Unità di Senologia Breast UNIT Villa del Sole di Salerno

Unità di Senologia Breast UNIT Villa del Sole di Salerno BREAST UNIT (UNITÀ DI SENOLOGIA)
VILLA DEL SOLE (SALERNO) E BREAST UNIT (UNITÀ DI SENOLOGIA) CASA DI CURA MALZONI (AVELLINO)
RESPONSABILE DOTT. LUIGI CREMONE

10/04/2026

Un nuovo studio che porta, tra e altre, la firma dell’Istituto Pascale di Napoli, riscrive l’evoluzione del cancro: è stato individuato il “motore” dell’aggressività delle patologie oncologiche, un nuovo importante traguardo per la ricerca e per il trattamento della malattia.

Pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Translational Medicine, lo studio è stato condotto dall’Istituto dei Tumori di Napoli in collaborazione con la Vanvitelli, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’Università di Messina e l’Università di Salerno.

La ricerca descrive la “cascata evolutiva” del cancro, una malattia che non nasce all’improvviso ma che può crescere piano, in silenzio, negli anni per poi accelerare improvvisamente con la compromissione dei sistemi di riparazione del DNA.

I ricercatori descrivono questo processo come un “motore” che si accende, aprendo la strada a nuove strategie di diagnosi precoce e interventi mirati. Secondo l’oncologo del Pascale, Alessandro Ottaiano, prima firma dello studio multicentrico, il tumore attraversa prima una fase lunga e silenziosa: le cellule accumulano piccoli errori nel DNA, le cosiddette mutazioni, ma senza effetti visibili. In questa fase l’organismo riesce ancora a riparare i danni poi, però, qualcosa cambia.

Quando i sistemi che aggiustano il DNA iniziano a funzionare meno, l’equilibrio si rompe. È lì che si accende il “motore”: le cellule tumorali diventano più aggressive, crescono più in fretta e prendono il sopravvento.

Le possibili ricadute di questa teoria sono importanti. Capire quando il tumore passa dalla fase silenziosa a quella aggressiva può aiutare i medici a intervenire prima e in modo più mirato. L’integrazione tra analisi genetiche e intelligenza artificiale, inoltre, può permettere di prevedere l’evoluzione della malattia e scegliere terapie sempre più personalizzate. L’obiettivo, in prospettiva, è cambiare approccio: non solo eliminare le cellule tumorali, ma bloccare il “motore” che le rende più aggressive, cercando di rallentare o fermare la progressione della malattia.

“Il tumore è, in fondo, un processo evolutivo accelerato. Quello che in natura richiederebbe migliaia di anni, qui avviene in tempi rapidissimi. Le cellule più adatte a sopravvivere si selezionano, si moltiplicano e finiscono per dominare l’ambiente circostante” – spiega Alessandro Ottaiano.

“Questa teoria non cambia le cure da domani mattina ma sposta il bersaglio: non solo distruggere il tumore ma impedirgli di accelerare. Capire questo passaggio può fare la differenza. Perché significa individuare quando il tumore sta per cambiare marcia e intervenire prima, con terapie più mirate”.

“In questo processo – continua Ottaiano – resta fondamentale la prevenzione. Alimentazione sana, attività fisica, niente fumo e attenzione alle sostanze nocive possono ridurre il numero di mutazioni e quindi il rischio. Perché fermare il tumore, oggi, significa anche evitare che quel motore nascosto abbia la possibilità di accendersi“.

27/03/2026
22/03/2026

"La combinazione di ribociclib e terapia ormonale ha dimostrato una riduzione del rischio del 28%. Questo beneficio si è già osservato con un follow-up di 5 anni. Ci aspettiamo che possa esserci un ulteriore beneficio man mano che il follow-up va avanti. L'impatto che questa terapia ha sulla sopravvivenza dei nostri pazienti non si limiterà soltanto a ridurre il rischio di recidive locali, ma si traduce anche in un maggiore numero di pazienti che potranno essere guarite da questa malattia", ha dichiarato il presidente dell'Esmo, Giuseppe Curigliano

https://www.maipiusole.sardegna.it/it/news/italia-ed-estero/tumore-al-seno-iniziale-ci-si-aspetta-ulteriore-riduzione-del-rischio-di-recidive

20/03/2026

Un solo farmaco, una sola dose. Nei test di laboratorio ErSO-TFPy ha eliminato il 100% dei tumori al seno ER+. È possibile rivoluzione ⬇

13/03/2026

Vitamina C contro il Cancro: da Promessa a Risultati Concreti

In Italia, secondo i dati più recenti del rapporto "I numeri del cancro in Italia 2025", si stimano circa 192.000 morti per tumore all'anno (dato consolidato 2022, stabile nelle stime recenti).

Questo significa in media circa 526 morti al giorno (192.000 ÷ 365 ≈ 526).

Il numero è in calo: mortalità oncologica ridotta del 9% negli ultimi 10 anni (più marcato per polmone -24% e colon-retto -13%).
Tasso inferiore del 3,1% alla media UE (circa 6.800 decessi in meno rispetto a quanto atteso in Europa).

