Il filo dello yoga

Il filo dello yoga Mi chiamo Maurizio Passi insegno meditazione e yoga.

Ho studiato Antropologia Religioni Civiltà Orientali presso l’Università di Bologna con specializzazione in Scienze Storiche Orientalistiche in Lingua Letteratura Sanscrita Filosofie dell'India antica. Il corpo si inoltra nella quiete attraverso uno spazio di rilassamento guidato, poi si entra nel movimento attraverso una sequenza di posizioni statiche e dinamiche ed infine ci si raccoglie in ascolto del respiro e poi solo del proprio silenzio. La pratica ha obiettivi di riequilibrio energetico e psicofisico, per portare consapevolezza nel corpo e al respiro, per contenere la dispersione che ci conduce costantemente fuori da noi attraverso pratiche di ascolto e presenza mentale. Il percorso ha come obiettivo quello di creare uno spazio di ascolto, dove osservare e conoscere sé stessi, per poter lasciare andare tutto quello che è in più, che non ci corrisponde e che ci condiziona.

𝐿𝑒 "𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑑𝑜𝑒𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑒 𝑖𝑛 𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎" 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑜𝑎𝑟𝑖𝑎 (𝑢𝑛 𝑟𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖...
13/01/2026

𝐿𝑒 "𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑑𝑜𝑒𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑒 𝑖𝑛 𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎" 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑜𝑎𝑟𝑖𝑎 (𝑢𝑛 𝑟𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑜𝑖𝑛𝑑𝑜𝑒𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑒) 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑟𝑎𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑏𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑖𝑙 1800 𝑒 𝑖𝑙 1500 𝑎.𝐶. 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑎. 𝐿𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑒𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑉𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑜 (𝑜 𝐻𝑎𝑟𝑎𝑝𝑝𝑎𝑛𝑎) 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑟𝑎𝑣𝑖𝑑𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑜𝑐𝑎𝑙𝑖 ℎ𝑎 𝑝𝑙𝑎𝑠𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑟𝑛𝑎.

𝐼𝑛𝑖𝑧𝑖𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑉𝑒𝑑𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑚𝑖𝑡𝑖, 𝑖 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑟𝑖𝑡𝑖, 𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑒 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑓𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎.

𝐈𝐍𝐅𝐎 𝟑𝟑𝟖𝟔𝟒𝟕𝟏𝟖𝟖𝟏

𝑀𝑎𝑢𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑃𝑎𝑠𝑠𝑖, 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑅𝑎̄𝑗𝑎 𝑌𝑜𝑔𝑎 𝑒 𝑀𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒. 𝐴𝑛𝑡𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑎𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝐿𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎 𝑒 𝐿𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑎, 𝐹𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖𝑒 𝑂𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖, 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑓𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖𝑎 𝑦𝑜𝑔𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑜. 𝑆𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑆𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑂𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙'𝑈𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝐵𝑜𝑙𝑜𝑔𝑛𝑎

𝑷𝑹𝑶𝑺𝑺𝑰𝑴𝑰 𝑰𝑵𝑪𝑶𝑵𝑻𝑹𝑰

"𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑒 𝑓𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎"
𝑳𝑬𝒁𝑰𝑶𝑵𝑰 𝑫𝑰 𝑰𝑵𝑫𝑶𝑳𝑶𝑮𝑰𝑨
𝑢𝑛 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎

• 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑣𝑒𝑑𝑖̀ 𝑜𝑟𝑒 16
𝑑𝑢𝑒 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑎𝑙 𝑚𝑒𝑠𝑒
• 𝑣𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀ 𝑜𝑟𝑒 11 (𝑚𝑒𝑛𝑠𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑜)
𝑜𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒
• 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑚𝑒𝑛𝑠𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 𝑜𝑟𝑒 15
𝑟𝑖𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜/𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑜/𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜

𝐺𝐸𝑁𝑁𝐴𝐼𝑂
𝑔𝑖𝑜𝑣𝑒𝑑𝑖̀ 15 | 29
𝑣𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀ 23
𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 31

𝐹𝐸𝐵𝐵𝑅𝐴𝐼𝑂
𝑔𝑖𝑜𝑣𝑒𝑑𝑖̀ 5 | 19
𝑣𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀ 13
𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 28

