Dott.ssa TizianaValdinoci

Dott.ssa TizianaValdinoci www.tizianavaldinoci.com Biologa Nutrizionista

LEGUMI: UN TESORO DI SALUTE, GUSTO E SOSTENIBILITA' NEL CUORE DELLA DIETA MEDITERRANEAIn occasione della giornata mondia...
20/02/2026

LEGUMI: UN TESORO DI SALUTE, GUSTO E SOSTENIBILITA' NEL CUORE DELLA DIETA MEDITERRANEA

In occasione della giornata mondiale dei legumi, celebratasi nei giorni scorsi per promuovere la consapevolezza sui benefici di questi straordinari alimenti, Laura Rossi, direttrice del reparto Nutrizione, alimentazione e salute dell’Istituto superiore di sanità, ha diffuso un approfondimento che ne ribadisce il ruolo centrale per il benessere dell'uomo e del pianeta. I legumi non sono solo un’eredità della tradizione contadina, ma rappresentano una componente fondamentale di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile.

Un profilo nutrizionale d’eccellenza

Secondo quanto esposto da Rossi, i legumi sono una fonte preziosa di proteine vegetali e fibre, caratterizzati da un basso contenuto di grassi e dalla totale assenza di colesterolo. Inserirli regolarmente nella dieta, almeno tre volte a settimana, come suggerito dalle linee guida per una sana alimentazione, offre numerosi vantaggi per la salute. Tra questi spiccano l’aumento del senso di sazietà, il miglior controllo della glicemia, la riduzione del rischio cardiovascolare e il miglioramento della funzionalità intestinale. Inoltre, scegliere i legumi significa promuovere un modello di consumo più rispettoso dell'ambiente. I legumi possono essere interpretati in cucina come un piatto unico, specialmente se abbinati ai cereali secondo la tradizione mediterranea, oppure come un secondo piatto vegetale, validissima alternativa alle fonti proteiche di origine animale.

Viaggio tra le varietà

Il documento analizza nel dettaglio le caratteristiche dei principali legumi, evidenziando come, pur essendo tutti validi per una dieta bilanciata, ognuno possieda peculiarità uniche.

✅Lenticchie: sono tra i legumi più antichi e apprezzati, ricche di ferro, potassio, fosforo e acido folico. Sono particolarmente indicate per donne in età fertile, bambini e durante la gravidanza, poiché supportano la produzione di globuli rossi. Un grande vantaggio delle lenticchie è la loro digeribilità e velocità di cottura, spesso senza necessità di ammollo. Per ottimizzare l'assorbimento del ferro vegetale, Rossi consiglia di abbinarle ad alimenti ricchi di vitamina C, come pomodori o agrumi.

✅Ceci: si distinguono per l’alto contenuto di fibre solubili, essenziali per il controllo del colesterolo Ldl e della glicemia post-prandiale, contribuendo alla prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari. Data la loro consistenza cremosa, sono ideali per hummus e vellutate. Per migliorarne la digeribilità, è fondamentale un ammollo di almeno 12 ore e, per chi ha un intestino sensibile, la rimozione della pellicina esterna.

✅Fagioli: definiti storicamente la carne dei poveri per l'alto contenuto proteico, i fagioli apportano anche minerali cruciali come zinco, potassio e magnesio, fondamentali per il sistema immunitario e la funzione muscolare. La loro buccia, ricca di fibre insolubili, combatte la stitichezza. L'uso di erbe aromatiche come alloro o cumino in cottura ne facilita la digestione.

✅Piselli: grazie al loro sapore naturalmente dolce dovuto agli zuccheri semplici, i piselli sono i legumi più amati dai più piccoli. Sono ricchi di vitamina A e acido folico, facilmente digeribili e disponibili tutto l'anno, anche surgelati.

✅Fave e lupini: le fave, protagoniste della primavera, offrono ferro non-eme e vitamina B1, ma devono essere tassativamente evitate da chi soffre di favismo. I lupini, invece, sono un legume da riscoprire, utilissimo come snack spezzafame. Vantano un contenuto proteico superiore a molti altri legumi e un basso indice glicemico. Rossi avverte però che devono essere consumati solo dopo una corretta lavorazione industriale o domestica per eliminare alcaloidi potenzialmente tossici.

