Unità di Senologia Breast UNIT Villa del Sole di Salerno

Unità di Senologia Breast UNIT Villa del Sole di Salerno BREAST UNIT (UNITÀ DI SENOLOGIA)
VILLA DEL SOLE (SALERNO) E BREAST UNIT (UNITÀ DI SENOLOGIA) CASA DI CURA MALZONI (AVELLINO)
RESPONSABILE DOTT. LUIGI CREMONE

13/01/2026

🟥Come gestire gli effetti collaterali delle cure per il tumore al seno.

Affrontare le cure per il tumore al seno non significa solo combattere la malattia, ma anche imparare a convivere con alcuni effetti collaterali che possono influire sulla qualità della vita. Stanchezza, nausea, caduta dei capelli e dolore sono tra i disturbi più comuni, ma esistono strategie concrete per gestirli meglio.
Stanchezza: quando il corpo chiede una pausa

La stanchezza legata alle terapie oncologiche non è una semplice fatica: può essere intensa e persistente.

👉 Consigli pratici:
Ascolta il tuo corpo e concediti momenti di riposo
Mantieni una routine leggera con attività dolci come camminare
Dormi a orari regolari
Chiedi aiuto senza sensi di colpa
Nausea e disturbi gastrointestinali
La nausea durante la chemioterapia è uno degli effetti collaterali più temuti, ma oggi può essere controllata. 👉 Soluzioni utili:
Fai pasti piccoli e frequenti
Preferisci cibi leggeri e facilmente digeribili
Bevi a piccoli sorsi durante la giornata

Segui sempre le indicazioni del medico sui farmaci anti-nausea
Caduta dei capelli: affrontare il cambiamento

La perdita dei capelli ha un forte impatto emotivo, perché colpisce l’immagine di sé. 👉 Cosa può aiutare:
Informarsi prima su quando e come avverrà
Valutare parrucche, foulard o turbanti
Ricordare che nella maggior parte dei casi i capelli ricrescono
Concedersi il diritto di sentirsi fragili

Dolore e fastidi fisici
Il dolore durante o dopo le cure può variare da persona a persona. 👉 Strategie di gestione:
Non sopportare il dolore in silenzio: parlarne con l’oncologo è fondamentale
Seguire correttamente le terapie antidolorifiche
Valutare tecniche complementari come fisioterapia, rilassamento e respirazione
Migliorare la qualità di vita durante le cure

Oltre agli aspetti fisici, è importante prendersi cura anche del benessere emotivo. ✔ Circondati di persone che ti fanno sentire compresa
✔ Valuta il supporto psicologico o i gruppi di sostegno
✔ Ricorda: non sei sola e chiedere aiuto è un atto di forza
💗 Ogni percorso è diverso, ma con le giuste informazioni e il supporto adeguato è possibile affrontare gli effetti collaterali delle cure per il tumore al seno con maggiore consapevolezza e serenità.
👉 Condividi questo articolo: potrebbe aiutare qualcuno che ne ha bisogno.

Prof.Massimo Vergine
Direttore Unità Operativa della Chirurgia della mammella
Policlinico Umberto I di Roma
Tel. 3396166430

13/01/2026

💉 Una buona notizia dal Regno Unito per i pazienti oncologici

In NHS England è stata introdotta una nuova iniezione oncologica rapida che può essere utilizzata nel trattamento di circa 15 diversi tipi di tumore.
Si tratta di una nuova modalità di somministrazione di un farmaco di immunoterapia già esistente, ora disponibile come iniezione sottocutanea invece della tradizionale flebo.

⏱️ Il grande vantaggio?
Il trattamento richiede solo pochi minuti anziché lunghe infusioni, rendendo l’esperienza più comoda per i pazienti e alleggerendo il carico sugli ospedali.

🧬 Questa innovazione non rappresenta una “cura miracolosa”, ma un importante miglioramento nella qualità della terapia, che permette alle persone di passare meno tempo in ospedale e più tempo nella loro vita quotidiana.