𝑀𝐴𝑅𝑍𝑂
𝑔𝑖𝑜𝑣𝑒𝑑𝑖̀ 5 | 19
𝑣𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀ 𝑜𝑟𝑒 13
𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 28

𝑳𝒂 𝑽𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒆 𝒍𝒐 𝒀𝒐𝒈𝒂𝒔𝒖̄𝒕𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑷𝒂𝒕𝒂𝒏̃𝒋𝒂𝒍𝒊 "𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑑𝑎𝑔𝑜𝑔𝑖𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑑𝑢𝑎𝑙𝑚...
10/01/2026

𝑳𝒂 𝑽𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒆 𝒍𝒐 𝒀𝒐𝒈𝒂𝒔𝒖̄𝒕𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑷𝒂𝒕𝒂𝒏̃𝒋𝒂𝒍𝒊

"𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑑𝑎𝑔𝑜𝑔𝑖𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑑𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑖𝑒𝑡𝑒 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒, 𝑟𝑖𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑚𝑏𝑖𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑡𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜."

𝐼𝑙 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑅𝑎̄𝑗𝑎 𝑌𝑜𝑔𝑎 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 (𝑦𝑎𝑚𝑎) 𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 (𝑛𝑖𝑦𝑎𝑚𝑎), 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑖 𝑑𝑢𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑦𝑜𝑔𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑃𝑎𝑡𝑎𝑛̃𝑗𝑎𝑙𝑖.

Gli Yogasūtra di Patañjali sono stati composti fra il 300 avanti Cristo al 450 d.C rappresentano un primo riassunto scritto molto sintetico di una lunga tradizione orale antecedente. Insieme von il commento di Vyāsa Yogabhaśya formano il corpo degli scritti sustematici fondamenti dello yoga.

Gli Yogasūtra spingono il lettore alla ricerca del filo nascosto che lega insieme gli aspetti fondamentali dell'argomento e, infatti, la parola sanscrita "sūtram" significa. "filo".

Le caratteristiche più rilevanti di questo metodo sono la massima condensazione e una chiara esposizione del tema in generale, malgrado la parente discontinuità delle idee presentate. La brevità dell'esposizione risulta funzionale anche al fatto che si doveva imparare il testo memoria a causa dell'assenza o la scarsità di documento in forma scritta. Lo Yoga, come viene esposta da Patañjali, è da considerarsi un tipo di jñanayoga, uno yoga della conoscenza, una delle vie di liberazione descritte nella Bhagavadgītā, accanto alla via dell'azione fisinteressata (katmayoga) e alla via della devozione (bhaktiyiga).
Ognuna delle tre vie è in grado di portare il praticante verso la liberazione. Questo carattere salvifico delle tecniche dello yoga denota che la pratica non è fine a se stessa, ma funzionale alla liberazione, si potrebbe parlare così di un vero e proprio percorso salvifico, un processo sotariologico attraverso la conoscenza di sé.

"Lo yoga è la sospensione delle modificazioni del complesso mentale"

Nella prima sezione, il Samādhipāda, oltre a rispondere alla domanda che "cos'è lo yoga?", Patañjali sviluppa una metodologia per il saggio progredito che consiste nell'esercizio costante dello stato contemplativo (abhyāsa) e nel distacco (vairāgya), vale a dire nel lasciar andare ogni desiderio di cose sia materiali, sia invisibili come l'anelito a visioni, poteri spirituali o altre realtà descritte nelle scritture.

Nel distacco supremo avviene la conoscenza del principio spirituale allo stato puro (puruṣa) pura coscienza.

Nella seconda sezione, il Sādhabapāda, Patañjali propone per un praticante a livello intermedio, lo yoga delle pratiche sacre - kriyāyoga- che consiste nel praticare l'austerità (tapas), nello studio di sè alla luce delle scritture sacre (svādhyāya) e nell'abbandono al senso di Sacro (īśvarapranidhāba). A partire dal sūtra 28, invece, egli descrive una terza via per il praticante comune, lo Yoga delle otto membra - aṣṭāṅgayoga - che viene chiamato anche Rāja Yoga, il sentiero regale.

