Dott.ssa Ilaria Conte - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Ilaria Conte - Biologa Nutrizionista Dott.ssa Ilaria Conte, Biologa Nutrizionista. Attiva a SAN CESAREO, FRASCATI, GROSSETO

Ilaria Conte è una Biologa Nutrizionista attiva nelle zone di:
- Frascati (c/o "Medical Center"- P.zza Mazzini n°5)
- Grosseto (Via Oberdan n°22). Il suo obiettivo è il miglioramento del benessere e dello stato di salute della persona che ne fa richiesta attraverso l'elaborazione di profili nutrizionali personalizzati. Effettua:
- Anamnesi alimentare
- Valutazione dello stato nutrizionale attra

verso misure antropometriche e bioinpedenzionemtriche
- Valutazione dei bisogni energetici
- Elaborazione di diete e piani nutrizionali personalizzati
nel rispetto della salute
- Educazione alimentare

Inoltre fornisce:
- Informazioni alimentari utili per la vita quotidiana
- Indicazioni sulla preparazione e cottura dei cibi

Per informazioni o appuntamenti:

Tel:329 3515119

Email: nutrizione.conte@gmail.com

14/04/2026
Avrete sentito dire spesso dell'importanza di non dare zuccheri semplici ai bambini piccoli e di non eccedere comunque n...
09/04/2026

Avrete sentito dire spesso dell'importanza di non dare zuccheri semplici ai bambini piccoli e di non eccedere comunque nella prima infanzia-adolescenza.
Immagino che avrete pensato che il motivo sia quello di preservarli da carie, sovrappeso, obesità e disordini metabolici.
Questi sono solo alcuni dei motivi (non poco importanti) ma la motivazione è anche più profonda.
Lo stimolo dolce è in grado di modificare il cervello e la modifica è maggiore tanto minore è l'età dell'individuo per via della plasticità neurale. Un eccessivo introito di zuccheri nei bambini impatta sulla stimolazione delle aree del piacere deregolando i circuiti neuronali della ricompensa e del sistema motivazionale: l'espressione dei recettori della dopamina infatti viene ridotta drasticamente. Questa modifica si traduce con l'aumento del rischio in età adulta di disordini psichici tra cui consumo di sostanze di abuso (tossicodipendenza) o food addiction necessari per incrementare i livelli di dopamina.
Inoltre è importante ricordare che la modalità gustativa dolce produce una risposta di ricompensa superiore a quella di molte sostanze di abuso.
Studi sull'uomo e modelli sperimentali indicano che l'aumentato consumo di zuccheri può produrre alterazioni compartamentali simili a quelle indotte da droghe di abuso.

L'aspetto da sottolineare è che il consumo di bevande dolci acaloriche (dolcificate con dolcificanti senza calorie) hanno lo stesso effetto!

Perchè una bevanda dolce ma gassata la si consuma senza percepirne la reale dolcezza con il conseguente eccessivo consum...
07/04/2026

Perchè una bevanda dolce ma gassata la si consuma senza percepirne la reale dolcezza con il conseguente eccessivo consumo?

Il motivo è il fenomeno della CARBONAZIONE!
Il sistema gustativo risponde all'anidride carbonica!
Nella saliva abbiamo un enzima che si chiama anidrasicarbonica IV che in presenza di acqua (presente appunto nella saliva), trasforma l'anidride carbonica in ioni bicarbonato e ioni idrogeno che sono uno stimolo per i recettori PCKD per il gusto acido.
L'aggiunta del gusto acido, per effetto di un altro fenomeno chiamato COMPENSAZIONE, fa alzare la soglia di percezione dell'altro gusto, il gusto dolce con il risultato che avvertiamo un sapore meno dolce di quello che realmente è.
In altre parole la carbonazione di soluzioni dolci riduce l'attività neurale dei centri corticali e sottocorticali deputati all'elaborazione degli stimoli gustativi riducendo la percezione del gusto dolce aumentandone la soglia di percezione. Il risultato? Eccessivo consumo di bevande zuccherate gassate!

E l'industria la biochimica la conosce bene!!!

Oggi sfatiamo un altro mito: chi non ha sentito dire almeno una vola che L'ANANAS FA DIMAGRIRE?L’ananas contiene (soprat...
06/04/2026

Oggi sfatiamo un altro mito: chi non ha sentito dire almeno una vola che L'ANANAS FA DIMAGRIRE?

L’ananas contiene (soprattutto nella parte centrale che tendiamo a buttare) la bromelina, una sostanza con attività proteolitica grado di rompere le molecole proteiche degli alimenti rendendo l'ananas un alleato della digestione.
L'ananas ha inoltre un potere anti-edematoso (favorisce l'eliminazione dei liquidi in eccesso), anti-infiammatorio e anti-trombotico.