È un esempio concreto di come la ricerca e la sanità pubblica possano rendere le cure più umane, accessibili ed efficienti.

✨ Un piccolo grande passo avanti nella lotta contro il cancro.

10/01/2026

🟥 Un nodulo al seno è sempre un tumore?

È una delle domande che sento più spesso in ambulatorio.
La risposta è NO.

👉 Un nodulo al seno non è sempre un tumore, e nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione benigna.
Quando una donna scopre un nodulo, la paura è immediata. È una reazione normale. Ma è importante sapere che esistono molte cause diverse che possono provocare la comparsa di un nodulo mammario.

💡 I noduli benigni sono molto frequenti, soprattutto nelle donne giovani. Tra i più comuni troviamo:
fibroadenomi
cisti mammarie
alterazioni ormonali
mastopatie benigne
Queste condizioni non sono tumori e spesso non richiedono interventi chirurgici, ma solo controlli nel tempo.
🔬 Il problema non è il nodulo in sé, ma ignorarlo.
Ogni nodulo va sempre valutato correttamente, attraverso:
visita senologica
ecografia
mammografia (quando indicata)
eventuali approfondimenti diagnostici
Solo gli esami permettono di distinguere con certezza una lesione benigna da una maligna.

🎯 La diagnosi precoce fa la differenza
Quando un tumore al seno viene individuato in fase iniziale, oggi le possibilità di cura sono molto elevate e spesso con interventi conservativi e terapie personalizzate.
❤️ Il mio consiglio da chirurgo senologo è semplice:
non farti prendere dal panico
non rimandare
affidati a uno specialista
La conoscenza riduce la paura.
La prevenzione protegge la vita.
📘 Per aiutare le donne a orientarsi con consapevolezza ho scritto il libro “Seno Sicuro”, una guida chiara per capire quando preoccuparsi e quando no.
👩‍⚕️ Prendersi cura del proprio seno significa prendersi cura di sé.
🔖 Hashtag


10/01/2026

GLI OMEGA 3 INDUCONO FIBRILLAZIONE ATRIALE? FANNO MALE AL CUORE? UN MODESTO PARERE PERSONALE

Gli omega-3 formulati con esteri etilici sono semi-sintetici e sono meno assorbibili, nonche' pro-ossidanti.

Diversi quelli in trigliceridi riesterificati. Sono i primi molto probabilmente implicati nella fibrillazione atriale (nota Aifa recente).

E' bene fare questa distinzione. Quindi, non comprate o evitate quelli semi sintetici. I quantitativi semi sintetici superiori a 3 grammi al giorno, per un anno, sono quelli responsabili di effetti collaterali (Aifa).

Gli omega 3 naturali sono sicuri anche a dosi di 5/10 grammi (salvo alcuni casi in cui esiste un utilizzo di anticoagulanti, o e' presente un rischio emorragico, disturbi gastrici o biliari).

✅COSA SUCCEDE NELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE

Nella fibrillazione atriale (FA), si formano coaguli principalmente negli atri, in particolare nell'auricola sinistra, a causa del ristagno di sangue dovuto alla contrazione inefficace; questi coaguli possono poi staccarsi, viaggiare nel circolo sanguigno e causare ictus (se raggiungono il cervello) o altre embolie, non si formano comunemente nei ventricoli a meno che non ci siano altre patologie.

La FA rende il cuore meno efficiente, pompando meno sangue e aumentando il rischio di insufficienza cardiaca, ma il pericolo maggiore sono i coaguli.

‼️ECCO PERCHE' GLI ANTICOAGULANTI VENGONO SUGGERITI.

✅OMEGA 3 E SALUTE CARDIOVASCOLARE

Sebbene gli omega-3 possano ridurre i livelli di alcuni marcatori di coagulazione (come il D-dimero), il loro effetto è troppo debole per proteggere adeguatamente dal rischio di ictus associato alla FA. SE AVETE UN PROBLEMA CARDIACO RIVOLGERSI AL CARDIOLOGO.

