Psicologia clinica e psicanalisi - Daniele Prezzi psicoterapeuta

Psicologia clinica e psicanalisi - Daniele Prezzi psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Psicologia clinica e psicanalisi - Daniele Prezzi psicoterapeuta, Psicoterapeuta, Via Valbusa Grande 33, Rovereto.

10/04/2026

A volte le persone si chiedono: ma è possibile cambiare dopo tanti anni che sono fatto in un certo modo? E se ce la facessi, non perderei tutto quello che sono stato finora?
Tuttavia, non serve dimenticarsi di sè stessi, né negare ciò che si è, per poter andare oltre.
A volte basta cambiare leggermente la prospettiva, fare un piccolo cambiamento di punteggiatura perché tutto il discorso acquisti un altro significato.

"L'inconscio è strutturato come un linguaggio" (J. Lacan). Lapsus ed errori linguistici non sono casualità prive di sens...
27/03/2026

"L'inconscio è strutturato come un linguaggio" (J. Lacan). Lapsus ed errori linguistici non sono casualità prive di senso, ma spesso rivelano elementi inconsci che il linguaggio rimette in scena.

Il fenomeno del lapsus viene spesso declassato a un'imprecisione neurocognitiva o una banale interferenza nell'articolazione fonetica. In realtà, se analizziamo la struttura dei processi mentali secondo la metapsicologia freudiana, scopriamo che queste "sviste" sono configurate come formazioni di compromesso tra istanze psichiche in conflitto.
Nel 1901 Sigmund Freud pubblicava "Psicopatologia della vita quotidiana", spiegando come il lapsus non sia frutto del caso o della mancanza di attenzione, ma una vera e propria breccia nell'io cosciente attraverso cui emerge un contenuto rimosso. È quello che in ambito scientifico definiamo "atto mancato": un comportamento involontario che rivela una motivazione inconscia, una tensione tra un desiderio che preme per uscire e una censura interna che tenta di bloccarlo.
Pensiamo a quando ci dimentichiamo un nome proprio o lo sostituiamo con un altro. Freud stesso raccontò di come il nome del pittore Luca Signorelli gli sfuggisse continuamente, sostituito da Botticelli o Boltraffio. Analizzando l'episodio, emerse che la sua mente stava proteggendo il conscio da pensieri disturbanti; la memoria aveva creato un blocco temporaneo, lasciando spazio a parole sostitutive più neutre ma foneticamente collegate.
Esistono diverse tipologie di queste manifestazioni: il "lapsus linguae" è il classico errore verbale, come quando un dirigente definisce per errore un progetto un "fallimento" invece di un "successo", tradendo un timore latente. C'è poi il "lapsus calami", che riguarda la scrittura, o il lapsus di lettura, dove i nostri occhi leggono ciò che il cuore desidera o teme. Infine, le dimenticanze selettive: spesso scordiamo un appuntamento o un oggetto non per distrazione, ma perché quel contesto ci genera una tensione che la nostra mente cerca di evitare.
Oggi la psicologia moderna integra questa visione con fattori cognitivi: sappiamo che lo stress, la stanchezza e il sovraccarico di informazioni possono far "inciampare" i nostri circuiti neurali. Tuttavia, il fascino del lapsus resta intatto perché ci ricorda che la nostra mente non è un meccanismo lineare, ma un ecosistema complesso fatto di ricordi ed emozioni che a volte sfuggono al nostro controllo.

18/03/2026
"Non è che le persone non mantengano le promesse.E' che, spesso, non si rendono conto di farle."(T. Sartori)
11/03/2026

"Non è che le persone non mantengano le promesse.
E' che, spesso, non si rendono conto di farle."
(T. Sartori)

21/02/2026

Il trauma non si manifesta soltanto nei ricordi dolorosi, ma nelle regole invisibili che abbiamo imparato per sopravvivere. Molti di noi sono cresciuti pensando che dovevamo essere: forti, impeccabili, silenziosi, disponibili, bravi, controllati. Non perché qualcuno ce lo abbia spiegato, ma perché il corpo ha imparato a difendersi così. È la sua forma di dire: “Così è più sicuro.”

Per questo, il trauma non parla con parole: parla attraverso pensieri automatici, sensi di colpa, paure di disturbare, bisogno di compiacere, incapacità a riposare, ansia da controllo, vergogna di sbagliare. È un linguaggio antico, appreso nelle nostre esperienze passate, spesso dolorose, di mancato ascolto e convalida.

La guarigione ci insegna un nuovo linguaggio fatto di ascolto, di mitezza, di presenza, di pausa, di spazio, di affermazione, di cura... Non è un semplice "puoi trattarti meglio", non è un semplice agire nel dominio del "FARE"... ma è un'evoluzione nel modo di sentirci.

