Studio pediatrico Dott.ssa Anna Valente

Studio pediatrico Dott.ssa Anna Valente Attualità ed aggiornamenti in pediatria per gli amici dello studio medico

ANSIA GENITORIALE, DOCTOR SHOPPING,IPERMEDICAZIONE.Tre piaghe silenziose che fanno più male ai nostri figli che le malat...
10/01/2026

ANSIA GENITORIALE,
DOCTOR SHOPPING,
IPERMEDICAZIONE.
Tre piaghe silenziose che fanno più male ai nostri figli che le malattie stesse.
Le storie sono cicliche…
Giorno 1:
Visita per colpi di tosse al risveglio.
Diagnosi: rinite.
Terapia: lavaggi nasali e pazienza.
Giorno 2:
“Dottore, la tosse continua! Non vuole lavare il naso! Che devo fare?”
Risposta: “Lavare il naso e attendere.”
Giorno 3:
“Doc, tossisce quando si sdraia. Il muco è giallo. Gli ho dato il Bentelan stanotte, ma non è servito. Torno in visita.”
Giorno 4:
“Dottore, ieri mi ha detto che va tutto bene, ma tossisce ancora. Gli ho dato un mucolitico. Non riesco a fare i lavaggi.”
Giorno 5:
“Dottore, ho tolto il cortisone e il mucolitico come detto, ma la tosse continua. Sono andata da un pediatra privato: è tutto ok ma vuole fare analisi del sangue.”
Giorno 6:
“Stanotte guardia medica: antistaminico per ‘asciugare il muco’. Se non passa, devo fare una radiografia.”
Giorno 7:
“Accesso in SCAP. Mi hanno dato il cortisone nell’aerosol, ma non mi hanno mandato in PS quindi niente Rx.”
Giorno 8:
“Ho fatto l’Rx privatamente. Nulla di anomalo, ma la tosse persiste. Non dormiamo. Domani vengo in studio.”
Giorno 9:
“Dottore, il bambino non ha tossito stanotte. Non vengo più. È andato all’asilo!”
Giorno 10:
“Il bambino sta bene, ma sono arrivate le analisi. Il pediatra privato l’ho risentito al telefono e dice di fare l’antibiotico.”
Giorno 11:
“Dottore, aveva ragione. Un altro pediatra mi ha detto che l’antibiotico non serve. Ne ha preso solo tre dosi. Ora sta bene, è sempre all’asilo.”
Giorno 12:
“Nella chat delle mamme è un disastro: tutti con la tosse.”
Giorno 13:
“Dottore, è tornato dall’asilo e ha tossito di nuovo.”
E riprendiamo tutto lo stress e il giro di nuovo…
A volte la malattia più difficile da curare non è la tosse dei bambini, ma l’ansia dei genitori.
Il tempo, la fiducia e la serenità sono spesso le medicine più efficaci — ma anche le più difficili da prescrivere.
E se siamo fortunati e bravi…a volte la tosse passa.
L’ansia, invece, trova sempre un nuovo pediatra da consultare. Un nuovo medicinale da provare. Un nuovo esame da fare.
RELAX!

ANSIA GENITORIALE,
DOCTOR SHOPPING,
IPERMEDICAZIONE.

Tre piaghe silenziose che fanno più male ai nostri figli che le malattie stesse.

Le storie sono cicliche…

Giorno 1:
Visita per colpi di tosse al risveglio.
Diagnosi: rinite.
Terapia: lavaggi nasali e pazienza.

Giorno 2:
“Dottore, la tosse continua! Non vuole lavare il naso! Che devo fare?”
Risposta: “Lavare il naso e attendere.”

Giorno 3:
“Doc, tossisce quando si sdraia. Il muco è giallo. Gli ho dato il Bentelan stanotte, ma non è servito. Torno in visita.”

Giorno 4:
“Dottore, ieri mi ha detto che va tutto bene, ma tossisce ancora. Gli ho dato un mucolitico. Non riesco a fare i lavaggi.”

Giorno 5:
“Dottore, ho tolto il cortisone e il mucolitico come detto, ma la tosse continua. Sono andata da un pediatra privato: è tutto ok ma vuole fare analisi del sangue.”

Giorno 6:
“Stanotte guardia medica: antistaminico per ‘asciugare il muco’. Se non passa, devo fare una radiografia.”