Lo Rāja Yoga è un percorso pedagogico che vuole guidare il praticante gradualmente verso la meditazione, verso uno stato di quiete mentale, ripercorrendo tutti gli ambiti della nostra esistenza che hanno un condizionamento sulla nostra pratica e proponendo un metodo sistematico per raggiungere uno stato mentale meditativo.

Il sentiero del Rāja Yoga inizia con delle regole comportamentali verso gli altri (yama) e nei confronti di se stessi (niyama), che costituiscono i primi due gradini dello yoga delle otto membra di Patañjali.

Yama significa letteralmente controllo. I cinque yama o restrizioni sono:

ahimsā (non violenza), satya (verità), asteya (non rubare), brahmacarya (castità), aparigraha (non possesso). Queste non sono semplici regole esteriori da seguire, ma prrcetti di un atteggiamento verso noibstessi che innesca il professo di trasformazione dall'interno, precetti che hanno lo scopo di liberare l'individuo dei legami dell'ignoranza ed è disturbi mentali ed emozionali che ne derivano. Per quanto possa sembrare limitanti, il loro valore più profondo esprime esattamente il contrario: svincolare il praticante d'atteggiamenti acquisiti, abitudini che tendono offuscare la mente e a "velare" il principio divino presente in ognuno di noi.

La consapevolezza del corpo (āsana), la non dispersione di prāṇa (prāṇāyāma), porta al raccoglimento interiore (pratyāhāra), il complesso mentale, così, stabile in sé stesso (dhāraṇā), lascia emergere lo stato meditativo, la contemplazione sull'infinito (dhyāna), l'espansione totale della coscienza (samādhi) verso la liberazione, mokṣa, nirvana, per Patañjali il Kaivalya: essere liberi, l'essere di nuovo uno con l'Assoluto "ātmanbrahman".

Ecco.

tat tvam asi
तत् त्वम् असि

"Tu sei quello"

𝑴𝑬𝑫𝑰𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑰 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑺𝑬𝑹𝑨 𝑜𝑛𝑙𝑖𝑛𝑒𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎:𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑟𝑎̄𝑗𝑎𝑦𝑜𝑔𝑎, 𝑣𝑖𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑛𝑎̄ 𝑒 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑟𝑎 • 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟎...
08/01/2026

𝑴𝑬𝑫𝑰𝑻𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑰 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑺𝑬𝑹𝑨 𝑜𝑛𝑙𝑖𝑛𝑒
𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙'𝐼𝑛𝑑𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎:
𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑟𝑎̄𝑗𝑎𝑦𝑜𝑔𝑎, 𝑣𝑖𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑛𝑎̄ 𝑒 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑟𝑎

• 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟎

𝑠𝑣𝑎𝑏ℎ𝑎̄𝑣𝑎 स्वभाव "𝒍𝒂 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒆̀,
𝒍𝒂 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆"

𝐿𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑑𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑑’𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒. 𝑃𝑒𝑟 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑒̀ 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑡𝑒. 𝐿𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑟𝑖𝑣𝑒𝑙𝑎 𝑖𝑛𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑔𝑜𝑚𝑏𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒: 𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑜𝑠𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑙’𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑎 𝑙’𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐿’𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑒𝑟𝑠𝑖, 𝑝𝑢𝑟 𝑛𝑒𝑙 𝑣𝑎𝑟𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑚𝑎 ‘𝑠𝑜𝑙𝑜’ 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑓𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖.

𝑁𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑙’𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑢𝑐𝑒 𝑎 𝑢𝑛’𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎: 𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑑𝑎𝑡𝑖, 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑖 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑒 𝑢𝑛 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑟𝑟𝑒𝑞𝑢𝑖𝑒𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎. 𝐸 𝑑𝑖𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑙’𝑒𝑠𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑎 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑣𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑎𝑟𝑙𝑎.

