cui ti guardi, e aprire la possibilità di costruirne di nuovi. Più aderenti a chi sei diventata.
Perché l’identità non è qualcosa che si perde. È qualcosa che si riscrive.
💬 Con quali occhi ti stai guardando adesso?

31/03/2026

Spalle tese. Mascella contratta al mattino. Respiro bloccato senza motivo apparente. Stanchezza che non passa.

In teoria va tutto bene.
Ma il corpo sta dicendo qualcosa di diverso.

Il corpo registra quello che la mente non ha ancora elaborato. Tensioni fisiche croniche sono spesso il modo in cui emozioni non espresse trovano voce.

Non è ipocondria. Non è debolezza.
È intelligenza somatica — e merita ascolto

💬 Il tuo corpo ti sta dicendo qualcosa da un po’? Scrivimi in DM.
🔖 Salva se ti riconosci — tornerà utile.

29/03/2026

La fine di una relazione non fa male solo perché manchi lui.

Fa male perché con lui se ne va anche una parte del modo in cui ti vedevi.

Non sei “dipendente” o “debole”.
Hai semplicemente costruito una parte della tua identità dentro quella relazione — come fa qualsiasi essere umano in un legame importante.

Il lavoro da fare non è dimenticare.
È riscoprire chi sei quando smetti di definirti in funzione di un’altra persona.

Scorri →

💾 Salva questo carosello — potrebbe tornarti utile.
💬 Se vuoi esplorare questo in un percorso, scrivimi in DM.

La fine di una relazione non fa male solo perché manchi lui.Fa male perché con lui se ne va anche una parte del modo in ...
26/03/2026

La fine di una relazione non fa male solo perché manchi lui.

Fa male perché con lui se ne va anche una parte del modo in cui ti vedevi.

Non sei “dipendente” o “debole”.
Hai semplicemente costruito una parte della tua identità dentro quella relazione — come fa qualsiasi essere umano in un legame importante.

Il lavoro da fare non è dimenticare.
È riscoprire chi sei quando smetti di definirti in funzione di un’altra persona.

Scorri →
L
💾 Salva questo carosello — potrebbe tornarti utile.
💬 Se vuoi esplorare questo in un percorso, scrivimi in DM.

24/03/2026

Non è solo la mancanza di lui.
È quella sensazione strana di non sapere più bene chi sei, senza di lui.

Come se una parte di te esistesse solo in funzione di quella relazione.

E quando finisce, non sai dove mettere le mani.

Quella sensazione ha un nome — e soprattutto, ha un senso.

Non significa che sei debole.
Significa che hai costruito parte della tua identità dentro quella relazione.

Il lavoro da fare non è dimenticarlo.
È ritrovare chi sei, al di là di lui.

💬 Se ti riconosci in questa sensazione, scrivimi in DM. Non devi avere le idee chiare — basta sentire che qualcosa non va.

🔖 Salva questo reel se hai bisogno di rileggerlo.

Nei gruppi di lavoro le informazioni non circolano mai da sole. Dipende da come comunichiamo, da cosa diciamo e soprattu...
19/03/2026

Nei gruppi di lavoro le informazioni non circolano mai da sole. Dipende da come comunichiamo, da cosa diciamo e soprattutto da cosa lasciamo nell’implicito.
Quinta giornata formativa: un tema che ogni gruppo abita in modo diverso. Ed è sempre lì che nasce la riflessione più vera.
💬 E nel tuo contesto di lavoro, le informazioni circolano davvero? Dimmelo nei commenti.

Indirizzo

Via Del Brennero 1/d
Rovereto
38068

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Venerdì 14:00 - 20:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Barbara Altare - Psicologa e Psicoterapeuta a Rovereto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Barbara Altare - Psicologa e Psicoterapeuta a Rovereto:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare

chi sono

Sono Barbara Altare, formatrice e psicologa a Rovereto, iscritta all’ordine degli psicologi di Trento sez. A dal marzo 2011, n. 648. Opero sul territorio di Rovereto dal 2012 come psicologa clinica in libera professione e da 8 anni mi occupo di formazione per conto di cooperative e associazioni locali. Nello specifico, progetto interventi formativi su competenze trasversali, volti al cambiamento per gruppi e per team aziendali.

La mia passione è la danza. Grazie a un lavoro svolto come consulente organizzativa di Marketing in un’associazione sportiva mi sono avvicinata in particolare ai balli di coppia. Questa esperienza professionale, in particolare, mi ha permesso di unire il mio lavoro e la mia passione.

La mia esperienza di organizzatrice e appassionata al ballo mi ha permesso di leggere psicologicamente gli elementi che accumunano formazione, progettazione strategica, percorsi psicologici e balli di coppia: la relazione e il gruppo.

Infatti, come nel lavoro di gruppo, così nel ballo di coppia, per essere in sintonia è necessario definire ruoli, compiti, metodi, obiettivi e risultati. Spesso tutto questo non basta, infatti per la mia esperienza, il passo che facilita tali processi è la costruzione di fiducia nella relazione, che permetterà, sia al gruppo che alla coppia di ballo, di sviluppare quella creatività che favorirà l’espressione di sé stessi e della risoluzione di problemi.