Biodiversità e proteine complete: ✅cicerchia e soia

L'approfondimento tocca anche eccellenze meno comuni o estremamente versatili. La cicerchia è un legume antico e rustico, simbolo di biodiversità alimentare. Ricca di calcio e fosforo, richiede però attenzione: un consumo eccessivo e prolungato, senza adeguato ammollo e cottura, può causare il latirismo a causa di una specifica neurotossina. La soia è considerata una fonte completa di proteine, fornendo tutti gli aminoacidi essenziali. È ricca di Omega-3, Omega-6 e isoflavoni, benefici per la salute cardiovascolare e ormonale. Prodotti come tofu e tempeh sono ottime alternative nelle diete vegetariane, purché si scelgano varianti con pochi grassi e sale.

PROCESSO AL CAFFE': ASSOLTO, MA CON IL LIMITE DI 3 TAZZINE AL GIORNOAssolto, ma non senza raccomandazioni: è questo il v...
13/02/2026

PROCESSO AL CAFFE': ASSOLTO, MA CON IL LIMITE DI 3 TAZZINE AL GIORNO

Assolto, ma non senza raccomandazioni: è questo il verdetto del simbolico “Processo al Caffè”, promosso dall’Ordine dei Medici di Milano (OmceoMi) e tenutosi nei giorni scorsi alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. L’iniziativa, pensata come un dibattito scientifico e culturale sul consumo di caffè, ha visto la partecipazione di medici, esperti di nutrizione, storici del cibo e rappresentanti del settore, con l’obiettivo di fare chiarezza su una delle bevande più amate dagli italiani.

A presiedere il dibattimento è stato il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, affiancato dal pubblico ministero Tiziana Siciliano, dagli avvocati della difesa Ilaria Li Vigni e Giorgia Andreis, e dal perito e medico legale Umberto Genovese. Il dibattito è stato aperto da un’introduzione storica di Elio Franzini, ordinario di Estetica all’Università di Milano, che ha ripercorso l’evoluzione del consumo del caffè nella cultura italiana.

Il processo ha simbolicamente messo “sotto accusa” il caffè, interrogandosi sui possibili rischi per la salute pubblica, ma anche sui benefici documentati dalla ricerca scientifica. La Corte ha infine assolto l’imputato ai sensi dell’articolo 530, comma 2, del Codice di procedura penale, respingendo l’accusa di pericolo per la salute pubblica ispirata all’articolo 444 del codice penale. Nel motivare la decisione, il giudice ha però sottolineato che il tema richiede una lettura articolata: distinguere tra caffeina e caffè, riconoscere differenze tra persone sane e soggetti vulnerabili, e non superare una soglia di consumo orientativa di tre tazzine al giorno.

Rischi e cautela

Il pubblico ministero e diversi esperti hanno richiamato l’attenzione sugli effetti della caffeina. “Quello che viene considerato un gesto innocente può nascondere implicazioni serie”, ha spiegato Stefano Carugo, direttore Uoc di Cardiologia al Policlinico di Milano. “Nelle persone vulnerabili, il consumo di caffè può aumentare il rischio di ipertensione, insonnia cronica, palpitazioni e crisi d’ansia. Nei bambini e negli adolescenti non dovrebbe essere proposto, e in gravidanza le principali società scientifiche raccomandano la massima prudenza”.

Un punto cruciale emerso durante il dibattito riguarda anche la salute del cavo orale. “Il caffè può causare pigmentazione dentale, erosione dello smalto e influenzare il microbiota orale, i tessuti parodontali e il metabolismo dell’osso alveolare” ha spiegato Lucia Giannini, odontoiatra e segretario della Commissione albo odontoiatri di Milano. Al processo sono intervenuti anche Luigi Ferini Strambi, responsabile del centro di Medicina del sonno, unità di Neurologia, Ospedale San Raffaele Turro di Milano, Diego Fornasari, direttore della Scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica, Università degli Studi di Milano “La Statale” e Laura Prosperi, storica del cibo.

Benefici documentati

Dall’altra parte, la difesa ha sottolineato come un consumo moderato di caffè possa avere effetti positivi sulla salute. “Il caffè non è un veleno”, ha spiegato Nicola Montano, professore ordinario di medicina interna del Policlinico di Milano. “Studi su oltre un milione di persone mostrano che il consumo moderato è associato a un minor rischio di diabete di tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale. I benefici riguardano anche fegato, funzione cognitiva e qualità della vita. Negli adulti sani, bere tra i 3 e i 5 caffè al giorno può essere addirittura salutare”.

