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Nel percorso di cura delle patologie degenerative di anca e ginocchio, esiste una fase spesso sottovalutata ma determina...
08/05/2026

Nel percorso di cura delle patologie degenerative di anca e ginocchio, esiste una fase spesso sottovalutata ma determinante per l’esito dell’intervento: il periodo che precede la chirurgia.

È in questo spazio che si inserisce la Prehabilitation, un approccio strutturato di preparazione preoperatoria che consente al paziente di affrontare l’intervento nelle migliori condizioni possibili.

La chirurgia protesica, oggi, non può più essere considerata un evento isolato.
Al contrario, rappresenta una fase di un percorso terapeutico più ampio, in cui ogni elemento contribuisce al risultato finale: dalla valutazione clinica iniziale fino al recupero funzionale.

La Prehabilitation agisce su due livelli fondamentali.

Da un lato, l’ottimizzazione fisica.
Il dolore articolare porta frequentemente a una riduzione del movimento, che nel tempo determina un indebolimento muscolare (decondizionamento). Questo aspetto incide direttamente sulla qualità del recupero post-operatorio.
Intervenire con attività a basso impatto, come cyclette o nuoto, consente di mantenere efficienza muscolare e preparare il corpo allo stress chirurgico.

Dall’altro lato, la riduzione dei fattori di rischio modificabili.
La letteratura scientifica evidenzia in modo chiaro come condizioni quali obesità, fumo, anemia o diabete non controllato siano associate a un aumento delle complicanze e a tempi di recupero più lunghi.
Un intervento mirato su questi parametri prima del ricovero permette di migliorare in modo significativo gli outcome clinici.

Accanto agli aspetti fisici e clinici, esiste una dimensione altrettanto rilevante: quella psicologica e relazionale.
Il dolore cronico e l’incertezza legata all’intervento possono generare ansia e ridurre la partecipazione attiva del paziente.
Un percorso strutturato di preparazione consente invece di costruire consapevolezza, favorendo una reale alleanza terapeutica tra paziente ed équipe.

In questa prospettiva, il successo dell’intervento non dipende esclusivamente dalla tecnica chirurgica, ma anche dalla qualità del “terreno” su cui la protesi viene inserita.

La chirurgia, quindi, non inizia in sala operatoria.
Inizia prima, nella quotidianità del paziente.

🔗 Nel primo commento è disponibile l’articolo completo di approfondimento

06/05/2026

La necrosi della testa del femore porta sempre alla protesi d’anca?

Si tratta di una condizione in cui l’osso perde il suo normale apporto di sangue, andando incontro a un progressivo indebolimento. Nelle fasi iniziali può essere silenziosa o manifestarsi con dolore all’inguine o al gluteo, spesso sottovalutato.

Il punto chiave è la diagnosi precoce: intervenire prima che la testa del femore perda la sua forma sferica permette di evitare l’evoluzione verso l’artrosi e, quindi, la necessità di una protesi.

Quando la diagnosi arriva nelle fasi iniziali, esistono terapie conservative che possono rallentare o bloccare la progressione della malattia. Solo negli stadi avanzati, quando la struttura articolare è compromessa, si rende necessario l’intervento protesico.

👉 Guarda il video per capire quando è possibile intervenire senza chirurgia e perché riconoscere i sintomi in tempo è fondamentale.

27/04/2026

La chirurgia ortopedica sta evolvendo verso un modello sempre più guidato da dati e precisione misurabile.

L’integrazione della realtà aumentata in sala operatoria consente al chirurgo di avere un riferimento costante e immediato durante ogni fase dell’intervento, migliorando il controllo dei parametri tecnici e la coerenza con la pianificazione preoperatoria.

Questo approccio permette di ridurre la variabilità intraoperatoria e di eseguire gesti chirurgici con un livello di accuratezza sempre più elevato, con un impatto diretto sulla qualità del risultato finale.

Guarda il video per vedere come la tecnologia supporta la precisione in sala operatoria.

Affrontare un intervento o una visita specialistica può essere impegnativo: dal viaggio alla logistica, fino allo stress...
24/04/2026

Affrontare un intervento o una visita specialistica può essere impegnativo: dal viaggio alla logistica, fino allo stress del giorno stesso.

Con il servizio di trasporto gratuito di Mbility, Grappiolo and Group offre una soluzione semplice e sicura, pensata per rendere ogni spostamento più sereno.