Giorno 7:
“Accesso in SCAP. Mi hanno dato il cortisone nell’aerosol, ma non mi hanno mandato in PS quindi niente Rx.”

Giorno 8:
“Ho fatto l’Rx privatamente. Nulla di anomalo, ma la tosse persiste. Non dormiamo. Domani vengo in studio.”

Giorno 9:
“Dottore, il bambino non ha tossito stanotte. Non vengo più. È andato all’asilo!”

Giorno 10:
“Il bambino sta bene, ma sono arrivate le analisi. Il pediatra privato l’ho risentito al telefono e dice di fare l’antibiotico.”

Giorno 11:
“Dottore, aveva ragione. Un altro pediatra mi ha detto che l’antibiotico non serve. Ne ha preso solo tre dosi. Ora sta bene, è sempre all’asilo.”

Giorno 12:
“Nella chat delle mamme è un disastro: tutti con la tosse.”

Giorno 13:
“Dottore, è tornato dall’asilo e ha tossito di nuovo.”

E riprendiamo tutto lo stress e il giro di nuovo…

A volte la malattia più difficile da curare non è la tosse dei bambini, ma l’ansia dei genitori.

Il tempo, la fiducia e la serenità sono spesso le medicine più efficaci — ma anche le più difficili da prescrivere.

E se siamo fortunati e bravi…a volte la tosse passa.

L’ansia, invece, trova sempre un nuovo pediatra da consultare. Un nuovo medicinale da provare. Un nuovo esame da fare.

RELAX!

5-6-7 giorni di febbre…Inizio l’antibiotico? Calma, siamo in periodo di influenza che può causare molti giorni di febbre...
09/01/2026

5-6-7 giorni di febbre…
Inizio l’antibiotico?
Calma, siamo in periodo di influenza che può causare molti giorni di febbre con picchi alti.
Ma l’antibiotico non cambia il corso della malattia.
Il virus continua il suo corso.
Può succedere che nel corso dell’influenza avvenga una sovrainfezione batterica, perché i batteri amano proliferare nel catarro.
Tuttavia, l’antibiotico preventivo causa più danni che altro, quindi non partite con l’antibiotico solo per paura.
L’antibiotico va dato solo se esiste una sovrainfezione batterica e questa si riconosce di solito perché c’è un peggioramento dei sintomi: per esempio, arriva un dolore intenso alle orecchie che può far pensare ad un’otite, una tosse che non lascia riposare di notte e abbatte ancor più il bambino, se arrivano macchie sulla pelle che non si schiariscono se le premi…
La decisione se iniziare o meno va sempre presa da un medico e mai con leggerezza, perché le resistenze agli antibiotici sono un problema reale che causa morti ogni anno e soprattutto è uno di quei problemi che lasciamo in eredità alla generazione dei nostri figli.
In ambulatorio abbiamo la possibilità di visitare il bambino e oggi abbiamo strumenti come i tamponi rapidi per documentare la natura virale.
L’antibiotico resistenza è una cosa seria.
Una di quelle che quando ti trovi a non avere più armi per salvare il paziente, ti arrabbi perché per decenni non si è fatta educazione e comunicazione sul tema.
Non contare i giorni di febbre, osserva tuo figlio, osserva i sintomi, è vivace quando la febbre è bassa? respira bene o è affannato? e portalo dal pediatra per la visita. Il pediatra è il tuo alleato. Insieme cerchiamo le strategie migliori per far crescere i bambini sani e sereni con le migliori prospettive per il loro futuro.🥰

Sabato 10 gennaio si inaugura  a Carovigno (Br), presso il Castello Dentice di Frasso  la mostra  di fumetto "Ilvarum ya...
09/01/2026

Sabato 10 gennaio si inaugura a Carovigno (Br), presso il Castello Dentice di Frasso la mostra di fumetto "Ilvarum yaga" per finanziare il progetto Nati per Leggere del quartiere Tamburi di Taranto. Se siete nelle vicinanze andate a dare un'occhiata. La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio.

Auguri a tutti i miei pazienti e ai loro familiari con le parole di Gianni Rodari.🥰Lavoriamo ogni giorno per un mondo mi...
01/01/2026

Auguri a tutti i miei pazienti e ai loro familiari con le parole di Gianni Rodari.🥰Lavoriamo ogni giorno per un mondo migliore, dove regni la pace, l'amicizia e la serenità.
Un augurio di pace e allegria per ogni giorno dell’anno.