✅COSA DICE AIFA

Studi clinici hanno dimostrato che l'assunzione di integratori di omega-3 (soprattutto a dosaggi superiori a 1 grammo al giorno) aumenta il rischio di insorgenza di FA, specialmente in pazienti con malattie cardiovascolari preesistenti.

Se assunti insieme a veri anticoagulanti, gli omega-3 possono aumentare il rischio di sanguinamento. Pertanto, l'associazione deve essere monitorata da un medico.

Per la prevenzione dei trombi negli atri causati dalla FA, i medici prescrivono esclusivamente farmaci anticoagulanti approvati, i soli in grado di ridurre significativamente il rischio di ictus embolico.

In sintesi, gli omega-3 non evitano la formazione di coaguli nella fibrillazione atriale in modo affidabile e il loro uso come "prevenzione" deve essere valutato attentamente con il cardiologo per evitare l'insorgenza di nuove aritmie.

✅ESTERI ETILICI E RISCHIO FIBRILLAZIONE ATRIALE

Il rischio di sviluppare fibrillazione atriale (FA) è stato associato in modo specifico e documentato ai medicinali a base di esteri etilici degli acidi omega-3.

‼️Nota Informativa AIFA/EMA: L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha confermato che la fibrillazione atriale è un effetto collaterale comune dei farmaci a base di esteri etilici di omega-3.

Questa segnalazione riguarda pazienti con malattie cardiovascolari accertate o fattori di rischio cardiovascolare.

Il rischio è considerato dose-dipendente. Studi clinici indicano che il pericolo maggiore si osserva con un'assunzione di 4 grammi al giorno, la dose massima raccomandata per il trattamento dell'ipertrigliceridemia.

✅Esteri etilici vs Altre forme

‼️ Gli esteri etilici sono una forma semi-sintetica e altamente concentrata di omega-3 (spesso indicata come "esteri etilici 90"). Sebbene anche dosi elevate di comune olio di pesce (trigliceridi) possano aumentare il rischio in soggetti predisposti, le restrizioni e le avvertenze ufficiali delle autorità sanitarie sono focalizzate specificamente sui farmaci a base di esteri etilici.

Se un paziente sviluppa fibrillazione atriale durante l'assunzione di questi farmaci, il trattamento deve essere interrotto definitivamente.

In sintesi, i dati confermano che la forma di "estere etilico" utilizzata nei medicinali prescritti per abbassare i trigliceridi è quella direttamente collegata all'aumento del rischio di aritmie nelle segnalazioni di farmacovigilanza.
https://www.gov.uk/government/news/new-safety-information-for-omega-3-acid-ethyl-ester-medicines-omacorteromeg-1000-mg-capsules #:~:text=The%20findings%20of%20the%20European,a%20discussion%20with%20your%20doctor.

✅UNO STUDIO

Posto uno studio in cui si dimostra che gli omega 3 aiutano nella fibrillazione atriale. Gli acidi grassi omega-3 nella dieta potrebbero ridurre significativamente la vulnerabilità alla FA indotta da RAP, probabilmente attenuando lo stress del reticolo endoplasmatico miocardico, l'infiammazione e l'apoptosi in questo modello canino di FA.

‼️Quindi, come spesso accade si fa confusione.

➡️Dietary ω-3 fatty acids reduced atrial fibrillation vulnerability via attenuating myocardial endoplasmic reticulum stress and inflammation in a canine model of atrial fibrillation
https://doi.org/10.1016/j.jjcc.2021.08.012

QUINDI COSA FARE?