Si tratta di un percorso studiato per garantire comfort, sicurezza e tranquillità.

Prenotare il servizio di trasporto è semplice e veloce, sia online che al telefono, e completamente gratuito per tutti i pazienti diretti alle nostre sedi convenzionate: Humanitas Rozzano, Humanitas Castellanza e Clinica I Cedri di Novara.

Ogni viaggio diventa sicuro, puntuale e confortevole, trasformando le preoccupazioni in serenità.

A seguito dell’analisi dei più recenti dati pubblicati su The Lancet e delle preziose evidenze riportate su EFORT Open R...
22/04/2026

A seguito dell’analisi dei più recenti dati pubblicati su The Lancet e delle preziose evidenze riportate su EFORT Open Reviews, è stato sviluppato il presente studio, a prima firma del Prof. Mattia Loppini e coordinato dal Prof. Guido Grappiolo in qualità di senior author

In linea con le evidenze emerse da questa analisi e con l’impostazione scientifica dello studio, emerge con chiarezza un principio clinico fondamentale: la gestione della protesi d’anca non si esaurisce nell’intervento chirurgico, ma richiede un monitoraggio continuativo e strutturato nel tempo.

Anche in assenza di sintomi, processi silenti possono compromettere l’integrità dell’osso circostante e la stabilità dell’impianto.

La prevenzione si basa su tre fattori principali:
1️⃣ Conoscere le caratteristiche della protesi (materiali, anno di impianto) per definire correttamente la frequenza dei controlli.
2️⃣ Considerare il profilo individuale del paziente (età, peso corporeo, attività fisica) per valutare il carico sull’articolazione.
3️⃣ Non basarsi esclusivamente sui sintomi clinici: l’assenza di dolore non garantisce il corretto funzionamento dell’impianto.

Un follow-up strutturato, integrato con radiografie periodiche e valutazioni cliniche, consente di identificare tempestivamente eventuali alterazioni e di intervenire precocemente.

Per approfondimenti, dati scientifici e prospettive future, consultare l’articolo completo – Link in bio.

Fonti:
V. Pentland, Z. Thompson et al., "Survivorship of modern total hip replacement to 30 years: systematic review, meta-analysis, and extrapolation of global joint registry data", The Lancet, 2026 (Vol. 407, pp. 855-866).

M. Loppini, F.M. Gambaro, R. Nelissen, G. Grappiolo, "Large variation in timing of follow-up visits after hip replacement: a review of the literature", EFORT Open Reviews, 2022 (Vol. 7, pp. 200-205).

Nelle giornate del 12–13 marzo si è svolto presso Le Capitole il M.O.R.E. International Hip Symposium 2026, un convegno ...
17/04/2026

Nelle giornate del 12–13 marzo si è svolto presso Le Capitole il M.O.R.E. International Hip Symposium 2026, un convegno scientifico internazionale dedicato all’aggiornamento e al confronto sull’evoluzione della chirurgia protesica d’anca.

L’evento ha riunito un comitato scientifico internazionale di alto profilo, favorendo un confronto strutturato tra differenti scuole chirurgiche e approcci tecnici, con particolare attenzione ai criteri decisionali nella gestione dell’artroplastica totale d’anca e dei casi complessi.

Il programma ha posto l’accento sull’integrazione tra esperienza clinica, pianificazione biomeccanica e innovazione tecnologica, elementi sempre più centrali nella definizione degli standard attuali in chirurgia dell’anca.

Tra i contributi scientifici, anche gli interventi del nostro Prof. Guido Grappiolo, focalizzati su allineamento protesico e strategie di gestione dei casi complessi.

Il simposio ha ulteriormente consolidato il ruolo del confronto internazionale come strumento essenziale per l’evoluzione delle competenze chirurgiche e per il miglioramento degli esiti clinici.

16/04/2026

La strategia chirurgica deve essere personalizzata in base alle caratteristiche anatomiche e cliniche del ginocchio.

Quando l’artrosi interessa un solo compartimento e i legamenti risultano integri, la protesi monocompartimentale consente di sostituire esclusivamente la zona compromessa, preservando le strutture articolari sane.

Se invece l’usura coinvolge entrambi i compartimenti, la protesi totale rappresenta la soluzione indicata, garantendo stabilità articolare e funzionalità complessiva.

La scelta del tipo di intervento è guidata da una valutazione approfondita che integra radiografie, risonanza magnetica e analisi clinica, assicurando un approccio mirato e un recupero funzionale efficace.

