Psicologia Clinica e dello Sport - Alessandra Mosca

Psicologia Clinica e dello Sport - Alessandra Mosca Divulgazione psicologica e neuropsicologica.
•Psicologa dello sport
•Psicoterapeuta
(1)

09/01/2026

🪅Con la gioia di avere raggiunto il numero massimo di partecipanti consentito ( e chi si occupa di psicopedagogia applicata allo sport sa quanto sia difficile coinvolgere i tecnici a causa dei loro tanti impegni ) abbiamo iniziato ieri sera il percorso dei 14 incontri del CERVELLO SPORTIVO.
Gli obiettivi dichiarati sono principalmente 3:
⭕️dare ai 30 partecipanti stimoli che sviluppino un confronto fatto anche di punti di vista diversi e una riflessione approfondita e partecipata sull’educazione attraverso lo sport e sul ruolo degli operatori sportivi in questo momento storico;
⭕️fornire informazioni basate sull’evidenza scientifica, strumenti e strategie per svolgere il proprio compito di allenatori in modo più efficace e più attento alla crescita umana e sportiva dei ragazzi e delle ragazze;
⭕️mettere le basi nel territorio di San Benedetto del Tronto e dintorni per la creazione di una comunità sportiva multidisciplinare fatta di operatori che, sentendosi parte di una comunità educante, si parlino, si scambino contributi e creino possibilità di collaborazione.

🌍 Ci auguriamo che questo progetto trovi continuità e possa ispirare altri progetti simili in ogni territorio perché lo sport è una delle strade per soddisfare i reali bisogni della popolazione giovanile e dunque per la realizzazione di un mondo migliore.

25/12/2025

Se entrambi i genitori sono emotivamente assenti, anche se con modalità differenti, l’esperienza del bambino diventa particolarmente complessa. Infatti non esiste un luogo relazionale in cui sentirsi davvero al sicuro, né esiste una figura di accudimento capace di offrire uno specchio emotivo stabile in cui il bambino si possa riconoscere. Se una madre può apparire emotivamente chiusa, depressa o assorbita dal proprio dolore, e un padre distante, critico o semplicemente non coinvolto, il bambino cresce cercando di adattarsi a segnali contraddittori, senza mai capire quale versione di sé possa essere accolta. .
Secondo la prospettiva di Gabor Maté, il bisogno primario dell’essere umano è la connessione. Quando questa connessione manca su più fronti, il bambino non solo sperimenta l’assenza di affetto, ma impara progressivamente a disconnettersi dalle proprie emozioni. Sentire diventa inutile o addirittura pericoloso, perché non conduce a vicinanza né a conforto. Così, per sopravvivere, il bambino smette di ascoltarsi, reprime il dolore e interiorizza l’idea che i propri bisogni non abbiano spazio. Non potendo rinunciare all’amore dei genitori, rinuncia invece a parti di sé.
Da adulto, chi ha vissuto questa doppia assenza emotiva può oscillare tra un forte desiderio di intimità e una paura altrettanto intensa di essere visto davvero. Le relazioni diventano il luogo in cui si riattiva il bisogno di riconoscimento, ma anche il timore del rifiuto. Spesso emergono sentimenti di vergogna, inadeguatezza o un senso di vuoto, accompagnati dall'idea che l’amore sia condizionato.
Non significa colpevolizzare i genitori, che a loro volta hanno ferite irrisolte, ma avere consapevolezza di queste dinamiche permette a quel bambino, oggi adulto, di conoscere la verità della propria esperienza. Il trauma non nasce solo da ciò che è accaduto, ma soprattutto dall’assenza di qualcuno che aiutasse a dare un senso a ciò che accadeva. È proprio attraverso questa consapevolezza che diventa possibile costruire relazioni più autentiche, non fondate sull’adattamento o sulla paura di perdere l’altro, ma sulla possibilità di una connessione.

Commenta: MEDITAZIONE 🧘‍♀️ festeggiamo con un dono i miei 10 anni di attività in Psicologia Dello Sport
15/12/2025

Commenta: MEDITAZIONE 🧘‍♀️
festeggiamo con un dono i miei 10 anni di attività in Psicologia Dello Sport

Non siamo giusti o sbagliati o meno bravi o più bravi di altri. Siamo in costante   attraverso il processo di  .Che tu p...
14/12/2025

Non siamo giusti o sbagliati o meno bravi o più bravi di altri. Siamo in costante attraverso il processo di .