Carlos Eduardo Bitencourt, Ceo di Cafezal, la prima micro-torrefazione di Specialty Coffees a Milano, ha ricordato come la qualità del caffè sia un elemento fondamentale spesso trascurato: “Il caffè è una materia prima complessa, la cui qualità dipende dalla coltivazione, tostatura, conservazione e servizio. Solo un prodotto di qualità, curato in ogni fase, può offrire benefici documentati. Un caffè mal conservato o servito a temperature eccessive può risultare sgradevole e potenzialmente dannoso”.

Al processo hanno preso parte anche esperti di gastronomia e nutrizione, come Michele Crippa, Anete Dinne e Gianpiero Manes, che hanno ribadito l’importanza della scelta di caffè di qualità e della moderazione nel consumo.

Un dibattito aperto e partecipato

L’evento ha avuto una forte valenza culturale e civile, coinvolgendo medici, cittadini, studenti e istituzioni. “Abbiamo scelto di affrontare un tema molto concreto, che tocca tutti, offrendo elementi per farsi un’idea e affidando alla comunità medica il compito di continuare il dibattito”, ha dichiarato il presidente OmceoMi, Roberto Carlo Rossi”. Maria Teresa Zocchi, responsabile scientifica del processo, ha aggiunto che l’iniziativa ha rappresentato un modo per portare la medicina fuori dai congressi e dentro la vita reale, affrontando i temi con rigore ma anche con ironia.

AMAZON RIVOLUZIONA IL MERCATO DEGLI INTEGRATORI: NUOVI TEST OBBLIGATORI PER LA SICUREZZAA partire dal gennaio 2026, Amaz...
13/02/2026

AMAZON RIVOLUZIONA IL MERCATO DEGLI INTEGRATORI: NUOVI TEST OBBLIGATORI PER LA SICUREZZA

A partire dal gennaio 2026, Amazon ha introdotto un cambiamento radicale nelle sue politiche di vendita, assumendo il ruolo di "gatekeeper" del settore degli integratori alimentari. Il colosso dell’e-commerce richiede ora che tutti i venditori di integratori dietetici dimostrino la conformità dei loro prodotti agli standard federali del Food, drug and cosmetic act (Fdca). In particolare, i prodotti devono rispettare le norme sull'etichettatura degli alimenti e le attuali buone pratiche di fabbricazione (cGMP) attraverso audit di terze parti accreditate.

Questa iniziativa mira a innalzare i livelli di sicurezza e conformità dei prodotti venduti sulla piattaforma. Le categorie considerate ad alto rischio, come gli integratori per il bodybuilding, la salute delle articolazioni, il potenziamento sessuale, la nutrizione sportiva e la gestione del peso, sono soggette a requisiti ancora più severi. Questi prodotti devono superare ulteriori test secondo gli standard NSF/ANSI 173-2023 per verificare che gli ingredienti corrispondano a quanto dichiarato in etichetta e che non vi siano contaminanti non dichiarati.

Un aspetto fondamentale del nuovo regolamento riguarda il processo di certificazione. Amazon ha approvato solo sette aziende di test, ispezione e certificazione (TIC) negli Stati Uniti, tra cui Eurofins, NSF e UL-Underwriters Laboratories. A differenza del passato, i venditori non possono più inviare autonomamente la documentazione: devono essere i fornitori di servizi TIC a trasmettere i risultati dei test direttamente ad Amazon. Qualora un venditore utilizzi laboratori non inclusi nell'elenco approvato, i risultati dovranno essere validati da uno dei partner certificati, comportando costi aggiuntivi.

Per agevolare la transizione, è stato lanciato il programma "Compliance fast-track", che permette la validazione automatica per i prodotti già certificati da partner selezionati come USP, Clean Label Project e BSCG. Tuttavia, questa via preferenziale non sostituisce i requisiti di test principali, ma offre una gestione documentale più rapida e semplificata.

L’impatto per le aziende è significativo. L'espansione di questi obblighi comporta maggiori costi e potenziali ritardi dovuti ai tempi tecnici necessari per le analisi. I venditori che non si adegueranno entro le scadenze comunicate rischiano la rimozione o la cancellazione dei propri prodotti dalla piattaforma. In un mercato sempre più attento alla trasparenza, Amazon impone così nuovi standard che potrebbero ridefinire l'intera catena di fornitura degli integratori a livello globale.

