Dott.ssa Silvia Marino Biologa della Riproduzione

Dott.ssa Silvia Marino Biologa della Riproduzione Diventare genitori è un diritto di tutti! Embriologa esperta in Fecondazione Assistita
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Quello tra i neonati e odore della mamma è un legame unico e che dura per sempre.La memoria sfrutta tutti i sensi per im...
13/04/2026

Quello tra i neonati e odore della mamma è un legame unico e che dura per sempre.

La memoria sfrutta tutti i sensi per immagazzinare i ricordi più importanti e spesso basta un profumo o un odore particolare per risvegliare in noi emozioni sopite e sentimenti sempre vivi.

È il caso dell'odore della mamma, unico, irripetibile e indimenticabile, che si stampa nella memoria del bebè sin dai primi giorni di vita e che riesce, in molti casi, a calmarlo, a fargli sentire meno dolore e a guidarlo verso il seno per nutrirsi.

Il legame tra i neonati e l'odore della mamma è indissolubile e contribuisce a rinsaldare una connessione emotiva che durerà per tutta la vita.

L'odore della mamma accompagna il neonato sin dalla gravidanza.

Immerso nel liquido amniotico, il bambino si nutre di ciò che alimenta la mamma, ascolta la sua voce, impara a conoscerla ancor prima di ve**re alla luce.

E una volta nato, l'odore unico del seno lo guida vero il capezzolo.

In questo modo, l'associazione tra odore ed esperienza si trasforma in una potente forza sulla quale si fonda il legame indissolubile tra madre e figlio.

Recenti studi indicano che subito dopo la nascita le narici del neonato assorbono il profumo delle madri e questo odore diviene rapidamente così familiare da essere riconosciuto immediatamente.

L'effetto rassicurante dell'odore materno può rivelarsi estremamente utile in alcune situazioni.

Ad esempio, quando lasciamo il bambino all'asilo nido le prime volte può essere utile lasciargli un oggetto di nostra proprietà impregnato del nostro odore.

L'olfatto è il senso più importante nei primi giorni di vita del bambino. Non vede ancora bene, ma può ascoltare le voci e i suoni intorno a lui e soprattutto può annusare l'ambiente.

Una straordinaria corrispondenza di sensi ed emozioni, infatti, i due odori tra mamma e figlio si riconoscono per sempre.

Siete d'accordo?

Spesso,  soprattutto nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, si introduce anche un altro concetto: la riser...
10/04/2026

Spesso, soprattutto nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, si introduce anche un altro concetto: la riserva embrionaria.

Non è un parametro diretto come un esame del sangue o un’ecografia.

Piuttosto, è il risultato finale di più fattori che raccontano il potenziale riproduttivo dopo la fecondazione.

La riserva embrionaria si costruisce passo dopo passo: parte dalla quantità e qualità degli , passa attraverso la e arriva allo sviluppo degli embrioni.

In altre parole, non basta avere ovociti: è fondamentale che questi riescano a trasformarsi in embrioni vitali.

Quali sono quindi gli “indicatori” indiretti?

Prima di tutto, il numero di ovociti recuperati durante una stimolazione ovarica: più ovociti non significa automaticamente più embrioni, ma aumenta le probabilità.

Poi c’è il tasso di fecondazione: quanti ovociti diventano effettivamente embrioni.

Questo dipende sia dalla qualità ovocitaria che da quella del seme.

Un altro elemento chiave è la qualità embrionale, valutata in laboratorio in base alla morfologia e alla capacità di sviluppo fino allo stadio di .

Gli embrioni che arrivano a questo stadio hanno, in generale, maggiori probabilità di impianto.

Infine, quando possibile, si considera anche l’analisi genetica preimpianto (PGT), che permette di identificare embrioni cromosomicamente normali, aumentando le probabilità di successo.

È importante ricordare che la riserva embrionaria non è un numero fisso, ma un percorso: racconta come il corpo (e la biologia) rispondono in ogni fase del processo riproduttivo.

Capirla aiuta a impostare aspettative realistiche e strategie personalizzate, perché ogni storia riproduttiva è unica.

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  e  : un legame spesso sottovalutato.Quando si parla di fertilità, si pensa subito agli ormoni “classici” come estrogen...
08/04/2026

e : un legame spesso sottovalutato.

Quando si parla di fertilità, si pensa subito agli ormoni “classici” come estrogeni e progesterone.

Ma c’è un altro protagonista silenzioso che gioca un ruolo fondamentale: l’insulina.

L’insulina è l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue.

Quando però l’organismo sviluppa una condizione chiamata insulino-resistenza (cioè le cellule non rispondono bene all’insulina), il corpo ne produce di più per compensare.

