12/01/2026
Mi hanno chiesto:
“Robby, perché votare SÌ al referendum sulla giustizia?”
Intanto perché nel comitato del NO c’è Landini.
E già questo dovrebbe far riflettere chiunque conosca la storia recente di questo Paese.
Ma andiamo oltre i nomi.
Si vota SÌ perché questo referendum non è “di destra” o “di sinistra”.
È una domanda semplice:
vogliamo una giustizia che punisce i colpevoli o una giustizia che distrugge anche gli innocenti?
Oggi in Italia funziona così:
vieni indagato
il tuo nome finisce sui giornali
la tua vita viene distrutta
e dopo anni, magari, vieni assolto…
quando il lavoro è perso, la reputazione è bruciata, la famiglia è a pezzi.
Questo non è Stato di diritto.
È giustizia-spettacolo.
Il SÌ serve a:
separare chi accusa da chi giudica
evitare carriere costruite sui processi mediatici
riportare i magistrati a fare quello per cui sono pagati: cercare la verità, non la visibilità
Chi difende il NO, difende l’attuale sistema:
quello dove un avviso di garanzia vale più di una sentenza.
Landini e la sinistra radicale vogliono questo modello perché è utile:
colpisci un avversario con un’indagine
lo metti in prima pagina
anche se poi è innocente, intanto è politicamente morto.
Il SÌ non salva i corrotti.
Il SÌ salva i cittadini normali da uno Stato che può distruggerti senza averti mai condannato.
Io voto SÌ perché voglio:
una giustizia che punisce chi sbaglia
ma che non usa le manette come strumento politico.
E questo, in una democrazia,
non dovrebbe essere di destra o di sinistra.
Dovrebbe essere solo civiltà.