E' inoltre un frutto che apporta modeste calorie per 100 g di prodotto, è ricco di vitamine e minerali: utile quindi in caso di dieta ipocalorica.

Purtroppo l'ananas non fa dimagrire, non fa bruciare i grassi: per dimagrire (perdere grasso) è necessaria una dieta adeguata e attività fisica.

Mangiare ananas per dimagrire non ha fondamento scientifico!!!

Auguri per una serena Pasqua!
05/04/2026

Auguri per una serena Pasqua!

Una delle domande che mi viene fatta è: ma è vero che LA FRUTTA VA MANGIATA LONTANO DAI PASTI?E’ largamente diffusa la t...
04/04/2026

Una delle domande che mi viene fatta è: ma è vero che LA FRUTTA VA MANGIATA LONTANO DAI PASTI?

E’ largamente diffusa la teoria che sia più opportuno consumare la frutta lontana dai pasti ma in realtà la frutta fa bene alla nostra salute in qualunque momento la si mangi.

I sostenitori di questa teoria sostengono a favore di questa idea una difficile perdita di peso o l’instaurarsi di situazione di gonfiore.

Per prima cosa la frutta non fa ingrassare, ovviamente se non si esagera con le quantità.

Secondo è vero che la frutta contendo fibra e oligosaccaridi può rallentare il transito intestinale e dare luogo a fenomeni di meteorismo ma solo in coloro che hanno una particolare sensibilità intestinale come meteorismo o IBS (sindrome dell’intestino irritabile).

Se si escludono questi ultimi casi e in assenza di particolari sintomi non ci sono studi o linee guida che sconsigliano di mangiare la frutta al termine del pranzo o della cena.
Anzi, terminare il pasto con della frutta, apporta una serie di vantaggi:
- il gusto acidulo conferisce un segnale di stop al pasto: molto utile in chi fatica a “trovare la fine”
- molti frutti contengono vitamina C utile ad assorbire il ferro dei vegetali
- mangiare frutta al termine di un pasto che presenta grassi e proteine permette una salita meno rapida della glicemia: in questo modo si evita che l’innalzamento troppo rapido dei livelli di zucchero inducano una altrettanto rapida risposta ormonale per riportare la glicemia a valori normali che a sua volta causa un rapido ritorno del senso di fame.

Pertanto:
- se si ha una condizione intestinale a causa della quale il consumo di frutta causa gonfiore addominale è meglio consigliare di mangiare frutta lontano dai pasti
- se si è diabetici o insulino-resistenti meglio il consumo al pasto
- in tutti gli altri casi si può mangiare frutta in qualunque momento della giornata

02/04/2026

Oggi sfatiamo un altro mito!
La DIETA ALCALINA combatte i tumori?

Partiamo dall'inizio...
Il PH è la misura del grado di acidità di una determinata soluzione. La scala di PH va da 0 a 14 dove 0 rappresenta il massimo grado di acidità, 14 il massimo grado di basicità e 7 una condizione di neutralità. Il nostro sangue ha un PH di circa 7,4.

La dieta alcalina propone il consumo di alimenti alcalini così da "alcalinizzare il sangue", renderlo in altre parole più basico: questo non ha alcun fondamento scientifico perchè il nostro corpo è dotato di sistemi tamponi che hanno lo scopo di mantenere costante il PH del sangue: qualunque cibo io introduca, anche se alcalino, viene o reso neutro o acidificato dai succhi gastrici. Se il valore di Ph del nostro sangue si abbassasse ad un valore inferiore a 7,4 avremmo una condizione di "acidosi metabolica" o viceversa se aumentasse a valori superiori di "alcalosi metabolica" che può portare alla morte. Il valore di PH che possiamo vedere mutato è quello delle urine proprio per effetto dei sistemi tampone: si tratta di una variazione momentanea e transitoria finalizzata a mantenere il PH del sangue stabile. Nessun cibo può acidificare o alcalinizzare il nostro sangue: immaginate il rischio?

I sostenitori di tale dieta citano studi che mostrano una qualche efficacia ma sono basati su correlazioni che non hanno un nesso di causa ed effetto. Al massimo in benefici sono dati da un minor consumo di grassi e un maggior consumo di alimenti vegetali ma niente a che vedere con il PH del sangue.
Inoltre nessuna dieta di per sè cura un tumore, l'alimentazione può avere un ruolo fondamentale nella prevenzione primaria o come approccio coadiuvante per massimizzare l'efficacia delle terapie antitumorali e gestire gli effetti collaterali.

