19/04/2021
La natura "doppia" del farmaco è indiscutibile, e qualsiasi cura contiene un poco di disagio (il "veleno" del farmaco). Sapere, e soprattutto accettare questo dato di fatto, apre ad una cura consapevole e generalizzabile ad altri disagi, anche nel rispetto dei propri limiti.
Buona lettura di questo bel trafiletto di Vittorio Lingiardi.
[RASSEGNA STAMPA - LE DUE PSICOLOGIE DEL VACCINO]
Condividiamo il recentissimo contributo di Vittorio Lingiardi uscito su Repubblica.
📝 Nell'antica Grecia, la parola farmakon significava "veleno" ma anche "rimedio". È inevitabile che il nostro rapporto con la cura sia ambivalente, lasciarsi curare significa ammettere di avere bisogno di protezione. Ma la salute, come spiega l'OMS, non è assenza di malattia, ma uno stato di benessere fisico, mentale e sociale. Così come il guaritore contiene la figura della ferita, la salute ospita il paradosso del "veleno che cura". [...] La crisi COVID-19 pone il problema della consapevolezza della cura e ci costringe a fare i conti con l'informazione scientifica che deve a sua volta fare i conti con il ruolo della comunicazione e i suoi risvolti psicologici.