BUON NATALE 🎅🎄
23/12/2025

BUON NATALE 🎅🎄

SEMI DI ZUCCA: FONTE PROTEICA EFFICACE E SOSTENIBILEL’interesse crescente per le fonti proteiche vegetali rappresenta un...
16/12/2025

SEMI DI ZUCCA: FONTE PROTEICA EFFICACE E SOSTENIBILE

L’interesse crescente per le fonti proteiche vegetali rappresenta una delle tendenze più significative nella nutrizione contemporanea, sostenuto dalla duplice esigenza di garantire la sostenibilità ambientale e di sviluppare strategie dietetiche efficaci per la salute globale.

In questo contesto, i semi di zucca (Cucurbita spp.) emergono come una risorsa particolarmente promettente.

Il contenuto proteico dei semi di zucca può variare in modo significativo, ma hanno comunque un' elevata densità proteica e ciò rende questi semi un materiale di partenza ideale per la produzione di isolati e concentrati proteici con una purezza superiore all’85–90%.

Dal punto di vista qualitativo, il profilo aminoacidico risulta eccellente e nutrizionalmente comparabile a quello delle proteine della soia, caratterizzato da elevate concentrazioni di arginina, acido glutammico, acido aspartico e leucina.

Oltre alle proteine, i semi di zucca rappresentano una fonte eccellente di acidi grassi essenziali e di minerali quali fosforo, potassio, magnesio e zinco. Sono inoltre ricchi di tocoferoli (vitamina E), tra i quali il γ-tocoferolo costituisce l’isomero prevalente.

La farina o gli isolati proteici ottenuti dai semi di zucca possono essere impiegati per la fortificazione di prodotti da forno quali pane, biscotti e cracker, incrementandone non solo il contenuto proteico totale, ma anche la qualità del profilo aminoacidico, in particolare nei prodotti a base di cereali.

Le proteine dei semi di zucca trovano applicazione di particolare interesse anche nei prodotti senza glutine, contribuendo a migliorarne il profilo nutrizionale, spesso carente in questa categoria di alimenti, nonché le proprietà sensoriali e la texture, compensando l’assenza della rete glutinica.

La capacità gelificante e la spiccata affinità per i lipidi rendono queste proteine un ingrediente strategico anche nella formulazione di alternative vegetali alla carne. Per chi segue diete a base vegetale offrono un’opzione nutriente e di alta qualità per diversificare le fonti proteiche. Alcuni studi hanno mostrato che è possibile sostituire fino al 25% della carne di maiale con estrusi proteici da semi di zucca in salsicce stagionate, mantenendo buone caratteristiche sensoriali; oltre tale soglia emergono alterazioni significative nella capacità di legare e rilasciare l’acqua, un parametro critico per la qualità del prodotto finito.

Per quanto riguarda la sicurezza allergenica, le proteine dei semi di zucca sono generalmente considerate a basso rischio. La letteratura riporta tuttavia rari casi di anafilassi e una potenziale cross-reattività con la globulina 11S della nocciola. Pur essendo necessari ulteriori studi per definire con precisione il profilo allergenico, è opportuno adottare un approccio prudente quando se ne valuta l’introduzione nella dieta di soggetti polisensibilizzati o con una storia di allergie alimentari gravi, in particolare alla frutta a guscio.

Continuo con il pensiero di ieri, a proposito di un'umanità che vuole cambiamenti senza disciplina ...CIBI ULTRAPROCESSA...
10/12/2025

Continuo con il pensiero di ieri, a proposito di un'umanità che vuole cambiamenti senza disciplina ...

CIBI ULTRAPROCESSATI: DAL LANCET, APPELLO AD UNA RIFORMA POLITICA URGENTE

Una nuova serie tematica della rivista britannica The Lancet, firmata da 43 esperti internazionali, ha preso in esame l'impatto degli alimenti ultra-processati (Upf) sulla dieta a livello planetario, invocando una riforma politica e azioni di sensibilizzazione coordinate.

Le "Lancet Series" sono collezioni dedicate ai grandi temi della medicina, e quella appena pubblicata, interamente focalizzata sugli UPF, esamina il loro impatto sulla salute, la crescente influenza delle grandi aziende alimentari e la necessità di un'azione politica coordinata. Gli esperti delineano una visione che fonde ricerca scientifica, regolamentazione pubblica e partecipazione sociale, mirando a promuovere sistemi alimentari più equi e sostenibili.

