17/03/2020
La caviglia, come tutto il corpo, non ama stare ferma; la membrana sinoviale all'interno della capsula articolare non può produrre il lubrificante, l'acido ialuronico. Qualunque sia il motivo della mancanza di movimento la sentiremo “legata, fasciata”; possono comparire delle alterazioni della sensibilità, chiamate disestesie, che, in mancanza di una patologia specifica, spariscono con la ripresa del movimento. Anche la sensazione di pesantezza e di gonfiore, vero o relativo, trovano miglioramento dalla posizione in scarico e dagli esercizi.
È possibile fare i movimenti della caviglia all'inizio in scarico, con la gamba sulla sedia perché sia all'altezza almeno dell'anca o poco più per favorire la dinamica dei liquidi; il tallone non in appoggio; anche sdraiati sul divano va bene con il piede oltre il bracciolo.
Si inizia con la flessione dorsale e poi quella plantare, su e giù, lentamente accompagnandosi col respiro.
Si continua con la rotazione esterna aiutata dalla tensione del mignolo portando la pianta all'esterno (eversione); segue la rotazione interna aiutandosi con l'alluce portando la pianta all'interno (inversione).
Per ultimo si chiudono le dita su e giù e le si allarga distanziandole fra loro, i bambini sono bravissimi.
Possiamo fare un esercizio per tipo e poi ripetere la sequenza per non stancarci; oppure fare 5 esercizi per tipo, tutto dipende dalle condizioni individuali, basta contattare lo specialista. Comunque la ginnastica va ripetuta più volte al giorno fino alla valutazione di persona con lo specialista o il medico curante.