Claudia Bolla- Psicologa Clinica e dello Sport

Claudia Bolla- Psicologa Clinica e dello Sport Psicologa Clinica 🧠
Psicologa dello Sport 🏅 🏃‍♀️ Sono Claudia Bolla, Psicologa Clinica.

Mi occupo di:
- Sostegno psicologico in adolescenza e in età adulta
- Consulenze individuali e di coppia
- Difficoltà interpersonali e relazionali.

L' Overthinking in campo - Quando pensare troppo non aiuta
19/04/2026

L' Overthinking in campo - Quando pensare troppo non aiuta

L’OVERTHINKING IN CAMPO - QUANDO PENSARE TROPPO NON AIUTA

Hai presente quando hai la palla perfetta per il tiro, ma inizi a chiederti se sia meglio l'esterno, il piazzato o l’appoggio al compagno e alla fine, ti rubano il pallone?

Ecco, questo è l’ Overthinking, la tendenza a pensare troppo, analizzando in modo dettagliato le situazioni rischiando di entrare in un loop infinito e improduttivo.

COME SI MANIFESTA:
-Tocco di troppo": Quel controllo in più che permette alla difesa di rientrare.
-Passaggi telefonati: Scegliere la giocata più sicura per paura di rischiare.
-Esitazione sotto porta: Il decimo di secondo perso a guardare il portiere invece di calciare.
QUANDO POTREBBE PRESENTARSI?
- Troppo tempo per pensare: Paradossalmente è pericoloso, pensiamo ad un calcio di rigore per esempio, il silenzio e l'attesa lasciano spazio ai dubbi.
- L'Errore Precedente: Dopo un passaggio sbagliato, il giocatore inizia a "monitorarsi" per non sbagliare il prossimo, innescando un circolo vizioso di iper-controllo.
- Feedback dell'Allenatore: Un allenatore che urla costantemente correzioni tecniche durante l'azione costringe il giocatore a processare informazioni verbali mentre dovrebbe agire fisicamente.
PERCHE’ SUCCEDE?
-Paura dell'errore: Analizzi ogni scenario per evitare lo sbaglio;
-Eccesso di tatticismo: Quando provi a seguire le istruzioni dell'allenatore così alla lettera da dimenticare l'estro e l'intuizione.
-Pressione esterna: Il peso del risultato o degli osservatori rende il gesto meno naturale e più calcolato.
🖋️ Dott.ssa Claudia Bolla Psicologa dello Sport

12/04/2026

LE REGOLE NELLO SPORT

Le regole definiscono le condizioni per far sì che la vittoria sia determinata dal talento, dall'allenamento e dalla strategia, e non da scorciatoie.

MA A COSA SERVONO LE REGOLE?
1)Riduzione dell'incertezza e Ansia:
- Le regole agiscono come contenimento, sapere cosa è permesso e cosa no riduce l'ambiguità;
- Quando l'atleta conosce i confini, può spostare la sua attenzione sulle risorse mentali per la performance.
2)Lo sport come veicolo per l'apprendimento morale:
- Inizialmente l'atleta rispetta le regole per paura della punizione, successivamente la regola viene interiorizzata, cioè l'atleta la rispetta perché ne riconosce il valore per la sopravvivenza del gioco stesso.
3) Senso di Giustizia e Coesione di Gruppo:
- Se un atleta percepisce che le regole sono applicate in modo arbitrario, subentra il senso di impotenza o rabbia, che distruggono la prestazione.
- Condividere lo stesso codice di condotta rafforza il senso di appartenenza a un gruppo o a una comunità sportiva.

🖋️Dott.ssa Claudia Bolla Psicologa dello Sport

C'è una regola nel calcio che proprio non sopporti o che cambieresti subito? Scrivilo qui sotto! 👇

05/04/2026

Allenamento Vs Partita

“ In allenamento sono bravo, ma in partita mi blocco”

Durante la settimana ti alleni duramente, riesci a far bene ma la Domenica, dopo il fischio d’inizio le stesse cose su cui ti sei allenato sembrano impossibili da replicare.

I fattori :
- Pressione:In allenamento l'errore è concesso, in partita, ogni scelta pesa.Questa pressione attiva il cortisolo (l'ormone dello stress), che irrigidisce i muscoli e appanna la vista periferica. Il tuo corpo entra in modalità "sopravvivenza" invece che in modalità "gioco".
- In allenamento prevale l’istinto, in partita vai in Overthinking e cominci a pensare alle conseguenze negative o al giudizio degli altri.”E se sbaglio il passaggio?", "Cosa dirà il mister?".
- "Choking" (Strozzamento): la pressione soffoca la performance;la mente cerca di controllare ogni singolo movimento.

