Bellezza E Benessere Di Debora Zanellato

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30/03/2026

Secondo il Buddhismo, esistono "tre veleni" che tengono lontano l’uomo dall’illuminazione:

1. La cupidigia - o avidità.
È quel sentimento che ci spinge a desiderare sempre di più, anche se abbiamo già tutto ciò che ci serve.
Le persone vittime della cupidigia tendono a prevalere sugli altri e alla fine diventano schiavi della competitività.
Corrono, corrono e corrono verso un traguardo che non raggiungeranno mai, perché non esiste. Il traguardo non è altro che un’illusione.

2. La rabbia.
È quel sentimento che fa parte della nostra essenza umana ma che dovrebbe ve**re fuori solo nei momenti di pericolo o quando ci si deve difendere da una minaccia reale o da un pericolo concreto.
In realtà, nelle nostre vite piene di comfort e sicurezze, la rabbia non dovrebbe nemmeno esistere.
Ci si arrabbia, ogni giorno, per delle stupidaggini e per delle questioni senza alcuna vera rilevanza.
Si finisce con lo sputare questo veleno non solo sugli altri, ma lo si mette in circolo dentro di sé.

3. L’ignoranza.
L’ignoranza non è intesa come mancanza di cultura e istruzione ma come un atteggiamento nei confronti della vita: l’ignorante è colui che si rifiuta di capire e vive solo per soddisfare i suoi bisogni.
È chi vuole imporre le sue idee e rifiuta ogni tipo di confronto oppure è chi si convince di valere più degli altri o del Tutto di cui ogni forma vivente fa parte.
L’ignoranza è il contrario della conoscenza.
L’ignorante non ha alcuna consapevolezza del mondo che lo circonda e spesso è schiavo di una mente che, come una scimmia impazzita urla e salta da una liana all’altra, è incontrollabile e salta da un pensiero all’altro.
L’ignorante è colui o colei che crede di aver capito tutto, quando invece non ha compreso che la vita è una continua ricerca.

(Gianluca Gotto - da "I 3 veleni dell’uomo, in Succede sempre qualcosa di meraviglioso“)

Immagine by Alex Howitt

26/03/2026
26/03/2026

Byung-Chul Han è un filosofo contemporaneo di origine coreana, formatosi in Germania, tra le voci più lucide nell’analisi della società digitale, della trasparenza e della prestazione. Secondo Han, non viviamo più nella società disciplinare descritta da Foucault, fondata sul divieto e sulla costrizione. Viviamo nella società della prestazione, dove il comando non viene più dall’esterno, ma dall’interno. Non siamo più obbligati. Siamo spinti a performare.
A esporci, a migliorarci, a produrre incessantemente.
E proprio questa apparente libertà diventa una forma più sottile di dominio.
In questo orizzonte domina quella che Han chiama "positività": tutto deve essere accessibile, visibile, condivisibile, privo di attrito. Ma è proprio questo eccesso a espellere la "negatività": il limite, il conflitto, la resistenza, cioè tutto ciò che interrompe e mette in discussione. E senza negatività scompare anche l’alterità.
L’altro non è più ciò che ci eccede, che ci disorienta, che ci costringe a uscire da noi stessi. Diventa qualcosa da rendere compatibile, immediato, non disturbante.
Così le relazioni funzionano, ma non accadono davvero.
Scorrono senza resistenza, senza distanza, senza esposizione. E senza distanza non c’è incontro. Non è l’altro che non troviamo.
È l’altro che non siamo più disposti a tollerare.💫



