11/02/2026
QUANTO È CORRETTA LA QUOTA DI CARBO ASSUNTA PRIMA E DURANTE LE GARE?
È noto che uno degli aspetti maggiormente sottovalutati dagli sportivi amatoriali, anche quelli che partecipano a eventi su lunga distanza, è quello di una corretta pianificazione dell’integrazione energetica, coerente con raccomandazioni nutrizionali basate sulle evidenze. Nella mia esperienza quotidiana, nonostante impieghi molto tempo con gli atleti che seguo per spiegare loro come e quando alimentarsi correttamente, provando e riprovando tutto quanto in tempo utile prima di una gara importante, ho avuto modo di rendermi conto che molti di essi, quasi maniacali nella gestione degli allenamenti, sottovalutano invece la pianificazione e la sperimentazione sul campo in tempo utile degli schemi nutrizionali necessari per gestire al meglio la gara. A conferma, almeno per alcuni aspetti, di quanto sto dicendo, c’è un interessante studio pubblicato recentemente sull’European Journal of Sport Science (https://doi.org/10.1002/ejsc.70055), che ha analizzato quanto gli atleti amatoriali di endurance siano effettivamente in grado di pianificare e assumere correttamente i carboidrati (CHO) prima e durante una competizione, mettendo in luce un divario assolutamente rilevante tra la teoria e la pratica. Gli autori hanno valutato sessanta atleti amatoriali (38 maratoneti e 22 ciclisti), con età media di 42 anni e una lunga esperienza di allenamento, in due gare di endurance (una maratona e una gran fondo ciclistica). L’assunzione di CHO è stata verificata mediante un approccio combinato, utilizzando cioè diari alimentari nelle 24 ore pre-gara, questionari sull’assunzione pianificata e percepita durante la gara, e la pesatura delle confezioni dei prodotti sportivi consumati per stimare l’assunzione reale durante l’evento. I risultati, per certi versi attesi, ma comunque sorprendenti, confermano le mie esperienze sul campo, mettendo in evidenza che la maggior parte degli atleti non raggiunge affatto le raccomandazioni nutrizionali previste dalle linee guida. Il giorno prima della gara, ad esempio, solo il 5,3% dei maratoneti e nessun ciclista ha raggiunto i 10–12 g/kg di CHO suggeriti per il carbo-loading, con un’assunzione media di 3,4 g/kg nei maratoneti e 4,9 g/kg nei ciclisti. Pure la colazione pre-gara, anche se maggiormente in linea con le evidenze scientifiche, ha mostrato valori medio-bassi. Durante la gara, poi, l’apporto di CHO è risultato estremamente fuori tiro, con solo il 5% dei maratoneti e il 50% dei ciclisti che ha raggiunto i 60–90 g/h raccomandati. Elemento di estremo interesse è inoltre la discrepanza emersa tra quanto era stato pianificato e quanto era stato effettivamente assunto, con gli atleti che tendenzialmente hanno sovrastimato quanto hanno davvero mangiato, con un consumo reale inferiore di 5–10 g/h rispetto a quanto previsto. Considerando che la formulazione maggiormente utilizzata erano i gel, gli autori hanno rilevato che molte confezioni non venivano consumate completamente, contribuendo a un concreto deficit dei CHO assunti. Nel complesso, lo studio dimostra perciò che le pratiche nutrizionali degli atleti amatoriali sono troppo spesso lontane dalle raccomandazioni teoriche, con tutte le conseguenze del caso. Personalmente, anche se non sottolineato dagli autori, ritengo che quanto riportato sia in massima parte ascrivibile a una scarsa propensione degli atleti, troppo occupati ad allenarsi, a provare e riprovare schemi efficaci di alimentazione e integrazione nei mesi che precedono la gara. Nel mio libro “Alimentazione e idratazione negli sport di endurance” (Elika Editrice) trovate spiegato, in modo assolutamente semplice, tutto quanto vi occorre per gestire in modo corretto la vostra integrazione e la vostra idratazione prima e durante i vostri allenamenti e le vostre prossime gare. Poi però bisogna passare dalla teoria alla pratica…