Cosa fare?
-Routine Ancora
-Allenati "Scomodo
-La regola dei 5 secondi

➡️Hai mai desiderato che la partita fosse solo un altro allenamento, solo per poter finalmente giocare divertendoti?

🖋️Dott. Claudia Bolla Psicologa dello Sport

“Vuoi diventare un calciatore migliore? Allora inizia a sbagliare di più”Quante volte in partita la paura di sbagliare t...
29/03/2026

“Vuoi diventare un calciatore migliore? Allora inizia a sbagliare di più”

Quante volte in partita la paura di sbagliare ti ha bloccato?

“Vuoi diventare un calciatore migliore? Allora inizia a sbagliare di più”

Quante volte in partita la paura di sbagliare ti ha bloccato?

Spesso si pensa che il giocatore migliore, sia quello che non sbaglia mai, ma in realtà è colui che dopo un errore riesce a migliorarsi e non si fa intimorire.

Fattori dietro alla paura di sbagliare:
- Il Giudizio Esterno: non temi l'errore in sé, ma le sue conseguenze: cosa diranno l’allenatore, i compagni di squadra o i genitori?
- Perfezionismo: la trappola del "tutto o niente". Se la prestazione non è perfetta, viene percepita come un fallimento totale;
- Traumi sportivi: Se in passato un errore decisivo ha causato una forte umiliazione o una sconfitta dolorosa, la mente tende a generare ansia ogni volta che si ripresenta una situazione simile;
-Mancanza di "Cultura dell'Errore":quando si punisce sistematicamente lo sbaglio invece di incoraggiare il tentativo.

Cosa può aiutarti?
- Focus sull’azione: Invece di pensare "devo giocare bene", datti micro-obiettivi: questo sposta il cervello dal giudizio al compito;
-Chiediti: "Cosa succede se sbaglio? La tua vita, il tuo valore restano identici. Accettare che l'errore fa parte del gioco paradossalmente ti rende più libero di non commetterlo.
- Cambia il dialogo interiore: Inizia a dirti cosa fare: Usa comandi positivi: "Aggredisci lo spazio", "Guarda il portiere", "Passaggio forte".

🖋️ Dott.ssa Claudia Bolla Psicologa dello Sport

22/03/2026

LEAO VS ALLEGRI: A PROPOSITO DI RABBIA

Da Domenica scorsa, si discute molto dell’episodio avvenuto tra Leao e Allegri durante il cambio.
Quanto accaduto può far riflettere su quanto la rabbia sia un’emozione fondamentale e al tempo stesso difficile da gestire, soprattutto in alcuni momenti.

Dall’Istinto alla Consapevolezza: Il caso Leão è l'esempio della differenza tra Reagire (istinto, rabbia, rifiuto dell'abbraccio) e Rispondere (accettare il cambio, scaricare la tensione in panchina senza scenate, parlare col mister negli spogliatoi).
Durante questo epidosio si sono verificati:

L'Effetto Tunnel: a causa della rabbia agonistica, la visione si restringe, Leão vede solo il proprio desiderio di restare in campo;

De-escalation di Allegri: Non ha risposto alla provocazione, ha interrotto il circolo vizioso del conflitto, e durante l’intervista post partita ha minimizzato l’accaduto cercando di togliere pressione al giocatore.

Ti è mai capitato di avere reazioni simili? Come le hai gestite?

Claudia Bolla- Psicologa Clinica e dello Sport

Ti è mai capitato di avere una reazione eccessiva in campo?
15/03/2026

Ti è mai capitato di avere una reazione eccessiva in campo?

“Mi ha provocato e non ho capito più niente!”
La gestione della rabbia in campo

La gestione di questa emozione sia in allenamento sia in partita risulta cruciale, poichè essendo uno sport ad alto impatto emotivo, la frustrazione, la pressione e la competizione intensa,possono scatenare reazioni eccessive.

La chiave non è eliminare questa emozione, ma imparare a riconsocerla e a gestirla, poichè può anche essere una forte spinta motivazionale.

