Dott.ssa Gavelli Fluada - Psicologa

Dott.ssa Gavelli Fluada - Psicologa Servizio di prevenzione, sostegno, diagnosi e riabilitazione per l'adulto e il bambino
Trattamento indiretto per bambini, ragazzi e genitori in difficoltà.

Di cosa mi occupo? Orgogliosamente di Psicologia :) e quindi di:
-Prevenzione
-Sostegno
-Diagnosi
-Abilitazione/Riabilitazione

GLI AMBITI DI INTERVENTO RIGUARDANO:
1- L'ambito educativo-evolutivo. L'intervento in questo ambito è di tipo indiretto, prevvede il coinvolgimento del genitore e/o della figura adulta che è in contatto diretto con il bambino/ragazzo in difficoltà. L'intervento indiretto ha come obiettivo quello di aiutare i genitori ad aiutare i bambini. Infatti, è proprio l'adulto, che attraverso la guida e le strategie fornite dallo psicologo, aiuta il bambino/ragazzo ad affrontare, gestire e superare in maniera funzionale i comportamenti problematici quali possono essere:
- la paura (attacchi di panico, fobia sociale, agorafobia etc)
- la sofferenza e il dolore
- la rabbia
- fare ed ottenere quello che piace a lui
L'intervento indiretto è strategico ed è di tipo attivo e prescrittivo, produce dei risultati a partire già dalle prime sedute, con risoluzione definitiva delle sintomatologie nei 80% dei casi già nelle prime 10 sedute.

*Valutazione degli apprendimenti attraverso:
-colloquio psicologico/conoscitivo con la figura adulta, genitore/insegnante
-colloquio psicologico con il bambino/ragazzo che presenta problematiche legate all'apprendimento e alle prestazioni scolastiche
-valutazione attraverso somministrazione di test che indagano le competenze linguistiche, grafiche e di calcolo.

*Sostegno psicologico per bambini/adolescenti che hanno difficoltà a inserirsi e relazionarsi con il gruppo dei pari.

2- AREA ADULTI ( il singolo individuo, la coppia e il sistema famigliare) attraverso:

* servizio di consulenza

* percorsi di sostegno psicologico

*valutazione psicodiagnostica attraverso:
-colloqui psicologici
-osservazione clinica
-somministrazione test (proiettivi, di personalità, cognitivi, etc).

* intervento breve (7-10 sedute) quando la persona soffre di:
- disturbo d'ansia e attacchi di panico
- disturbi ossessivo-compulsivo

22/11/2025

Ieri si celebrava la Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Proprio ieri venivano allontanati dai genitori i bambini della famiglia che ha scelto di vivere in mezzo alla natura.
Che vergognoso paradosso.

Da una parte, pochi giorni fa due bambini uccisi dalle loro madri nonostante segnalazioni, richieste di aiuto, prove evidenti che andavano messi in sicurezza.
Dall’altra, una famiglia a cui i figli vengono tolti pur essendo cresciuti con amore, cura, semplicità e libertà.

È difficile non vedere l’assurdo, la distorsione, la contraddizione.
È difficile non leggere in tutto questo un messaggio preciso: punirne uno per educarne cento.

Perché certe scelte disturbano.
Disturbano un sistema abituato a tollerare bambini alienati dai social già alla materna, nutriti a fast food, adolescenti educati da Tik Tok e OnlyFans, immersi in un malessere di solitudine crescente che spesso sfocia in autolesionismo, violenza, depressione, nella totale assenza di un'efficace e forte educazione emotiva.
Disturbano un sistema che tace davanti a ragazzini capaci di devastare una vita per 50 euro, ma che interviene con durezza quando una famiglia sceglie di vivere fuori dal modello dominante.

Questa famiglia non infrangeva la legge.
Non danneggiava nessuno.
Mangiavano, si lavavano, educavano i bambini, vivevano la loro vita con dignità.
La loro “colpa” era un’altra: non obbedire all’idea di felicità e normalità imposta dall’alto.
Non aderire al modello unico neoliberista che pretende di stabilire come si vive, come si cresce un figlio, come ci si conforma alla società.

E infatti, appena si sono avvicinati all’ospedale per un problema banale, si è aperta la voragine.
Si sono fidati dei medici, degli operatori, delle istituzioni.
Non immaginavano che quella fiducia si sarebbe trasformata in un corridoio senza uscita.

Il punto non è questo singolo caso.
Il punto è: questo sistema cosa difende davvero?
E cosa reprime?

Perché chi prova a vivere fuori dai consumi, fuori dai ritmi disumani, fuori dall’omologazione, viene trattato come un sospetto. Punito, messo alla gogna, umiliato.