𝐈𝐧𝐟𝐨 𝟑𝟑𝟖𝟔𝟒𝟕𝟏𝟖𝟖𝟏

𝐼𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑎 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑖𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑖. 𝐻𝑜 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑓. 𝐶𝑜𝑟𝑟𝑎𝑑𝑜 𝑃𝑒𝑛𝑠𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑚𝑎𝑒𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑎𝑑𝑜𝑙𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎. 𝐻𝑜 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑜 𝑅𝑎̄𝑗𝑎 𝑌𝑜𝑔𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑖𝑒𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝐺𝑒́𝑟𝑎𝑟𝑑 𝐵𝑙𝑖𝑡𝑧 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑏𝑜𝑙𝑜𝑔𝑛𝑒𝑠𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑁𝑢𝑧𝑧𝑜 𝑒 𝐺𝑎𝑏𝑟𝑖𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑒𝑙𝑙𝑎. 𝐻𝑜 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑎𝑡𝑜 𝐴𝑛𝑡𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑅𝑒𝑙𝑖𝑔𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝐶𝑖𝑣𝑖𝑙𝑡𝑎̀ 𝑂𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑑𝑜𝑚𝑖 𝑖𝑛 𝑖𝑛𝑑𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎, 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎 𝑒 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑎. 𝐴𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑚𝑖 𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑛 𝑆𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑂𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑙'𝑈𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝐵𝑜𝑙𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑒 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒, 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑡𝑜, 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑡𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖𝑎 𝑦𝑜𝑔𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑'𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑎𝑛𝑎 (𝑘𝑎̄𝑣𝑦𝑎) 𝑐𝑜𝑛 𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑓. 𝑀𝑎𝑟𝑐𝑜 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐ℎ𝑖𝑛𝑖, 𝑆𝑎𝑣𝑒𝑟𝑖𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖 𝑒 𝐺𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑛𝑖 𝐶𝑖𝑜𝑡𝑡𝑖.

LEZIONI DI INDOLOGIA incontri di lettura online"letterature e filosofie dell'India antica"Ci immergeremo attraverso la l...
07/01/2026

LEZIONI DI INDOLOGIA
incontri di lettura online

"letterature e filosofie dell'India antica"

Ci immergeremo attraverso la lettura nella letteratura e nelle filosofie dell'India antica. Incontreremo miti e leggende, esploreremo riti, ci racconteremo favole antiche, rivivremo attraverso l'epica la storia e la cultura dell'India più magica.

Impareremo a riconoscere l'estetica indiana cantata da Abhinavagupta e gustare l'arte orientale. Faremo esperienza delle tecniche contemplative descritte nei testi più antichi.

Un percorso letterario che partirà dall'India degli indoeuropei descritta nei Veda alle prime dinastie hindu per arrivare all'India persiana e dell'impero Moghul. Ci avvicineremo alla lingua sanscrita attraverso le parole incontrate nei testi che meglio descrivono la filosofia indiana nella sua essenza.

Il filo conduttore sarà la poesia (kāvya), la psicologia della meditazione e la fisiologia yoga.

Ho pensato ad un approccio esperenziale, semplice. Non è un corso, ma un percorso di lettura attraverso le letteratura sanscrita. Gli incontri hanno lo scopo di trasmettere elementi di indologia leggendo, commentando e meditando i testi.

Siamo particolarmente invasi di costosi seminari e tutorial online che limitano la presenza e ci sommergono di concetti inutili e decontestualizzati. Il mio obiettivo è trasmettere nella semplicità della lettura la cultura e la filosofia di questa antica civiltà come è nella tradizione delle scuole dell'India: lettura, commento e meditazione.

Il kāvya, poesia d'arte o letteratura classica, è un genere letterario che attraversa la letteratura trasversalmente, dai Veda al Mahābhārata. Il fine di questa letteratura d'arte è raggiungere "l'esperienza estetica" (rasa) uno stato simile allo stato meditativo ma provvisorio "uno stato non ordinario per sentirci meno soli e in continuità con l'Assoluto."

Gli incontri possono essere seguiti anche singolarmente essendo cicli suddivisi per periodo storico, letterario e filosofico. Le letture sono semplici e apriranno i nostri cuori all'estetica indiana e alla meditazione attraverso la contemplazione delle parole.

FREQUENZA
Ci sarà una lezione pomeridiana due volte al mese ed un incontro mensile di ripasso/recupero il sabato. Potete partecipare quando volete anche ad incontri singoli in base ai vostri interessi letterari e filosofici.