FATTORI SCATENANTI:
- LEGATI ALLA PERFORMANCE: Perfezionismo e aspettative elevate, paura del giudizio, senso di impotenza;
- FATTORI ESTERNI O SITUAZIONALI: Decisioni arbitrali, provocazioni da parte degli avversari, comportamento dei compagni;
-FATTORI PSICOFISICI: Stato di attivazione elevato, fatica estrema, stress fuori dal campo.

STRATEGIE:
- RICONOSCIMENTO: identificare i segnali fisici della rabbia prima che esplodano;
- L’ANCORA:una frase breve o una parola da dire a te stesso per interrompere il circolo vizioso dei pensieri negativi;
- RESPIRAZIONE: la respirazione lenta e profonda aiuta a riprendere il controllo;
- DISTACCARSI DALL’ERRORE: continuare a rimuginare sull’ errore non ti aiuta, sposta l’attenzione sul compito seguente.

Ricorda che la rabbia non è scaturita dal fallo in sè, ma dall’interpretazione che ne dai.

Ti è mai capitato di avere una reazione eccessiva in campo? Qual è il fattore che scatena la tua rabbia?

🖊️ Dott.ssa Claudia Bolla - Psicologa dello sport

08/03/2026

LA GESTIONE DEL CONFLITTO NEL CALCIO

Nel calcio, il conflitto è un aspetto inevitabile: è uno sport di contatto, ad alta intensità emotiva, dove convivono obiettivi comuni e ambizioni individuali.
ORIGINI DEL CONFLITTO:
- Controversie Personali: incomprensioni, rivalità, comportamenti inadeguati;
- Disaccordi tattici: i giocatori non sono d’accordo con la strategia, questo porta ad un clima di sfiducia;
-Risultati negativi: portano ad un clima di insoddisfazione generale, in cui i giocatori possono cominciare ad darsi le colpe reciprocamente;
COME AGIRE?
1)Identificare le fonti del conflitto, poichè ci permette di pianificare le azioni per disinnescare la situazione;
2)osservare le interazioni tra i giocatori, parlarci individualmente per comprendere le loro preoccupazioni e rimanere attenti ai segnali di disagio;
3)Comunicazione chiara e aperta, mantenere un costante dialogo aperto;
4)Organizzare riunioni di squadra, in cui ognuno può esprimere le proprie frustrazioni e preoccupazioni.

STRUMENTI UTILI ALLA RISOLUZIONE:
1)Debriefing Emotivo:Riunione post-partita dove si parla dell'episodio a mente fredda.
2)Ascolto attivo:si ascolta la frustrazione del giocatore senza interrompere.
3)Contratto Comportamentale:Regole chiare

🖊️ Dr.ssa Claudia Bolla - Psicologa dello sport

01/03/2026

PERCHE’ QUANDO SBAGLIO NON RIESCO A RIENTRARE IN PARTITA?
Il calcio è uno sport a intermittenza, quindi può essere molto semplice perdere la concentrazione. Per questo motivo, è molto importante comprendere cosa fa perdere la concentrazione e come gestirla nei momenti decisivi.
Se sei un giocatore, può esserti capitato di deconcentrarti per esempio dopo aver sbagliato un passaggio, questo è uno dei casi in cui è importante saper riportare il focus su ciò che è utile fare durante la partita, senza farsi influenzare da ciò che è successo.
Attenzione vs Concentrazione: Qual è la differenza?
Attenzione: È il processo di selezione degli stimoli. In un campo affollato, l'attenzione ci aiuta a decidere se focalizzarci sul compagno che si smarca, sul movimento del difensore o sul suggerimento dalla panchina.
Concentrazione:è la capacità di un atleta di esercitare uno sforzo mentale su ciò che è più importante in una determinata situazione
Quali fattori possono diminuire la concentrazione?
controllo eccessivo sul gesto tecnico
pensare ai giudizi degli altri
paura di sbagliare
ansia
perfezionismo
molta cognizione poca percezione
Gli elementi della concentrazione efficace
concentrarsi solo su azioni specifiche, pertinenti e sotto controllo.
gestione stati emotivi negativi
sforzo intenzionale nel concentrarsi

🖊️Claudia Bolla- Psicologa Clinica e dello Sport

22/02/2026

E SE MI FACCIO MALE DI NUOVO?
La gestione dell’infortunio

Gli infortuni fanno parte della pratica sportiva, soprattutto in caso di quelli gravi, l’aspetto mentale gioca un ruolo fondamentale sia nella fase di recupero sia al momento del rientro in campo.

