Dott.ssa Antonella Mazzeo Psicologa

Dott.ssa Antonella Mazzeo Psicologa Sono uno Psicologo di Base e svolgo anche attività privata come Psicoterapeuta

La mia attività clinica si basa sul supporto e sul sostegno psicologico per promuovere e migliorare il benessere psicologico dell'individuo, della coppia, della famiglia.

La radice della violenza secondo Alice MillerLa riflessione di Alice Miller sulla violenza umana parte da un presupposto...
19/04/2026

La radice della violenza secondo Alice Miller
La riflessione di Alice Miller sulla violenza umana parte da un presupposto fondamentale: ogni bambino nasce con bisogni autentici e vitali, crescere, essere amato, esprimere emozioni e sviluppare la propria identità. Questi bisogni non sono opzionali, ma costituiscono la base stessa di uno sviluppo psicologico sano.
Perché questo sviluppo avvenga in modo armonioso, il bambino necessita di adulti affidabili: figure capaci di offrire protezione, attenzione sincera e orientamento nella vita. Quando queste condizioni sono presenti, il bambino costruisce un senso di sé stabile e sviluppa empatia e rispetto verso gli altri.
Il problema nasce quando tali bisogni vengono sistematicamente frustrati. In contesti familiari disfunzionali, il bambino può essere manipolato, punito, trascurato o maltrattato, spesso senza che nessuno intervenga a riconoscere o fermare queste violenze. In queste condizioni, la sua integrità psicologica viene profondamente compromessa.
La reazione naturale a queste esperienze sarebbe fatta di rabbia, dolore e protesta. Tuttavia, poiché tali emozioni risultano inaccettabili o pericolose nell’ambiente in cui vive, il bambino è costretto a reprimerle. Per sopravvivere emotivamente, rimuove il trauma e arriva persino a idealizzare gli adulti che lo hanno ferito. Questo meccanismo difensivo comporta una perdita di consapevolezza rispetto alla propria sofferenza originaria.
Le emozioni represse, però, non scompaiono. Continuano a esistere a livello inconscio e tendono a riemergere nel tempo sotto forma di comportamenti distruttivi: aggressività verso gli altri o autolesionismo, dipendenze, disturbi psichici. In molti casi, queste dinamiche si riproducono nella relazione con i propri figli, che diventano inconsapevolmente bersagli di una violenza trasmessa tra generazioni e spesso giustificata come “educazione”.
Un elemento cruciale per interrompere questo ciclo è l’incontro con una figura significativa (un adulto, un professionista o un testimone consapevole) capace di riconoscere l’ingiustizia subita dal bambino. Questo riconoscimento può restituire dignità alla vittima e impedire che il trauma si trasformi in distruttività futura.
Alice Miller critica anche la tendenza storica della società a proteggere gli adulti e a colpevolizzare i bambini, sostenuta da modelli educativi obsoleti che vedono il bambino come manipolatore o malvagio. In realtà, il bambino tende piuttosto ad assumersi colpe che non gli appartengono, pur di preservare il legame affettivo con i genitori.
Le ricerche più recenti confermano che le esperienze traumatiche infantili non scompaiono, ma si depositano nella memoria corporea e continuano a influenzare la vita adulta. Fin dai primi momenti di vita, il bambino è sensibile tanto alla tenerezza quanto alla crudeltà.
Alla luce di queste conoscenze, anche i comportamenti più irrazionali acquisiscono una logica: sono spesso l’espressione di traumi non elaborati. Per questo motivo, sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva delle violenze subite nell’infanzia rappresenta una condizione essenziale per interrompere la trasmissione intergenerazionale della sofferenza.
Infine, A.Miller sottolinea che gli individui cresciuti in ambienti rispettosi e protettivi sviluppano empatia, equilibrio e capacità relazionali sane. Non hanno bisogno di esercitare violenza, perché non devono difendersi da ferite profonde non riconosciute. Al contrario, tendono a usare il proprio potere per proteggere, non per distruggere.
Il benessere dell’infanzia è anche una responsabilità sociale fondamentale perché da esso dipende la qualità umana delle generazioni future.

31/03/2026

Siamo figli di genitori che non hanno mai imparato a curarsi dentro.

Figli di persone che hanno fatto ciò che potevano…
con gli strumenti che avevano.

Siamo cresciuti tra silenzi pesanti,
tra parole mai dette,
tra emozioni nascoste così a lungo
da sembrare inesistenti.

