Dott.ssa Marina Noviello Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Marina Noviello Psicologa Psicoterapeuta Psicologa e psicoterapeuta ad orientamento Gestalt e Analisi Transazionale

La Dottoressa offre consulenza e sostegno psicologico individuale, di coppia, con adolescenti e bambini, su tematiche relazionali, familiari, ansia, attacchi di panico, disturbi dell’alimentazione, deficit di autostima, elaborazioni di lutti, tematiche adolescenziali e dello sviluppo, dipendenze da sostanze o da nuove tecnologie. Il tipo di terapia proposta dalla dottoressa è una terapia centrata sulla modalità di svolgimento di un’azione o della formulazione di un pensiero, per poter arrivare ad un cambiamento che sia stabile e spontaneo. La relazione terapeutica è lo spazio dove sperimentare al meglio la gestione delle proprie emozioni e dove ricercare i metodi migliori per risolvere i problemi, attraverso una migliore comprensione di se stessi e della propria interiorità. Durante il primo colloquio, la dott.ssa ascolterà il vissuto relativo al “qui ed ora” della persona che chiede la consulenza. Si parte da quella che è l’esperienza attuale e dalle difficoltà che la persona incontra, per poi far emergere i suoi bisogni e le sue aspettative riguardo al percorso psicoterapeutico.

Il mondo è pieno di persone che soffrono per gli effetti della loro stessa vita non vissuta. Diventano amareggiate, crit...
11/02/2026

Il mondo è pieno di persone che soffrono per gli effetti della loro stessa vita non vissuta.
Diventano amareggiate, critiche o rigide, non perché il mondo sia crudele con loro, ma perché hanno tradito le loro possibilità interiori.

-Carl Gustav Jung

(Arte: Rinko Kawauchi)

Di fronte all'Io-ideale, l'Io reale appare come un fallito, che viene coperto di autorimproveri. L'Io fa guerra a se ste...
03/02/2026

Di fronte all'Io-ideale, l'Io reale appare come un fallito, che viene coperto di autorimproveri.
L'Io fa guerra a se stesso.

[...]

La società della positività, che crede di essersi liberata da ogni costrizione estranea, si impiglia in autocostrizioni distruttive.
Così, le malattie psichiche come il burnout, tipica del XXI secolo, presentano tutte dei tratti auto aggressivi.
Si fa violenza a se stessi e ci si sfrutta.
Al posto della violenza causata da estranei subentra una violenza autogenerata, che è ben più fatale della prima, perché la vittima di questa violenza si crede libera.

-Byung-Chul Han, La società della stanchezza.

(Arte: Mark Rothko)

A nascere sono buoni tutti.Persino io sono nato!Ma poi bisogna divenire.Divenire.Crescere, aumentare, svilupparsi, ingro...
02/02/2026

A nascere sono buoni tutti.
Persino io sono nato!
Ma poi bisogna divenire.
Divenire.
Crescere, aumentare, svilupparsi,
ingrossare (senza gonfiare),
accettare mutamenti (ma non mutazioni),
maturare (senza avvizzire),
evolvere (e valutare),
progredire (senza rimbambire),
durare (senza vegetare),
invecchiare (senza troppo ringiovanire)
e morire senza protestare.

-Daniel Pennac

(Arte: Georgia O'Keeffe)

È un'illusione credere che quanto più si è attivi, tanto più si è liberi.-Byung-Chul Han, La società della stanchezza (A...
12/01/2026

È un'illusione credere che quanto più si è attivi, tanto più si è liberi.

-Byung-Chul Han, La società della stanchezza

(Arte: Guido Scarabottolo)

Introduttivo al programma SAT: NAPOLI 27-28 febbraio e 1 marzo.Un primo passo per conoscere se stessi ed orientarsi nell...
05/01/2026

Introduttivo al programma SAT: NAPOLI 27-28 febbraio e 1 marzo.
Un primo passo per conoscere se stessi ed orientarsi nella vita alla luce dell'enneagramma!