QUALI SONO LE FASI CHE STAI ATTRAVERSANDO?
1)Negazione: "Non è niente, sabato gioco".
2)Rabbia: "Perché proprio a me? Perché in questo momento della stagione?".
3)Depressione: Senza lo spogliatoio e l'adrenalina, il tono dell'umore cala.
4)Accettazione: Il momento in cui smetti di guardare indietro e inizi a contare i progressi.
La Definizione degli obiettivi, a breve e medio termine, risulta cruciale per non sentirsi perso e per costruire un progetto di riabilitazione.
Oltre a questa tecnica, viene utilizzata anche la Visual Imagery, una tecnica di immaginazione che permette di visualizzare i gesti tecnici, per esempio un contrasto, un lancio lungo o un colpo di testa.
L’isolamento non porta benefici, per questo è molto importante, se puoi farlo, continuare a frequentare il centro sportivo, andare a vedere gli allenamenti ed essere presente nello spogliatoio per mantenere il legame con la squadra.
IL RIENTRO IN CAMPO
Il momento del rientro è molto delicato, puoi aver paura di ri-farti male al primo contrasto, ma occorre essere graduali ed il Self Talk, cioè il dialogo interiore, può aiutarti ad incrementare la fiducia in te stesso, per esempio invece di dirti “la mia gamba non reggerà” puoi dirti “ Ho lavorato duramente, la mia gamba è pronta”.

🖊️ Claudia Bolla- Psicologa Clinica e dello Sport

15/02/2026

ANSIA DA PRESTAZIONE NEL CALCIATORE. WHY NOT?

COS’E’ L’ANSIA DA PRESTAZIONE NELLO SPORT?

L’ansia da prestazione consiste nel timore, nella preoccupazione eccessiva e sproporzionata per una situazione futura, in cui è richiesta una certa performance.

COME SI MANIFESTA NELL’ATLETA?

1 INSONNIA
2 ALTERAZIONE TEMPERATURA CORPOREA
3 NAUSEA /VOMITO
4 BRAIN FOG O NEBBIA COGNITIVA
5 IRREGOLARITA’ NELLA DIGESTIONE

DA COSA PUO’ ESSERE SCATENATA?

- PAURA DELLA SCONFITTA (paura del fallimento)

- PAURA DI DELUDERE GLI ALTRI (allenatore, genitori, compagni di squadra)

- PERFEZIONISMO

- DESIDERIO DI VINCERE ECCESSIVO (eccessiva importanza data al risultato)

- SINDROME DELLA PAURA DI VINCERE- NIKEFOBIA(timore di non riuscire a mantenere la pressione e standard elevati)

- TIMORE DELL’AVVERSARIO (considerarsi ad un livello inferiore)

QUANDO E’ POSITIVA:

QUANDO SI PRESENTA A GIUSTI LIVELLI, NE’ TROPPO ALTA NE’ TROPPO BASSA:

MIGLIORA LA PRESTAZIONE, POICHE’ PROVOCANDO UN’ATTIVAZIONE NELL’ATLETA LO PORTA AD AUMENTARE LA CONCENTRAZIONE

E’ UN SEGNALE CHE IL NOSTRO CORPO MANDA PER COMUNICARCI QUALCOSA

DA’ LA MISURA DEI LIMITI

MIGLIORA LA CONSAPEVOLEZZA

🖊️ Dott.ssa Claudia Bolla- Psicologa Clinica e dello Sport

07/02/2026

Da sempre amante dello sport, sono un'ex agonista del salto ostacoli. Credo fermamente nel potere educativo e formativo dello sport.

In questa rubrica tratterò i diversi temi che riguardano sia gli sportivi, sia gli altri attori del mondo sportivo, come allenatori e genitori; si andrà dall'ansia da prestazione, alla mancanza di attenzione o concentrazione, a come essere un genitore di supporto per il proprio figlio, alla gestione delle emozioni, tema particolarmente attuale.

Il lavoro dello Psicologo dello Sport è anche questo, creare una sinergia tra tutti questi protagonisti per raggiungere un obiettivo comune.

Amo il mio lavoro e la soddisfazione più grande è poter essere utile alle persone a migliorare il loro benessere psicologico e prendersi cura si sè stesse.

🖊️Dr.ssa Claudia Bolla

30/01/2026

La mia intervista al TG Regione Marche, un'occasione per parlare del ruolo dello Psicologo dello Sport nel calcio ⚽️

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