Dottoressa Morena Sivo Psicologa

Dottoressa Morena Sivo Psicologa Psicologa specializzanda in Psicoterapia umanistica e bioenergetica

04/01/2026

Quello che non dava mai problemi…

C’è un tipo di dolore che non fa rumore.
È quello di chi è sempre andato bene. Di chi ha capito tutto troppo in fretta. Di chi si è fatto piccolo per lasciare spazio agli altri, fino a diventare invisibile.

Loro ti chiamano “maturo”, “affidabile”, “che bravo ragazzo”.
Ma non vedono che tu stai sparendo.
Un po’ ogni giorno.
Senza lacrime.
Senza urla.
Solo silenzi ben educati e sorrisi inchiodati in faccia come maschere di carne.

Hai imparato a non chiedere, perché nessuno ti ha mai insegnato a farlo.
Hai imparato a non disturbare, perché ogni tuo bisogno è stato tradotto in capriccio.
Hai imparato a essere forte, ma a modo loro: muto, controllato, instancabile.
Hai fatto della stanchezza una virtù.
Del dolore, un’abitudine.
Del sacrificio, una condanna autoimposta.

Ti sei specializzato nell’aggiustare gli altri, mentre ti spezzavi da solo.
Hai chiamato “forza” il tuo silenzio, “coraggio” il tuo autocontrollo, “normalità” il tuo vuoto.

E ora che sei adulto, non sai più dove sei finito.
Ti senti in colpa se respiri.
Ti senti sbagliato se crolli.
Ti senti egoista se dici “non ce la faccio”.

Ma c’è una verità che nessuno ti ha mai detto:
non sei nato per farti andare bene tutto.
Se sei sempre accomodante, finirai per vivere la vita degli altri.
Se non impari a dire “no”, morirai ogni giorno un po’ di più.

Adesso basta.

Ora torna da quel bambino che eri prima di diventare la brava persona che tutti si aspettavano.
Quel bambino che rideva senza motivo.
Che urlava se qualcosa non andava.
Che chiedeva, che si arrabbiava, che esisteva.

Ritrovalo.
Stringilo.
Ricomincia da lì.

Perché non sei venuto al mondo per rendere comoda la vita a chi non ti ha mai visto davvero.

Le persone forti sono quelle che hanno imparato a sopravvivere da soli, quando nessuno si è accorto che stavano morendo dentro.
A forza di essere ciò che gli altri vogliono, si finisce col non sapere più chi si è…

01/01/2026

Che il nuovo anno possa essere uno spazio sicuro in cui ascoltarti, rallentare e dare valore a ciò che senti.
Ogni piccolo passo conta, anche quelli silenziosi.
Buon anno di presenza, cura e gentilezza verso di te.

Dott.ssa Morena Sivo- Psicologa Clinica & Psicoterapeuta I.F.

17/11/2025

C’è un aspetto della psicoterapia di cui si parla poco, quasi con imbarazzo:
il fatto che, nel suo svolgersi, può risvegliare parti narcisistiche che stavano dormendo.
Non è un errore del processo, né un difetto del paziente.
È un passaggio naturale, a volte inevitabile, quando una persona comincia a mettere se stessa al centro della propria vita.

La terapia ti offre qualcosa che molti non hanno mai ricevuto: uno spazio in cui sei ascoltato senza distrazione, visto senza pregiudizio,
legittimato senza condizioni.
È come passare da una stanza buia a una luce troppo forte: all’inizio abbaglia, poi confonde, e solo dopo illumina davvero.

In quella luce iniziale accade qualcosa di sottile:
il sé si espande.
A volte troppo.

Quel “finalmente esisto” può trasformarsi in “solo io esisto”. Quel “mi stanno curando” può diventare “sto diventando migliore degli altri”.
Quel “sto capendo chi sono” può sfociare in “io so e tu non sai”.

È qui che molti inciampano.

Non perché siano narcisisti,
ma perché la terapia tocca la parte più affamata, più trascurata, più assetata di riconoscimento.
E quando una fame è stata ignorata per anni,
la prima reazione non è la gratitudine:
è l’abbuffata.

Così alcune persone, dopo un po’ di terapia, iniziano a camminare come se avessero conquistato un altare interiore:
si sentono più consapevoli, più complesse, più profonde. Si convincono che vedere se stessi equivalga a vedere tutto.
E confondono la sensibilità con la superiorità.

Ma l’intimità con sé stessi non è superiorità:
è responsabilità.

La psicoterapia diventa pericolosa solo quando nutre l’ego senza toccare il cuore.
Quando alimenta la narrazione del “mio percorso”, “la mia evoluzione”, “la mia consapevolezza”,
ma non insegna la parte più essenziale:
stare in relazione senza sentirsi sopra o sotto gli altri.

La vera crescita non rende speciali.
Rende umani.
Più umani, non più rari.

E il narcisismo che emerge in terapia non è un fallimento:
è un segnale.
Indica il punto esatto in cui siamo ancora fragili,
ancora spaventati, ancora alla ricerca di un valore che sappiamo nominare,
ma che non sappiamo ancora incarnare.

Una buona terapia lo sa:
dopo averti gonfiato, ti riporta a misura.
Dopo averti messo al centro, ti rimette nel mondo.
Dopo averti fatto sentire unico, ti fa riscoprire simile.

Il rischio non è che il narcisismo emerga.
Il rischio è restarci dentro.

