SpazioPsicologia Psicologo Modena Rubiera Dott. Laura Magnoni

SpazioPsicologia Psicologo Modena Rubiera Dott. Laura Magnoni Psicoterapeuta EMDR a Casinalbo e Rubiera. Amo il mio lavoro e considero un privilegio accompagnare le persone nei loro percorsi di cambiamento.

"Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale." Lavoro con persone singole, adolescenti, coppie, famiglie. Il mio orientamento sistemico-familiare si focalizza prevalentemente sulle relazioni familiari ed interpersonali nell'idea che esse siano alla base dello sviluppo della nostra personalità. I percorsi possibili:- Consulenza Psicologica

al Singolo - Consulenza alla Coppia - Consulenza per l'Adolescente CONTATTI Dr.ssa Laura Magnoni 380.3759815 Mail: laura.magnoni83@gmail.com Sedi: CASINALBO: Poliambulatorio Minerva Via Giardini RUBIERA (RE): Studio privato Via Togliatti 5B. Disponibile anche per Terapie Online.

Se un evento traumatico può essere considerato una ferita, c'è qualcosa che rende questa ferita profonda e inguaribile, ...
20/04/2026

Se un evento traumatico può essere considerato una ferita, c'è qualcosa che rende questa ferita profonda e inguaribile, ed è la "Seconda Ferita", quella che in psicologia viene chiamata Mancata Validazione.
Come funziona? Successivamente a un trauma, le persone o gli adulti di riferimento testimoni del trauma non offrono protezione, mostrano incredulità, fingono di non vedere, minimizzano o negano la gravità.
Non essere creduti, compresi, sostenuti, protetti crea un ulteriore trauma, spesso peggiore dell'evento iniziale.
Il Trauma non è solo l'evento negativo, ma la solitudine che sperimentiamo mentre accade.
Essere soli nella tempesta o essere con qualcuno nella tempesta cambia tutto.
Per questo ogni volta che a una persona cara (un amico, un figlio, un partner) accade un evento negativo o traumatico possiamo fare molto offrendo empatia, comprensione, supporto, protezione. La validazione emotiva è un fattore protettivo che alleggerisce gli effetti del trauma.
Allo stesso modo se stiamo attraversando un evento traumatico cercare nella nostra rete supporto e comprensione ci aiuterà a superarlo meglio.
La validazione emotiva ripara la ferita.
Proteggiamo e cerchiamo protezione.

Ti è mai capitato di sentirti solo nella tua tempesta? O hai avuto qualcuno che ti ha tenuto l'ombrello?

Salva questo post se pensi che la validazione sia importante.

"Non è sempre il dolore a distruggerci, ma la sensazione che quel dolore non sia visto. Imparare a validare le emozioni altrui (e le proprie) è il primo passo per guarire. 🌧️🤝"

15/04/2026

Separarsi è uno dei momenti più destabilizzanti nella vita di una persona. Ti senti fallito, arrabbiato, tradito, svuotato. A volte tutto insieme. E se non sai stare dentro a queste emozioni, se non hai strumenti, se non hai qualcuno che ti aiuta a non perderti… quelle emozioni possono prendono il sopravvento.

E quando succede, non sempre fanno male solo a te. La cosa che mi colpisce è che nelle separazioni mettiamo subito gli avvocati, giustamente. Ci occupiamo di case, soldi, figli, accordi. Ma nessuno si occupa davvero delle persone.

Nessuno obbliga due adulti che si stanno lasciando a fermarsi un attimo e capire cosa sta succedendo dentro di loro. Nessuno li accompagna mentre stanno attraversando uno dei momenti più fragili della loro vita.

E allora succede che ci si parla solo per attaccarsi. Che ogni parola diventa una provocazione. Che i figli, quando ci sono, diventano il campo su cui continuare la guerra.

Io non dico che uno psicologo possa evitare tutto questo. Sarebbe ingenuo.
Ma sono convinto che lasciare le persone completamente sole in quel momento è un errore enorme.

Per questo continuo a pensare che dovremmo avere il coraggio di fare una scelta chiara ed inserire un percorso obbligatorio di mediazione psicologica nelle separazioni.

Non perché le persone siano “malate”. Ma perché sono ferite. E le ferite, se non le curi, possono fare infezione.