Per informazioni ⬇️

“Ho concepito il programma SAT perché le persone possano apprendere a lavorare su se stesse in un contesto di aiuto reciproco. É possibile conoscere se stessi, prendersi cura di sé e crescere in modi molto diversi, attraverso l’amore empatico, la devozione, l’attenzione, l’autenticità, l...

Non abbiate fretta. Non crediate che solo correndo si possa arrivare.In questo tempo che ci spinge al rumore, alla veloc...
31/12/2025

Non abbiate fretta.
Non crediate che solo correndo si possa arrivare.
In questo tempo che ci spinge al rumore, alla velocità, alla conquista, io vi invito a sostare.
A coltivare il dubbio, a praticare l’ascolto, a custodire il fragile.
È tempo di essere piccoli, non per rinunciare, ma per scegliere.
Piccoli per non dominare, ma per appartenere.
Non cercate la forza che impone, ma quella che sostiene.
La dolcezza non è resa, ma resistenza.
La lentezza non è pigrizia, ma profondità.
E la profondità, oggi più che mai, è rivoluzionaria.
Cercate l’indefinito, là dove le cose non sono subito chiare, nette, pronte a essere consumate.
È lì che abita la possibilità di un mondo condiviso, dove nessuno ha l’ultima parola e tutti possono dire qualcosa.

Abbiate il coraggio dell’autolimitazione, della sobrietà, della gratuità.
Non come sacrificio, ma come atto di liberazione.
Come un fiore che sboccia senza chiedere nulla in cambio.
E scegliete, sempre, la pace.
Non come assenza di guerra, ma come tessitura quotidiana di legami.
Non come tregua, ma come scelta di vita.
La nonviolenza non è debolezza, è la più alta forma di forza.
È dire no senza distruggere.
È resistere senza odiare.
È costruire ponti dove altri alzano muri. Rifiutate il riarmo, le spese folli in armi, le retoriche del nemico.
Non lasciate che la paura vi spinga ad armare il futuro.
Nessuna vera sicurezza nasce dall’intimidazione.
Nessun domani si costruisce con le bombe.
E se vi chiedono da che parte state, non abbiate paura di dire: dalla parte della vita che cresce lenta, fragile, profonda.
Dalla parte dell’umano. Dalla parte della pace.

Non abbiate paura della lentezza, né della solitudine che a volte accompagna chi cerca sentieri nuovi.
Non tutto si concluderà oggi, né domani.
Ma ogni gesto, ogni parola nonviolenta, ogni scelta sobria e giusta, è un seme.
E i semi, anche se non li vediamo subito germogliare, fanno il loro lavoro.
Abbiate cura. Degli altri, della terra, del tempo.
Abbiate cura di ciò che cresce piano.
E camminate. Non da soli, ma insieme.
Più lentamente, più profondamente, più dolcemente.

-Alexander Langer

(Arte: Elisa Talentino)

Chi non trova la connessione con la propria anima è condannato a inseguire la felicità senza mai raggiungerla. -Carl Gus...
08/12/2025

Chi non trova la connessione con la propria anima è condannato a inseguire la felicità senza mai raggiungerla.

-Carl Gustav Jung

Quando esercitiamo la compassione, dobbiamo fare i conti con la paura del dolore. Ci vuole coraggio per essere compassio...
05/12/2025

Quando esercitiamo la compassione, dobbiamo fare i conti con la paura del dolore.
Ci vuole coraggio per essere compassionevoli; bisogna imparare a rilassarsi e ad avvicinarsi dolcemente verso ciò che spaventa.

Per coltivare la compassione bisogna attingere alla totalità delle proprie esperienze, che comprendono le sofferenze, l'empatia, ma anche la crudeltà e il terrore. È da lì che si deve passare.

La compassione non è una relazione tra il guaritore e il ferito, ma tra pari.
Solo quando conosciamo bene le nostre tenebre possiamo immedesimarci nelle tenebre altrui.

La sofferta partecipazione nasce nel momento in cui riconosciamo la nostra comune umanità.

