03/12/2025
Chi mi conosce sa quanto spesso, in terapia, mi lasci ispirare dai cantautori: la loro voce riesce a dare forma a ciò che spesso fatichiamo a dire, a toccare le crepe in cui la voce si spezza e la verità si nasconde. Oggi va così... le parole coraggiose di S., l'innocenza già grande della piccola M. e i silenzi indifesi di S., hanno fatto risuonare in me lo stesso punto fragile della canzone "Invisibili" di Cristiano de André: ciò che ci viene portato via senza che ce ne accorgiamo — la nostra voce, la nostra bellezza, il nostro senso — e ciò che accade quando, finalmente, vediamo.
Le loro storie, così diverse, si sono incontrate nel tema dell’invisibilità:
quella che nasce quando impariamo troppo presto a non disturbare;
quando diventiamo “bravi” a nascondere il dolore;
quando ci ritroviamo a seguire convinzioni che non abbiamo davvero scelto;
quando inseguiamo aspettative che ci allontanano da noi stessi;
quando le nostre parole si perdono tra le voci assordanti degli altri;
quando ci convinciamo che mostrarsi sia un rischio.
E così iniziamo a camminare nel mondo mettendo in luce solo ciò che pensiamo sia accettabile… lasciando nell’ombra proprio ciò che avrebbe più bisogno di essere visto da noi stessi.
In terapia succede qualcosa di speciale:
un dettaglio, un ricordo, una frase detta quasi per caso, la strofa di una canzone, diventa la fenditura da cui passa la luce e poi sempre più luce fino a sciogliere le narrazioni ricevute, quelle che ci pesano addosso da anni, fino a prendere forma una domanda semplice ma rivoluzionaria: “Cosa voglio davvero credere io?”
E allora l’invisibile inizia a cambiare forma, come nella canzone: “Ma òua che ghe vedemmu, dumàn tüttu u cangiàa”.
Perché quando vediamo davvero, qualcosa — inevitabilmente — si muove.
✨ Cosa può accadere quando l’invisibile diventa visibile?
Ritroviamo una voce che credevamo perduta.
Scopriamo che ciò che temevamo non è così spaventoso se guardato insieme.
Recuperiamo parti di noi rimaste indietro, senza più un senso, e gli restituiamo casa.
Impariamo a scegliere cosa mostrare non per compiacere, ma per sentirci interi.
Ci accorgiamo che non eravamo soli, solo nascosti.
Ogni giorno S., M. e S. scelgono di fare un piccolo passo fuori dall’invisibilità, un gesto sottile ma potente.
E come accade spesso in terapia, sono loro, con il loro coraggio silenzioso, a ricordarmi che basta iniziare a vedere perché, davvero, “domani tutto cambi”.
Buon ascolto 💞
"Stu ténpu Ch'u s'è pigiòu a beléssa e u nòstru cantu Pe ripurtane inderée sénsa ciü un sensu Ma òua che se vedemmu Dumàn tüttu u cangiàa E u tenpù Ch'u s'è ...