👉CONSULTARE UN CARDIOLOGO SE AVETE SINTOMI STRANI AL CUORE
👉CONTROLLARE SE ASSUMETE ESTERI ETILICI
👉NON ASSUMERE INSIEME OMEGA 3 E ANTICOAGULANTI SENZA IL PARERE MEDICO
👉ASSUMERE ESTERI DI TRIGLICERIDI FORME NATURALI SE OCCORRE E DIETRO CONSIGLIO ESPERTO

Dott Umberto Villanti

05/01/2026

Le donne morivano di cancro al seno negli anni ’20 credendo che fosse una punizione per i loro peccati. I medici non avevano idea di cosa lo causasse, come prevederlo o come fermarlo. Poi una donna decise di contare. Nel 1926, il cancro al seno era una condanna a morte avvolta nella vergogna. Le donne scoprivano noduli e li nascondevano per mesi, a volte anni, troppo terrorizzate e umiliate per dirlo a qualcuno. Quando finalmente chiedevano aiuto, i medici offrivano morfina per il dolore e preghiere per le loro anime. La comunità medica aveva teorie—teorie selvagge, non scientifiche—ma nessuna risposta. Alcuni medici credevano che il cancro fosse causato da corsetti stretti che limitavano il flusso sanguigno. Altri davano la colpa a “preoccupazioni eccessive” o a un “temperamento malinconico”. Molti lo attribuivano a una debolezza morale, suggerendo che le donne che sviluppavano il cancro se lo fossero in qualche modo causato con uno stile di vita improprio o pensieri peccaminosi. Le donne morivano credendo che il loro corpo le avesse tradite come punizione. E la medicina non aveva assolutamente modo di dimostrare il contrario perché la medicina non aveva dati. Aveva supposizioni. I medici curavano le malattie basandosi su aneddoti, osservazioni personali e teorie secolari tramandate da professori di medicina che avevano imparato dai loro professori. Se tre pazienti con il cancro avevano per caso i capelli rossi, forse i capelli rossi causavano il cancro. Se una donna ricca sviluppava il cancro al seno, forse la colpa era del lusso e dell’ozio. Non esisteva un modo sistematico per studiare le malattie umane. Nessun metodo per identificare schemi. Nessun quadro per separare la correlazione dalla coincidenza. La dottoressa Janet Lane-Claypon guardò a questo caos e pensò: stiamo facendo tutto nel modo sbagliato. Janet era una rarità nel 1926—una donna con sia una laurea in medicina sia un dottorato in fisiologia. Aveva lottato per farsi strada in un ambiente medico che non la voleva, studiando in un’epoca in cui le scuole di medicina ammettevano le donne a malincuore solo per farle sedere separate, valutarle più duramente e ricordare loro costantemente che non erano le benvenute. Aveva comunque ottenuto i suoi titoli. E ora era determinata a fare qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima: studiare la malattia in modo scientifico. Janet scelse il cancro al seno perché stava uccidendo le donne in numeri spaventosi senza alcuna comprensione medica. Fece una domanda che oggi sembra ovvia ma che allora era rivoluzionaria: e se confrontassimo le donne che hanno il cancro al seno con le donne che non ce l’hanno e cercassimo le differenze? E se la malattia non fosse casuale? E se seguisse schemi che potremmo identificare, misurare e alla fine prevenire? Iniziò a raccogliere dati. Non opinioni. Non teorie. Dati. Janet identificò 500 donne diagnosticate con cancro al seno e 500 donne senza. Poi fece qualcosa di straordinario: documentò meticolosamente ogni aspetto della loro vita. Età. Numero di gravidanze. Età alla prima gravidanza. Se avevano allattato. Per quanto tempo avevano allattato. Storia familiare. Dieta. Occupazione. Stato civile. Creò questionari. Intervistò le donne. Spulciò le cartelle cliniche. Passò mesi a raccogliere dettagli che la maggior parte dei medici considerava irrilevanti. I medici uomini pensavano che stesse perdendo tempo. Cosa poteva mai avere a che fare la storia delle gravidanze di una donna con il cancro al seno? Che differenza faceva l’allattamento? Erano “questioni da donne”—domestiche, morbide, non scientifiche. Janet li ignorò e continuò a contare. E poi emersero gli schemi. Le donne che avevano figli più tardi nella vita avevano tassi più alti di cancro al seno. Le donne che non avevano mai avuto figli avevano un rischio maggiore. Le donne che avevano allattato i loro bambini avevano tassi più bassi rispetto a quelle che non l’avevano fatto. La storia familiare contava—tantissimo. Per la prima volta nella storia della medicina, qualcuno aveva identificato fattori di rischio reali e misurabili per una malattia importante. Ma Janet non scoprì solo i fattori di rischio. Inventò la metodologia che rese possibile la scoperta. Creò quello che sarebbe poi diventato noto come lo studio caso-controllo: confrontare le persone con una malattia (casi) con persone simili senza la malattia (controlli) per identificare le differenze. Sembra semplice oggi perché è diventato il fondamento di tutta l’epidemiologia moderna. Ma nel 1926 era davvero rivoluzionario. Prima di Janet Lane-Claypon, la