PSYGO Alice Bandino

PSYGO Alice Bandino Dal 2014 lo studio Psygo è a servizio della prevenzione e della sensibilizzazione sul disagio psico-emotivo e al sostegno emotivo al singolo e alla comunità.

Dottoressa in Psicologia clinica e di comunità, laureata presso l'Università degli Studi di Padova, specialista in Psiconcologia, Esperta in Adolescenza e Psicologia delle Emozioni, in seguito a una ricerca di tesi su 2000 studenti sardi, effettuata nel 2010/2011, i cui dati son stati presentati anche a Ginevra nel 2015, dalla docente Prof.ssa Vanda Lucia Zammuner, ricercatrice internazionale sull'Intelligenza Emotiva. Dal 2014 svolge la professione in studio e alla comunità, unica vincitrice sarda nel 2015 di una borsa di studio del C.N.O.P per un progetto contro il Razzismo, attivato in cinque istituti scolastici sardi; ideatrice del progetto di prevenzione "AperiPsy", patrocinato sia nel 2017 che nel 2018, dall'Ordine degli Psicologi della Sardegna. Primo nel suo genere in Sardegna: la Psicologia che per una sera al mese esce dagli studi per presentarsi alla Comunità in un ambiente informale ma mai banale, toccando temi di interesse sociale con un contatto diretto col pubblico.

Insieme ad alti livelli di cortisolo e stress, otteniamo il classico effetto gonfiore, nel corpo e nella mente.Per il co...
11/01/2026

Insieme ad alti livelli di cortisolo e stress, otteniamo il classico effetto gonfiore, nel corpo e nella mente.
Per il corpo: endocrinologo, nutrizionista e sport.
Per la mente: psicologo.
Non otterremo mai risultati sul fisico se la mente é in un loop stressogeno causato da vite frenetiche, preoccupazioni quotidiane, conflitti e false credenze. E non basta un coach e neanche il supporto amicale: serve andare di pari passo con la salute mentale.

08/01/2026

Quando tutto sembra non dare più piacere, vediamo la realtà con distorsioni cognitive e sensoriali. Si vive in allerta, si vedono pericoli dove ci son solo stimoli neutri. Perdiamo la bussola, la fiducia e sopratutto l'amore. Vediamo l'altro/altra come un nemico che non ci capisce, come un diavolo, un traditore.
La vita perde progettualità e ci affidiamo al pessimismo e alla negatività, contagiando anche le cose valide della nostra vita.
Una persona depressa non vede nient'altro se non il proprio dolore. Non avrà più la capacità di empatizzare o amare, perché se non ami te stesso, non potrai mai amare nessuno in modo puro e sano.

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04/01/2026

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La mente non ha un unico modo di pensare e reagire al pericolo.Un pericolo reale, di fuoco, di caldo, di via di fuga inc...
04/01/2026

La mente non ha un unico modo di pensare e reagire al pericolo.
Un pericolo reale, di fuoco, di caldo, di via di fuga incongrua.
Tutti noi perdiamo il controllo per pericoli meno gravi, immedesimarsi nelle emozioni altrui, da un'idea di quello che prova un essere umano in trappola e che sa di avere pochi minuti di vita ancora... e anche cosi, non basta a capire fino in fondo il loro dolore, perché ogni dolore, ogni vita é unica, ogni morte anche.


Lucia Sciaretta è esperta in disturbo post traumatico e in psicopatologia dello sviluppo

⬇️⬇️Tra giovani e adulti, cresce il dubbio di essere sfuggiti alle maglie delle diagnosi. Ma sarà davvero cosi?
22/12/2025

⬇️⬇️Tra giovani e adulti, cresce il dubbio di essere sfuggiti alle maglie delle diagnosi. Ma sarà davvero cosi?

I motivi dietro all’aumento dei casi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività negli ultimi decenni sono diversi, e sono spesso legati alle modalità con cui vengono effettuate le diagnosi di ADHD.