Tra gli autori figura anche Marialaura Bonaccio, ricercatrice dell’Unità di epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli che, in una nota, sottolinea come la diffusione degli UPF stia “modificando in profondità il nostro modo di mangiare e concepire l’alimentazione. Questo cambiamento è evidente persino in contesti storicamente salubri, come quello mediterraneo, tradizionalmente riconosciuto come modello di equilibrio. Si assiste a una progressiva sostituzione di cibi freschi e preparazioni domestiche con prodotti industriali pronti al consumo, spesso ricchi di zuccheri, grassi e additivi. Questa trasformazione, ampiamente riscontrata nell’ambito del Progetto Moli-sani, non intacca solo la qualità nutrizionale, ma anche gli aspetti sociali e culturali legati al cibo, che sono parte integrante del benessere collettivo. Contrastare questa trasformazione è oggi considerata una priorità di salute pubblica che richiede politiche mirate”.

Dalle analisi emerge chiaramente che i cibi ultra-processati stanno progressivamente rimpiazzando alimenti freschi e tradizionali, con effetti misurabili sulla qualità complessiva della dieta e sul rischio di malattie croniche. I ricercatori affermano che il fenomeno non è solo una questione di scelte individuali, ma è radicato in un sistema alimentare globale che favorisce prodotti industriali ad alto contenuto calorico e basso valore nutrizionale.

Carlos Monteiro, professore all’Università di San Paolo e inventore della classificazione Nova: “Il crescente consumo di Upf è alimentato da potenti corporation globali che traggono enormi profitti. Queste aziende danno priorità ai prodotti ultra-processati, sostenuti da vaste campagne di marketing e pressioni politiche volte a bloccare politiche di salute pubblica efficaci a favore di un’alimentazione sana”.

La serie lancia dunque un appello urgente per una risposta globale che richieda politiche coraggiose e coordinate per contenere l’espansione di questi prodotti e rendere più accessibili le alternative sane. L'appello coinvolge governi, istituzioni e società civile, chiamati a rafforzare una cultura alimentare consapevole.

Secondo Marion Nestle, Università di New York, migliorare le diete a livello mondiale “richiede politiche adattate alle condizioni specifiche di ciascun Paese. Sebbene le priorità possano variare, è necessario agire ovunque con urgenza per regolamentare questi prodotti, affiancando tali misure agli sforzi già in corso per ridurre grassi, sale e zuccheri”.

Un esempio positivo viene dal Brasile, dove il programma nazionale per l’alimentazione scolastica dimostra che cambiare rotta è possibile: nelle mense i cibi ultra-processati sono stati quasi eliminati, con l'obiettivo, entro il 2026, di servire solo alimenti freschi o poco trasformati. Secondo gli esperti, interventi di questo tipo dovrebbero andare di pari passo con misure che supportino le famiglie a basso reddito, rendendo i cibi sani più accessibili.

09/12/2025

UN NUOVO RITO MODERNO O UN'UMANITA' CHE VUOLE RISULTATI SENZA PERCORSO?

L'iniezione per dimagrire, oggi tutti parlano del Semaglutide.
La molecola nata per i diabetici e diventata in pochissimo tempo la bacchetta magica del dimagrimento.
Sembra quasi un diktat :" Prendi il Semaglutide e la ciccia sparirà!"

E così ormai milioni di persone donne ma anche uomini, se lo stanno iniettando come fosse un nuovo sacramento del XXI secolo.
Ma credo ci sia un problema di fondo... Stiamo diventando un'umanità che vuole risultati senza percorso, cambiamenti senza disciplina ... (e non solo nel campo della nutrizione!!!)

Per dimagrire non basta "togliere l'appetito", bisogna togliere quello che ha creato l'appetito: ansia, abitudine tossiche, emozioni compresse, stanchezza mentale, compensazioni continue.

Ed è qui che entra in gioco la scienza della nutrizione.
Un mondo che non richiede aghi, ma volontà.
Non sopprime la fame, ma risveglia la coscienza.
Non dà un "effetto collaterale", ma un effetto collaterale positivo, ci si ritrova più stabili, più lucidi, più vivi.

Le persone cercano l'iniezione miracolosa, io invece cerco di renderle autonome.
L'iniezione può anche farti dimagrire, ma non può insegnarti chi sei, non può darti disciplina, non può riparare il rapporto con il tuo corpo, non può liberarti dal bisogno di riempirti quando ti senti vuoto/a.