-Pema Chödrön

(Arte: Edvard Munch)

Quando ci proteggiamo dalla sofferenza, pensiamo di fare un favore a noi stessi. La verità è che non facciamo che diveni...
04/12/2025

Quando ci proteggiamo dalla sofferenza, pensiamo di fare un favore a noi stessi.
La verità è che non facciamo che divenire più spaventati, induriti, alienati.
È piuttosto curioso: se il nostro primo obiettivo è difenderci dal malessere, soffriamo.
Tuttavia, quando non ci isoliamo e lasciamo che i nostri cuori si spezzino, scopriamo di essere in armonia con tutte le cose viventi.

-Pema Chödrön

L'impossibilità o l'incapacità di agire spontaneamente, di esprimere quel che veramente si sente e si pensa, e la conseg...
24/11/2025

L'impossibilità o l'incapacità di agire spontaneamente, di esprimere quel che veramente si sente e si pensa, e la conseguente necessità di presentare uno pseudo io agli altri e a se stessi, sono la radice del sentimento di inferiorità e di debolezza.
Dover rinunciare alla spontaneità e all'individualità significa soffocare la vita.

-Erich Fromm

(Arte: Viktoria Dragon)

A volte accade che, dopo anni trascorsi a mantenersi su un livello energetico alto, cercando di restare sempre “up”, eme...
31/10/2025

A volte accade che, dopo anni trascorsi a mantenersi su un livello energetico alto, cercando di restare sempre “up”, emerga la paura di cadere in depressione proprio nel momento in cui ci si concede di essere tristi.
È come se l’atto stesso di permettersi la tristezza, dopo tanto tempo passato a combatterla, facesse tremare qualcosa di profondo.

Quando iniziamo davvero a rispettare i nostri bisogni e i nostri stati d’animo, e smettiamo di forzarci a “stare bene”, incontriamo anche la mancanza, il vuoto, la lentezza.
In quell'incontro può affiorare una sensazione di libertà, come se qualcosa dentro di noi finalmente si rilassasse.

Eppure, proprio allora, qualcosa si allarma.
È come se la piccola mente interpretasse questa apertura come un pericolo e cercasse di difendersi. Così sorge, ad esempio, il pensiero: “E se stessi cadendo in depressione?”

Mi chiedo se non sia proprio questo il passaggio in cui, avvicinandoci a parti di noi a lungo negate, entriamo in un territorio sconosciuto che la mente non sa ancora nominare come "vita", e quindi chiama "rischio".

È anche vero però che non ogni caduta energetica è segno di libertà: a volte la tristezza può chiudersi su se stessa, diventare stasi, isolamento, perdita di contatto.
L’invito, allora, è restare in un ascolto sottile di sé, per distinguere se stiamo sprofondando o se stiamo semplicemente tornando a sentire.

Forse il lavoro interiore comincia proprio qui: nel poter sostare in questa soglia, dove la piccola mente teme di perdersi e invece si sta ritrovando, imparando a fidarci della vita anche quando non è “up”, anche quando scorre quieta, imperfetta, ma autentica.

Perché è proprio in quel punto che si apre la differenza più sottile e decisiva: tra il seguire l’idea di sé, costruita per proteggerci e restare in controllo, e l’ascoltare il vero Sé, che non ha bisogno di brillare per esistere, ma solo di essere accolto.

(Arte: Alice Rahon)

Molti grandi maestri si sono sbagliati perché hanno voluto vedere l'anima solo nel cuore. L'anima è indivisibile ed è ne...
29/10/2025

Molti grandi maestri si sono sbagliati perché hanno voluto vedere l'anima solo nel cuore.
L'anima è indivisibile ed è nel piede e nell'occhio e in ciascuna parte del corpo, così come in ogni istante è contenuta l'eternità.

-Meister Eckhart

(Arte: Gaia Uska)

Indirizzo

Via Martiri Della Libertà 13
San Giorgio A Cremano
80046

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 21:00
Martedì 08:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 21:00

Telefono

+393312147915

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