Il LATTE fa bene o fa male?Negli ultimi anni spopola la convinzione che il LATTE faccia ingrassare e che favorisca l’ins...
01/04/2026

Il LATTE fa bene o fa male?

Negli ultimi anni spopola la convinzione che il LATTE faccia ingrassare e che favorisca l’insorgere del diabete e del cancro.
A sostegno di questo viene detto che l’uomo è l’unico animale adulto che consuma latte e di specie diversa.

Spiegazione suggestiva ma non scientifica. Vediamo cosa ci dice la letteratura!

Se si analizza ciò che riportato in letteratura circa il consumo di latte, prevalgono i benefici per la salute umana e non ci sono prove a sostegno del contrario: consumare latte è un fattore protettivo per l’osteoporosi in quanto fornisce calcio altamente assimilabile, per l'ipertensione, per l'obesità, per le malattie cardiovascolari e metaboliche.
Unico dubbio è relativo al tema consumo di latte e tumore della prostata dove pare che il consumo di latte ad elevato contenuto di grassi sia associato con alla progressione della malattia ma il consumo di latte scremato non è associato ad un aumento di mortalità per tumore alla prostata anzi studi riportano un associazione tra consumo di latte magro e riduzione della mortalità in pazienti con cancro alla prostata localizzato, associazione che non è osservata in caso di diagnosi di cancro in stadio avanzato.
Pertanto ci vorranno ancora molti studi per capire come e perché il consumo di latte grasso possa essere correlato alla progressione del cancro alla prostata.
In tutti gli altri casi il consumo di latte preferibilmente a ridotto contenuto di grassi non è sconsigliato e sono di gran lunga maggiori i benefici dei rischi.

28/03/2026

Ormai quasi tutte le persone mostrano interessi nutrizionali anche incentivate da programmi televisivi, rubriche su diversi canali, video su internet ecc... .
Tuttavia vi è una scarsa consapevolezza di ciò che mangiamo e spesso le persone sono vittime di un'eccessiva semplificazione che porta a enfatizzare certi cibi, a demonizzarli altri distorcendo informazioni vere.
Questo spesso porta ad abuso di cibo: tipico esempio " mi hanno detto che l'avocado fa bene, il salmone contiene importanti omega 3, lo yogurt greco è ricco di proteine per i miei muscoli e quindi ne faccio un discreto consumo e non capisco perchè ingrasso. Oppure porta a falsi miti e credenze: ad esempio che la frutta dopo il pasto non si mangia, la pasta non si mangia a cena, l'ananas fa dimagrire.

Guardatevi bene quindi da chi etichetta un cibo come BUONO o CATTIVO!

26/03/2026

Lo sai che differenza c'è tra "dieta bilanciata" e "dieta ottimale"?

Per "dieta bilanciata" si intende il bilanciamento della quota energetica tra micronutrienti attraverso una corretta scelta di alimenti in grado di veicolare i nutrienti necessari per: supportare la crescita, mantenere il peso corporea, prevenire lo sviluppo di malattie associate a carenze o eccessi alimentari

Per "dieta ottimale" si intende un'adeguata scelta di nutrienti che permette di assicurare benessere e salute, ottimizzare le funzioni fisiologiche di un individuo e rendere minimo il rischio di malattia

La dieta ottimale pertanto va oltre alla mera corretta ripartizione in nutrienti!

21/03/2026

Anche oggi come ieri giornata di Master II " in Psicobiologia della nutrizione e del comportamento alimentare! " Oggi lezione su biochimica e fisiologia del sistema nervoso e del gusto!

Sulle etichette alimentari troviamo una serie di informazioni che ci aiutano a fare scelte consapevoli, adatte alle esig...
06/02/2026

Sulle etichette alimentari troviamo una serie di informazioni che ci aiutano a fare scelte consapevoli, adatte alle esigenze individuali, e ci consentono di portare cibo sicuro sulle nostre tavole.
Conosciamo la differenza tra DATA DI SCADENZA E TMC?

DATA DI SCADENZA: nel caso di alimenti molto deperibili la data è preceduta dalla dicitura “da consumarsi entro il …” e rappresenta il limite oltre il quale l’alimento non deve essere più consumato

TMC (termine minimo di conservazione): nel caso di alimenti che possono essere conservati più a lungo si troverà la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il” che indica che il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l’odore ma può essere consumato senza rischi per la salute.

Conoscere la differenza tra data di scadenza e TMC può essere utile per evitare che un prodotto venga gettato quando ancora commestibile, riducendo gli sprechi. Non confondere però la data di scadenza con TMC, potrebbe essere. pericoloso!

Indirizzo

Via Maremmana III, 35/a
San Cesareo
00030

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