Avere qualcuno che sa leggere le dinamiche, che sa fermare l’escalation, che aiuta a trasformare la rabbia in parole invece che in gesti… non è un lusso. È prevenzione.

Perché certe tragedie non nascono quel giorno.
Arrivano dopo settimane, mesi, a volte anni di tensioni gestite male, di silenzi, di rancore che cresce.

E in tutto questo, troppo spesso, non c’è nessuno. E allora forse dovremmo smettere di chiederci solo “come è potuto succedere” e iniziare a chiederci “dov’eravamo prima”.

Perché separarsi è un diritto.
Ma imparare a farlo senza distruggersi… dovrebbe diventare una responsabilità collettiva.

15/04/2026

Il 28 aprile ci ritroviamo per un nuovo incontro del Gruppo di Ascolto per Genitori, il terzo in programma per questo ciclo.
Uno spazio e un tempo per incontrarsi, confrontarsi, ri-conoscersi e ri-scoprirsi, questa volta con la mediazione di uno strumento potentissimo: l’albo illustrato.
Parole e immagini guideranno pensieri, riflessioni e nuove consapevolezze.
Venite a cercarvi tra le pagine,
vi aspettiamo.

26/03/2026
Lavorare col Trauma da Abuso.Riprocessa, Rinarra, Sovrascrivi una Nuova Storia. 💔➡️🫶🏻🫂
01/03/2026

Lavorare col Trauma da Abuso.
Riprocessa, Rinarra, Sovrascrivi una Nuova Storia. 💔➡️🫶🏻🫂

Molte persone che hanno vissuto abusi sessuali o traumi relazionali precoci portano dentro la convinzione che c'è qualcosa di sbagliato dentro di loro. Si tratta di un’esperienza identitaria che attraversa il corpo, le relazioni e la percezione di sé. Come se l’amore non ricevuto fosse la prova di un difetto originario.
Dal punto di vista dell’Analisi Transazionale, questo vissuto può essere compreso come parte di un copione di vita costruito molto presto. Il bambino, per sopravvivere emotivamente, prende decisioni profonde su di sé e sul mondo. Se la figura di attaccamento è anche la fonte del pericolo, il sistema psichico deve trovare una soluzione che preservi almeno un’illusione di sicurezza. È spesso meno minaccioso decidere “Sono io sbagliato” piuttosto che vedere che “Chi dovrebbe proteggermi è pericoloso”. In quel momento, quella decisione è adattiva perché consente al bambino di mantenere il legame e di dare un senso a ciò che è inconcepibile ed inaccettabile.
Con il linguaggio dell’Analisi Transazionale potremmo dire che si strutturano convinzioni copionali legate alla non amabilità, alla non importanza, talvolta al “Non esistere”. Ma se integriamo una prospettiva trauma-informed, come quella proposta da Janina Fisher, comprendiamo che queste non sono semplicemente decisioni cognitive, sono piuttosto delle risposte neurobiologiche e parti dissociate dell’esperienza che si sono organizzate per proteggere il sistema.
Nel trauma, soprattutto quando è relazionale e ripetuto, la personalità si struttura in parti. Ci sono parti che continuano a funzionare nella vita quotidiana, che lavorano, che si prendono cura degli altri, che cercano di essere competenti. E poi ci sono parti più giovani, cariche di vergogna, paura, confusione, che portano ancora l’impronta dell’abuso. Quando la persona adulta si sente improvvisamente indegna, sporca o sbagliata senza una ragione apparente, spesso è una di queste parti che sta emergendo, non l’intera identità.
La vergogna tossica, in questa prospettiva, non è un tratto di personalità ma è una memoria implicita. È l’emozione che il sistema ha dovuto assumere per sopravvivere in un contesto di abuso di potere. Il bambino non ha mai la responsabilità della violenza subita. Tuttavia, per preservare il legame, può interiorizzare lo sguardo dell’abusante. Col tempo, quello sguardo diventa una voce interna critica che giudica, svaluta, accusa. In termini transazionali, possiamo riconoscere un Genitore interno contaminato dall’esperienza traumatica, che continua a riprodurre messaggi impliciti di colpevolizzazione.
Il lavoro terapeutico non consiste nel combattere queste parti o nel forzare un pensiero positivo, ma nel creare stabilizzazione e sicurezza interna. Prima di rielaborare il trauma, è necessario aiutare la persona a sviluppare un Adulto sufficientemente solido, capace di osservare ciò che accade dentro di sé senza esserne travolto. Questo significa riconoscere: “In questo momento una parte di me si sente sbagliata” invece di “Io sono sbagliato”. È un passaggio sottile ma trasformativo che permette la differenziazione, riduce la fusione con la vergogna, restituisce potere di scelta.
Parallelamente, si lavora per decontaminare il Genitore interno, distinguendo tra messaggi introiettati dall’abusante e valori autentici. Si tratta di restituire la responsabilità a chi l’ha avuta. L’abuso è sempre un abuso di potere. Non esiste comportamento infantile che lo provochi o lo giustifichi. Quando questa verità comincia a essere sentita, non solo compresa razionalmente, qualcosa si riallinea nel sistema.
Ogni bambino ha diritto di essere amato, protetto e riconosciuto nel proprio valore. Se questo non è accaduto, non è la prova di un difetto nel bambino, ma piuttosto è l'evidenzs di una mancanza nell’ambiente. Assumere tale consapevolezza richiede molto tempo, perché va contro anni di adattamento e sopravvivenza. Significa rinegoziare il copione, offrire alle parti ferite nuove esperienze relazionali, interne ed esterne, in cui non siano giudicate ma comprese.
Smettere di giudicarsi con gli occhi di chi ha abusato è un processo di riconoscimento progressivo e lento. È imparare a vedere che la vergogna appartiene alla storia, non all’identità. È permettere all’Adulto di oggi di prendersi cura delle parti di ieri. In questo spazio, gradualmente, la convinzione “sono sbagliato” può trasformarsi in “Mi è stato fatto qualcosa di ingiusto, ma il mio valore non si mette in discussione”.