Ma nonostante tutto questo, Il cancro resta la seconda causa di morte dopo le cardiovascolari.

Questi numeri sottolineano i progressi (migliore sopravvivenza, screening, terapie), ma evidenziano l'importanza della prevenzione: molti decessi sono evitabili con stili di vita sani e controlli regolari.

Inoltre, trattamenti per il cancro sono duri, con effetti collaterali che spaventano.

Purtroppo, se so qualcosa: i miei genitori sono morti entrambi di cancro (purtroppo non seguivano nessuna indicazione alimentare od altro e davano retta agli "espertih").

Ma da decenni si parla della vitamina C (acido ascorbico) come alleato potente. Tutto partì negli anni '70 con Linus Pauling (doppio Nobel) che la proponeva ad alte dosi per combattere i tumori.

Molti lo criticarono, ma la scienza ha continuato... e oggi i risultati parlano chiaro.

Le prime evidenze promettenti (2017 – Università dell'Iowa)

Uno studio su Cancer Cell (2017) ha testato alte dosi di vitamina C endovenosa (IV) insieme a chemio e radioterapia.

Su 11 pazienti con glioblastoma (tumore cerebrale aggressivo): no effetti collaterali extra, e metà ancora vivi a quasi 2 anni (vs sopravvivenza media ~1 anno).

Su 14 con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 93% rispondeva bene (vs 40% standard), e >30% riduceva la massa tumorale (vs 15-19%).

Meccanismo: a dosi altissime (decine di grammi IV), la vitamina C diventa pro-ossidante, genera perossido di idrogeno e colpisce solo le cellule tumorali stressate (sfruttando ferro instabile), lasciando sane le normali.

Dosi orali? Ottime, ma non bastano. Si utlizzano quindi infusioni endovenose.

Le nuove prove decisive (2024-2026)

Trial randomizzati fase II più solidi, finanziati da NCI e DoD, confermano: la vitamina C IV ad alte dosi potenzia le terapie standard senza aumentare tossicità.

Il svolta nel cancro al pancreas metastatico (stadio IV, prognosi storica ~8 mesi):

Trial randomizzato fase II (Redox Biology, novembre 2024) – vitamina C IV (75 g, 3 volte/settimana) + chemio (gemcitabina + nab-paclitaxel):

Sopravvivenza mediana 16 mesi vs 8,3 mesi solo chemio (raddoppio!).

Progressione libera: da 3,9 a 6,2 mesi.

Migliore qualità di vita, meno fatica, tossicità non aumentata. Studio fermato presto per benefici evidenti!

Nel glioblastoma (cancro al cervello):

Trial fase II (Clinical Cancer Research, 2024): + vitamina C IV a chemio + radio → +5 mesi di sopravvivenza mediana (da ~14-15 mesi storici). Sicura e ben tollerata.

Altri aggiornamenti:

Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC): trend positivi, risultati in arrivo.

Vescica e colon-retto: studi in corso, benefici in sottogruppi (es. mutazioni KRAS/RAS, che causano una proliferazione incontrollata, frequenti in tumori del pancreas, polmone e colon-retto. Queste mutazioni spesso conferiscono resistenza alle terapie).

Sicurezza: revisioni NCI PDQ (agg. 2025) e studi recenti – effetti lievi (nausea transitoria, vertigini), no tossicità grave extra, spesso riduce fatica. No calcoli renali confermati in pazienti monitorati.

Per prevenzione e quotidiano

1-4 g/die orali (meglio con calcio ascorbato e quercetina, forma tampone per stomaco). Nel paleolitico ne prendevamo 3-4 g da cibi freschi – oggi quasi impossibile per frutta/verdura impoverite. Alte dosi orali aiutano con raffreddori/influenze.

Per il cancro: solo endovenosa, solo in centri oncologici qualificati, come complemento (non alternativa) alle terapie standard.
Questa ricerca non è più "alternativa": è mainstream e in evoluzione.

Potrebbe entrare nei protocolli presto, specie per pancreas e cervello.

Insomma, a speranza è Vitamina C è reale e cresce

Consulta sempre il tuo oncologo – ogni caso è unico, ma questi dati sono incoraggianti.

Bibliografia

Studio 2017 originario: Schoenfeld et al., Cancer Cell → https://www.cell.com/cancer-cell/fulltext/S1535-6108(17)30094-0

Pancreas 2024 (raddoppio sopravvivenza): Bodeker et al., Redox Biology → https://doi.org/10.1016/j.redox.2024.103375 (o https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213231724003537)

Glioblastoma 2024: Allen et al., Clinical Cancer Research → https://doi.org/10.1158/1078-0432.CCR-22-3952

NCI PDQ Intravenous Vitamin C (agg. 2025): https://www.cancer.gov/about-cancer/treatment/cam/hp/vitamin-c-pdq

Indirizzo

Via Belvedere, 31
Salerno
84100

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