Ed è qui che iniziano i problemi.

Livelli elevati di insulina possono interferire con l’equilibrio ormonale, influenzando l’ovulazione.

Questo è particolarmente evidente nella sindrome dell’ovaio policistico ( ), dove l’insulino-resistenza è molto comune: può portare a cicli irregolari o assenza di ovulazione.

Ma non riguarda solo le donne.

Anche nella fertilità maschile, un’alterazione del metabolismo può influire negativamente sulla qualità degli spermatozoi.

La buona notizia? L’insulino-resistenza si può gestire.

Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e, in alcuni casi, supporto medico possono fare una grande differenza.

Prendersi cura della propria salute metabolica significa anche prendersi cura della propria fertilità.

Perché il corpo funziona come un sistema integrato: quando un ingranaggio si inceppa, anche gli altri ne risentono.

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Da biologa della riproduzione, ogni giorno ho il privilegio di osservare da vicino uno dei fenomeni più straordinari del...
05/04/2026

Da biologa della riproduzione, ogni giorno ho il privilegio di osservare da vicino uno dei fenomeni più straordinari della vita: la sua capacità di rinascere, trasformarsi e continuare.

La Pasqua ci ricorda proprio questo: che anche dopo i periodi più complessi, esiste sempre un nuovo inizio.

Un ciclo che si rinnova, una possibilità che germoglia, una speranza che prende forma.

Che questa giornata porti con sé energia, equilibrio e fiducia nel futuro — proprio come accade in natura, dove ogni fine è anche un nuovo inizio.

Auguri a tutti di una Pasqua piena di vita 🌱✨

Congelare   o  : una scelta consapevole per il futuro.Sempre più giovani oggi valutano la possibilità di preservare la p...
02/04/2026

Congelare o : una scelta consapevole per il futuro.

Sempre più giovani oggi valutano la possibilità di preservare la propria attraverso il congelamento di spermatozoi o ovociti.

Non si tratta solo di una soluzione medica, ma di una vera e propria opportunità di pianificazione personale.

Dal punto di vista biologico, sappiamo che la qualità degli ovociti diminuisce con l’età, mentre anche la fertilità maschile può subire variazioni nel tempo.

La permette di “fermare” questo processo, conservando cellule riproduttive in un momento di maggiore qualità.

Questa scelta può essere particolarmente utile in diverse situazioni:

• Quando si desidera rimandare la genitorialità
• Prima di affrontare terapie mediche che potrebbero compromettere la fertilità
• In presenza di condizioni che potrebbero influire sulla capacità riproduttiva futura

Ma è importante sottolinearlo: non è una garanzia, bensì una possibilità in più.

Una risorsa che la scienza mette a disposizione per ampliare le opzioni e ridurre l’incertezza.

Informarsi, confrontarsi con specialisti e valutare con consapevolezza è il primo passo.

Perché prendersi cura oggi della propria fertilità significa anche prendersi cura delle scelte di domani.

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Il test di frammentazione del DNA spermatico è un esame che valuta l’integrità del materiale genetico contenuto negli  ....
30/03/2026

Il test di frammentazione del DNA spermatico è un esame che valuta l’integrità del materiale genetico contenuto negli .

A differenza del classico , che analizza parametri come numero, motilità e morfologia degli spermatozoi, questo test si concentra sulla qualità del DNA che essi trasportano, un aspetto fondamentale per la fertilità maschile.

In condizioni normali, il DNA degli spermatozoi è molto compatto e ben protetto.

Tuttavia, diversi fattori possono danneggiarlo, causando delle “rotture” o frammentazioni.

Tra le cause più comuni ci sono lo stress ossidativo, infezioni, febbre elevata, esposizione a sostanze tossiche (come fumo o inquinanti), varicocele, età avanzata e stili di vita non salutari.

Un’elevata frammentazione del DNA spermatico può ridurre le probabilità di fecondazione, aumentare il rischio di aborti spontanei e influenzare negativamente anche le tecniche di procreazione assistita.

Per questo motivo, il test viene spesso richiesto nei casi di inspiegata, fallimenti ripetuti di fecondazione assistita o aborti ricorrenti.

La buona notizia è che, in molti casi, la frammentazione del DNA può essere migliorata. Interventi sullo stile di vita (come smettere di fumare, migliorare l’alimentazione e ridurre lo stress), l’assunzione di antiossidanti e il trattamento di eventuali patologie sottostanti possono contribuire a ridurre il danno al DNA spermatico.

In sintesi, questo test rappresenta uno strumento importante per approfondire la maschile, andando oltre le analisi tradizionali e fornendo informazioni più dettagliate sulla qualità degli spermatozoi.