🎯 Lavorare nei Servizi Sociali é bello, anzi bellissimo.🎯Fare la supervisione  multidisciplinare con tutte le colleghe  ...
12/12/2025

🎯 Lavorare nei Servizi Sociali é bello, anzi bellissimo.
🎯Fare la supervisione multidisciplinare con tutte le colleghe dei Servizi Plus Trexenta per continuare a trovare sempre stimoli nuovi e bellezza in questo lavoro/missione é stata sicuramente una delle cose più dolci di questo 2025. Grazie alla nostra Responsabile per averci coinvolte.
🎯A volte nella vita può succedere un incidente di percorso, un lutto, una malattia, una disabilità improvvisa, un dolore da cui non ci si riprende, un fallimento o l'età che avanza e dal niente, la vita cambia. Può succedere a tutti. Molti dolori son fisiologici, avere o no la capacità di reagire fa la differenza, dove nasci fa la differenza. Chi ti aiuta fa la differenza.
🎯Vediamo tutti i giorni le conseguenze di questi incidenti di percorso. Tocchiamo solitudine, rabbia, rimpianti , frustrazioni e rimorsi. A volte da tutto si resta con niente: per una scelta errata, per il destino avverso, una malattia, per la crisi economica, per superficialità. Tutte emozioni che noi assorbiamo e fatichiamo a dimenticare.
🎯 Ogni volto, ogni storia mi lascia con un "e se fosse andata diversamente quella volta che gli é successo questo? Come sarebbe la loro vita, ora?" "Potrebbe succedermi?"
✅️Basta poco, davvero poco per innescare reazioni a catena e ritrovarsi a non raggiungere più obiettivi pre fissati. Sostenere i singoli e le famiglie anche solo temporaneamente, dovrebbe essere insito in ogni Stato del mondo. Ma se ognuno di noi fa del suo meglio, sarà più facile arrivare a un vero cambiamento che dal singolo arrivi a tutta la Comunità ❤️
Grate per la vita ❤️

I colleghi del Veneto 🧡
25/11/2025

I colleghi del Veneto 🧡

🤝 Una mano può stringere per controllare.
Ma una mano può anche accogliere, sostenere, offrire aiuto. È qui che si gioca la differenza tra violenza e fare comunità.

La violenza di genere è un processo che nasce spesso in silenzio, nelle parole che svalutano, nei controlli mascherati da cura, nelle dipendenze economiche normalizzate. Si radica dove vengono meno libertà, autonomia e possibilità.

🗨️ Come Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, scegliamo di guardare alla violenza non solo quando esplode, ma soprattutto quando inizia a formarsi: nelle disuguaglianze, nei modelli culturali che legittimano il controllo, nella solitudine delle persone coinvolte, nelle comunità che non riconoscono i segnali precoci.

La psicologia può contribuire in molti modi: aiutando a leggere i meccanismi della violenza, sostenendo percorsi di consapevolezza e autonomia, promuovendo cambiamento culturale, formando professioniste e professionisti capaci di intervenire con competenza, portando nelle istituzioni il valore della prevenzione.

👉 La violenza di genere non è inevitabile.
Si contrasta costruendo relazioni sicure, educando al rispetto reciproco, riconoscendo la libertà economica come tutela, dando alle persone spazi per ritrovare potere e voce.

Contro la violenza di genere, facciamo comunità.
Una comunità che accoglie, sostiene e protegge è già parte della soluzione.

🎯"Ci salverà l’educazione, la competenza, la responsabilità degli adulti, dei genitori, della scuola, delle istituzioni....
25/11/2025

🎯"Ci salverà l’educazione, la competenza, la responsabilità degli adulti, dei genitori, della scuola, delle istituzioni."

Oggi, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

Oggi celebriamo (si fa per dire) la giornata internazionale dedicata al contrasto alla violenza di genere.
E dico si fa per dire perché, nonostante i riflettori accesi, la situazione nel nostro Paese rimane drammaticamente critica.
Le radici patriarcali, culturali, valoriali ed educative continuano a essere profondissime, radicate come cemento armato nel nostro tessuto sociale. Non solo non stanno tramontando, stanno resistendo con una forza inquietante.

