22/12/2025
Si parlava in seduta di salute, di equilibrio, di stabilità mentale.
Credo fermamente che preservare la salute mentale, restare integri e non sgretolarsi di fronte alla vita, passi obbligatoriamente attraverso la capacità dell’essere umano di realizzare attivamente o assecondare i cambiamenti e le trasformazioni che la crescita richiede, verso se stessi, nel modo di frequentare gli altri, di vivere il mondo.
Questo concetto vale per i più giovani ma anche per i più maturi perché tutti evolviamo cambiando le esigenze, i bisogni, i desideri e le richieste che arrivano dall’esterno.
Un esempio semplice.
Se quando un bambino saluta la mamma sulla porta dell’asilo fatica a staccarsi e piange è un conto, se a 19 anni un adolescente si diploma e sarebbe pronto per affacciarsi sul mondo lavorativo o proseguire gli studi, ma vive con angoscia e tristezza l’uscita da casa al punto che rinuncia a qualsiasi slancio evolutivo pur di restare a casa con i propri genitori, è evidentemente un altro conto.
Quando l’evoluzione dei cambiamenti interni o esterni sono compromessi dall’impermeabilità e dalla rigidità dei pensieri, dall’indisponibilità a volte a rinunciare ad abitudini confortevoli che non funzionano più ma che restano irrinunciabili perché lasciarle nuove emozioni spiacevoli che la persona non riesce a reggere, ci si spezza.
Si diventa alieni dalla propria vita, dai coetanei, da se stessi generando un blocco che si patologicizza quando non si ha un’alternativa sana a scelte che virano verso l’irrigidimento mentale. Li chiamiamo in terapia blocchi evolutivi e la cura passa attraverso l’ascolto delle emozioni di fronte alla quale ci si è sentiti impreparati/spaventati/ stupiti oltremodo, la comprensione di ciò che trema nella pancia, la rassicurazione a volte anche da parte del terapeuta che puó sfatando dei “miti” o destrutturare alcune grandi verità che poi erano solo bugie, facilitando nel paziente la possibilità di pensare diversamente e inglobare tra tanti pensieri nuovi, l’idea che la crescita non è perdersi ma trasformarsi.