1. La cosiddetta "stagione influenzale" anche quest'anno sta seguendo l'andamento degli anni precedenti. Nessuna partico...
15/12/2025

1. La cosiddetta "stagione influenzale" anche quest'anno sta seguendo l'andamento degli anni precedenti. Nessuna particolare sorpresa.
2. Dal punto di vista virologico, la circolazione maggiore in queste settimane è rappresentata da virus influenzali, accompagnati da numerosi casi di rhinovirus soprattutto negli adulti e negli anziani. Fra i virus influenzali, il ceppo più frequente è l'H3N2.
3. Dal punto di vista clinico, niente di particolare da segnalare: l'influenza è una malattia seria da non sottovalutare mai, soprattutto se siamo in avanti con gli anni o abbiamo altri problemi di salute.
4. Siamo ancora in tempo per vaccinarci? Certamente si. Se ci vacciniamo oggi, avremo comunque il tempo (un paio di settimane almeno) per affrontare il picco influenzale con la massima protezione possibile conferita dal vaccino.
Il vaccino c'è, è gratis e facilmente disponibile in ogni regione.

NON E' MAI (ANCORA) TROPPO TARDI

Alcuni punti da chiarire sull'influenza di quest'anno:

1. La cosiddetta "stagione influenzale" anche quest'anno sta seguendo l'andamento degli anni precedenti. Nessuna particolare sorpresa.

2. Dal punto di vista virologico, la circolazione maggiore in queste settimane è rappresentata da virus influenzali, accompagnati da numerosi casi di rhinovirus soprattutto negli adulti e negli anziani. Fra i virus influenzali, il ceppo più frequente è l'H3N2.

3. Dal punto di vista clinico, niente di particolare da segnalare: l'influenza è una malattia seria da non sottovalutare mai, soprattutto se siamo in avanti con gli anni o abbiamo altri problemi di salute.

4. Siamo ancora in tempo per vaccinarci? Certamente si. Se ci vacciniamo oggi, avremo comunque il tempo (un paio di settimane almeno) per affrontare il picco influenzale con la massima protezione possibile conferita dal vaccino.

Il vaccino c'è, è gratis e facilmente disponibile in ogni regione.

In Puglia è attiva la campagna di immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).Un’unica dose dell’antico...
19/10/2025

In Puglia è attiva la campagna di immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).
Un’unica dose dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab offre protezione ai bambini e alle bambine nei primi mesi di vita, riducendo il rischio di infezioni respiratorie gravi, come bronchiolite e polmonite, oltre a possibili conseguenze a lungo termine, come l’asma.
👶 Destinatari:
- nati tra 1° ottobre 2025 e 31 marzo 2026
- nati tra 1° aprile e 30 settembre 2025
📍 Dove viene somministrato:
- nei reparti di Neonatologia pubblici e privati accreditati della Puglia
- presso i Pediatri di libera scelta
- nei Centri vaccinali delle Asl territoriali
ℹ️ L’adesione è gratuita e volontaria.

🧸 Aver cura dei più piccoli è facile come respirare.

In Puglia è attiva la campagna di immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).

Un’unica dose dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab offre protezione ai bambini e alle bambine nei primi mesi di vita, riducendo il rischio di infezioni respiratorie gravi, come bronchiolite e polmonite, oltre a possibili conseguenze a lungo termine, come l’asma.

👶 Destinatari:
- nati tra 1° ottobre 2025 e 31 marzo 2026
- nati tra 1° aprile e 30 settembre 2025

📍 Dove viene somministrato:
- nei reparti di Neonatologia pubblici e privati accreditati della Puglia
- presso i Pediatri di libera scelta
- nei Centri vaccinali delle Asl territoriali

ℹ️ L’adesione è gratuita e volontaria.

✨ Un gesto semplice per difendere chi ami.