medicina studiava le malattie osservando le persone ammalarsi e facendo supposizioni. Dopo Janet Lane-Claypon, la medicina poteva studiare le malattie confrontando dati e individuando schemi. Il suo rapporto del 1926, pubblicato dal Ministero della Salute britannico, si intitolava “A Further Report on Cancer of the Breast.” Era asciutto, metodico e assolutamente devastante per ogni teoria che aveva incolpato il carattere o la moralità delle donne per il loro cancro. I dati erano inconfutabili. Il cancro al seno non era una punizione. Non era causato da abiti stretti o emozioni eccessive o fallimenti morali. Era una malattia biologica influenzata da fattori riproduttivi—cose che potevano essere studiate, comprese e potenzialmente modificate. I medici uomini non potevano liquidarla perché la sua metodologia era impeccabile. Aveva usato i loro stessi standard di prova—dati, statistiche, confronto controllato—e aveva dimostrato che avevano torto su tutto. Alcuni riconobbero a malincuore le sue scoperte. Molti semplicemente le ignorarono, riluttanti a dare credito a una donna per aver rivoluzionato la metodologia della ricerca medica. Ma la metodologia stessa? Si diffuse come un incendio. Nel giro di pochi anni, ricercatori in tutto il mondo utilizzavano studi caso-controllo per indagare altre malattie. Cancro ai polmoni e fumo. Malattie cardiache e dieta. Malattie infettive e igiene. Ogni grande scoperta di sanità pubblica del XX secolo utilizzò il quadro che Janet Lane-Claypon aveva inaugurato. Gli studi storici degli anni ’50 che dimostrarono che le si*****te causano il cancro ai polmoni? Metodologia caso-controllo. Le ricerche che identificarono i fattori di rischio per malattie cardiache, diabete, ictus? Studi caso-controllo. La comprensione di come i virus si diffondono, come funzionano i vaccini, quali popolazioni sono vulnerabili? Tutto costruito sulle fondamenta che Janet aveva creato. La ricerca sul COVID-19 che ha identificato i fattori di rischio e le popolazioni vulnerabili, permettendo misure protettive mirate che hanno salvato milioni di vite? Era metodologia caso-controllo—lo stesso approccio che Janet Lane-Claypon inventò nel 1926 per studiare il cancro al seno. Aveva dato alla medicina uno strumento che avrebbe salvato innumerevoli vite in quasi ogni categoria di malattia per il secolo successivo. Eppure, Janet Lane-Claypon rimase quasi completamente sconosciuta fuori dai circoli accademici. Continuò la sua ricerca per diversi anni, studiando la mortalità infantile e la salute materna usando i suoi rigorosi metodi statistici. Poi, negli anni ’30, lasciò silenziosamente la ricerca accademica. Si era sposata più tardi nella vita e, come molte scienziate della sua epoca, subì pressioni per scegliere tra carriera e famiglia. Scelse la famiglia. O forse, più accuratamente, fu costretta a scegliere perché l’establishment medico non aveva alcun interesse ad adattarsi alle donne scienziate sposate. Janet Lane-Claypon morì nel 1967 all’età di 92 anni. A quel punto, migliaia di ricercatori stavano usando la metodologia caso-controllo che aveva inventato. Centinaia di migliaia di vite erano state salvate da studi che utilizzavano il suo schema. L’intero campo dell’epidemiologia—la scienza di come le malattie si diffondono e come prevenirle—era costruito sulle fondamenta che lei aveva posto. Quasi nessuno conosceva il suo nome. Oggi, ogni sperimentazione farmaceutica, ogni studio sui vaccini, ogni indagine sui fattori di rischio delle malattie utilizza variazioni del metodo che Janet ha inaugurato. Quando i ricercatori studiano se un nuovo farmaco funziona, confrontano i pazienti che lo hanno assunto con pazienti simili che non lo hanno fatto. Quando i funzionari della sanità pubblica indagano sui focolai di malattie, confrontano chi si è ammalato con chi non lo ha fatto. Questa è la metodologia di Janet. Questa è la sua eredità. Ha preso malattie che l’umanità temeva come punizioni divine o destino casuale e ha dimostrato che erano fenomeni biologici che potevano essere studiati, compresi e prevenuti attraverso un’attenta osservazione e l’analisi statistica. Ha trasformato la sofferenza in dati, i dati in comprensione e la comprensione in prevenzione. Non ha curato il cancro al seno. Ma ha dato alla medicina gli strumenti per studiarlo correttamente—e ogni altra malattia che è seguita. La dottoressa Janet Lane-Claypon non era un nome noto. Non ha vinto un Nobel. La storia a malapena la ricorda. Ma ogni volta che uno studio identifica un fattore di rischio per il cancro, ogni volta che i ricercatori scoprono come si diffonde una malattia, ogni volta che la medicina previene la sofferenza attraverso una comprensione basata sui dati—quella è l’impronta di Janet. Era una donna con un’idea rivoluzionaria: e se smettessimo di indovinare e iniziassimo a contare? E la medicina non è mai stata più la stessa.