- giovedì ore 16 > 17
(due volte al mese)

- sabato ore 14 > 15
(incontro mensile)

Durata 1 ora
Contributo 10 euro a lezione

Per chi frequenta le letture del giovedì i sabati di ripasso/approfondimento saranno gratuiti!

Per gli studenti gli incontri sono gratuiti!

PROGRAMMA

I principali argomenti trattati nel corso sono: introduzione al corso: l'India fra preistoria e storia, la civiltà vallinda e la penetrazione in India di genti parlanti lingue indoeuropee; il vedismo e il rito vedico; il buddhismo e il jainismo; la meditazione e la filosofia yoga; la transizione dal vedismo al brahmanesimo e all'induismo;
le grandi epiche indiane e la letteratura puranica: itihāsa e purāṇa; i fini dell'uomo (puruṣārtha) e la letteratura manualistica del trivarga; gli dèi dell'induismo e gli avatāra: introduzione alla mitologia epico-puranica; il fenomeno tantrico; la letteratura d'arte indiana (kāvya), con particolare riferimento all'arte teatrale, la poesia, la fiaba e la novellistica. Elementi di estetica indiana e storia dell'arte orientale.

Psicologia della meditazione e fisiologia yoga. Le pratiche contemplative dell'India antica attraverso la letteratura. Che cos'è lo yoga? La natura della coscienza e le tecniche meditative. Descrizioni filosofiche dell'esperienza estetica. La natura dell'esperienza devozionale nella "bhakti". Il programma prevede lo studio delle principali strutture grammaticali del sanscrito e un'introduzione alla letteratura d'arte indiana (kāvya).

INFORMAZIONI Tel. 3386471881

Insegno meditazione da oltre venticinque anni e insegno da quindici anni pratiche meditativedell'india antica. Ho iniziato con lo studio della meditazione theravada con il prof. Corrado Pensa e la meditazione Rāja Yoga con gli allievi di Gérard Blitz della scuola bolognese. Ho studiato Antropologia Religioni e Civiltà Orientali specializzandomi in indologia, lingua e letteratura sanscrita. Attualmente mi sto specializzando in Scienze Storiche Orientalistiche all'Università di Bologna dove sto studiando le tecniche contemplative, il rito, il mito e la filosofia yoga nella letteratura d'arte classica indiana (kāvya) con i proff. Marco Franceschini, Saverio Marchignoli e Giovanni Ciotti.

Contemplativo non significa stare fermi. Ti puoi muovere nel corpo con presenza e stabilità oppure no (sthirasukham)."st...
05/12/2025

Contemplativo non significa stare fermi. Ti puoi muovere nel corpo con presenza e stabilità oppure no (sthirasukham).

"sthirasukham" é la discriminante che distingue lo yoga dalla ginnastica e che p***a alla "contemplazione sull'inifinito" = espansione della coscienza = meditazione.

La coscienza si espande nel corpo attraverso la contemplazione in āsana che porta alla meditazione (prayatnaśaithilyānantasamāpattibhyām)

Lo yoga non è un'attività aerobica (solo krya). Dovrei restare nel movimento con intensità senza sforzo in contemplazione. Forza, non sforzo. (non dispersione del complesso mentale)

E ricordiamo sempre che nello yoga i corpi sono 5 (kośa). Non esiste solo annamayakośa. Eseguo āsana con tutti e 5 i corpi.

Questo significa "yoga contemplativo".

प्रयत्नशैथिल्यानन्तसमापत्तिभ्याम् ॥२.४७॥
prayatnaśaithilyānantasamāpattibhyām

Questo è il manifesto dello yoga che pratico e che insegno da quasi trent’anni. Una pratica che si fonda sull’Osservazione e sul Cambiamento

Lo yoga contemporaneo è vittima di uno spietato capitalismo spirituale e più che "svecchiato", andrebbe ripulito dalle p...
21/11/2025

Lo yoga contemporaneo è vittima di uno spietato capitalismo spirituale e più che "svecchiato", andrebbe ripulito dalle pratiche fisiche medioevali che il colonialismo ha prodotto per renderlo un prodotto da vendere in occidente e renderlo accessibile alle masse per assecondare i processi di religionizzazione capitalisti e colonalisti.