➡️ Approfondisci: https://www.sanita.puglia.it/web/pugliasalute/prevenzione/malattie-infettive/elenco-malattie-infettive/virus-respiratorio-sinciziale-vrs

L'influenza è una malattia stagionale che solitamente si diffonde tra ottobre e aprile. E’ molto contagiosa e chiunque p...
09/10/2025

L'influenza è una malattia stagionale che solitamente si diffonde tra ottobre e aprile. E’ molto contagiosa e chiunque può contrarre l’influenza ed avere complicanze. E’ più pericolosa per alcune persone come i neonati e i bambini sotto i 6 anni, i soggetti di età pari o superiore a 65 anni, le donne in gravidanza e le persone con determinate condizioni di salute o un sistema immunitario indebolito.
L’influenza può causare febbre e brividi, mal di gola, dolori muscolari, affaticamento, tosse, mal di testa e naso che cola o
chiuso. Alcuni possono manifestare vomito e diarrea. L’influenza si può complicare con malattie più gravi come: polmonite, bronchite, infezioni dell’orecchio, disidratazione e, in rari casi, miocardite ed encefalite.
In un anno sono migliaia le persone che in Italia muoiono per influenza e molte altre vengono ricoverate in ospedale.

IL VACCINO ANTINFLUENZALE
-In età pediatrica sono disponibili i seguenti vaccini:
1) vaccini inattivati intramuscolo: possono essere somministrati dai 6 mesi di età in poi;
2) vaccino vivo attenuato: somministrato tramite spray nasale ed autorizzato per i bambini dai 2 ai 18 anni. Contiene
virus vivi attenuati incapaci di causare la malattia.

Il vaccino può essere somministrato a tutti i bambini di età superiore ai 6 mesi in mancanza di vere controindicazioni.
La campagna vaccinale inizia, secondo indicazione della Circolare Ministeriale, nel mese di ottobre e prosegue per tutta la
stagione influenzale.
Si consiglia di vaccinare i bambini il prima possibile per garantire la protezione in caso di stagione influenzale anticipata.
La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente a:
-bambini e adolescenti con patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza;
-bambini di età 6 mesi - 6 anni compresi;
-bambini con familiari e contatti di persone ad alto rischio di complicanze;

Per i bambini di età compresa tra 6 mesi e 8 anni + 364 giorni che ricevono il vaccino antinfluenzale per la prima volta, sono raccomandate due dosi a distanza di almeno 4 settimane.
Per tutti gli altri bambini è sufficiente una singola dose.
Il vaccino antinfluenzale può essere co-somministrato con tutti i vaccini del calendario. Solo con la somministrazione del vaccino vivo attenuato (spray nasale) bisogna attendere almeno 4 settimane dalla somministrazione di un altro vaccino vivo attenuato, quando i due vaccini non vengono somministrati nella stessa giornata.
La protezione vaccinale è limitata alla singola stagione antinfluenzale, quindi annualmente deve essere somministrata.

Inizia la Campagna Vaccinale antinfluenzale 2025-26. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 3331256459.
09/10/2025

Inizia la Campagna Vaccinale antinfluenzale 2025-26. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 3331256459.

28/08/2025

Le malattie trasmesse dalle zanzare possono determinare conseguenze per la nostra salute.

Mentre enti e istituzioni locali si occupano di proteggere la salute pubblica con misure stagionali, ciascuno di noi può fare la propria parte seguendo semplici regole di prevenzione personale e ambientale:

✔️ indossa abiti chiari e coprenti.
✔️ applica più volte al giorno un repellente antizanzare sulle parti scoperte del corpo, sempre dopo la crema solare e, prima dell’uso, leggi attentamente le istruzioni.
✔️ evita profumi, deodoranti, creme o dopobarba che possono attirare gli insetti.

☀ Dai primi di maggio o fino al mese di novembre, piccole norme quotidiane possono evitare la proliferazione casalinga delle zanzare. Cosa puoi fare:

✅ usa zanzariere su finestre e porte, anche in presenza di condizionatori.
✅ garantisci il continuo ricambio d’aria se usi insetticidi.
✅ svuota ogni giorno tutti gli oggetti nei quali può ristagnare acqua, come vasi e sottovasi, annaffiatoi, secchi, piscine gonfiabili, contenitori della spazzatura, ciotole per animali domestici, vasche, cisterne, serbatoi, grondaie.
✅ mantieni pulito il giardino rimuovendo l’erba tagliata e pota le siepi.
✅ usa almeno ogni 3-4 settimane prodotti larvicidi, acquistabili in farmacia o nei negozi specializzati, nelle aree in cui non è possibile evitare i ristagni di acqua (es. tombini, caditoie, pozzetti stradali sia privati che condominiali).

