Dott.ssa Ilaria Conte - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Ilaria Conte - Biologa Nutrizionista Dott.ssa Ilaria Conte, Biologa Nutrizionista. Attiva a SAN CESAREO, FRASCATI, GROSSETO

Ilaria Conte è una Biologa Nutrizionista attiva nelle zone di:
- Frascati (c/o "Medical Center"- P.zza Mazzini n°5)
- Grosseto (Via Oberdan n°22). Il suo obiettivo è il miglioramento del benessere e dello stato di salute della persona che ne fa richiesta attraverso l'elaborazione di profili nutrizionali personalizzati. Effettua:
- Anamnesi alimentare
- Valutazione dello stato nutrizionale attraverso misure antropometriche e bioinpedenzionemtriche
- Valutazione dei bisogni energetici
- Elaborazione di diete e piani nutrizionali personalizzati
nel rispetto della salute
- Educazione alimentare

Inoltre fornisce:
- Informazioni alimentari utili per la vita quotidiana
- Indicazioni sulla preparazione e cottura dei cibi

Per informazioni o appuntamenti:

Tel:329 3515119

Email: nutrizione.conte@gmail.com

21/01/2026

Il prosciutto cotto è davvero cancerogeno come dice l’OMS? Giorgio Calabrese: «Niente paura, ma serve equilibrio»

Il nutrizionista Giorgio Calabrese, l’Organizzazione mondiale della Sanità e la IARC tornano a puntare l’attenzione sulle carni lavorate, classificate tra gli agenti cancerogeni di gruppo 1. Ma cosa significa davvero questa etichetta? Il nutrizionista chiarisce perché non si tratta di un divieto né di un rischio automatico per la salute: il pericolo è legato alle quantità e alla frequenza di consumo

Era dai tempi dell’Expo 2015 di Milano che l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) non parlava più delle carni insaccate come possibili agenti di insorgenza dei tumori, ma ora si è nuovamente risvegliata predicando moderazione, ma anche molto allarmismo fra i consumatori.

L’allora Direttore Generale dell’OMS, Oleg Chestnov, russo, si scagliò contro la carne rossa ma la classificò come 2A e non 1, mentre tutti gli insaccati furono classificati di tipo 1. Noi due avemmo un grande dibattito che portò lo stesso Direttore ad affievolire le accuse, predicando solo moderazione nel consumo di carni rosse.
L’IARC, cioè l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, infatti classificò le cosiddette carni processate – che comprendevano prosciutto, salumi, wurstel, hot dog, bacon e carne in scatola – come cancerogene di tipo 1, cioè nella stessa categoria del fumo, anche se essa precisa che il livello di rischio è assolutamente diverso.

Cosa significa esattamente “agenti cancerogeni di tipo 1”? L’IARC lo spiega sul suo sito ufficiale: «Questa categoria è utilizzata quando ci sono prove sufficienti e convincenti che l’agente classificato causi il cancro».

La causa è la presenza di conservanti potenzialmente dannosi e l’alto contenuto di grassi saturi, ma non bisogna allarmarsi, perché basta condurre un’alimentazione consapevole e un consumo equilibrato di carni processate e ciò non è rischioso per la salute.

Il rischio è direttamente proporzionale al consumo: se questo è moderato, il rischio è assai limitato, quasi nullo. Secondo gli studi citati dall’OMS, una porzione di circa 50 grammi al giorno di carni trasformate potrebbe aumentare il rischio del 18% circa. Un consumo inferiore alla media è ampiamente consigliato.

Quello dell’Organizzazione non è un divieto, ma un invito a essere moderati e attenti nel consumo e a prediligere prodotti genuini e meno lavorati possibile. Il problema non è la qualità della carne in sé, che comunque contribuisce, quanto il modo in cui essa viene trattata: i salumi affrontano processi industriali (sempre meno praticati) come l’affumicatura, la cottura e la conservazione prolungata; contengono conservanti che durante il processo di lavorazione possono trasformarsi in nitrosammine, composti cancerogeni, e sono molto salati.

Questa classificazione rappresenta un sistema utile a classificare sostanze, agenti fisici e miscele in base alla loro cancerogenicità per l’uomo, basata su revisioni scientifiche, e li raggruppa in categorie che indicano il livello di evidenza scientifica di cancerogenicità, non la probabilità di sviluppare il cancro, che dipende dall’esposizione o dall’uso di tali sostanze.

La classificazione redatta dalla IARC a partire dal 1971 prevede la suddivisione delle sostanze oggetto di analisi in cinque categorie:

• Gruppo 1: rientrano in questa categoria tutte quelle sostanze di cui è stata trovata evidenza certa di cancerogenicità per l’uomo. Attualmente sono 126 gli agenti contenuti in questo gruppo, tra i quali rientrano le carni lavorate, il fumo (attivo e passivo), l’alcol, i raggi UV e l’amianto;

• Sottogruppo 2A: è la classe dei probabili cancerogeni, ovvero quelle sostanze i cui studi hanno limitate evidenze di cancerogenicità negli esseri umani, ma sufficienti evidenze negli animali di laboratorio. Al momento sono 95 gli agenti facenti parte di questo gruppo, tra i quali il consumo di bevande ad alta temperatura (oltre i 65 °C), le emissioni di fritture e la carne rossa;

• Sottogruppo 2B: vengono inserite qui le sostanze che hanno limitate evidenze di cancerogenicità sia negli esseri umani sia negli animali. Si tratta di 323 sostanze, tra cui la benzina, il carbone e l’utilizzo intimo di talco;

• Gruppo 3: in questa categoria viene aggiunto tutto ciò che dimostra prove inadeguate di cancerogenicità negli esseri umani e negli animali, come il caffè o il tè (per via della caffeina), la tintura per capelli e il paracetamolo;

• Gruppo 4: raggruppa le sostanze di cui è stata provata la non cancerogenicità per l’uomo. Al momento in questa categoria c’è una sola sostanza, il caprolattame, materiale di base che viene utilizzato per produrre il nylon.

🍕17 GENNAIO GIORNATA MONDIALE DELLA PIZZA 🍕 La pizza è uno degli alimenti più amati della cucina italiana per la sua sem...
17/01/2026

🍕17 GENNAIO GIORNATA MONDIALE DELLA PIZZA 🍕

La pizza è uno degli alimenti più amati della cucina italiana per la sua semplicità e convivialità.

La pizza può far parte di un’alimentazione equilibrata e rappresenta un piatto unico bilanciato (proteine, carboidrati e grassi) purché tenga conto della qualità dell’impasto e delle materie prime, nonché della farcitura.

Una pizza dovrebbe essere realizzata con alimenti essenziali e di buona qualità come farina (meglio se non raffinate), mozzarella, olio evo e pomodoro. Valore aggiunto la presenza di verdure!

L’impasto dovrebbe avere una buona lievitazione per favorirne la digeribilità e sono da evitare farciture ricche in salumi, formaggi aggiunti, salse, sott’olio che finirebbero per aumentare la quota di grassi saturi, sale e calorie trasformando un buon alimento in un alimento inadeguato.

Inoltre mai mangiare parti bruciate per il loro potenziale cancerogeno!

Infine un ruolo chiave lo hanno due aspetti: la frequenza di consumo (non tutti i giorni per spuntini, pranzi veloci, cene) e porzione!

Se si rispettano queste indicazioni, la pizza consumato una volta a settimana può essere consumata serenamente!

https://nutrizioneconte.com
16/01/2026

https://nutrizioneconte.com

La Dott.ssa Ilaria Conte è una Biologa Nutrizionista attiva nelle città di San Cesareo, di Frascati e di Grosseto. L’intero mio lavoro è finalizzato, mediante orientamento nutrizionale, al miglioramento del “benessere” e quindi dello stato di salute della persona che ne fa richiesta. Comune...

Che non dicevo anche io qualcosa sulla piramide alimentare americana?La nuova piramide alimentare statunitense è molto c...
14/01/2026

Che non dicevo anche io qualcosa sulla piramide alimentare americana?

La nuova piramide alimentare statunitense è molto chiacchierata negli ultimi giorni e se a prima vista sembra un’amica della dieta iperproteica ed un inno alla “carboidratofobia”, in realtà è molto più simile alla dieta mediterranea di quanto si possa pensare.

Le nuove linee guida nutrizionali americane non stravolgono del tutto i principi nutrizionali in cui abbiamo sempre creduto, ma ridisegnano la piramide, in un contesto sociale totalmente diverso dal nostro, nell’ottica di affrontare e risolvere una grave emergenza sanitaria in un paese in cui oltre il 70 % degli adulti verte in condizioni di sovrappeso ed obesità e la quota di disturbi metabolici è altissima.

Quindi questa piramide apparentemente “shock” si è rivelata necessaria in un contesto dove le raccomandazioni devono essere operative e meno indulgenti: una piramide che strizza l’occhio all’aspetto metabolico per affrontare un’emergenza e meno alla prevenzione.

Lo slogan di queste nuove linee guida americane è “eat real food”, che possiamo tradurre con “mangia cibo vero” non ultraprocessato che è il cibo per eccellenza negli Stati Uniti: quindi basta cibo spazzatura! Cosa c’è di più mediterraneo in questo messaggio?

Ripresici grazie a questo slogan dallo shock che questa piramide ci ha suscitato vediamo in dettaglio le linee guida:

- I carboidrati non sono diventati nemici, nemici sono gli zuccheri semplici e zuccheri raffinati. I carboidrati pertanto non spariscono dalla dieta ma si invita a 2-4 porzioni al giorno controllate di cereali integrali (tradotto: sì a cereali integrali colazione, pranzo e cena)

- La quota proteica sale a 1,2-1,6 g pro kg a adattarsi ai vari soggetti (non troppo in più rispetto al “nostro” 0,9 pro kg).
Si tratta di una scelta clinica, ed in un paese con molta obesità alzare le proteine aiuta a aumentare il senso di sazietà, preservare massa muscolare durante il processo di calo di peso, spostare calorie da zuccheri ed alimenti processati.
Si invita comunque a scegliere proteine di qualità.

- In merito ai grassi essi vengono riabilitati (meno terrorismo) ma i grassi sauri restano pur sempre inferiori al 10 % delle calorie

- Drastico taglio degli zuccheri semplici dove nessuna quantità è raccomandata anzi viene detto che ogni singolo pasto non dovrebbe avere più di 10 g di zuccheri aggiunti

- Il cibo ultra processato è vietato ma non il cibo processato: ok pesce, verdure surgelate, legumi in scatola ecc…

In sostanza gran parte delle indicazioni ricalcano la dieta mediterranea e piuttosto che stravolgerla, gli americani ne hanno preso spunto e l’hanno riadattata per far fronte ad un grande problema di sanità pubblica: è vero che nella piramide rovesciata il b***o pare più nobile dell’olio evo, la carne rossa preferibile alla bianca, non si fa distinzione tra fonti proteiche e animali e vegetali, non si tiene minimamente in considerazione l’ecosostenibilità e non si capisce se la piramide fa riferimento a categorie o frequenze di assunzione ma quello che conta sono i messaggi mediterranei delle linee guida e non bisogna dimenticare che si rivolge ad una popolazione in emergenza!

Noi continuiamo a seguire le linee guida della nostra SINU e applichiamo a tavola la dieta mediterranea! Questa sebbene se ne comprende il perché di tante scelte, lasciamola agli americani.

https://cdn.realfood.gov/DGA.pdf



13/01/2026
13/01/2026
Dal giorno 8 Gennaio riprenderanno le nuove consulenze ed i controlli presso lo studio di San Cesareo!Cerco sempre di ri...
06/01/2026

Dal giorno 8 Gennaio riprenderanno le nuove consulenze ed i controlli presso lo studio di San Cesareo!

Cerco sempre di ridurre al minimo i tempi di attesa in sala ma da quest’anno un monitor con curiosità nutrizionali (e non solo) renderà meno noiosa l’attesa!

Come dico sempre "non si ingrassa da Natale a Capodanno ma da Capodanno a Natale"! Le oscillazioni di peso dopo un pranz...
17/12/2025

Come dico sempre "non si ingrassa da Natale a Capodanno ma da Capodanno a Natale"! Le oscillazioni di peso dopo un pranzo di natale sono a carico dei liquidi: per mettere su massa grassa ci vuole molto più tempo: un surplus di 7000 Cal per 1 Kg di massa grassa. Certo è che se il periodo di stravizi non si limita ad un paio di pasti ma settimane ecco che questo può comportare un significativo aumento di peso nel tempo soprattutto se non si recuperano presto buone abitudini.
Pertanto evitando gli eccessi, possiamo goderci il Natale anche dal punto di vista culinario!

Dopo la dieta mediterranea (già patrimonio culturale immateriale  dell'Unesco dal 2010) ora anche la cucina italiana div...
12/12/2025

Dopo la dieta mediterranea (già patrimonio culturale immateriale dell'Unesco dal 2010) ora anche la cucina italiana diviene PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE GLOBALE!

Gli aspetti che le hanno permesso di essere riconosciuta a livello mondiale riguarda non solo la qualità del cibo, il rispetto per gli ingredienti e la promozione del benessere ma soprattutto l'aspetto sociale legato ad essa ovvero la capacità di rafforzare legami, l'inclusività che permette di unire differenti generazioni superando anche barriere interculturali, convivialità e sostenibilità ambientale ed economica attraverso ricette antispreco.

Per questo dobbiamo esserne orgogliosi!

È la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo, all’unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India

Disturbi legati all’assunzione di grano in assenza di celiachia possono essere dovuti a condizioni diverse tra cui una N...
03/12/2025

Disturbi legati all’assunzione di grano in assenza di celiachia possono essere dovuti a condizioni diverse tra cui una NCGS ovvero una sensibilità al glutine di tipo non celiaco oppure a componenti del frumento diverse dal glutine. Le persone affette da colon irritabile infatti traggono beneficio dall’eliminazione di alcuni alimenti contenenti glutine non per il glutine in sè ma per aver eliminato i fruttani che sono zuccheri a catena corta responsabili dei disturbi intestinali in soggetti predisposti.

Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che il glutine possa “infiam­ mare” anche chi non è affetto da celiachia. Questa convinzione deriva dal fatto che alcune persone riferiscono disturbi dopo aver consumato prodotti a base di grano. Ma è davvero il glutine il responsabile?🤔

📚Le evidenze più recenti indicano che, nei soggetti non celiaci, il glutine isolato non ha un effetto pro-infiammatorio. Studi controllati mostrano infatti che i sintomi non peggiorano quando il glutine viene somministrato da solo, suggerendo il coinvolgimento di altri fattori come componenti del grano diversi dal glutine oppure un possibile effetto nocebo.

Se compaiono sintomi dopo il consumo di prodotti a base di frumento, prima di eliminare il glutine in autonomia è sempre opportuno rivolgersi a un medico per effettuare gli accertamenti necessari e valutare, se indicato, anche la possibilità di una sensibilità al glutine/grano non celiaca (NCGS)👩🏻‍⚕️

🔍La NCGS è una condizione caratterizzata da sintomi intestinali ed extraintestinali dopo l’assunzione di grano, in assenza di celiachia o allergia. Al momento non esistono biomarcatori specifici, ma tra i meccanismi ipotizzati rientrano l’attivazione dell’immunità innata, l’aumento della permeabilità intestinale e alterazioni del microbiota. In caso di sospetto, la valutazione medica include l’esclusione di celiachia e allergia al grano e, se necessario, un test controllato (glutine vs placebo) secondo i criteri di Salerno.

🍎L’approccio dietetico deve sempre essere personalizzato! Eliminare il glutine senza una reale indicazione non è consigliabile e può comportare rischi nutrizionali.

Fonte👉🏼Manza et al. Non-Celiac Gluten/Wheat Sensitivity—State of the Art: A Five-Year Narrative Review. Nutrients 2025, 17, 220. https://doi.org/10.3390/nu17020220

Indirizzo

Via Maremmana III, 35/a
San Cesareo
00030

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