Abbiamo imparato a capire senza spiegazioni,
a sentire senza essere ascoltati,
a dare un senso a ciò che nemmeno aveva un nome.

Eppure non è colpa.
È storia.

Perché anche loro venivano da un tempo diverso,
dove mostrarsi fragili era un rischio,
dove il dolore si sopportava in silenzio,
e l’amore si dimostrava Sacrificandosi, non Parlando.

Ma noi siamo qui.

A rompere quel silenzio.
A dare voce a ciò che è rimasto nascosto.
A riconoscere le ferite… e a non farle diventare destino.

Guarire non è accusare.
È capire.

Capire che ci hanno dato tutto ciò che sapevano dare…
anche se non era abbastanza per noi.

E allora scegliamo.

Scegliamo di essere diversi.
Scegliamo di non ripetere.
Scegliamo di trasformare.

Perché il passato può averci segnato…
ma non deve definirci.

Sta a noi cambiare la direzione.
Sta a noi costruire qualcosa di nuovo.

Con più consapevolezza.
Perdonando.
Curandosi dentro.

E' proprio questo il compito di chi sceglie di Curarsi attraverso la Psicoterapia:
essere la Generazione che Guarisce per non trasmettere più lo stesso dolore.

“Quando le parole feriscono più delle mani: l’Abuso Psicologico in Famiglia”Urlare insulti al tuo/tua partner o dire a t...
22/02/2026

“Quando le parole feriscono più delle mani: l’Abuso Psicologico in Famiglia”

Urlare insulti al tuo/tua partner o dire a tuo/a figlio?/a che è “ritardato” non è autorità, è viltà.
Chi fa questo usa le parole come armi, seminando paura, dolore e vergogna.
Le ferite invisibili che lasci segnano per sempre: figli insicuri, mogli spaventate, famiglie distrutte.
Non è rabbia, non è frustrazione: è abuso, semplice e crudele.
-Quadro psicologico di un padre che umilia la madre e il figlio è un comportamento abusivo e manipolatorio.
Rivolgersi alla partner con insulti gravi oppure bestemmie indica abuso verbale. Questo tipo di linguaggio è spesso usato per dominare, umiliare e sminuire l’altro, cercando di instaurare controllo nella relazione.
Dire a un figlio che è “ritardato” o "incapace" è abuso psicologico. Tali parole possono provocare insicurezza, bassa autostima e traumi emotivi duraturi ( come dimostrato scientificamente).
Se sei vittima o testimone di questo, non restare in silenzio. Parlane con professionisti oppure rivolgiti al CAV.
Nessuno merita di vivere in una casa dove le parole fanno più male di un pugno.

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14/02/2026

💞 𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘 𝗠𝗔𝗧𝗨𝗥𝗢 𝗘 𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘 𝗜𝗡𝗙𝗔𝗡𝗧𝗜𝗟𝗘 (𝗘𝗿𝗶𝗰𝗵 𝗙𝗿𝗼𝗺𝗺)
“𝙇’𝙖𝙢𝙤𝙧𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙚̀ 𝙥𝙧𝙞𝙣𝙘𝙞𝙥𝙖𝙡𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙪𝙣𝙖 𝙧𝙚𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖 𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖; 𝙚̀ 𝙪𝙣 𝙖𝙩𝙩𝙚𝙜𝙜𝙞𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙪𝙣 𝙤𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙖𝙧𝙖𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚”

𝗢𝗴𝗴𝗶 𝗲̀ 𝗦𝗮𝗻 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 e vale la pena riflettere sull'amore nel pensiero di 𝗘𝗿𝗶𝗰𝗵 𝗙𝗿𝗼𝗺𝗺, psicoanalista e filosofo. Per lui l’amore non coincide con l’innamoramento né con l’intensità del bisogno. Distingue con chiarezza tra amore infantile e amore maturo.

L’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗮𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲 segue una logica implicita: 𝘵𝘪 𝘢𝘮𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘩𝘰 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘦. È un amore che cerca nell’altro protezione, conferma, salvezza dalla solitudine. Quando prevale questa forma, il legame tende a caricarsi di aspettative eccessive: 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼. È da qui che spesso nasce la sofferenza nella coppia e, non di rado, la domanda terapeutica.