➡ Approfondisci su: rpu.gl/gkeQb

Dalla SIP i consigli dei pediatri per vivere le vacanze con i piccoli in tranquillità.--Anche i bimbi molto piccoli poss...
12/07/2025

Dalla SIP i consigli dei pediatri per vivere le vacanze con i piccoli in tranquillità.
--Anche i bimbi molto piccoli possono andare al mare, l’importante è fare attenzione agli orari: fino alle 9.30-10 di mattina e dopo le 16.30 il pomeriggio, tenendo comunque sempre conto delle temperature esterne. I neonati sotto i 6 mesi di vita non andrebbero mai esposti al sole e non dovrebbero stare troppo tempo sotto l’ombrellone, in quanto la sua ombra dà un falso senso di sicurezza. In realtà, infatti, non è in grado di filtrare i raggi ultravioletti, anche considerato che la sabbia riflette i raggi solari e può facilitare l’insorgenza di scottature.
--Per il bagno al mare, meglio aspettare che il bambino abbia almeno sei mesi, che abbia cioè raggiunto un’età in cui può apprezzarlo. Molto dipende comunque dal bambino: ci sono piccoli attratti dall’acqua , mentre altri, ne hanno un vero terrore. I primi possono essere assecondati, i secondi non devono assolutamente essere forzati
Bisogna poi ricordare che i bambini hanno una termoregolazione diversa dagli adulti, quindi, è importante fare attenzione alla temperatura dell’acqua. Inoltre, dopo il bagno, occorre sciacquare il bambino con acqua dolce e asciugarlo per bene perché sia l’acqua salata sia la pelle umida a contatto con la sabbia possono facilitare irritazioni a livello cutaneo.
---Per il rapporto con i pasti, se il bambino ha consumato un pasto abbondantissimo costituito da fritture, cibi molto grassi, che richiedono una lunga e laboriosa digestione può avere un senso aspettare le famose 3 ore. Se invece il bambino ha mangiato, come dovrebbe essere, un piatto di pasta condita con olio e pomodoro e magari un po’ di pesce o una fettina di carne può senz’altro entrare in acqua anche subito dopo pranzo. La cosa molto importante, però, è immergersi in acqua gradualmente, bagnandosi prima le caviglie, i polsi, quindi lo stomaco e poi le tempie,coè evitare lo sbalzo termico a cui lo esporrebbe tuffarsi o immergersi di colpo, che potrebbe causare la perdita di conoscenza. Sempre per questa ragione, il bambino non dovrebbe fare il bagno quando è accaldato e sudato: prima di entrare in acqua, sia pure gradualmente, dovrebbe rinfrescarsi all’ombra.
---I segnali per capire quando è il momento di uscire dall’acqua, sono : i brividi di freddo, il raggrinzimento della pelle delle dita e la colorazione bluastra delle labbra.
--Per la protezione solare, al di sotto dei 6 mesi di vita le creme non sono consigliate in quanto la cute è molto sottile e delicata, dunque più permeabile alle eventuali sostanze chimiche presenti nelle protezioni. Inoltre, le creme vanno ad alterare la termoregolazione del bambino e quindi la sua capacità di dissipare il calore. Nei bambini tra i 6 mesi e i 3 anni vanno preferite quelle con fattore di protezione di almeno 50+ e filtri fisici che non penetrano all’interno della pelle e non si associano, quindi, all’assimilazione di sostanze che potrebbero avere effetti collaterali a lungo termine. Dopo i 3 anni si possono eventualmente usare quelle con fattore di protezione 30+. Bisogna, però, sempre considerare il fototipo del bambino: più è chiaro e più è bene usare una protezione alta.
La crema va applicata già 20 minuti prima dell’esposizione al sole e riapplicata ogni due ore. Anche nel caso in cui si tratti di protezioni ‘water resistant’ è bene rispalmare la crema dopo aver fatto il bagno perché quando si friziona il bambino con l’asciugamano, si porta via gran parte della crema protettiva.
---Quando il bambino gioca in spiaggia è buona regola fargli indossare un cappellino, molto leggero, meglio se di paglia bucherellato. Diversamente può trattenere il calore con il rischio che si surriscaldi la testa.
Una maglietta di cotone può essere utile perché diminuisce il rischio di scottature, però non basta: sulla pelle va comunque applicata la crema solare protettiva. A meno che non si scelga una maglietta realizzata in tessuto specifico efficace quale schermo solare.
---Il caldo intenso, associato ad altri fattori peggiorativi (umidità, luoghi chiusi, scarsa aerazione, vestiti spessi) può essere causa di patologie da calore.
Per evitarle educare i bambini a bere sempre molto prima e durante l’attività fisica praticata nella stagione estiva e quando sono esposti al sole per molto tempo, anche se non hanno sete; far indossare abiti larghi, di colore chiaro e cappelli leggeri nelle giornate molto calde; utilizzare creme solari protettive e bagnare frequentemente la testa e la nuca con acqua fresca se esposti al caldo per molto tempo; nei giorni caldi o umidi, limitare l’attività fisica all’aperto durante le ore più calde; educare i bambini ad andare in luoghi freschi riparati dal sole, e riposarsi e idratarsi immediatamente ogni volta che si sentono surriscaldati.