03/01/2026

I ricercatori della Stanford University hanno. sviluppato una molecola rivoluzionaria che potrebbe ridefinire il trattamento del cancro. Nei test di laboratorio, questo composto sintetico ha preso di mira e distrutto tumori aggressivi al seno e al pancreas con precisione straordinaria, eliminandoli dopo appena tre dosi endovenose.

La molecola agisce bloccando le vie di
comunicazione del tumore e interrompendo la sua capacità di ripararsi.
Non solo ha eliminato le cellule cancerose, ma ha anche prevenuto la loro ricrescita, lasciando
intatti i tessuti sani. I primi test sugli animali hanno mostrato remissione completa senza recidive.

Gli scienziati sperano che questo trattamento possa presto passare alle sperimentazioni umane, offrendo potenzialmente un'alternativa più sicura, veloce ed efficace alla chemioterapia e alla radioterapia. Se avrà successo, potrebbe inaugurare una nuova era di cure oncologiche personalizzate basate sulla molecola.

30/12/2025

Grazie all'evoluzione della chirurgia oncoplastica oggi la quadrantectomia si può eseguire in molti casi con semplici minincisioni

28/12/2025

🟥 Il valore della comunità dopo una diagnosi di tumore al seno

Ricevere una diagnosi di tumore al seno può far sentire sole, spaventate e confuse. In questo percorso, però, c’è una forza fondamentale: la comunità.
Famiglia, amici, altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza, associazioni e gruppi di supporto possono fare la differenza. Condividere emozioni, paure e speranze aiuta a sentirsi comprese, meno sole e più forti.

🤝 Una rete che ascolta, sostiene e accompagna migliora il benessere emotivo e dona coraggio, passo dopo passo.
💗 Perché insieme si è più forti. Sempre.

28/12/2025

🟥Mammografia ed ecografia mammaria: esami fondamentali per la diagnosi precoce del tumore al seno
▶️La diagnosi precoce del tumore al seno è uno degli strumenti più efficaci per aumentare le possibilità di cura e migliorare la qualità della vita delle donne. In questo percorso di prevenzione, due esami rivestono un ruolo centrale: la mammografia e l’ecografia mammaria.

