Jole Stefani Psicologa

Jole Stefani Psicologa Psicologia & Counseling Benvenuti sulla mia pagina Facebook dedicata alla mia attività professionale.

Opero nell’ambito del sostegno psicologico a favore della persona, della coppia, della famiglia e svolgo la mia attività presso uno studio privato a Salerno. Gli interventi psicologici spaziano dal settore clinico, alla prevenzione, alla promozione del benessere psicofisico e della crescita personale. In ambito clinico, intervengo con tecniche di Counseling Psicologico, idonee ad alleviare la sofferenza psicologica derivante da eventi critici di vita: elaborazione del lutto, separazione/divorzio, perdita del lavoro, crisi coniugale, stress lavorativo, la malattia propria o di un congiunto, pensionamento, ecc. Il Counseling si configura, infatti, come un intervento breve di sostegno per le persone in temporanea difficoltà a causa di un evento stressante di vita, ideale per coloro che, in assenza di una psicopatologia, necessitano del giusto supporto professionale volto a superare e risolvere un transitorio periodo di difficoltà e sofferenza psichica, ancorché accompagnata da stati ansioso depressivi. Nell’ambito del Benessere Psicofisico effettuo interventi finalizzati al:
• controllo e gestione delle emozioni;
• gestione dello stress;
• controllo dell’abitudine del fumo;
• controllo del peso. Nell’ambito della Crescita Personale, sia in setting individuale che di gruppo, conduco incontri atti a lavorare per la crescita della:
• consapevolezza emotivo/affettiva;
• sviluppo dell’autostima ed assertività;
• tecniche di autoefficacia ed autodirezionalità;
• gestione del conflitto;
• efficacia relazionale;
• comunicazione efficace ed ascolto attivo;
• sostegno alla genitorialità;
• sostegno per familiari di pazienti psichiatrici. Svolgo, inoltre, attività di Formazione, in setting gruppali, finalizzata a far emergere le potenzialità inespresse della persona, sia in ambito professionale che personale. Gli interventi formativi sono diretti all'acquisizione di conoscenze e competenze, work habits e abilità socio -relazionali in materia di :
- comunicazione efficace e assertività;
- leadership consapevole;
- problem solving;
- decision making;
- processi motivazionali;
- gestione del conflitto.

09/09/2023
17/09/2021

Editing e Montaggio a cura di Sociologia della Multiculturalitàhttp://www.facebook.com/ #!/pages/Sociologia-della-Multiculturalita/79705735193

🎀 GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA                                                     COLLOQUIO GRATUITO🎀La Giornata...
05/10/2020

🎀 GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA
COLLOQUIO GRATUITO🎀

La Giornata Nazionale della Psicologia, che cade il prossimo 10 ottobre, è una iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e patrocinata dal Ministero della Salute. Nasce con lo scopo di informare sulle più rilevanti tematiche di interesse psicologico, far conoscere maggiormente ai cittadini e alla comunità le potenzialità della Psicologia come scienza e come professione.

In concomitanza con questo importante evento, Jole Stefani Psicologa offrirà un servizio di studio aperto a partire da oggi, 5 ottobre, fino alla fine del mese. Per tutto il mese di ottobre, sarà possibile 𝙥𝙧𝙚𝙣𝙤𝙩𝙖𝙧𝙚, 𝙞𝙣 𝙢𝙖𝙣𝙞𝙚𝙧𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙩𝙪𝙞𝙩𝙖 un primo colloquio, presso lo studio privato in via Santissimi Martiri 33, Salerno (SA).

Per info e prenotazioni:
339 5868 371
info@jolestefani.it

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🔴🔴Massimo Recalcati ci racconta una grande verità dell'essere genitori e di accompagnare i nostri figli nei loro percors...
01/06/2020

🔴🔴Massimo Recalcati ci racconta una grande verità dell'essere genitori e di accompagnare i nostri figli nei loro percorsi!🔴🔴

Di che natura è il rapporto tra una persona e uno psicoterapeuta?Paziente – Terapeuta?Cliente – Consulente? Analizzando ...
18/05/2020

Di che natura è il rapporto tra una persona e uno psicoterapeuta?
Paziente – Terapeuta?Cliente – Consulente? Analizzando – Analista?

Considerato che:

LA SCIENZA DELLA MAMMAIl 10 di maggio è la festa della mamma, celebrata da più di un secolo in riconoscimento del ruolo ...
10/05/2020

LA SCIENZA DELLA MAMMA

Il 10 di maggio è la festa della mamma, celebrata da più di un secolo in riconoscimento del ruolo affettivo considerato come il più importante in decine di paesi nel mondo.

La psicologia si è dedicata da sempre a comprendere la natura di questo rapporto così speciale e l’elenco degli studiosi che hanno posto al centro della loro ricerca e della loro riflessione il concetto della maternità è davvero lunghissima.

Tra i più importanti certamente Donald Winnicott, psicanalista e pediatra inglese, che elaborò il fondamentale concetto della funzione di holding, letteralmente “sostegno”, a sottolineare, fra i primi, che il ruolo materno, lungi dall’esaurirsi nel fornire cure materiali, è la capacità di contenimento della madre “sufficientemente buona”, la quale sa istintivamente quando intervenire dando amore al suo bambino e quando invece mettersi da parte nel momento in cui il bambino non ha bisogno di lei, agevolando il suo sviluppo verso l’autonomia, la sua curiosità verso il mondo, la definizione della sua personalità.

L’holding inizia già nella fase dell’allattamento, quando la madre tiene il bimbo tra le sue braccia, sostenendolo e facendolo sentire al sicuro, e attraverso lo sguardo, in una relazione quasi a specchio in cui il bambino, osserverà e comprenderà sé stesso e troverà il significato delle sue stesse emozioni e sensazioni.
Per tutto il primo anno di vita, fino all’acquisizione delle prime forme di linguaggio, la comunicazione fra madre e bambino, la loro relazione, sarà esperita sostanzialmente attraverso il contatto corporeo e visivo. Tramite la sintonizzazione affettiva materna, il bambino otterrà la stabilità relazionale, le cure in forma di carezze e abbracci, il riconoscimento e accoglimento dei suoi stati emotivi, positivi e negativi, che permetteranno al Sé di organizzarsi in visione degli stadi di sviluppo successivi.

Il bambino così imparerà a riconoscere e gestire le proprie emozioni, attraverso un feedback coerente di sorrisi durante situazioni di accudimento e di gioco, così come nei momenti di frustrazione. Apprendendo le corrette sfumature emotive, il bambino troverà grazie alla madre accesso ad una prima comprensione dell’empatia.

Le neuroscienze hanno spiegato la capacità di sintonizzazione affettiva con la scoperta dei neuroni specchio, che darebbero conto di tanti fenomeni tipicamente umani come l’empatia e l’intersoggettività. Questi neuroni forniscono una immediata comprensione delle azioni che gli altri stiano compiendo, poiché nell’osservare l’altro si attivano nel nostro cervello le stesse aree neurali: veder fare equivale a fare. Per dirla in due parole, una madre che vede il proprio bambino piangere avrà, grazie ai neuroni specchio, una attivazione nelle medesime aree del cervello attive in quel momento nel bambino, essendo così in grado di sintonizzarsi col suo stato emotivo. Se al pianto del bambino la madre risponde con parole di conforto, con un sorriso e con uno sguardo sereno, il bimbo imparerà che il disagio o il dolore può essere placato, si sintonizzerà a sua volta con lo stato mentale ed emotivo della madre, acquisendo la capacità di autoregolare i propri stati emotivi. Due cervelli funzioneranno come se fossero una sola cosa.

C’è una spiegazione scientifica per cui sembra che i nostri genitori sappiano sempre cosa pensiamo e cosa cerchiamo di nascondere, per loro è come se i nostri cervelli fossero sempre connessi ed aperti, quasi senza segreti!

E poi c’è l’amore.

LA SINDROME DELLA CAPANNANon per tutti la quarantena imposta dall’epidemia COVID 19 è stata fonte di stress. L’isolament...
08/05/2020

LA SINDROME DELLA CAPANNA

Non per tutti la quarantena imposta dall’epidemia COVID 19 è stata fonte di stress.

L’isolamento forzato ha modificato le nostre abitudini: ci siamo dovuti adattare a nuove condizioni di vita, ed ora che il lockdown è stato in parte revocato siamo chiamati allo sforzo inverso: riprendere le vecchie routine.

Da più parti si legge della sindrome della capanna (o del prigioniero) per indicare lo stato di malessere o disagio legato a questo ritorno alla normalità. Il termine viene coniato per descrivere il senso di smarrimento, connotato da ansia e sentimenti di inadeguatezza, vissuto dalle persone rimaste a lungo isolate dal mondo civile e che ritornano in libertà: si pensi alle lunghe ospedalizzazioni o alle condizioni di prigionia e incarcerazione.

Credo che parlare di “sindrome” sia eccessivo, ma si sa che abbiamo la tendenza a patologizzare tutto. Piuttosto c’è da considerare che ogni cambiamento porta normalmente con sé la necessità di effettuare degli adattamenti, di trovare nuovi equilibri.
Perché “sindrome della capanna”? Perché l’idea di ributtarci nel mondo proprio non ci va giù.

È un male? È un bene? Dipende. Dipende dai motivi sottostanti il disagio vissuto.

Per alcuni gioca l’ansia legata alla paura del contagio. Forse anche la mancanza di fiducia nel senso di responsabilità altrui (rispetteremo tutti le basilari norme di prevenzione?) induce a preferire di restare nella confortevole sicurezza della propria casa, piuttosto che affrontare l’incertezza dei luoghi pubblici.

Per altri il malessere nasce dall’idea di dover riprendere i frenetici ritmi di lavoro e di vita, dopo aver trascorso un periodo relativamente tranquillo, un magnifico tempo di solitudine, di risvegli mattutini senza lo squillo della sveglia, di colazioni lente. Di pomeriggi rilassati. La quarantena forzata ha fatto riscoprire un “tempo nuovo”, più dilatato, che è stato dedicato agli hobby, alle relazioni trascurate dai troppi impegni quotidiani, a sé stessi, al semplice riposo, al silenzio.

Alcuni hanno scoperto che a casa si sta bene. La temuta “gabbia domestica” si è rivelata essere un nido accogliente. Suoi social girava una simpatica vignetta che recitava: “Ho scoperto che i miei familiari sono brave persone!”. Abbiamo riassaporato il piacere di condividere con i nostri cari, i pranzi e le cene, i passatempi, le letture, il gioco.

Ci sono anche coloro che hanno scoperto che il lavoro che fanno non gli piace, che non è bello vivere per lavorare, che hanno sperimentato il piacere della semplicità e della semplificazione.
La fine del lock down implica il ritorno alla complessità, al logorio della vita moderna, come diceva uno spot di tanto tempo fa. Per oltre due mesi ci siamo rimessi al centro delle nostre vite e abbiamo potuto riflettere sulla nostra soggettività umana. Ora si tratta di fare marcia indietro. E non ne abbiamo voglia.

È una sindrome o una rivoluzione esistenziale?

Buon lunedì!
04/05/2020

Buon lunedì!

28/04/2020

LA PAURA DEL RIFIUTO

Condividiamo un bel video realizzato da “The School of Life” che parla del terrore che proviamo al pensiero di sentirci dire “no”.

La paura di sentirci dire “no” spesso ci paralizza e ci porta a rinunciare a chiedere agli altri ciò di cui abbiamo bisogno. Perché ciò accade?

Quale significato assume per noi quel “no”?

È davvero un semplice rifiuto ad una nostra richiesta o c’è dell’altro?

La verità è che spesso ricevere un rifiuto evoca in noi il terrore di non essere capiti, di non essere importanti per gli altri, di non essere amati e, ahimè, di non esserlo perché siamo fondamentalmente sbagliati, inadeguati, fragili, non amabili.

Di fronte ad un “no”, in altre parole, si attiva in noi una rappresentazione del Sé tanto insostenibile, quanto lontana dalla realtà. Residui del nostro passato, molto probabilmente, quando i “no” delle persone a cui eravamo legati ci hanno fatto stare molto male. Così abbiamo imparato a non chiedere più nulla, pagando un costo molto elevato per il nostro benessere, cominciando a rinunciare.

La verità è che quando gli altri ci rifiutano qualcosa: un aiuto, un incontro, un sorriso, è perché magari in quel momento sono distratti da altro, hanno già altri impegni, un problema da risolvere, qualcosa che li preoccupa, o magari sono semplicemente stanchi.
Come uscire da una situazione del genere?

Poiché nessuno di noi può indovinare cosa c’è nella mente dell’altro, quali sono i suoi pensieri, i suoi bisogni e i suoi desideri, l’unica soluzione è chiedere, aprirsi all’ascolto e al confronto, cercare di conoscere il punto di vista dell’altro e trovare una mediazione, un punto di incontro tra i nostri progetti e quelli altrui.

La soluzione c’è: imparare a chiedere.

Respiro luce di vita e ossigeno di resurrezione.Il soffio che unisce ogni istante all'eterno.In noi è la gioia della rin...
12/04/2020

Respiro luce di vita e ossigeno di resurrezione.
Il soffio che unisce ogni istante all'eterno.
In noi è la gioia della rinascita.

🌷🐣 Buona Pasqua a tutti voi.
Jole Stefani

Arrabbiati, ma con il timer!"COME TUTTE LE EMOZIONI, ANCHE LA RABBIA VA RICONOSCIUTA ED ESPRESSA. INUTILE REPRIMERE, L’E...
07/04/2020

Arrabbiati, ma con il timer!
"COME TUTTE LE EMOZIONI, ANCHE LA RABBIA VA RICONOSCIUTA ED ESPRESSA.
INUTILE REPRIMERE, L’EMOZIONE TROVERA’ IL MODO DI FARSI STRADA, MAGARI NEL CORPO.
ALLORA TANTO VALE SFOGARSI, TROVANDO PERO’ MODALITA’ EFFICACI E CHE NON METTANO A RISCIO LE RELAZIONI.
BANDO ALLE SCENATE E AL LANCIO DEI PIATTI"
Leggi l’articolo
Fonte

Tenersi tutto dentro non fa bene, ogni tanto è positivo sfogarsi ed esprimere liberamente la rabbia. Ecco perché e come fare, senza farsi arrestare.

Cerchiamo sempre la pace in noi stessi.Buona domenica delle Palme a tutti.🕊🕊🕊
05/04/2020

Cerchiamo sempre la pace in noi stessi.
Buona domenica delle Palme a tutti.🕊🕊🕊

Indirizzo

Via Diaz 69 Salerno
Salerno
84123

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 20:30
Martedì 14:30 - 19:30
Mercoledì 14:30 - 19:30
Giovedì 14:30 - 19:30
Venerdì 14:30 - 19:00

Telefono

+393395868371

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Benvenuti sulla mia pagina Facebook dedicata alla mia attività professionale. Opero nell’ambito del sostegno psicologico a favore della persona, della coppia, della famiglia e svolgo la mia attività presso uno studio privato a Salerno. Gli interventi psicologici spaziano dal settore clinico, alla prevenzione, alla promozione del benessere psicofisico e della crescita personale. In ambito clinico, intervengo con tecniche di Counseling Psicologico, idonee ad alleviare la sofferenza psicologica derivante da eventi critici di vita: elaborazione del lutto, separazione/divorzio, perdita del lavoro, crisi coniugale, stress lavorativo, la malattia propria o di un congiunto, pensionamento, ecc. Il Counseling si configura, infatti, come un intervento breve di sostegno per le persone in temporanea difficoltà a causa di un evento stressante di vita, ideale per coloro che, in assenza di una psicopatologia, necessitano del giusto supporto professionale volto a superare e risolvere un transitorio periodo di difficoltà e sofferenza psichica, ancorché accompagnata da stati ansioso depressivi. Nell’ambito del Benessere Psicofisico effettuo interventi finalizzati al: • controllo e gestione delle emozioni; • gestione dello stress; • controllo dell’abitudine del fumo; • controllo del peso. Nell’ambito della Crescita Personale, sia in setting individuale che di gruppo, conduco incontri atti a lavorare per la crescita della: • consapevolezza emotivo/affettiva; • sviluppo dell’autostima ed assertività; • tecniche di autoefficacia ed autodirezionalità; • gestione del conflitto; • efficacia relazionale; • comunicazione efficace ed ascolto attivo; • sostegno alla genitorialità; • sostegno per familiari di pazienti psichiatrici. Svolgo, inoltre, attività di Formazione, in setting gruppali, finalizzata a far emergere le potenzialità inespresse della persona, sia in ambito professionale che personale. Gli interventi formativi sono diretti all'acquisizione di conoscenze e competenze, work habits e abilità socio -relazionali in materia di : - comunicazione efficace e assertività; - leadership consapevole; - problem solving; - decision making; - processi motivazionali; - gestione del conflitto.