---L’acqua di mare è tossica per l’organismo per via del suo alto contenuto di sale. In più, se il mare è inquinato può contenere agenti infettivi che possono causare vari problemi, primo tra tutti una forma di gastroenterite, i cui sintomi tipici sono nausea, vomito, diarrea. E’ ovvio, però, che una piccola quantità d’acqua salata ingerita non può creare particolari danni.
Quando succede, porgere al bambino dell’acqua dolce, utile per eliminare la quantità di sale contenuta nell’acqua marina assunta.
Anche per la sabbia, i rischi nell’ingerirla sono legati alla presenza di corpi estranei o al fatto di poter contenere germi e batteri che possono causare infezioni gastrointestinali.

--È importante che i bimbo bevano tanta acqua evitando le bevande gassate.
Se il bambino non gradisce l’acqua, a partire dai 3 anni si può somministrare del thè preparato in casa. È poi importante dar da mangiare ogni giorno frutta di stagione. A pranzo, soprattutto in spiaggia, preferire piatti unici e leggeri, che possano sostenere il bambino nelle attività quotidiane senza appesantirlo eccessivamente.
Sì al gelato ma non tutti i giorni. Quelli alle creme non andrebbero consumati più di 2-3 volte a settimana, il consiglio è di alternarli con ghiaccioli e sorbetti alla frutta.
--Per i lattanti è meglio non superare i 1.500 metri restando entro i 2.000 metri fino al compimento di 1 anno d’età. Con i ragazzi poi si può anche arrivare a 3.000 metri.
--- sì,all'aria condizionata, l’importante è tenere una temperatura costante sui 24-25 gradi e usare il deumidificatore. La temperatura va mantenuta costante in tutti gli ambienti perché è il passaggio da una stanza all’altra che potrebbe dar fastidio al bambino.
Stessa cosa vale per la macchina: temperatura sui 24-25 gradi mantenendo il finestrino un po’ aperto per evitare che l’abitacolo diventi troppo freddo.
--le variazioni di pressione all’interno della cabina degli aerei possono comportare barotraumi, con comparsa di otalgia e acufeni, che possono essere ridotti con la deglutizione così da aprire la tuba di Eustachio. Per i lattanti e i bambini più piccoli è possibile minimizzare questi effetti dando loro del cibo o dell’acqua con un biberon o un ciuccio. Ai bambini più grandi si può dare una caramella o un lecca lecca. Se poi, nel bambino in età scolare, il dolore è persistente si può praticare la manovra di Valsava: inspirazione profonda seguita da un’espirazione della durata di 10 secondi circa tenendo tappato il naso con le dita e con la bocca chiusa.