Quando l’amore resta ancorato a una modalità infantile, 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼, 𝗴𝗲𝗹𝗼𝘀𝗶𝗮, 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲 𝗼, 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗿𝗶𝘁𝗶𝗿𝗼 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. L’altro viene inconsapevolmente chiamato a colmare mancanze antiche, e il legame finisce per diventare fonte di angoscia invece che di sostegno.

L’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗼, per Fromm, nasce da una posizione diversa: 𝘩𝘰 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘵𝘪 𝘢𝘮𝘰. Non elimina il desiderio né la mancanza, ma li rende pensabili e tollerabili. È una forma di amore che 𝗶𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮, 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮, e che permette di restare in relazione senza perdersi.

Nella 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼, il lavoro clinico esplora proprio questo passaggio: dal bisogno di fusione alla possibilità di un incontro tra due soggetti. Significa riconoscere i bisogni infantili, senza esserne guidati; accettare la dipendenza originaria, senza riprodurla nella vita adulta.

In un contesto relazionale sempre più virtuale e fluido, queste dinamiche diventano oggi ancora più visibili: la facilità con cui si entra ed esce dalle relazioni può rafforzare forme di amore infantile, in cui 𝗶𝗹 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮 𝗹𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼.

𝙇’𝙖𝙢𝙤𝙧𝙚 𝙢𝙖𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙧𝙤𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚 𝙛𝙚𝙡𝙞𝙘𝙞𝙩𝙖̀ 𝙚𝙩𝙚𝙧𝙣𝙖.
𝙋𝙧𝙤𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙙𝙞 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙧𝙖𝙧𝙤: 𝙪𝙣𝙖 𝙧𝙚𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖 𝙙𝙪𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙞.

🥀 L’alessitimia, ovvero la difficoltà nel riconoscere, descrivere e comunicare le proprie emozioni, è un tratto spesso p...
08/02/2026

🥀 L’alessitimia, ovvero la difficoltà nel riconoscere, descrivere e comunicare le proprie emozioni, è un tratto spesso presente in chi soffre di Depressione Maggiore. Ma come influisce questo fattore sul percorso terapeutico?

📚 Un recente studio ha indagato come la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) possa intervenire non solo sui sintomi, ma anche sulla struttura e sulla funzione cerebrale. Ecco cosa emerge dall'articolo:

L’alessitimia come ostacolo: alti livelli di alessitimia sono associati a una maggiore gravità dei sintomi depressivi e possono rendere più complesso il trattamento, limitando la capacità del paziente di elaborare il vissuto emotivo.

L’efficacia della CBT: la ricerca dimostra che la terapia cognitivo-comportamentale è efficace non solo nel ridurre i sintomi della depressione, ma anche nel migliorare significativamente i tratti alessitimici.

💡 Il cambiamento: attraverso il percorso terapeutico, i pazienti imparano a identificare meglio le proprie emozioni e a verbalizzarle, rompendo il circolo vizioso tra "analfabetismo emotivo" e deflessione del tono dell’umore.

Risultati a lungo termine: il miglioramento delle capacità emotive (riduzione dell’alessitimia) agisce come un fattore protettivo, contribuendo alla stabilità dei risultati ottenuti contro la depressione.

In sintesi, la CBT si conferma uno strumento d'elezione per aiutare i pazienti a "dare un nome" a ciò che sentono, facilitando così la guarigione clinica.
Inoltre i risultati indicano che la terapia cognitivo-comportamentale, oltre a ridurre i sintomi della depressione maggiore, può indurre modifiche strutturali nel cervello, in particolare nell’amigdala e nell’ippocampo anteriore, aree centrali nell’elaborazione delle emozioni.

Studi recenti mostrano che la terapia cognitivo-comportamentale può modificare il cervello e migliorare l'alessitimia nelle persone con depressione

https://www.facebook.com/share/1LTHskJaXR/
05/02/2026

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𝟰 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗻𝗰𝗿𝗼
𝘜𝘯𝘪𝘵𝘦𝘥 𝘣𝘺 𝘜𝘯𝘪𝘲𝘶𝘦

Il tema della 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗖𝗮𝗻𝗰𝗿𝗼 ci invita a riconoscere che ogni persona che affronta una diagnosi oncologica ha una storia unica, bisogni specifici e merita un 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼. Andare oltre la malattia significa vedere la persona nella sua interezza: corpo, mente, emozioni, relazioni.

Affrontare il cancro implica un percorso complesso in cui la dimensione fisica e quella psicologica si intrecciano indissolubilmente. Il corpo affronta i trattamenti, la mente elabora l'impatto emotivo della malattia, riorganizza le proprie risorse psicologiche e costruisce strategie di adattamento.