Ogni giorno nel nostro Paese assistiamo a una conta dell’orrore che non accenna a fermarsi.
Ogni giorno migliaia di donne vengono picchiate, umiliate, minacciate, perseguitate, stuprate e, nei casi più gravi, uccise.
E ogni giorno ci ostiniamo a guardare altrove, a parlare d’altro, come se questa fosse solo una tragedia collaterale della nostra modernità.
Non lo è.
È una vera e propria emergenza strutturale.

I DATI ISTAT: LA REALTÀ CHE NON SI PUÒ PIÙ IGNORARE

E l’ultima indagine ISTAT lo chiarisce con una crudezza che non lascia spazio a interpretazioni:
• 6 milioni e 400mila donne (31,9%) tra 16 e 75 anni hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nella loro vita.
• Il 18,8% ha subito violenze fisiche; il 23,4% violenze sessuali.
• Il 5,7% ha subìto stupri o tentati stupri: quasi una donna su venti.
• Il 26,5% delle donne ha subito violenza da uomini conosciuti (parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti).
• All’interno della coppia, il 12,6% delle donne è vittima di violenza fisica o sessuale.
• Dai partner si subisce anche violenza psicologica (17,9%) ed economica (6,6%).
• Gli ex partner sono responsabili delle forme più gravi: il 18,9% delle donne con un ex ha subìto violenze fisiche o sessuali da lui.
• Le giovani 16-24 anni registrano aumenti significativi delle violenze subite.
• Le molestie fisiche sessuali colpiscono il 19,2% delle donne; gli stupri e tentati stupri il 3,5%, pari a oltre 705.000 donne.
• Tra le donne attualmente in coppia, 323.530 vivono maltrattamenti fisici e 146.271 violenze sessuali.
• Il 45,9% delle donne lascia un partner violento proprio a causa delle violenze.
• Lo stalking colpisce il 14,7% da ex partner e il 9% da altri uomini.
• Solo il 10,5% delle vittime denuncia.
Ecco il dato più agghiacciante: gli stupri sono commessi prevalentemente da partner ed ex partner.

Questa è la realtà.
Questa è l’Italia oggi.

IL NODO CENTRALE: L’EDUCAZIONE PATRIARCALE

Il vero fulcro, quello che continuiamo ostinatamente a ignorare, è uno solo:
l’impianto culturale, valoriale ed educativo del nostro Paese continua a essere radicalmente patriarcale.

Un modello che pone al centro l’uomo come soggetto dominante
e relega la donna al ruolo di soggetto subordinato, sacrificabile, controllabile.
Questo è il terreno di coltura in cui nasce la violenza di genere.
È qui che inizia la spirale, nella normalizzazione del possesso, del controllo, dello svalutare tutto ciò che è femminile.

E INTANTO… FIACCOLATE, PANCHINE ROSSE, DICHIARAZIONI DI RITO…

Continuiamo a parlare, a fare fiaccolate, a inaugurare panchine rosse, a riempire le piazze di slogan.
Bene.
Ma non basta.
Non basterà mai se continuiamo a ignorare l’unico vero pilastro capace di cambiare il destino delle prossime generazioni ossia
LA PREVENZIONE.

L’EDUCAZIONE.
LA COSTRUZIONE DI MODELLI DI GENERE E DI RELAZIONE ALTERNATIVI.

Non ci salverà una panchina dipinta.
Ci salverà l’educazione, la competenza, la responsabilità degli adulti, dei genitori, della scuola, delle istituzioni.
Ci salverà la capacità di insegnare ai nostri figli ciò che questo Paese non ha mai veramente imparato ossia
che l’amore non è possesso,
che il rifiuto o la fine di una relazione non è un affronto da lavare con il sangue,
che la libertà femminile non è una minaccia,
che la donna non è un’estensione emotiva del partner,
che la parità non è negoziabile.

Oggi più che mai, lo ripeto con forza:

Abbiamo ancora un lavoro immenso da fare.
E ogni giorno perso è un altro giorno di sangue.