---Per il mal d'auto, in caso di bambini piccoli la cosa migliore è sfruttare, per viaggiare, le ore in cui il bambino dorme. È importante non dare al piccolo tablet o telefonini, come comunemente si fa per distrarli, perché guardare gli schermi all’interno dell’auto può aumentare il malessere per una stimolazione maggiore dell’apparato vestibolare. Bisognerebbe invece coinvolgere il bambino in giochini che gli facciano volgere lo sguardo al di fuori della macchina.
--Per le punture di zanzara,l’alba e il tramonto sono i momenti di maggior circolazione delle zanzare. Per evitare che i neonati vengano punti si possono usare le zanzariere da posizionare sopra la carrozzina. Per i bimbi più grandi, invece, vanno bene i rimedi naturali a base ad esempio di citronella. È importante, però, fare prevenzione e quindi ad esempio togliere l’acqua che ristagna nei sottovasi. In caso di puntura, poi, applicare qualcosa di fresco, come il ghiaccio, e non il limone, come comunemente si pensa, che potrebbe dare infiammazioni cutanee.
---Per lo ‘spannolinamento’va bene tra i 2 e i 3 anni
ma alcuni hanno bisogno di qualche mese in più ed è importante non forzarli. Per cui lo spannolinamento non deve necessariamente avvenire d’estate.
Una volta tolto il pannolino è importante, se si è in spiaggia, non mettere il bambino seduto n**o sulla sabbia per troppo tempo per evitare irritazioni della pelle. La soluzione migliore potrebbe essere quella di stendere un asciugamano e mettere il bambino a giocare lì.
---Si possono fare i vaccini anche d'estate.È importante fare i vaccini seguendo il calendario stabilito e non rimandare a settembre. Dopo aver fatto il vaccino il bambino non deve stare chiuso in casa e non è detto che gli venga automaticamente la febbre.

Ripropongo questo interessante post di alcuni anni fà sulle infezioni respiratorie ricorrenti per invitare i genitori a ...
05/05/2025

Ripropongo questo interessante post di alcuni anni fà sulle infezioni respiratorie ricorrenti per invitare i genitori a rispettare la CONVALESCENZA IMMUNOLOGICA : attendere qualche tempo dopo la fine delle manifestazioni cliniche di un episodio di malattia da infezione delle vie aeree prima di inserire nuovamente il bambino nella comunità infantile frequentata per favorire il recupero anche immunologico.