24/03/2026

Lunedì 23 Marzo 2026
C’è un gesto giapponese che non si impara.
Si riconosce.
L’inchino — お辞儀 ojigi — non è una semplice convenzione sociale.
È il momento in cui una persona abbassa la testa davanti a un’altra e ne riconosce la presenza.
礼 — Rei.
Nel Bushidō è uno dei principi fondamentali.
Viene tradotto come rispetto, cortesia, etichetta.
Ma non coincide con il formalismo.
Nel Hagakure, attribuito a Yamamoto Tsunetomo, emerge un’idea precisa:
chi non è capace di inchinarsi non è capace di affrontare davvero ciò che ha davanti.
Non è una tecnica.
È una questione di percezione.
Il rispetto, in questo senso, non è sottomissione.
È lucidità.
La tradizione distingue chiaramente tra:
礼 — Rei, il rispetto autentico
虚礼 — kyorei, la cortesia vuota, eseguita senza presenza
La differenza non è visibile nel gesto esterno.
Sta nell’intenzione.
Un inchino può essere perfetto e non significare nulla.
Oppure minimo e pieno.
Nei dōjō, prima di un combattimento, ci si inchina.
Non per rituale scenico, ma per riconoscere che l’altro è reale.
Ieri abbiamo incontrato 無常 — mujō, l’impermanenza.
Oggi questo trova una forma concreta.
Se ogni incontro non si ripete identico,
allora ogni incontro richiede attenzione.
Non più.
Non meno.
Sotto i ciliegi, in questi giorni, questo atteggiamento è evidente:
non si forza il momento, non lo si trattiene, non lo si consuma in fretta.
Si osserva.
Non per idealizzare,
ma perché è lì.

💡 Tre gesti da portare con te oggi:
– Quando saluti qualcuno, evita l’automatismo. Anche un secondo di presenza cambia il gesto.
– Considera un incontro quotidiano come non replicabile. Perché non lo è.
– Osserva qualcosa senza registrarlo o fotografarlo. Solo per il tempo in cui accade.

春やこし
春やゆきけん
小さき鳥
È arrivata la primavera?
È già passata?
Piccolo uc***lo.
— Masaoka Shiki

✦ Nota
Shiki osserva un dettaglio minimo: un uc***lo su un ramo.
Non definisce la stagione. La attraversa.
Non serve capire tutto.
Serve essere presenti a ciò che accade.
Il rispetto non si dimostra.
Si pratica.
⚔️ 🌸 🌿
Yukisogna
#礼

✨ Un pensiero speciale per i papà ✨Prendersi cura di sé è un gesto d’amore, anche per lui.Scegli tra i nostri prodotti c...
18/03/2026

✨ Un pensiero speciale per i papà ✨

Prendersi cura di sé è un gesto d’amore, anche per lui.
Scegli tra i nostri prodotti cosmetici uomo oppure regala un momento di puro relax con un buono trattamento.

Perché anche i papà meritano di sentirsi coccolati 💙 felice 19 marzo 💙

📍 Ti aspettiamo da
Bellezza e Benessere di Debora Zanellato

16/03/2026

Abbi pazienza.
Abbi fede nei momenti di fatica, sconforto, solitudine.
Resta calma quando ogni cosa è aggrovigliata, o sfugge e non torna. Una cosa è l'impegno, altra cosa è invece l'accanimento. Tu rimani aggrappata alla vita, ciò che deve andare: lascia che vada.

Sii saggia, impara a discernere.
Abbi il coraggio di avere a che fare con il buio. Come un seme d'inverno nella terra. Resta. Con la fiducia che la luce arriva. Sempre.

Ora è il momento di radicarsi.

Abbi pazienza, alcune cose - semplicemente - la richiedono. Che stare nelle cose non è subire passivamente, ma essere incubazione di vita sapiente che conosce il tempo dell'azione e lo rispetta.
Sei natura: sii natura.
Ricorda che ogni cosa è ciclica, ogni cosa per rinascere deve morire; che ogni stato è impermanente.
Con grazia ora osserva, nota, impara. Permettiti di evolvere.
Abbi "una selvaggia pazienza". Dedicati.

Presto ci sarà una nuova primavera. Fidati di me, che ti scrivo dall'ennesima.

Gloria Momoli

Indirizzo

Via S Pertini 8
San Benigno Canavese
10080

Orario di apertura

Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 13:00
14:30 - 19:30
Sabato 08:00 - 18:00

Telefono

+390119959404

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