20/02/2026
Appena concluso un ciclo di supervisioni sull'EMDR in coppia.Grata di questa esperienza.La formazione continua è per me ...
18/02/2026

Appena concluso un ciclo di supervisioni sull'EMDR in coppia.
Grata di questa esperienza.
La formazione continua è per me ossigeno, mi stimola a lavorare sempre meglio e a dare il massimo per le persone di cui mi prendo cura.
Un grazie di cuore a Sicuro EMDR

Si è concluso il terzo ciclo di supervisione dedicato alla terapia EMDR nel contesto della terapia di coppia.
Nel corso degli incontri abbiamo approfondito tre configurazioni cliniche di particolare rilievo: la coppia ad alta conflittualità; la coppia con un target traumatico condiviso da elaborare; e la coppia che preserva un equilibrio, seppur disfunzionale, attraverso il sintomo del figlio.
Sono stati tre incontri preziosi, momenti di supervisione con un gruppo di 25 terapeuti EMDR competenti e profondamente appassionati.
Il confronto autentico tra colleghi è sempre fonte di crescita clinica e umana — anche per me, nel ruolo di supervisore.
Esprimo sincera gratitudine per la stima e la fiducia ricevute: rappresentano un valore che dà senso e forza al nostro impegno professionale condiviso.
Laura Corvaglia

  Un cervello calmo è un cervello che non ferisce l'altro e che può ascoltare. Non sottovalutatelo.
10/02/2026


Un cervello calmo è un cervello che non ferisce l'altro e che può ascoltare. Non sottovalutatelo.

09/02/2026
03/02/2026

Il dolore da solo non diventa trauma. A renderlo tale è spesso la solitudine in cui lo viviamo 💔
Quando manca qualcuno che ci guardi con comprensione, che ci ascolti senza giudicare, il peso delle emozioni resta incastrato nel corpo e nella mente.

La relazione terapeutica è proprio questo: uno spazio sicuro, accogliente, dove il trauma può finalmente essere visto, sentito, narrato. Un luogo dove ciò che è stato congelato nel tempo può tornare a muoversi.

Nel percorso EMDR il terapeuta non è solo un tecnico, ma un testimone presente e attento.
È insieme al paziente che si affrontano i ricordi dolorosi, per liberarli dal passato e permettere alla guarigione di iniziare.

14/01/2026
14/01/2026

Indirizzo

Piazzale Gramsci 5
Rubiera
42043

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 13:00 - 20:00
Mercoledì 13:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Telefono

+393803759815

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