Strumentalizzare i bambini dovrebbe essere un reato 🎯
24/11/2025

Strumentalizzare i bambini dovrebbe essere un reato 🎯

Quello che sta accadendo in queste ore contro la giudice Cecilia Angrisano per la vicenda dei tre bambini di Palmoli è qualcosa che dovrebbe far rabbrividire chiunque abbia a cuore lo Stato di diritto.

Una giudice che applica la legge per proteggere tre minori in pericolo. E un vicepresidente del Consiglio che, invece di leggere le carte, la trasforma nel bersaglio perfetto della sua propaganda, urlando al “sequestro di bambini”, mettendo alla gogna assistenti sociali e magistratura e scatenando un’ondata di odio verso chi ha fatto il proprio dovere.

Basta aprire (letteralmente) il provvedimento del Tribunale per scoprire che non c’è nessun “sequestro di Stato”, nessun complotto contro la “vita nella natura”, nessuna persecuzione ideologica.

C’è una cosa molto semplice: tre bambini in pericolo. E i fatti, tra l’altro accertati anche dai Carabinieri (“Angeli in divisa” solo quando conviene), dicono questo.

Primo: i bambini vivevano in un rudere senza impianti elettrici, senza acqua, senza riscaldamento, senza agibilità, senza sicurezza antisismica, senza condizioni igieniche di base.

Secondo: dormivano tra una roulotte e una costruzione fatiscente definita dal Tribunale “presuntiva di pericolo per l’incolumità fisica”.

Terzo: non frequentavano la scuola e i genitori non hanno fornito alcun documento obbligatorio sull’istruzione parentale.

Quarto: non era possibile verificare lo stato vaccinale e sanitario, perché i genitori si opponevano, salvo compenso di 150mila euro, ai controlli, ai trattamenti obbligatori e persino alle visite della pediatra.

Quinto: i bambini sono finiti in pronto soccorso intossicati da funghi. I genitori rifiutavano cure salvavita perché “la plastica uccide” e i bambini dovevano stare lontani dai sondini.

Sesto: quando il Servizio sociale ha tentato per un anno di collaborare, i genitori hanno rifiutato incontri, verifiche, colloqui, progetti educativi.

E infine, hanno esposto i figli pubblicamente, con nome e foto, nel tentativo di usare i bambini come leva mediatica contro il Tribunale. Una violazione gravissima della loro tutela e riservatezza.

Questi sono i fatti.

Non opinioni, non propaganda: fatti accertati nelle motivazioni del giudice.

Ed è per questo che il Tribunale ha disposto l’allontanamento provvisorio: non per “punire uno stile di vita alternativo”, ma perché c’era un rischio per salute, sicurezza, socialità, istruzione, sviluppo psicologico.

Ora, la domanda vera è: Salvini tutto questo l’ha letto?

Perché attaccare una giudice, insultare gli assistenti sociali, parlare di “sequestro di bambini” e urlare “non rompete le scatole” davanti a una situazione del genere non solo è irresponsabile: è pericoloso.

Pericoloso per i bambini coinvolti.
Pericoloso per chi ogni giorno lavora nei servizi sociali.
Pericoloso per il rispetto che si deve alle istituzioni.
Pericoloso per tutte le famiglie fragili che, a causa di questa propaganda, potrebbero ora avere paura di chiedere aiuto.

Questa non è politica: è sciacallaggio.

Chi oggi urla contro il Tribunale, chi fomenta odio contro chi quei bambini ha cercato di proteggerli, dovrebbe avere almeno la decenza di leggersi le carte prima di parlare.

Perché la verità è tutta lì. Nera su bianco e lontanissima dalla propaganda.

Indirizzo

Via Roma 171
San Gavino Monreale
09037

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:30
Martedì 09:00 - 22:30
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 22:30
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00
Domenica 09:00 - 13:00

Sito Web

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Our Story

Psicologa, dottoressa in Psicologia Clinica e di Comunità. Spec in Psiconcologia. Riceve a S.Gavino M.le, solo su appuntamento al 3471814992