Dal punto di vista delle teorie sociali, questo è quello che sta sterilizzando lo yoga e rendendolo un prodotto da vendere, pronto, per tutto, facendo qualsiasi cosa: vendere la spiritualità il nuovo capitalismo.

Se volete approfondire, questo processo di "religionizzazione" delle pratiche "spirituali" e del fenomeno in atto von il "capitalismo spirituale" è descritto da questi due antropologi e sociologi contemporanei nei libri "Selling Spirituality" di Carrette-King e "Capitalizing Religion" di Martin Craig.

Lo yoga è meditazione e nasce contemplativo e contemplative deve rimanere. Le pratiche meditative comune al Buddhismo evallo Yoga antico sono evidenti e pratiche in entrambi i sistemi filosofici. Non fobbiamo aggiungere altro. Lo yoga vive benissimo senza il nostro ego. Sopravviverà come ha sempre fatto. Tutti il resto si dissolverà in una nuvola di ignoranza.

Non dobbiamo per forza fare tutti yoga o meditare. Corde, sedie, supporti, spessori. Non abbiamo bisogno di questo. È lo yoga che si adatta alla persona e non viceversa. Non ci sono posizioni da raggiungere, ma luoghi da abitare. Se non si capisce questo lo yoga resterà semplice attività fisica.
Se volete muovervi andate a pilates. È molto meglio.

La Via della meditazione nello yoga è precisa, non importa rivolgersi ad altre pratiche meditative.

āsana è il supporto per la meditazione, l’inizio del percorso.

La meditazione inizia con un gesto interiore. Non è raggiungere una forma, ma viverne il contenuto. Questo, è il primo dono che lo yoga ci fa. Essere la propria forma, essere al proprio posto. Non ci sono limiti da superare, ma incontrare noi stessi proprio lì dove siamo nel momento presente rende possibile una trasformazione radicale.

È importante comprendere che col termine Yoga si intende fare riferimento a uno stato interiore, a un modo d’essere, piuttosto che a tecniche o posture del corpo che il praticante debba in qualche modo copiare.

Il movimento e le posture rendono manifesta l’esistenza nel nostro corpo di zone chiare, quelle che leggiamo senza difficoltà, e di zone oscure, che non riusciamo a raggiungere facilmente mediante un’indagine cosciente. Di norma, tendiamo a muoverci e praticare utilizzando prevalentemente le nostre parti chiare, ignorando o utilizzando solo in parte le aree corporali che avvertiamo con fatica o che non arriviamo più a localizzare.

Uno dei primi compiti di āsana è dunque quello di rendere evidenti gli effetti della consapevolezza sulla nostra struttura nervosa e muscolare, consentendoci inoltre di osservare come tali effetti si organizzino in modi differenti in relazione al livello di ascolto in atto.

La pratica corporea è l’elemento che caratterizza molte delle differenti vie che fanno parte dello Yoga. Nel Rāja Yoga corpo e mente compongono un unico insieme, inseparabile e coerente. Il corpo manifesta gli schemi che la mente adotta così come la condizione mentale: agitazione, calma, dispersione. Al tempo stesso, la mente può essere informata e riplasmata dalla qualità dei gesti prodotti dal corpo durante una sequenza di Yoga.

In sintesi, il fine della pratica è il recupero di gradi di libertà: nella configurazione posturale, nella mobilità articolare, nell’elasticità muscolare, nella pulsazione respiratoria. Come conseguenza, l’energia “trattenuta” è resa disponibile per un processo di osservazione e apprendimento rivolto alla propria natura essenziale.

La funzione di āsana e di prāṇāyāma va quindi ben oltre l’esecuzione di posture e tecniche respiratorie o mentali. Attraverso l’ascolto e la consapevolezza, la pratica si rivela un percorso propedeutico alla “meditazione”, quel particolare rapporto di osservazione e di presenza che consente di “sapere” circa il proprio sentimento d’essere.