Cosa sono le infezioni respiratorie ricorrenti?
Le infezioni respiratorie ricorrenti sono un problema frequente in età pediatrica, in particolare nella fascia d’età prescolare. Sono dovute all’immaturità ed “inesperienza” del sistema immunitario, oltreché a una particolare struttura anatomica e funzionale delle vie aeree superiori ed inferiori ancora in via di sviluppo. Questo fa si che in età prescolare i bambini sviluppino malattia, come conseguenza di un’infezione, più facilmente rispetto alle età successive.
Se un adenovirus si diffonde in una scuola materna, esso infetta il 60% dei bambini e ben l’85% dei bambini infettati sviluppa la malattia conseguente. Per un bambino più grande o per un adulto la malattia rappresenta invece l’eccezione.
Nel bambino senza alcuna patologia di età inferiore ai 6 anni sono attesi in un anno fino a 6 episodi di malattia da infezione delle vie aeree. Il 75% di questi episodi sono a carico delle vie aeree superiori e nell’80% dei casi sono dovute a virus. Alcuni bambini si caratterizzano per un’incidenza di malattie da infezione respiratoria che supera quella attesa per l’età : più di 6 infezioni/anno o più di 1 infezione/mese nel periodo di massima esposizione che va da ottobre a febbraio in un bambino che non evidenzi condizioni patologiche di base che giustifichino il recidivare delle infezioni.
Questi sono definiti bambini con infezioni respiratorie ricorrenti (IRR). Il bambino con IRR non va incontro a ripetuti gravi episodi generalizzati od a carico di altri distretti oltre a quello respiratorio, le infezioni sono prevalentemente delle alte e non delle basse vie aeree e recidivano con un andamento stagionale autunno-invernale.
I fattori ambientali sono fondamentali nell’innesco delle IRR. Il principale è costituto dall’immissione precoce in comunità infantili. L’immissione alla scuola materna ed ancor più all’asilo nido aumentano il rischio di incontrare patogeni delle vie aeree e quindi il rischio di sviluppare malattia, accresciuto dalla ridotta capacità del bambino di superare l’infezione in maniera asintomatica. E’ stato ampiamente dimostrato che il numero degli episodi di malattia da infezione delle vie aeree aumenta in proporzione con il numero dei bambini che frequentano l’asilo nido o la scuola materna, mentre è inversamente proporzionale all’età ed alle dimensioni degli ambienti.
Il fumo negli ambienti frequentati dal bambino costituisce il secondo fattore di innesco delle IRR. Il fumo passivo di tabacco determina nel bambino un’aumentata frequenza di malattie da infezione delle vie aeree con un incremento superiore al 50% di tosse cronica, di crisi di broncospasmo e di ospedalizzazione. Il danno da fumo passivo nel bambino è essenzialmente legato ad un’inibizione dei meccanismi difensivi delle vie aeree, quali l’epitelio ciliato ed i macrofagi alveolari. Non esistono differenze per i bambini i cui genitori sostengono di fumare in ambiente domestico ma lontano dal bambino. I prodotti della combustione del tabacco persistono negli ambienti per oltre 24 ore e passano facilmente da un ambiente all’altro, e ben difficilmente vi sono aree di casa che non siano frequentate dal bambino.
Anche l’inquinamento ambientale è un fattore favorente l’insorgenza di IRR, con meccanismo analogo all’inalazione passiva di fumo. Vivere in aree urbane con elevato tasso di industrializzazione comporta una maggiore frequenza di malattie da infezione respiratoria e tosse cronica rispetto ai bambini residenti in aree rurali.
A differenza dei fattori ambientali, i fattori immunologici hanno un ruolo pressoché nullo nell’innesco delle IRR. Il bambino con IRR non ha significativi difetti immunitari: in alcuni casi sono stati rilevati livelli più bassi di alcune classi di immunoglobuline, in particolare IgA ed IgG ma il sistema immune compensa con altri meccanismi.
Il bambino con IRR subisce probabilmente con maggiore frequenza gli effetti immunosoppressivi dell’infezione. E’ stato infatti osservato che dopo un’infezione delle vie aeree i bambini con IRR hanno tempi più lunghi di recupero. E’ stata rilevata una predisposizione familiare. Le IRR sono una condizione benigna, transitoria che si risolve spontaneamente nel corso di uno o due anni; non richiedono alcuna indagine diagnostica. L’anamnesi familiare negativa per immunodeficienze ; l’anamnesi personale di infezioni delle vie aeree non gravi con andamento stagionale e la visita pediatrica che evidenzia l’assenza di condizioni patologiche nei periodi inter critici ed un normale accrescimento sono sufficienti per la diagnosi differenziale. Nei casi dubbi il pediatra potrà prescrivere degli esami ematochimici per valutare le condizioni generali e il sistema immune.
Il pediatra valuterà se e quando serve l’antibiotico in base alla presenza di sintomi e segni che indicano una malattia batterica. A parte gli effetti collaterali che gli antibiotici possono provocare, utilizzando farmaci studiati per curare malattie gravi, si selezionano germi resistenti, capaci di moltiplicarsi nonostante gli antibiotici col rischio di non avere armi efficaci nei casi gravi. La maggior parte delle infezioni sono dovute a virus contro i quali gli antibiotici non hanno alcuna efficacia .Inoltre gli antibiotici costano , ma se usati quando servono, fanno bene e aiutano a guarire più in fretta. Altri farmaci spesso prescritti dai pediatri, perché richiesti dai genitori sono gli immunostimolanti. Sono specialità medicinali che contengono antigeni batterici, cioè frammenti di batteri, o catene proteiche, prodotti fitoterapici o omeopatici, che, assunti dall`organismo sano, ne dovrebbero stimolare la risposta immunitaria ,cioè stimolare la produzione di anticorpi necessari per contrastare il batterio vero e proprio, o il virus, quando questo attaccherà l`organismo. Ci sono pareri contrastanti sul loro uso. Sono stati pubblicati degli studi in letteratura che hanno poi portato alla commercializzazione di questi prodotti. Gli studi che ne hanno valutato l`efficacia nelle infezioni respiratorie sono datati e criticabili dal punto di vista metodologico. Gli studi scientifici hanno evidenziato che non esiste alcuna prova convincente al momento dell’utilità clinica di questi prodotti immunostimolanti. In generale nelle IRR non sono necessarie terapie preventive con antibiotici o trattamenti per migliorare le condizioni immunologiche.
Queste infezioni tendono a risolversi spontaneamente e necessitano tutt`al più di farmaci sintomatici. E’ bene quindi rimettere al pediatra la decisione caso per caso se usare farmaci facendo una valutazione dei rischi e dei benefici.
E’ importante invece la convalescenza: attendere qualche tempo dopo la fine delle manifestazioni cliniche di un episodio di malattia da infezione delle vie aeree prima di inserire nuovamente il bambino nella comunità infantile frequentata per favorire il recupero anche immunologico.

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San Giorgio Ionico
74027

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Martedì 15:30 - 19:30
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Giovedì 15:30 - 19:30
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