Un'educazione alimentare sì.
E la differenza è semplice... Uno ti toglie qualcosa dal corpo, l'altra ti restituisce qualcosa alla vita ❤️

IL PIATTO SMARTll “Piatto Smart” è una nuova infografica ideata per comporre pasti equilibrati ispirati alla dieta medit...
05/12/2025

IL PIATTO SMART

ll “Piatto Smart” è una nuova infografica ideata per comporre pasti equilibrati ispirati alla dieta mediterranea, è stato concepito come uno strumento pratico e visivo per tradurre le complesse raccomandazioni nutrizionali in scelte quotidiane, basandosi su solide evidenze scientifiche.

Suddivide il pasto in quattro sezioni chiave:
🥦🍅🍎🍊Verdura e frutta fresca: da variare per tipologia e colore in ogni pasto.
🥖🍝Cereali integrali: inclusi pane, pasta e cereali in chicco.
🐠🐙🍳🫘🥩Fonti proteiche: con una preferenza per legumi e pesce, senza escludere uova, formaggi e carni bianche, ma limitando la carne rossa.
🫒🥜Grassi e condimenti di qualità: come la frutta secca, i semi oleosi e l’olio extravergine d’oliva.

DIETA MEDITERRANEA: I 10 CONSIGLI SINU PER UN FUTURO SANO E SOSTENIBILEIl 16 novembre 2025 si è celebrato il quindicesim...
05/12/2025

DIETA MEDITERRANEA: I 10 CONSIGLI SINU PER UN FUTURO SANO E SOSTENIBILE

Il 16 novembre 2025 si è celebrato il quindicesimo anniversario del riconoscimento della Dieta mediterranea (Dm) come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco. Una celebrazione che non si limita a onorare un modello alimentare universalmente riconosciuto come sano e sostenibile, ma include anche un vasto insieme di valori, pratiche, tradizioni e saperi che sono condivisi dalle comunità del Mediterraneo.

Nonostante i benefici conclamati, studi recenti hanno lanciato un serio allarme: l’adesione al modello alimentare mediterraneo è in declino continuo, in particolare tra le nuove generazioni.

Negli ultimi dieci anni, si è registrato un calo significativo, anche nei Paesi di origine di questa tradizione, dove la piena conformità al modello si attesta, in media, a non più del 50%. Sebbene i Paesi europei dell’area mediterranea mostrino livelli di adesione superiori rispetto ad altre regioni, si tratta comunque di una conformità solo moderata.

Le ragioni di questo arretramento sono complesse e molteplici. Anna Tagliabue, presidente della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), sottolinea che tra i fattori contribuenti vi sono le differenze culturali e ambientali, le modifiche nelle economie agricole e nelle politiche alimentari, la scarsa disponibilità di cibo fresco e accessibile, e la difficoltà percepita o il tempo richiesto per la preparazione dei piatti. A questi elementi si aggiungono tendenze globali come l’urbanizzazione, l’aumento dell’insicurezza alimentare, i flussi migratori e l’esplosione dell’offerta di alimenti ultra-processati, caratterizzati da un basso valore nutrizionale.

“Il calo di adesione è particolarmente pronunciato tra i giovani, il cui consumo di fast food, bevande zuccherate e snack dolci e salati sta progressivamente soppiantando gli alimenti tradizionali, portando a un generale peggioramento della qualità della dieta”, sottolinea Tagliabue. “In questo scenario, la Dieta mediterranea si configura come una risposta concreta ed efficace. Si tratta di un modello che si fonda sulla valorizzazione del territorio, sull’uso di ingredienti semplici, freschi e stagionali e sulla trasmissione intergenerazionale del sapere culinario”.