Sono decenni che leggi urbanistiche pensate per altri scopi distruggono la vita rurale, rendendo impossibile tornare alla terra senza montagne di soldi, senza burocrazie soffocanti, senza essere schiacciati da norme che nulla hanno a che vedere con la sicurezza, la salute, il bene comune.
Sono decenni che le città sono diventate prigioni, agglomerati tossici di infelicità, frustrazione e violenza.

E così, passo dopo passo, si consolida un messaggio implicito:
sei libero solo se vivi come ti diciamo noi.
Altrimenti paghi.
Altrimenti ti pieghiamo.
Altrimenti ti mettiamo in riga.

Il Covid, in fondo, è stato un precedente eloquente.
Come ho detto sin dall'inizio, un esperimento sociale su scala mondiale.
Ha mostrato quanto poco margine abbia l’individuo quando prova a pensare con la propria testa.

Ma qui si apre il vero nodo: come si protegge chi fa scelte diverse, eppure pacifiche e legittime?
Chi cerca una vita più sobria, più autentica, più vicina alla natura?
Chi non vuole essere risucchiato nel vortice della dipendenza tecnologica, economica e culturale?

Come si crea una rete di tutela reale, competente, solida?
Come si sostiene chi rischia di veder distruggere la propria pace solo perché non si adegua al modello standardizzato?

Non si tratta di ribellioni astratte, né di nostalgie rurali: si tratta di libertà.
Di dignità.
Di autodeterminazione.
Di difendere il diritto di un soggetto a vivere secondo valori diversi, ma non per questo pericolosi o illegittimi.

La vera domanda, oggi, è questa: cosa possiamo fare, concretamente, per impedire che altre persone, altre famiglie vivano ciò che sta accadendo ora?
E come creare un’opposizione civile, non violenta (ma determinata) davanti a questa forma di violenza istituzionale che non possiamo più fingere di non vedere?

Perché, se non troviamo una risposta, il prossimo caso (magari proprio tu) sarà solo questione di tempo.
E nessuno potrà più dirsi al sicuro.

Stefano Manera

Quando rimandi il compito, in realtà stai rimandando l’emozione. Quando inizi a capirlo, inizia il cambiamento.
21/11/2025

Quando rimandi il compito, in realtà stai rimandando l’emozione. Quando inizi a capirlo, inizia il cambiamento.

19/11/2025

A volte ciò che giudichiamo come “stranezze” è solo il modo in cui abbiamo imparato a proteggerci.
Riconoscere i nostri meccanismi non significa essere deboli, significa diventare più consapevoli e più liberi.

Quale di queste strategie ti descrive di più?

Psico-letture
19/11/2025

Psico-letture

14/11/2025

Oggi ho condiviso una situazione reale osservata al parco, che ci permette di chiarire un punto fondamentale dell’educazione: nei primi anni di vita, solo le conseguenze immediate vengono realmente associate al comportamento.

A tre anni, il cervello non è ancora in grado di collegare ciò che è accaduto oggi con una conseguenza che arriverà domani.
La corteccia prefrontale è troppo immatura per creare un nesso temporale così distante.
Per questo punizioni come “domani non andrai alla festa” risultano inefficaci e spesso solo frustranti.
I bambini piccoli vivono nel “qui e ora”: se la conseguenza non avviene subito, non avviene l’apprendimento.

Interventi brevi, coerenti e immediati aiutano molto di più a comprendere cosa è consentito, cosa no e come gestire le emozioni intense.
E ricordiamolo: crescere un bambino è complesso per tutti. Nessuno è perfetto.

Conoscere come funziona il loro sviluppo ci permette però di essere più efficaci e più gentili — con loro e con noi stessi.

Se ti interessa capire come funzionano davvero le conseguenze nell’infanzia, seguimi: ogni settimana pubblico contenuti di psicologia evolutiva e genitorialità consapevole.

26/10/2025

24/10/2025

Quando un bambino perde il controllo, non sta “facendo i capricci”.
Sta chiedendo aiuto, nel modo in cui il suo cervello sa farlo.
Restare calmi noi adulti non è facile,
ma è proprio la nostra calma a insegnargli come ritrovarsi.
La regolazione non nasce dal controllo, ma dalla connessione.
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23/10/2025

Quando un bambino perde il controllo, non sta “facendo i capricci”.
Sta chiedendo aiuto, nel modo in cui il suo cervello sa farlo.
Restare calmi per noi adulti non è facile,
ma è proprio la nostra calma a insegnargli come ritrovarsi.
La regolazione non nasce dal controllo, ma dalla connessione.

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20/10/2025

Indirizzo

Viale Trento 54/A
Rovereto
38068

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