Per un’analisi dettagliata delle differenze tra protesi totale e monocompartimentale, consulta il video completo.

13/04/2026

L’uso della tecnologia robotica in ortopedia rappresenta un avanzamento significativo, migliorando il posizionamento degli impianti protesici ed il bilanciamento articolare, aspetti fondamentali per la funzionalità a lungo termine della protesi al ginocchio.

I benefici clinici includono: una riduzione del trauma dei tessuti molli e ossei, un recupero post-operatorio più rapido e un miglior adattamento funzionale del ginocchio,con conseguente percezione più naturale del movimento articolare.

È importante sottolineare che la chirurgia robotica non sostituisce il ruolo del chirurgo, bensì ne amplifica l’esperienza e le capacità decisionale e tecnica, consentendo interventi più sicuri, accurati e personalizzati in base alle caratteristiche anatomiche e cliniche di ciascun paziente.

Guarda il video per approfondire come l’integrazione della robotica stia trasformando le procedure protesiche del ginocchio e migliorando concretamente gli esiti clinici.

La recente classifica di Newsweek 2026 riconosce l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano tra i migliori ospedali del mon...
10/04/2026

La recente classifica di Newsweek 2026 riconosce l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano tra i migliori ospedali del mondo, confermando la Lombardia come eccellenza sanitaria globale.

Cinque strutture lombarde si posizionano tra le prime otto in Italia, con Humanitas tra gli ospedali italiani ai vertici mondiali, insieme a Niguarda, San Raffaele, Papa Giovanni XXIII di Bergamo e San Matteo di Pavia.

Questi risultati derivano da valutazioni rigorose basate su criteri oggettivi: la percezione dei colleghi (Peer Recommendations), l’esperienza dei pazienti (Patient Experience), indicatori clinici misurabili (Medical KPIs) e outcome riportati dai pazienti (PROMs).

Ogni decisione clinica, ogni percorso di cura e ogni innovazione tecnologica contribuiscono a posizionare l’ospedale tra i migliori al mondo, trasformando l’eccellenza da un concetto astratto ad una realtà misurabile.

Grappiolo and Group opera a Humanitas come équipe chirurgica di riferimento, integrando protocolli Fast Track di recupero rapido, mobilizzazione precoce, robotica e tecnologia EOS 3D. Questi strumenti garantiscono precisione millimetrica nell’impianto protesico e tempi di degenza ridotti, mentre la misurazione costante dei risultati clinici e della soddisfazione dei pazienti alimenta direttamente gli indicatori che portano l’ospedale ai vertici mondiali.

L’eccellenza in ortopedia nasce dalla combinazione tra infrastrutture di livello mondiale, iper-specializzazione, protocolli avanzati e tecnologie di precisione, applicati quotidianamente per garantire risultati concreti e misurabili. La chirurgia protesica di anca e ginocchio a Humanitas diventa sinonimo di sicurezza, efficacia e libertà di movimento per ogni paziente.

🔗 Nel primo commento trovate il link all’articolo completo.

🐣 Buona Pasqua da tutti noi di Grappiolo and Group!Un caloroso augurio a tutti i nostri pazienti, alle loro famiglie e a...
03/04/2026

🐣 Buona Pasqua da tutti noi di Grappiolo and Group!

Un caloroso augurio a tutti i nostri pazienti, alle loro famiglie e a tutto lo staff che ogni giorno, con impegno e dedizione, sostiene la nostra missione: prendersi cura del vostro movimento e del vostro benessere.

Che possiate trascorrere una Pasqua serena, all’insegna della gioia e del movimento!

03/04/2026

Oggi, grazie a protocolli evoluti e a una gestione integrata tra équipe chirurgica, anestesiologica e riabilitativa, è possibile favorire una ripresa progressiva già nelle prime fasi dopo l’intervento, in condizioni di sicurezza e controllo.

Un percorso ben pianificato consente di ridurre le complicanze legate all’allettamento, migliorare la risposta dell’organismo e accompagnare il paziente verso un recupero più efficiente e consapevole.

Non si tratta di accelerare artificialmente la ripresa, ma di assecondare ciò che il corpo è progettato per fare, muoversi, nel momento in cui le condizioni cliniche lo consentono in sicurezza.

Scopri come avviene davvero il recupero nelle prime ore dopo l’intervento: guarda il video.

Indirizzo

Via Manzoni 56
Rozzano
20089

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