Per facilitare l’adozione di questo stile di vita, la Sinu ha elaborato dieci consigli pratici “per integrare la Dieta Mediterranea nella vita del XXI Secolo, risparmiando tempo e fatica”.
Eccoli:

📝Quello che non deve mai mancare in dispensa: essenziali sono olio extravergine d’oliva, pomodori pelati, legumi secchi o in barattolo (preferibilmente in vetro), pasta e riso integrali, farro, cereali e spezie come origano, basilico e rosmarino.
📝Quello che non deve mai mancare in dispensa: essenziali sono olio extravergine d’oliva, pomodori pelati, legumi secchi o in barattolo (preferibilmente in vetro), pasta e riso integrali, farro, cereali e spezie come origano, basilico e rosmarino.
📝Un menù settimanale antistress e salva tempo: organizzare un menù seguendo le indicazioni di frequenza della Piramide alimentare Sinu aiuta a risparmiare tempo e a evitare scelte impulsive
📝La riscoperta delle ricette dell’antica tradizione mediterranea: riscoprire e preparare, anche con una reinterpretazione moderna, le ricette tramandate trasforma la cucina in un momento piacevole, creativo e di condivisione
📝Spuntini semplici e salutari: frutta fresca e secca (mandorle, noci), yogurt naturale o pane con pomodoro e olio sono la scelta più pratica e sana per la merenda
📝Cucinare in doppia dose: preparare una quantità maggiore di cereali, legumi o verdure e conservarla in frigorifero o freezer (in contenitori di vetro) permette di risparmiare tempo e avere piatti sani sempre pronti
📝Un “kit aromatico” per dare più sapore: un mix pronto all'uso di aglio, cipolla, prezzemolo, sedano e carota, conservato in frigorifero o freezer, permette di insaporire i piatti rapidamente, riducendo l’uso di sale e richiamando i profumi tipici della cucina mediterranea
📝Il piatto unico contiene tutti i nutrienti necessari: un piatto unico ben bilanciato (come pasta con ceci e spinaci o insalata di farro con verdure e feta) semplifica la cucina, riduce le stoviglie e contribuisce a un risparmio idrico ed energetico
📝La tecnologia è a sostegno della Dieta mediterranea: sfruttare gli elettrodomestici moderni, come la pentola a pressione per legumi rapidi (pronti in 30 minuti), i robot da cucina o la friggitrice ad aria, è un valido aiuto per risparmiare tempo e fatica
📝Mangiare insieme: La convivialità è un pilastro della dieta mediterranea. Condividere i pasti in famiglia o con amici rallenta il ritmo, migliora la qualità dell’alimentazione e favorisce il benessere psicologico

DIETE CHETOGENICHELe diete chetogeniche (KD) sono protocolli nutrizionali normoproteici che prevedono una limitata assun...
28/11/2025

DIETE CHETOGENICHE

Le diete chetogeniche (KD) sono protocolli nutrizionali normoproteici che prevedono una limitata assunzione di glucosio e possono essere ipo o iperlipidiche (dunque ipo o normocaloriche) sulla base dei bisogni energetici dell'individuo o degli obiettivi terapeutici.
Rappresentano una manipolazione nutrizionale che simula il digiuno e attiva la beta-ossidazione degli acidi grassi e la sintesi dei corpi chetonici, utilizzati dalle cellule come substrato energetico alternativo al glucosio.
Le KD promuovono variazioni nell'assetto metabolico ed in alcuni processi molecolari con numerosi benefici:
* aumento della sensibilità insulinica
* miglioramento dei lipidi plasmatici
* riduzione dei marker infiammatori
* protezione contro lo stress ossidativo

Trovano pertanto applicazione in alcune condizioni di disequilibrio ormonale femminile, durante i percorsi di PMA o per contrastare l'aumento di adiposità viscerale e la maggiore predisposizione alla Sindrome Metabolica che caratterizza la menopausa.

PCOS e DIETA CHETOGENICA
La PCOS è un disordine endocrino che affligge il 6-10% della popolazione femminile ed è caratterizzata da irregolarità nel ciclo mestruale , anovulatorietà, infertilità, manifestazioni endocrino/metaboliche associate ad irsutismo, obesità, iperinsulinemia, insulino-resistenza, ed aumento del rischio di Sindrome Metabolica.
Il razionale di utilizzo delle KD nella PCOS trova fondamento nella possibilità di:
* aumentare la sensibilità insulinica
* contrastre l'insulino-resistenza (IR)
* protezione contro stress ossidativo e infiammazione sistemica

FERTILITA' e DIETA CHETOGENICA
L'applicazione di protocolli chetogenici (non per forza ipocalorici!) arricchiti di cibi ricchi di acidi grassi monoinsaturi, per periodi limitati, in donne in sovrappeso o obese con infertilità anovulatoria/PCOS trova fondamento nella possibilità di ridurre l'insulinemia, migliorare l' equilibrio ormonale , ripristinare cicli ovulatori, implementare la fertilità e migliorare il tasso di gravidanza anche nei soggetti sottoposti a metodiche di PMA.
Le basi molecolari e metaboliche a supporto dell'utilizzo di KD riguardano:
* il miglioramento della qualità ovocitaria e degli embrioni
* il raggiungimento del peso desiderabile in tempi più brevi rispetto alle diete ipo-caloriche tradizionali
* la riduzione della resistenza insulinica e l'aumento delle probabalità di impianto dell'embrione