Le colleghe e i colleghi che si occupano di 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼-𝗼𝗻𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 rispondono ogni giorno a questa complessità, offrendo uno spazio di ascolto e di cura personalizzato. Accompagnare i pazienti e le loro famiglie nell'elaborazione della diagnosi e sostenerli durante i trattamenti li aiuta infatti a preservare il senso di sé e la loro qualità di vita. Non si tratta quindi di un intervento accessorio: il benessere psicologico influisce concretamente sull'aderenza alle cure, sulla gestione del dolore, sulla capacità di affrontare ogni fase del percorso.

La Campania ha compiuto 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 verso questa visione di cura centrata sulla persona: lo scorso ottobre è stata approvata la legge regionale che potenzia e integra i servizi di assistenza psicologica ai pazienti oncologici e onco-ematologici, frutto del lavoro congiunto tra il nostro Ordine e le Istituzioni. Un traguardo che ci impegna a garantire che ogni paziente possa accedere a un supporto psicologico qualificato e personalizzato come parte integrante del proprio percorso di cura.

𝗨𝗻𝗶𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀: l’Ordine degli Psicologi della Regione Campania continua a lavorare per una presa in carico umana, equa e completa.

07/01/2026

"Tu lo chiami sintomo.
Io lo chiamo richiamo.

Tu lo chiami problema.
Io lo chiamo una porta che bussa.

Tu lo chiami dolore.
Io lo chiamo amore che chiede attenzione.

Nel mondo di oggi ogni segnale viene etichettato,
ogni inquietudine silenziata,
ogni tremito dell’anima trattato come qualcosa da correggere.

Eppure, molti di quei fastidi
non sono errori del sistema.
Sono messaggi antichi.

È il Bambino che vive in noi:
saggio, arcaico, custode della memoria
che tenta di parlare.

All’inizio sussurra.
Poi insiste.
Infine piange.

Non per capriccio.
Non per disturbare.

Ma perché custodisce qualcosa di vitale.
Qualcosa che, se ascoltato,
può salvare il viaggio.

Vuole essere visto.
Ascoltato.
Amato.

E cosa facciamo noi,
inermi di fronte al suo richiamo?

Lo zittiamo.

Come spesso facciamo con i bambini nel mondo:
un gioco per distrarli,
uno schermo per farli tacere,
qualcosa che li tenga buoni.

Così facciamo anche con noi stessi.
Un farmaco.
Il cibo.
Le serie.
I social.
Il rumore.

E per un po’ il silenzio arriva.

Ma nelle fiabe, lo sai,
ciò che viene ignorato
non scompare.

Ritorna.

Sotto altre forme.
Con altre voci.
Con più forza.

Perché la magia non ama essere dimenticata.

E allora nel cammino si aprono due strade.

Da una parte
l’anestesia lenta,
lo spegnersi senza accorgersene.

Dall’altra
il coraggio di ascoltare,
di entrare nel bosco interiore,
di sedersi accanto a quella voce
e chiederle:

“Cosa vuoi mostrarmi?”

Perché non esiste medicina più potente dell’amore.
E non esiste guarigione più profonda
di quella che nasce
quando smettiamo di fuggire
e scegliamo di credere.

Credere che dentro di noi
vive ancora la magia".

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A tutti i pazienti incontrati nel corso dell'anno 2025...che hanno scelto di dare priorità al benessere interioreAi perc...
01/01/2026

A tutti i pazienti incontrati nel corso dell'anno 2025...che hanno scelto di dare priorità al benessere interiore

Ai percorsi di psicoterapia conclusi per remissione dei sintomi...

Ai nuovi percorsi attivi... che ripongono fiducia ed alleanza nel terapeuta

Ai colleghi conosciuti nel 2025 con i quali ho avviato collaborazioni per supportare ed aiutare pazienti...

Ai nuovi colleghi di lavoro con i quali mi appresto a condividere lo spazio del Nuovo Anno...

Alla Famiglia che Scelgo di avere al mio fianco...fonte di equilibrio ed energia

Ogni inizio è un nuovo capitolo da affrontare ogni giorno con attenzione e presenza.

✨️✨️Benvenuto 2026✨️✨️

11/12/2025

Indirizzo

Salerno

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Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
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Sabato 09:00 - 21:00

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