16/01/2026
Una toccante testimonianza ⬇️⬇️
1/3 delle donne sono vittima di violenza
51% delle separazioni avviene per violenza
PERÒ LE DONNE NON DENUNCIANO...
LO SPIEGA SOTTO LUIGI CELESTE
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"Avevo 23 anni quando ho ucciso mio e solo dieci quando il lo allontanò da casa perché violento.
Lui se ne fregò,
costrinse me e mio fratello a dire agli che non lo vedevamo da settimane, anche se continuava a vivere in quella casa ...
che era diventata una prigione.
I continui pugni in faccia, fecero cadere tutti i denti a mia madre...
eppure nessuno si accorse di nulla...
non le istituzioni a cui lei aveva chiesto aiuto,
non chi lo doveva sorvegliare,
Poi, dopo l’ennesima denuncia, la polizia ci portò via tutti,
mia mamma in un centro anti violenza,
noi in una comunità
..e nostro padre?
A piede libero, finché non si beccò nove mesi per maltrattamenti, ma ai domiciliari.
Dissero a mamma che ora poteva rifarsi una vita,
che la nuova casa era in un luogo protetto,
che mio padre non l’avrebbe mai trovata.
Ma lui pagò un impiegato comunale per rivelargli dove fosse, e la costrinse a riprenderselo.
Io feci 4 anni in comunità dimenticato da tutti...
Una volta scontata la mia pena, ho ritenuto giusto raccontare quanto mi fosse accaduto affinché nessuna famiglia potesse subire tutto quello che ha dovuto patire la mia.
Vede signor , questa è la ragione per cui le donne fanno fatica a denunciare,
è questo il disgusto che a 16 anni mi ha portato a diventare uno skinhead,
a tatuarmi la parola vendetta sul collo,
e a viverla ogni giorno, fino a quando ho sparato a mio padre.
Minacciava me, mia mamma e mio fratello con un coltello.
I scrissero che avrei dovuto andarmene, lasciandoli soli alla sua follia,
la giustizia dopo aver chiuso gli occhi per anni, guardandomi, non vide una vittima, ma un assassino.
In carcere decisi che avrei raccontato la mia storia perché diventasse da esempio, oggi è un libro, poi è diventato un film.
In carcere ho studiato, sono riuscito a cambiare la mia vita, a costruirmi un futuro, prendendo le distanze da quella violenza che per anni ho respirato e dalla quale, se non con un gesto estremo e disperato, sono riuscito a liberarmi.
Io oggi sono un esperto di sicurezza informatica, conosciuto a livello europeo, ma il riscatto lo devo solamente a me stesso,
non alle istituzioni che mi hanno abbandonato per rinfacciarmi ad ogni occasione il mio passato.
Credetemi, nessuno abbraccia l’odio volontariamente,
la vita dipende dal contesto in cui nasci, dalla fortuna, da quella mano a cui vorresti aggrapparti quando stai per cadere e che purtroppo, troppo spesso, nessuno ti dà."
Luigi Celeste