Il filo dello yoga

Il filo dello yoga Maurizio Passi maestro di meditazione yoga, buddhista, zen e tantra.

Indologo orientalista, studioso di Antropologia Religioni e Civiltà Orientali specializzazione in Lingua e Letteratura Sanscrita Filosofie dell'India antica presso Università di Bologna. Il corpo si inoltra nella quiete attraverso uno spazio di rilassamento guidato, poi si entra nel movimento attraverso una sequenza di posizioni statiche e dinamiche ed infine ci si raccoglie in ascolto del respiro

e poi solo del proprio silenzio. La pratica ha obiettivi di riequilibrio energetico e psicofisico, per portare consapevolezza nel corpo e al respiro, per contenere la dispersione che ci conduce costantemente fuori da noi attraverso pratiche di ascolto e presenza mentale. Il percorso ha come obiettivo quello di creare uno spazio di ascolto, dove osservare e conoscere sé stessi, per poter lasciare andare tutto quello che è in più, che non ci corrisponde e che ci condiziona.

L'arte figurativa in India precede la letteratura di secoli e per secoli resta l'unico indizio sulla diffusione ed il ru...
08/05/2026

L'arte figurativa in India precede la letteratura di secoli e per secoli resta l'unico indizio sulla diffusione ed il ruolo dello yoga e della meditazione nel buddhismo e nell'induismo.

Un percorso attraverso la storia dell'arte hinduista e buddhista nel suo significato psicologico: l'ascesi, la liberazione, il rito.

- Sabato 9 maggio ore 14
ci sarà il prossimo incontro online
del nostro

𝑮𝑹𝑼𝑷𝑷𝑶 𝑫𝑰 𝑳𝑬𝑻𝑻𝑬𝑹𝑨𝑻𝑼𝑹𝑨 𝑬 𝑭𝑰𝑳𝑶𝑺𝑶𝑭𝑰𝑬 𝑫𝑬𝑳𝑳'𝑰𝑵𝑫𝑰𝑨

dove parleremo dei miti psicologici e dell'iconografia di buddhismo e hinduismo.

I miti connessi a Viṣṇu, Śiva e Devī e la loro connessione con la psicologia della meditazione e la fisiologia dello yoga.

𝐿𝐸𝑍𝐼𝑂𝑁𝐸 𝐷𝐼 𝐼𝑁𝐷𝑂𝐿𝑂𝐺𝐼𝐴 𝑜𝑛𝑙𝑖𝑛𝑒- sabato 9 maggio ore 14"storia dell'arte indiana"L'arte figurativa in India precede la lette...
08/05/2026

𝐿𝐸𝑍𝐼𝑂𝑁𝐸 𝐷𝐼 𝐼𝑁𝐷𝑂𝐿𝑂𝐺𝐼𝐴 𝑜𝑛𝑙𝑖𝑛𝑒
- sabato 9 maggio ore 14
"storia dell'arte indiana"

L'arte figurativa in India precede la letteratura di secoli e per secoli resta l'unico indizio sulla diffusione ed il ruolo dello yoga e della meditazione nel buddhismo e nell'induismo.

Un percorso attraverso la storia dell'arte hinduista e buddhista nel suo significato psicologico: l'ascesi, la liberazione, il rito.

- Sabato 9 maggio ore 14
ci sarà il prossimo incontro online
del nostro

𝑮𝑹𝑼𝑷𝑷𝑶 𝑫𝑰 𝑳𝑬𝑻𝑻𝑬𝑹𝑨𝑻𝑼𝑹𝑨 𝑬 𝑭𝑰𝑳𝑶𝑺𝑶𝑭𝑰𝑬 𝑫𝑬𝑳𝑳'𝑰𝑵𝑫𝑰𝑨

dove parleremo dei miti psicologici e dell'iconografia di buddhismo e hinduismo.

I miti connessi a Viṣṇu, Śiva e Devī e la loro connessione con la psicologia della meditazione e la fisiologia dello yoga.

Le immagini del Buddha in forma aniconica sui primi stūpa precedono il diffondersi del buddhismo.

Un viaggio attraverso il mito e la storia dell'arte al gruppo online di filosofie e letterature dell'India.

Info 338 647 1881

Un saluto a tutte e a tutti! - Sabato 9 maggio online ore 14 per chi vuole partecipare ci sarà il prossimo incontro onli...
06/05/2026

Un saluto a tutte e a tutti!

- Sabato 9 maggio online
ore 14 per chi vuole partecipare ci sarà il prossimo incontro online del nostro

𝑮𝑹𝑼𝑷𝑷𝑶 𝑫𝑰 𝑳𝑬𝑻𝑻𝑬𝑹𝑨𝑻𝑼𝑹𝑨 𝑬 𝑭𝑰𝑳𝑶𝑺𝑶𝑭𝑰𝑬 𝑫𝑬𝑳𝑳'𝑰𝑵𝑫𝑰𝑨

dove parleremo dei miti psicologici e dell'iconografia di buddhismo e hinduismo.

I miti connessi a Viṣṇu Śiva e Devī e la loro connessione con la psicologia della meditazione e la fisiologia dello yoga.

Le lezioni di indologia possono essere seguite anche singolarmente e oer chi manca e vuole tenere il filo saranno registrate.

Vi invierò prossimamente le date fino a fine giugno.

Ci saranno incontri anche il giovedì mattina per chi preferisce partecipare ad incontri infrasettimanali.

Grazie e a presto!

Per partecipare scrivetemi
al 338 647 1881
Maurizio Passi

Rispirazioni è un progetto nato dall'idea di Mario Raffaele Conti allievo di Antonio Nuzzo che unisce le infinite vie de...
27/04/2026

Rispirazioni è un progetto nato dall'idea di Mario Raffaele Conti allievo di Antonio Nuzzo che unisce le infinite vie dello yoga verso l'unico fine autentico che lo yoga dovrebbe avere: raggiungere la liberazione dal ciclo delle rinascite (legami materiali).

La sensibilità di chi scrive la potete seguire sul sito

Rispirazioni è il sito che fa respirare la mente. È un luogo che risponde al bisogno di comunicare un modo diverso di vivere, di leggere...

Il seminario della Professoressa Florinda De Simini sullo Yoga Śaiva continua con la letture dallo Śivadharmaśāstra (cap...
20/04/2026

Il seminario della Professoressa Florinda De Simini sullo Yoga Śaiva continua con la letture dallo Śivadharmaśāstra (cap. 12) e dallo Śivadharmottara (cap. 3), col commento Śivadharmavivaraṇa.

Martedì 21 aprile ore 11 aperto gratuitamente a tutti accessibile a questo link.

https://teams.microsoft.com/meet/393340148603795?p=vWQzZrw0cZjLiynxmr

È la dualità che sostiene la presenza.Due per essere Uno.Non è da demonizzare la dualità, anzi. È la vita stessa fatta d...
20/04/2026

È la dualità che sostiene la presenza.
Due per essere Uno.

Non è da demonizzare la dualità, anzi. È la vita stessa fatta di gioia e sofferenza chevrende liberi. La liberazione per la filosofia indiana è morire: non reincarnarsi più, uscire dal ciclo del samsāra. Anche se l'esperienza ultima è Uno, la nostra realtà esistenziale è duale. Per fortuna.

La dualità è necessaria, è la dualità che ci fa vivere ed emozionare.

La dualità permette di praticare e raggiungere la liberazione. Se entri nel ciclo della vita del karman e delle rinascite (samsāra) entri nella dualità di gioia e differenza. Non saremmo qui a parlare senza dualità.

In genere noi abbiamo emozioni perché siamo nella dualità, in una danza tra di prakṛti e puruṣa. La dualità è vivere le emozioni.

Poi tutto finisce nella non dualità: Essere Uno, non due.

Non pensiamo di praticare la meditazione o lo yoga per raggiungere la liberazione in questo corpo. La pratica serve per non aggiungere nuovo karma. Quello passato deve essere smaltito.

La pratica non toglie la sofferenza ma evita quella futura creando un agire meno reattivo e condizionato.

La pratica evita le sofferenze future, purifica il nostro agire, le sofferenze passate vanno smaltite una ad una. Non si scappa.

(darśana, punti di vista)

Veda e meditazione.Jeanine Miller rivolge in questo libro la sua attenzione alle scritture originali dell’antica India, ...
16/04/2026

Veda e meditazione.

Jeanine Miller rivolge in questo libro la sua attenzione alle scritture originali dell’antica India, i 'Veda', dai quali discendono tutte le filosofie successive. Ogni pensiero e ogni storia, ogni mito e ogni simbolo dei 'Veda' fu concepito ed espresso come risultato dell’assorbimento meditativo.

La ricerca dell’autrice mostra che gli antichi 'rishi' vedici (capi spirituali, profeti, sapienti) erano maestri di meditazione. Pionieri del loro tempo, oltre 3.500 anni fa, hanno lasciato in eredità all’Asia intera, e successivamente anche all’Occidente, una profonda capacità di entrare nella mente umana e una concezione della psicologia di cui la meditazione non è che un aspetto.

Nel nostro ultimo incontro di lettura online abbiamo visto le origini dello jñanayoga nella Kaṭha Upaniṣad (500 a.C.), c...
13/04/2026

Nel nostro ultimo incontro di lettura online abbiamo visto le origini dello jñanayoga nella Kaṭha Upaniṣad (500 a.C.), che successivamente esporrà la Bhagavadgītā trecento anni dopo. (200 a.C.).

Nella Gītā lo jñanayoga è esponsto come uno dei tre Yoga insieme al Karma Yoga e Bhakti Yoga da Kṛṣṇa per convincere Arjuna ad agire "senza produrre karman".

La Bhagavadgītā copia gli stessi sutrā della Kaṭha Upaniṣad scritti 300 anni prima.

La Kaṭha Upaniṣad introduce il metodo dello yoga, le basi del pensiero prefilosofico di karman e rinascite e la Teoria dell'Assoluto (l'identità Ātman/Brahman)

Questo il sutrā condiviso che abbiamo letto e commentato:

"Questo veggente (brahman) non nasce nè muore, non ebbe origine nè ha subito evoluzioni; innato, eterno, immortale, primordiale, esso non è ucciso quando è ucciso il corpo (complesso psicofisico: buddhi, ahamkara e manas)

Se chi uccide pensa di uccidere, se chi è colpito a morte pensa d'essere colpito, entrambi non hanno chiara nozione: né quello che uccide né questi viene ucciso.

Più piccolo del piccolo, più grande del grande, l'Ātman è posto nel Segreto della creatura. Chi è privo di desideri, Costui vede, libero da angosce, la grandezza dell'Ātman attraverso l'acquietamento dei sensi.

Seduto, Esso va lontano, giacendo, va in ogni dove.

Il saggio, riconoscendo che il grande Ātman si trova incorporeo nei corpi, stabile nelle cose stabili, non è preso da angosce."

Kaṭha Up. II.19-22
Bhagavadgītā II.19

Le radici delle posture yoga sono nell'antica danza devozionale dell'India antica nata molto prima della scrittura? Fors...
11/04/2026

Le radici delle posture yoga sono nell'antica danza devozionale dell'India antica nata molto prima della scrittura? Forse sì.

Le posizioni dello yoga nascono dalla danza sacra hindū che prende il nome di "tandava". Una danza sacra praticata nei templi hindū ben prima dell'arrivo del buddhismo e di Patañjali.

Qui il segreto delle origini dello yoga: non nei sutrā ma nell'arte rupestre, nelle sue sculture e nei suoi dipinti.

Le posture dello yoga sono il sostegno della contemplazione l'offerta di noi stessi a noi stessi e non sono forme da raggiungere.

I nuovi studi dossografici dimostrano che le posizioni dello yoga non sono altro che la sequenza di una coreografia Sacra in offerta al Sè.

L'origine dello yoga non si trova nei testi, ma nell'arte hindū. Nella scultura rupestre che anticipa di molti secoli la scrittura e che diventa la principale fonte dello yoga antico, lo yoga classico contemplativo chiamato oggi Rāja Yoga.

Le posizioni dello yoga nascono dalla danza "tandava", una danza sacra offerta nei templi hindū alla divinità e propedeutica per incontrare il Sacro in ognuno di noi: il Sè, l'ātman.

La sequenza di posizioni del corpobera necessaria per avere la "visione" (darśana).

Dopo il periodo Gupta, queste danze sono state di ispirazione per la creazione delle āsana nell'hathayoga.

Per farvi una idea senza condizionamenti una nuova bibliografia:

Testi/Bibliografia

-Bharata, Nātyaśāstra. L’arte del teatro indiano, versione di Adya Rangacharya, Bulzoni, Roma, 2024

-Daniele Cuneo e Elisa Ganser, Pensare l’attore. Le fonti sanscrite, Unicopli, Milano, 2024.

-Matteo Casari e Giuditta de Concini, a cura di, Danzare il Nāṭya. Permanenze e trasformazioni del teatro-danza indiano, in Arti della Performance: orizzonti e culture, n. 5, 2015, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Dipartimento delle Arti e ALMADL, Bologna

(free download)
https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:1944fbcf-3bf9-4ff7-b844-10d81bcd702a

La prossima lezione di "filosofie e letterature dell'India", partirà con questa immagine: Naṭarāja नटराज"tandava" la dan...
10/04/2026

La prossima lezione di "filosofie e letterature dell'India", partirà con questa immagine: Naṭarāja नटराज

"tandava" la danza di Śiva che crea e distrugge la nostra realtà esistenziale in un eterno e ciclico rinnovarsi nel tempo. Questo è l'unico modo per preservare la continuità del tempo nella filosofia hindū: morire e rinascere ad ogni respiro. La coscienza che evolve e si trasforma durante la contemplazione nella meditazione yoga e che in un movimento eterno si crea, si mantiene in essere, muore e rinasce.

La prossima lezione di indologia, Filosofie e Letterature dell'India partirà con questa immagine: Naṭarāja नटराज

• sabato 11 aprile ore 15

Inizieremo a decifrare la mitologia hindū attraverso il concetto di tempo e morte cge diverrà bel tempo il fondamento della soteriologia nella filosofia yoga nella filosofia buddhista.

Attraverso l'iconografia di Śiva nell'arte e nella poesia d'arte indiana (kāvya) entreremo nel mondo dell'asceta yogin dell'India antica.

Shiva as Nataraja, the Lord of Dance
(c. 950–1000 CE)

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Baricella

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