Che tu possa fare un bel , i tuoi pensieri e perdonarti ✨🙏🏻 🧠







12/12/2025

SETTORE GIOVANILE ⚽

⚪🔵, le parole di Fabio Massaroni 🎙, responsabile della Scuola Calcio

Incontro tanti ragazzi e ragazze, tanti adulti con un dialogo interno molto severo. Poi oscavando nella loro storia pers...
10/12/2025

Incontro tanti ragazzi e ragazze, tanti adulti con un dialogo interno molto severo. Poi oscavando nella loro storia personale familiare, rintracciamo quel critico che ora è interno all’esterno. Attraverso critiche ricevute o attraverso figure di riferimento molto critiche e perfezioniste con se stesse.

Praticare gentilezza non vuol dire non essere severi o non far rispettare le regole. Sono due ambiti diversi.






15/11/2025
Ci siamo evoluti per produrre pensiero, ma tutto ciò a volte ha un effetto boomerang sulla nostra serenità, perdendo cap...
03/11/2025

Ci siamo evoluti per produrre pensiero, ma tutto ciò a volte ha un effetto boomerang sulla nostra serenità, perdendo capacità di rimanere sul presente.








27/10/2025

Fare sport da bambini è fondamentale per la crescita e la conquista dell’autonomia. L’importante è scegliere un approccio ludico e multidisciplinare

20/07/2025

“Quando siamo stati poco amati, noi cerchiamo una persona che ci faccia andare bene questa cosa. Spiego meglio: noi cerchiamo una persona che somigli un pochino al nostro genitore, e quindi che sia una persona poco affettiva in fondo, una persona un po’ fredda, una persona che si manifesti poco, che abbia magari pure lui paura di amare, oppure una persona un po’ dura. E quello va bene perché è come se rivivessimo la storia col genitore, ma questa volta deve andare a lieto fine. Per cui se lui o lei ci amano apertamente non rappresentano il genitore, contano meno, sono persone che appaiono addirittura deboli a volte. Se l’altro un po’ si nega, ci emoziona parecchio perché somiglia al genitore che si nega e riconquistare quel genitore che si nega è salvare il nostro passato.
Passato che non ricordiamo, eh, attenzione. Passato che non ricordiamo ma di cui abbiamo conservato le emozioni.

Quando siamo così protesi a conquistare l’amore dell’altro, l’altro non lo vediamo e quindi non lo amiamo, e quindi non sappiamo amare. [...] Quando siamo così preoccupati da come ci tratta l’altro, cioè se ci ha dato segni di amarci, se ci preferisce, se ci ha detto che siamo belli o belle, se ci ripete continuamente che ci ama, noi dell’altro poco ce ne curiamo.

Per noi lui è interessante per questo riconoscimento che ci può dare: un riconoscimento che è mancato da bambini. L’altro è quello che ci può dare l’estasi o la depressione profonda: diventa tutto per noi, ma l’altro sente che c'è una fregatura. Ci preoccupiamo di essere amati, ma non amiamo.”

Gabriella Tupini, Realtà dell'amore (23)

Indirizzo

San Benedetto Del Tronto

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

+393336347111

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Psicologia Clinica e dello Sport - Alessandra Mosca pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

La mia formazione, la mia mission

Ho conseguito la Laurea in “Scienze del comportamento e delle relazioni interpersonali e sociali presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in psicologia clinica della salute sulle “Possibili connessioni tra alimentazione e cancerogenesi”, successivamente presso l’Università di Urbino Carlo Bo, ho ottenuto la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica con una tesi dal titolo: “Il disturbo somatico funzionale: un approccio psicodinamico attraverso la teoria dell’attaccamento e della mentalizzazione”.

Durante l’anno del tirocinio formativo, svolto presso il Centro Regionale di Psicologia dello Sport, di cui successivamente sono diventata socia e docente, e anche dopo l’iscrizione all’albo, ho frequentato seminari e master in psicologia dello Sport.

E’ iniziata poi la gavetta nel mondo della psicologia dello Sport che negli anni mi ha portata a lavorare in numerose realtà sportive del territorio.

La formazione personale non si è mai fermata, prosegue e mi auguro possa proseguire durante l’into arco della mia vita.