CORSO PRATICO DI MEDITAZIONELe basi e tecniche della meditazione: respiro, corpo, emozioni.• sabato ore 10,30 Questo per...
14/11/2025

CORSO PRATICO DI MEDITAZIONE
Le basi e tecniche della meditazione: respiro, corpo, emozioni.

• sabato ore 10,30

Questo percorso, fornisce semplici strumenti per migliorare la dispersione mentale che spesso ci abita e comprendere meglio se stessi con l'aiuto di pratiche di consapevolezza e conoscenza di Sé. Durante gli incontri impareremo a rilassare il corpo, respirare, calmare e concentrare la mente per raggiungere armonia, quiete e stabilità.

Pratiche di ascolto e presenza si alternano a pratiche di rilassamento guidato e concentrazione.

Esploreremo le tecniche contemplative dell'India antica attraverso pratiche semplici di consapevolezza del respiro per calmare la mente, accogliere le emozioni e rilassare il corpo.

Rallentare attraverso il corpo al ritmo lento del respiro verso la meditazione tra ascolto presenza e quiete.

Info 3386471881

Il 21 novembre a Roma presentazione "Alle origini dello yoga fisico" - indagini storiche, testi e indagini transcultural...
08/11/2025

Il 21 novembre a Roma presentazione

"Alle origini dello yoga fisico" - indagini storiche, testi e indagini transculturali.

Prof.ssa Giacomella Orfino
(Università di Napoli L'Orientale)

Il corpo è il luogo del sentire e va risvegliato. Non pratico la consapevolezza o la presenza mentale per non sentire pi...
07/11/2025

Il corpo è il luogo del sentire e va risvegliato. Non pratico la consapevolezza o la presenza mentale per non sentire più le emozioni che mi disturbano o per fermare i pensieri, ma pratico per risvegliare il sentire e accogliere ciò che mi attraversa.

Non c'è nulla da trovare, non c'è nulla da lasciare andare, ma una realtà da vivere pienamente con amore e fiducia. Solo quello che c'è può essere trasformato, il resto è un'illusione.

La pratica corporea è l’elemento che caratterizza molte delle differenti vie che fanno parte della consapevolezza di sé nella meditazione yoga, buddhista, zen, ta**ra.

Nella meditazione rāja yoga corpo e mente compongono un unico insieme, inseparabile e coerente.

Il corpo manifesta gli schemi che la mente adotta così come la condizione mentale: agitazione, calma, dispersione. Al tempo stesso, la mente può essere informata e riplasmata dalla qualità dei gesti prodotti dal corpo durante una sequenza di yoga.

In sintesi, il fine della pratica è il recupero di gradi di libertà: nella configurazione posturale, nella mobilità articolare, nell’elasticità muscolare, nella pulsazione respiratoria. Come conseguenza, l’energia “trattenuta” è resa disponibile per un processo di osservazione e apprendimento rivolto alla propria natura essenziale.

La funzione di āsana e di prāṇāyāma va quindi ben oltre l’esecuzione di posture e tecniche respiratorie o mentali. Attraverso l’ascolto e la consapevolezza, la pratica si rivela un percorso propedeutico alla “meditazione”, quel particolare rapporto di osservazione e di presenza che consente di “sapere” circa il proprio sentimento d’essere.

INIZIARE A MEDITAREil corpo, la mente, il respiro 8 | 15 | 22 novembre ore 10,30 > 11,30 In questi 3 appuntamenti ci int...
04/11/2025

INIZIARE A MEDITARE
il corpo, la mente, il respiro

8 | 15 | 22 novembre
ore 10,30 > 11,30

In questi 3 appuntamenti ci introdurremo negli aspetti principali della pratica meditativa:

- la postura
- la centratura sul respiro
- la presenza alle sensazioni
- l’osservazione dei pensieri
- la gestione delle distrazioni
- il lavoro sulle contrazioni
- il contatto con lo stato emotivo
- il risiedere nella consapevolezza

Esploreremo le tecniche contemplative delle meditazioni dell'India antica facendo riferimento alla meditazione yoga, buddhista, zen e tantrica.