MENOPAUSA e DIETA CHETOGENICA
L'applicazione, per un periodo di tempo limitato, di protocolli chetogenici (VLCKD/LCKD) in donne in perimenopausa/menopausa in condizioni di sovrappeso/obesità è in grado di:
* favorire la riduzione del tessuto adiposo viscerale e il raggiungimento del peso desiderabile in tempi più brevi rispetto alle diete ipocaloriche tradizionali e con minor rischio di recuperare il peso perduto se seguite da un adeguato programma di mantenimento
* promuovere la riduzione alla resistenza insulinica
* indurre un miglioramento dei lipidi plasmatici
* protezione nell'insorgenza di dabete mellito di tipo 2, patologie cardiovascolari, e tumori ormono-dipendenti
* promuovere la riduzione dei markers infiammatori, contrastare le disfunzioni mitocondriali correlate all'invecchiamento e favorire un programma metabolico che contrasti la progressione dei disordini associati all'invecchiamento

DIABETOLOGI: "STOP AL CIBO CHE AMMALA". APPELLO DI AMD ALL'INDUSTRIA ALIMENTAREL'Associazione medici diabetologi (Amd) h...
06/11/2025

DIABETOLOGI: "STOP AL CIBO CHE AMMALA". APPELLO DI AMD ALL'INDUSTRIA ALIMENTARE

L'Associazione medici diabetologi (Amd) ha lanciato un monito senza precedenti all’industria alimentare, chiedendo un radicale cambio di rotta verso la produzione di cibi più salutari. L’appello, presentato di recente in occasione dell'apertura del XXV Congresso nazionale Amd a Bologna, mira a fermare un modello produttivo che è ritenuto corresponsabile nel favorire patologie croniche dilaganti come il diabete e l'obesità. Per la prima volta, specialisti quotidianamente impegnati nel fronteggiare il diabete non si limitano a fornire consigli ai pazienti, ma rivolgono il loro sguardo e la loro richiesta di assunzione di responsabilità concreta direttamente a chi produce il cibo.

Le richieste

L'appello, firmato da Amd, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e da Slow Food Italia, chiede poche e semplici modifiche essenziali:
_ ridurre il grado di processazione degli alimenti;
_ limitare l'uso di additivi superflui;
_ contenere l’uso di zuccheri aggiunti e di sale;
_ rivedere i sistemi di conservazione dei prodotti;
_ promuovere un marketing più veritiero e trasparente.
In sintesi, i diabetologi chiedono etichette più comprensibili, caratterizzate da liste ingredienti più corte e chiare.

Il Presidente Amd, Riccardo Candido, ha sottolineato che numerosi studi epidemiologici dimostrano come le attuali abitudini alimentari dominanti siano strettamente associate a patologie croniche gravi, tra cui obesità, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e alcuni tumori. A destare particolare preoccupazione sono l’eccesso di zuccheri, specialmente nelle bevande, l’elevata densità calorica dei cibi pronti, l’uso di grassi idrogenati e sale per migliorarne il gusto e l’abuso di additivi per prolungarne la conservazione.

“L’allarme, sia scientifico che sanitario, è chiaro: riguarda il benessere delle generazioni presenti e future,” ha dichiarato Candido. “Con questo appello chiediamo all’industria alimentare di essere alleata della prevenzione, perché il cibo può e deve diventare un veicolo di salute”.

Innovazione e responsabilità sociale
L’industria alimentare, secondo l'appello, deve orientare l’innovazione verso prodotti più sani. Silvio Barbero dell’Università di Pollenzo ha rilanciato questa sfida, sostenendo che per l’industria è il momento di assumersi responsabilità concrete, privilegiando ingredienti naturali e processi produttivi e distributivi sostenibili. “Il cambiamento è possibile,” ha aggiunto Barbero. “Salute e competitività possono andare di pari passo. Non si tratta di tornare indietro, ma di guardare avanti”.

Indirizzo

San Biagio

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa TizianaValdinoci pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa TizianaValdinoci:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare