01/04/2021
🔴 # #
La risposta è NO e adesso spieghiamo il perché. Sembra esserci,a volte, l’idea che la Riabilitazione Neurocognitiva 🔬sia orientata maggiormente al recupero della sensibilità del paziente. Uno degli esercizi terapeutici designati dal riabilitatore neurocognitivo, e che può dare questa idea💡è quello in cui il terapista propone al paziente diversi tessuti che gli fa percepire con la mano 🤚 e le dita ✌🏻.
La Riabilitazione Neurocognitiva 🧠 non si pone l’obiettivo di recuperare nè la sensibilità nè il movimento 🏃🏻♀️, ma tende al recupero della azione nella sua interezza e complessità .L’azione va considerata come l’emergenza della attività di un sistema complesso (sistema-uomo) ovvero un sistema inteso come un insieme di parti e di strutture intimamente collegate 🔗e organizzate tra loro con il fine di raggiungere uno scopo. L’azione richiede l’attivazione di un gran numero di processi cognitivi 🧠(attenzione,memoria, percezione, rappresentazione..)
Nell’esercizio citato, il paziente non deve soltanto “sentire”toccando i tessuti, ma deve operare un riconoscimento che comporta una serie di operazioni mentali indispensabili (attenzione,scelta,confronto, rappresentazione del proprio corpo,anticipazione,memoria..)È necessario organizzare il movimento attraverso una frammentazione adeguata del proprio corpo in funzione della percezione. Questo esercizio quindi, non è rivolto solo alla sensibilità , ma agisce sulla percezione, sulla parte organizzativa motoria del paziente, su altri aspetti cognitivi, tutti correlati tra loro con modalità specifiche.
L’esercizio Neurocognitivo in tal
senso, è una azione “fatta ad arte” dal riabilitatore. Dunque, in ogni azione, come in ogni esercizio, interagiscono tra loro diverse componenti che rendono l’azione stessa globale e sono: motorie, sensoriali e percettive, cognitive 🧠(attenzione,presa di decisione, confronto ..) e fenomenologiche (emozioni relative all’azione ).Per sensoriale si intende quello che la persona sente durante l’azione, l’aspetto cognitivo è quello che il soggetto sa dell’azione che compie, cosa ne pensa 🤔e , infine, la
Parte fenomenologica corrisponde a ciò che si prova durante lo svolgersi di una determinata azione per uno specifico scopo 🎯, quindi, riguarda l’esperienza emozionale che emerge della azione.
Ad esempio, se volessimo recuperare l’azione di suonare la chitarra 🎸, dovremmo tenere conto di tutti questi aspetti: se si vuole suonare una canzone 🎶 🎶,l’organizzazione delle mani rispetto allo strumento, come anche tutta l’organizzazione del corpo🕺può cambiare in base allo scopo. Dovremmo , dunque, tener conto degli aspetti sensoriali e percettivi come il tatto 🤚e la pressione dei polpastrelli 👉🏻In rapporto alle corde della chitarra 🎸, i rapporti spaziali tra le dita✌🏻, il palmo della ✋🏻 mano,il polso e del resto del corpo 🚶🏻♂️che si organizza in diverse modalità ;degli aspetti cognitivi 🧠,il paziente conosce🧐 ,sa come deve mettere le sue mani per poter suonare la chitarra 🎸, la pressione che esercita sulle corde,conosce le 🎵 note musicali,ed infine l’aspetto fenomenologico come il piacere☺️ La soddisfazione di fare arte, di suonare uno strumento, di creare e ascoltare 🎧 musica 🎶.
Per concludere , se ripensiamo all’esercizio del riconoscimento delle superfici ✋🏻a livello della mano e delle dita 👉🏻, tutto è più chiaro ☀️rispetto ai concetti descritti che fanno emergere l’imprescindibile relazione tra sensibilità e percezione e l’azione che vogliamo recuperare nel paziente.
BIBLIOGRAFIA
Bertohz A. Il senso del movimento. McGraw Hill;1998
Lurija AR. Come lavora il cervello. Bologna:Il Mulino;1982
Anochin P.K. Biologia e Neurofisiologia del riflesso condizionato. Bulzoni Editore;1975
Argüelles Abenza V, Cracchiolo M, De Patre D,Ferrer Davesa M, Nani C, RigoniM,et al. La Teoria Neurocognitiva secondo il Confronto tra Azioni . Volume 1 . Piccin editore (di prossima pubblicazione)