Approfondiamo il cammino di guarigione nel libro «Lascia che la felicità accada» - Lezioni di educazione emotiva per imparare a vivere e viversi meglio. ❤️

"Vorrei che qualcuno mi sentisse.Sentisse quello che non dico, quello che provo a scrivere, quello che nascondo fra paro...
15/02/2026

"Vorrei che qualcuno mi sentisse.
Sentisse quello che non dico, quello che provo a scrivere, quello che nascondo fra parole a metà.
Non semplicemente ascoltare, non semplicemente leggere.
Sentire.
Accorciare una distanza, riconoscere un pezzo di sé nel respiro faticosamente calmo dell'altro, non trascurare i dettagli, chiedersi il perché delle cose, degli atteggiamenti, dei silenzi. Non fermarsi all'apparenza, perdere tempo, prestare attenzione.
Vorrei che qualcuno mi tendesse un pensiero, sì, un pensiero, non solo una mano; perché sapere che qualcuno mi sta pensando a volte è più importante di tutto il resto. In quel momento, quando sto a cuore a qualcuno, so che esisto davvero, da qualche parte, anche quando non riesco più a vedermi. [...]
Vorrei essere dentro qualcuno, come qualcosa che resta, come qualcosa di indispensabile, che non può non esserci, come una parte, come un organo vitale, come l'essenziale.
Vorrei sapere, sempre, di non essere sola, indipendentemente dal numero di persone che ho intorno.
Vorrei qualcuno che avesse il coraggio di amare proprio quella che sono, così come sono senza se e senza ma, solo me perché sono io."

Laura Imai Messina

09/02/2026

"Quando sei forte da solo (...) non ti avvicini più per bisogno, ma per affinità".

"Fai bene la piccola cosa che hai davanti: non guardare l'intera montagna"
03/02/2026

"Fai bene la piccola cosa che hai davanti: non guardare l'intera montagna"

Ci sono giorni in cui il mondo sembra troppo pesante. Vorresti solo ti**re su le coperte e sparire.

Marco Aurelio, l'Imperatore Stoico, scriveva nei suoi "Pensieri":
1)Svegliati per uno scopo: "All'alba, quando ti costa alzarti, abbi pronto questo pensiero: 'Mi sveglio per compiere il mio mestiere di uomo'." Non sei nato per stare al caldo, ma per agire.
2)Il mondo non cospira contro di te: Quello che ti succede è solo natura che fa il suo corso. Non prenderla sul personale. La tua mente è una cittadella: niente può entrarvi e farti del male se tu non glielo permetti.
3)Fai bene la piccola cosa che hai davanti: Non guardare l'intera montagna. Concentrati sul passo che stai facendo ora. Se lo fai con giustizia e impegno, hai già vinto la tua giornata.

Qual è la "piccola vittoria" che hai conquistato oggi nonostante la fatica? Condividila nei commenti e diamoci forza a vicenda! 👇

✍🏼©️I sentieri della filosofia

03/02/2026

Lasciare andare significa creare lo spazio necessario per accogliere qualcosa di nuovo, una parte di noi che finora ci è sembrata invisibile.

Il cambiamento parte da noi, anche quando pensiamo il contrario. Buona trasformazione.

"Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che sì trasforma".
12/01/2026

"Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che sì trasforma".

"Se ogni lutto, anche quello più elaborato, più “accettato”, conservasse sempre un resto, una scheggia, un punto dolente che continua a pulsare dentro di noi?
Ho sempre pensato che esista qualcosa di irriducibile nel dolore della perdita, una ferita che non guarisce mai del tutto.
Possiamo provare a rimarginarla, a darle un senso, ma resta sempre lì: come una cicatrice che, al cambiare del tempo o delle stagioni, torna a farsi sentire...
Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che si trasforma.
Che dentro di noi non muore mai davvero ciò che abbiamo amato: cambia forma, si riconfigura, diventa un’altra presenza.
È un’operazione di metamorfosi, un’opera interiore di trasformazione del dolore in significato, della perdita in creazione.
Il lutto, se resta senza lavoro, ci incatena al passato, ci condanna alla paralisi della malinconia.
Ma se trova una via, se riesce a generare senso, allora può aprirci di nuovo alla vita.
È qui che nasce una nuova forma di nostalgia — non quella sterile del rimpianto, ma quella grata, viva, che illumina come la luce delle stelle morte: una luce che ci raggiunge da un corpo che non esiste più, ma che continua a splendere.
La nostalgia delle stelle morte è questo: la memoria che non spegne, ma accende; il dolore che non distrugge, ma trasforma;
il passato che non ci trattiene, ma ci invita ad andare avanti.
Il lutto, allora, non è mai solo perdita.
È anche promessa.
È un ritorno di luce - quella che proviene da ciò che abbiamo amato, e che, anche se non c’è più, continua a mostrarci la via."

Massimo Recalcati

08/01/2026
"Oggi è urgente dare valore al senso, al significato delle nostre scelte"
07/01/2026

"Oggi è urgente dare valore al senso, al significato delle nostre scelte"

Intervista a Luciano Floridi Tra le voci più autorevoli della filosofia contemporanea ha coniato una definizione che diventa la chiave per comprendere cosa ci rende umani e insostituibili. Un ragionamento necessario di fronte all'avanza dell'Ai. Una riflessione di fronte alle macchine tra chi le co...

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