Perché l’obiettivo non è diventare straordinari.
È diventare integri.
E solo chi abbandona l’illusione della superiorità
può davvero guarire.

✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie

I figli non soffrono perché mamma e papà si separano. La vera ferita non nasce da una firma su un foglio o da due case d...
09/11/2025

I figli non soffrono perché mamma e papà si separano. La vera ferita non nasce da una firma su un foglio o da due case diverse. Nasce quando assistono a due persone che un tempo si amavano e che ora si feriscono. I figli stanno male quando vedono il padre e la madre parlarsi con rabbia, guardarsi con rancore, combattere una guerra che non li riguarda, ma che finisce per colpirli ogni giorno. Un bambino non ha bisogno di una coppia a tutti i costi. Ha bisogno di un papà e di una mamma che sappiano rispettarsi anche da lontano.
La sofferenza non è la separazione, ma il veleno dei litigi, delle parole cattive, del dolore che si respira in casa. Quando un genitore sceglie di restare in una relazione solo per i figli, in realtà non li protegge, li carica di un peso che non dovrebbero portare. Un giorno quei figli sentiranno il peso di una colpa che non è la loro, convinti che la loro felicità abbia tolto libertà ai genitori. La verità è che un figlio cresce sereno solo quando vede due adulti capaci di guarire da soli le proprie ferite, perchè solo così imparerà che la sua felicità non dipenderà mai da qualcun altro, ma dalla forza che porta dentro di sè.

02/10/2025

Cos’è la maschera?

• La maschera è la parte di personalità costruita per adattarsi alle richieste dell’ambiente (famiglia, società, cultura), allo scopo di essere accettati e amati.
• È una difesa: protegge il nucleo autentico della persona (bisogni, emozioni, desideri) da rifiuti e ferite.
• Non è falsa nel senso di “bugiarda”, ma è parziale e riduttiva: mostra solo ciò che si ritiene permesso o sicuro mostrare.

TUTTI NE ABBIAMO ALMENO UNA.

In psicoterapia umanistica bioenergetica , l’obiettivo non è “strappare” la maschera, ma comprenderla, scioglierla e permettere al nucleo vitale di emergere.

29/09/2025

“Ti è mai capitato di trattenerti, di non dire quello che pensi o di non mostrarti davvero… per paura di essere giudicato?”

31/08/2025

La psicoterapia ha una capacità brutale, quasi chirurgica: ti costringe a guardarti dentro quando vorresti solo scappare; ti toglie veli, scuse, le maschere che ti sei messo addosso per anni pur di non sentire dolore; ti mette davanti alle cose che hai imparato a ignorare…
Non è un posto dove ti senti meglio subito, spesso ti senti peggio, perché prima di guarire, devi capire quanto hai sanguinato…
Ti aiuta a dare un nome a ciò che ti ha fatto male, a riconoscere chi eri quando hai imparato a difenderti come potevi, anche in modo distruttivo e non ti giudica per questo…
La psicoterapia non ti salva, ti accompagna mentre impari a salvarti da solo.
È scomoda. È lenta, lentissima ,faticosa; ma se la prendi sul serio, ti cambia….

“Guarisciti, figlia mia…non dall’amore,ma dal vuoto che per troppo tempo hai scambiato per amore.”C’è un dolore sottile ...
21/07/2025

“Guarisciti, figlia mia…
non dall’amore,
ma dal vuoto che per troppo tempo hai scambiato per amore.”

C’è un dolore sottile che molte donne si portano dentro,
una fame silenziosa che non sa dire il proprio nome:
il desiderio ardente di essere viste, scelte, amate sopra ogni cosa.
Di essere finalmente “la priorità” di qualcuno.

Quando questa ferita resta nascosta,
finisce per travestirsi d’amore tutto ciò che in realtà cerca solo di riempire un’assenza.
E allora ci si aggrappa a briciole,
si chiamano “amore” i tentativi, i compromessi, le promesse a metà.

È come se il cuore avesse avuto freddo fin da bambina,
e cercasse calore ovunque…
anche in mani che non sanno scaldare.
Anche in abbracci che graffiano.

Ma poi arriva la guarigione.
E non è un evento, è un lento ritorno a sé.
È quando smetti di cercare coperte negli altri
e inizi a cucirne una con il filo del tuo rispetto, del tuo amore, della tua presenza intera.

Guarire non vuol dire chiudersi.
Vuol dire riconoscere che non tutto ciò che si chiama “amore” lo è davvero.
Vuol dire smettere di offrirsi a chi non sa tenerti,
e finalmente smettere di aspettare che qualcosa o qualcuno ti completi.

E allora, quando l’amore vero arriva... perché arriverà,
lo riconosci:
non fa paura, non chiede dimostrazioni,
non punisce la tua forza,
non si nutre della tua mancanza.

È un amore che non ti salva.
Ti accompagna.
E ti sceglie…
anche se tu hai già imparato a bastarti.

Etheria Aforismi 🪶

15/07/2025

“La chiave della psicoterapia è la comprensione. Senza di essa nessun approccio o tecnica psicoterapeutica ha senso o è efficace a livello profondo.
Solo con la comprensione si è in grado di offrire un aiuto reale. Tutti i pazienti hanno un bisogno disperato di qualcuno che li capisca.”
[Alexander Lowen]

Indirizzo

Via Enrico Mattei 2
San Giorgio Ionico
74027

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