👉Conoscere l’importanza di questi controlli significa prendersi cura della propria salute e agire in modo consapevole.
Perché la diagnosi precoce è così importante
Individuare un tumore al seno nelle fasi iniziali consente interventi meno invasivi e terapie più efficaci. Spesso, nelle fasi precoci, la malattia non presenta sintomi evidenti: per questo i controlli regolari sono fondamentali, anche in assenza di disturbi.
👉La prevenzione può davvero salvare la vita.
Mammografia: l’esame di riferimento
👉La mammografia è un esame radiologico che permette di individuare alterazioni della mammella, anche molto piccole e non palpabili. È considerata lo strumento principale per lo screening del tumore al seno.
Viene generalmente consigliata:
A partire dai 40-50 anni
Con cadenza regolare, secondo le indicazioni mediche
Anche in assenza di sintomi
Grazie alla mammografia è possibile individuare il tumore in fase iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte.
Ecografia mammaria: un esame complementare

👉L’ecografia mammaria utilizza ultrasuoni e non radiazioni. È particolarmente utile:
Nelle donne più giovani
In presenza di seno denso
Come approfondimento dopo una mammografia
Questo esame aiuta a distinguere la natura delle lesioni (solide o liquide) e fornisce informazioni preziose per una diagnosi più accurata.
Mammografia ed ecografia: insieme per una prevenzione completa
Mammografia ed ecografia mammaria non sono esami alternativi, ma complementari. Insieme permettono una valutazione più completa della salute del seno, aumentando l’accuratezza diagnostica.
Il medico specialista saprà indicare il percorso di controllo più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio individuali.
Prevenzione: un gesto d’amore verso sé stesse
Sottoporsi regolarmente agli esami di screening è un atto di responsabilità e di amore verso il proprio corpo. La prevenzione non deve far paura: informarsi e controllarsi salva la vita.
💗 Prendersi cura di sé oggi significa proteggere il proprio domani.
Prof. Massimo Vergine
Direttore Unità Operativa della Chirurgia della mammella
Policlinico Umberto I di Roma

27/12/2025

Potremmo essere vicini a un cambiamento storico nella cura del colesterolo. L’uso quotidiano delle statine, per milioni di persone, potrebbe non essere più necessario in futuro. Alcuni ricercatori hanno infatti sperimentato una nuova terapia basata sull’editing genetico CRISPR, capace di disattivare un singolo gene del fegato responsabile dei livelli elevati di colesterolo.

Con una sola somministrazione, i risultati osservati sono stati sorprendenti: il colesterolo LDL si è ridotto di circa il 50%, mentre i trigliceridi sono diminuiti di oltre il 55%. L’aspetto più innovativo è che questo effetto non sembra temporaneo, ma potenzialmente duraturo nel tempo.

Non si parla di un farmaco da assumere ogni giorno. CRISPR agisce direttamente sul DNA, modificando in modo permanente il meccanismo biologico che causa il problema. In pratica, un unico trattamento potrebbe offrire una protezione a lungo termine, forse per tutta la vita.

Questa scoperta apre la strada a una nuova visione della medicina: non più terapie che tengono sotto controllo i sintomi, ma interventi mirati che eliminano la causa alla radice, cambiando profondamente il modo in cui preveniamo e trattiamo le malattie cardiovascolari.

Fonti:
• Trial clinico “first‑in‑human” CRISPR‑Cas9 che ha mostrato riduzioni di LDL e trigliceridi dopo una singola infusione, presentato all’AHA Scientific Sessions 2025 e pubblicato nel New England Journal of Medicine. American Heart Association
• Risultati della fase 1 con terapia CTX310 che ha ridotto LDL di circa il 50% e trigliceridi di circa il 55% nei partecipanti, senza eventi avversi seri correlati al trattamento. Cleveland Clinic
• Articoli di approfondimento che descrivono il meccanismo di azione di CRISPR che disattiva il gene ANGPTL3 nel fegato per abbassare i livelli di grassi nel sangue.

Indirizzo

Via Belvedere, 31
Salerno
84100

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