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Nel contesto della procreazione medicalmente assistita, quando si parla di   o   si fa riferimento a due diversi stadi d...
25/03/2026

Nel contesto della procreazione medicalmente assistita, quando si parla di o si fa riferimento a due diversi stadi di sviluppo dell’embrione dopo la fecondazione dell’ .

Subito dopo la fecondazione si forma lo zigote, che nei giorni successivi inizia a dividersi: prima in 2 cellule, poi 4, 8 e così via. In questa fase precoce, che si colloca tra il secondo e il terzo giorno, si parla semplicemente di embrione.

È uno stadio ancora iniziale, in cui le cellule sono relativamente “indifferenziate” e non si è ancora formata una struttura complessa.

Proseguendo nello sviluppo, intorno al quinto o sesto giorno, l’embrione evolve in blastocisti. In questa fase ha una struttura più organizzata e si distinguono già due componenti fondamentali: la massa cellulare interna, che darà origine al feto, e il trofoectoderma, che formerà la placenta.

La blastocisti è lo stadio fisiologicamente più adatto all’impianto nell’utero.

Dal punto di vista clinico, la differenza tra trasferire embrioni allo stadio precoce oppure blastocisti riguarda soprattutto le probabilità di impianto e la selezione naturale degli embrioni.

Coltivare gli embrioni fino a blastocisti permette infatti di osservare quali riescono a svilupparsi meglio, selezionando quelli con maggiore potenziale di impianto.

Questo può aumentare le probabilità di e ridurre il rischio di trasferire embrioni non vitali.

D’altra parte, non tutti gli embrioni riescono ad arrivare allo stadio di blastocisti in laboratorio, quindi in alcuni casi si preferisce trasferirli prima, per non rischiare di non avere nulla da trasferire.

La scelta dipende da diversi fattori, come l’età della donna, il numero e la qualità degli embrioni disponibili e la storia clinica della coppia.

In sintesi, gli embrioni rappresentano le fasi iniziali dello sviluppo, mentre la blastocisti è uno stadio più avanzato e selezionato, generalmente associato a migliori probabilità di impianto.

Tuttavia, la decisione su quale stadio trasferire deve essere personalizzata e valutata insieme all' embriologa in base alla situazione specifica.

Se stai pensando alla ICSI in Spagna come mamma single, sappi che non sei affatto sola: è una scelta sempre più comune t...
23/03/2026

Se stai pensando alla ICSI in Spagna come mamma single, sappi che non sei affatto sola: è una scelta sempre più comune tra donne italiane che desiderano un figlio senza avere un partner.

In Italia, come forse già sai, la procreazione medicalmente assistita è ancora limitata alle coppie eterosessuali, quindi una donna single non può accedere legalmente a questi trattamenti.

In Spagna, invece, la situazione è molto diversa: la legge permette alle donne, anche senza partner, di intraprendere un percorso di PMA in modo autonomo, e questo include anche tecniche avanzate come la ICSI.

La ICSI è una forma di fecondazione in vitro in cui un singolo spermatozoo viene inserito direttamente dentro l’ovocita.

Nel tuo caso, si utilizza il seme di un donatore anonimo, scelto dalla clinica in base a caratteristiche compatibili con le tue.

È tutto molto regolamentato e sicuro, e l’anonimato del donatore è garantito per legge.

Il percorso, nella pratica, inizia spesso con una prima consulenza (che può essere anche online), durante la quale i medici valutano la tua situazione.

Ti verranno richiesti alcuni esami per capire la tua riserva ovarica e lo stato generale della .

Poi si passa alla stimolazione ovarica, cioè una terapia ormonale per far maturare più ovociti.

Questi vengono prelevati con un piccolo intervento, fecondati da me Embriologa in laboratorio con la ICSI, e infine uno o più embrioni vengono trasferiti nell’utero.

È un percorso molto concreto, ma anche emotivamente intenso.

In generale, la Spagna è uno dei paesi più avanzati in Europa per questo tipo di trattamenti: le cliniche hanno molta esperienza con pazienti straniere, spesso parlano italiano e offrono percorsi ben organizzati.

Se vuoi, possiamo entrare più nel dettaglio del tuo caso personale e capire meglio quali sarebbero i prossimi passi più adatti a te.

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Chi sono

Sono Silvia Marino, Biologa della Riproduzione.

Ho conseguito la Specializzazione in Patologia e Biochimica Clinica ed ho perfezionato la mia esperienza pluridecennale nel campo dell'infertilità e sterilita' di coppia.

Ho deciso di occuparmi di Embriologia perché è la disciplina della vita, delle emozioni, dell'amore.

Per tale motivo ho scelto il lavoro dei miei sogni, che si contraddistingue in sentimenti e gioie.