05/09/2023
🟣TOMMASO FERRONI🔵
Durante il Webinair di ieri devono essergli fischiate le orecchie, quando durante la presentazione sul trattamento della cicatrice chirurgica è stato più volte nominato.
Pietra miliare nel mondo dell'osteopatia italiana, lo è stato ancora di più nel mondo Chiari, soprattutto quello pediatrico, il primo ad aver portato l'osteopatia alla portata dei pazienti sin dalla camera operatoria.
Il dottor Tommaso Ferroni, Osteopata Pediatrico, lavora presso l’AOU Meyer di Firenze dal 2009 in tutti i reparti ed in particolar modo collabora, insieme al suo staff, con la Neurochirurgia, dove si è fortemente interessato alla Sindrome di Chiari. Dal 2011 è responsabile del primo, ed ancora unico in Italia, Ambulatorio di Osteopatia Pediatrica in regime di convenzione all’interno del Meyer, al quale accedono migliaia di bambini ogni anno.
Nel 2012 Aima Child organizzò il Convegno Nazionale sulla Sindrome di Chiari a Urbania, dove per la prima volta il mondo osteopatico si affacciò a questa patologia in un evento di grande spessore, grazie al dottor Ferroni che presentò l’approccio osteopatico dando una chiave di lettura anatomica e fisiologica rispetto alla maggior parte dei sintomi presenti nei pazienti operati e non operati. Al Congresso furono presenti numerosi team di neurochirurghi provenienti da ogni ospedale italiano e molte famiglie coinvolte, con le quali Ferroni organizzò anche altre incontri successivi per portare avanti la diffusione delle informazioni.
Dal 2014 il dottor Ferroni è Direttore della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, in cui ha inserito nel programma di formazione un ampio spazio al razionale del trattamento osteopatico nella Sindrome di Chiari.
Negli ultimi 10 anni il dottor Ferroni ha portato avanti la ricerca osteopatica riguardante la Sindrome di Chiari, collaborando con i Neurochirurghi del Meyer e con l’Associazione Aima Child attraverso progetti comuni e obiettivi futuri.
Anche a Tommaso Ferroni professionista di grande competenza empatia ed umanità vogliamo esprimere la nostra gratitudine.