Ci avvicineremo a un lavoro meditativo inteso come abitazione della propria realtà esistenziale, ritorno alla propria natura e come educazione al risiedere in quel luogo di silenzio precedente a qualsiasi azione. Meditazione come esperienza intima di sé e meditazione come ascolto del mistero indicibile.

Gli incontri possono essere seguito singolarmente oppure l'intero ciclo. La pratica è adatta a tutti. Principianti ed esperti, per riscoprire ad ogni pratica un nuovo inizio.

Oppure puoi partecipare alle meditazioni settimanali per mettere in pratica è sperimentare ciò che imparerai nei corsi base.

Mercoledì ore 20
Giovedì ore 18
Venerdì ore 15
Sabato ore 10,30

Scuola di Meditazione rājayoga Mondonuovo
via Savena Vecchia, 603
Mondonuovo

INFO/ISCRIZIONI
tel. 338.6471881

MEDITAZIONE: le basi
3 incontri il sabato mattina
il corpo, la mente, il respiro
8 | 15 | 22 novembre
ore 10,30 > 11,30

INCONTRI CON IL RESPIRO"il respiro delle emozioni"Serate dedicate all'esplorazione del respiro, del suo spazio e del suo...
04/11/2025

INCONTRI CON IL RESPIRO
"il respiro delle emozioni"

Serate dedicate all'esplorazione del respiro, del suo spazio e del suo tempo. Un corso di introduzione al prānāyāma, i prānāyāma classici, prāna-vidya e alla meditazione.

Il respiro influenza ed è influenzato dalla postura, regola le nostre funzioni vitali, fa da ponte con il sistema emotivo mente-cuore, è il soffio vitale di base, è potente strumento mentale di centratura e quiete.

Novembre 5 | 12 | 19
ore 20 > 21
in presenza e online

3 pratiche speciali, il mercoledì sera, dedicate alla respirazione, con un approccio esperienziale, adatto a tutti, sia a chi già conosce qualcosa di prānāyāma, ma anche a chi si chiede come mai sia utile re-imparare a respirare. Il respiro è il supporto più stabile, sempre presente che ci porta verso la meditazione di consapevolezza e la presenza mentale.

Il grande dono della pratica meditativa è la scoperta di un mistero che precede, contenuto in luoghi come il nostro respiro, le nostre sensazioni, i nostri oggetti mentali, i nostri pensieri, le nostre emozioni. È la presenza di una vita interiore stabile nella quiete che contiene una verità al di là del nostro pensarci, del nostro vivere ordinario la realtà del mondo e di noi stessi.

Entrare a contatto con questa presenza è stupore: essa c’è, è reale, vive e continuamente si sta dando. È ciò che è originario, è proprio qui, in noi.

Questa Presenza, ci permette di intuire quella che potrebbe essere l’unica prospettiva appropriata della nostra realtà esistenziale: la presenza nella quiete del momento presente animata dal respiro che ci abita. E allora la grazia più potente a cui ci possa condurre la pratica meditativa è la conversione della nostra vita all’insegna dell’ascolto a questa realtà che ci anima e ci attraversa.

Le dinamiche del respiro.

CORSO PRATICO DI MEDITAZIONE Fondamenta e tecniche della meditazione> sabato ore 10,30 > 11,30 Questo percorso, fornisce...
22/10/2025

CORSO PRATICO DI MEDITAZIONE
Fondamenta e tecniche della meditazione

> sabato ore 10,30 > 11,30

Questo percorso, fornisce semplici strumenti per migliorare la dispersione mentale che spesso ci abita e comprendere meglio se stessi con l'aiuto di pratiche di consapevolezza e conoscenza di Sé. Durante gli incontri impareremo a rilassare il corpo, respirare, calmare e concentrare la mente per raggiungere armonia, quiete e stabilità.

Pratiche di ascolto e presenza si alternano a pratiche di rilassamento guidato e concentrazione.

Esploreremo le tecniche contemplative dell'India antica attraverso pratiche semplici di consapevolezza del respiro per calmare la mente, accogliere le emozioni e rilassare il corpo.

Rallentare attraverso il corpo al ritmo lento del respiro verso la meditazione tra ascolto presenza e quiete.

Info 3386471881

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