Psicologa Psicoterapeuta Marzia Marra - Verona

Psicologa Psicoterapeuta Marzia Marra - Verona Riceve per appuntamento a Verona. Ordine degli psicologi del Veneto n. 8677

21/11/2025

Fra i genitori emotivamente immaturi ci sono i genitori "emotivi". Questa tipologia racchiude i genitori più infantili di tutti. Danno l'impressione di dover essere accuditi e gestiti con grande attenzione. Basta un nonnulla per turbarli, e se ciò avviene l'intera famiglia deve affannarsi per consolarli. Se hanno un crollo trascinano con sè anche i figli, a cui tocca vivere tutta l'intensità della loro disperazione, rabbia o animosità. Non c'è da stupirsi se chi vive con loro senta di dover sempre camminare in punta di piedi. Il tratto più prevedibile è l'instabilità emotiva. Nei casi più gravi l'emotività incontrollata può sfociare in tentativi di suicidio o aggressioni fisiche. Le minacce di suicidio sono particolarmente terrificanti per i bambini, per cui il fardello di sentirsi responsabili per la vita dei genitori senza sapere cosa fare è insopportabile.
A prescindere dal loro grado di autocontrollo, questi genitori sono governati dalle emozioni. Vedono il mondo in bianco e nero, sono molto poco elastici, serbano rancore e usano stratagemmi emotivi per controllare gli altri. La volatilità del loro umore e la reattività li rendono infallibili e minacciosi. Nonostante loro si considerino innocui, di norma si vedono come delle vittime, la vita di tutta la famiglia dipende da come si sentono. Forse sono in grado di controllarsi e di attenersi al ruolo stabilito all'esterno del nucleo familiare, ma nelle relazioni domestiche danno sfogo alla loro impulsività, soprattutto se non sono lucidi.
Molti figli di questi genitori imparano a sottomettersi ai desideri altrui. Poichè sono cresciuti anticipando le tempeste emotive che si scatenavano in casa, prestano estrema attenzione ai sentimenti e all'umore degli altri, non di rado a proprio discapito.

Lindsay C. Gibson

20/11/2025

I genitori "motivati" sono quelli che sembrano più normali, anzi, apparentemente sono molto interessati alla vita dei figli. Non perdono mai di vista il risultato. Mentre l'immaturità dei genitori più deboli, passivi, instabili emotivamente è palese, i genitori motivati sono bravi a mascherare l'egocentrismo dietro a un interesse di facciata. Anche se spesso non si nota nulla di male dall'esterno, i loro figli possono avere dei problemi di iniziativa e autocontrollo. Paradossalmente, i figli di questi genitori indaffarati e super presenti rischiano di essere poco motivati o addirittura depressi. Se si guarda un pò più a fondo, è possibile individuare l'immaturità di queste persone così oneste e responsabili. I genitori motivati, di solito, sono cresciuti in ambienti emotivamente sterili. Hanno imparato a contare sulle proprie forze anzichè aspettarsi di essere incoraggiati. Spesso si sono fatti da sè e vanno fieri della loro indipendenza. Temono che i figli li metteranno in imbarazzo se falliscono, eppure non riescono a fornire loro l'accettazione incondizionata che costituirebbe una base sicura da cui partire. Questo tipo di genitori non dubitano mai di se stessi e preferiscono fare finta che vada tutto bene perchè hanno una risposta a tutto. Invece di accettare gli interessi e le scelte di vita dei figli, lodano e spingono selettivamente ciò che approvano: il loro livello di interferenza è leggendario. Sono mossi dalla preoccupazione di non riuscire a fare abbastanza e i loro obiettivi hanno la precedenza sui sentimenti di chiunque altro, figli compresi.
Che lo vogliano o meno, fanno sentire i figli costantemente valutati.
Questi genitori sono scollegati dall'esperienza dei figli e non si adattano ai loro bisogni, ma li spingono verso ciò che pensano sia meglio per loro. Il risultato è che i figli dei genitori motivati sentono di non fare mai abbastanza o che dovrebbero comportarsi diversamente.

Lindsay C. Gibson

19/11/2025

I pensieri non sono nè giusti nè sbagliati. Essere sinceri con voi stessi riguardo gli eventuali limiti emotivi dei vostri genitori non è una mancanza di rispetto. Se volete essere adulti maturi, dovete essere liberi di osservare e valutare gli altri privatamente, a livello mentale. Avere un'opinione non significa essere sleali.
E' possibile rispettare i nostri genitori per tutto ciò che ci hanno dato, ma non è necessario fingere che siano privi di difetti. Soddisfare i bisogni fisici ed economici di un figlio non è la stessa cosa che soddisfare quelli emotivi. Per esempio, ricevere del denaro o una buona istruzione può distogliere l'attenzione dal bisogno di avere qualcuno che ci ascolti e che fornisca una connessione emotiva di base, ma non lo soddisfa.

Lindsay C. Gibson

18/11/2025

E poi, immancabile, arriva la solita frase di mia
madre: “Almeno tu…”, pronunciata facendo sentire tutti e tre i puntini di sospensione che la seguono.
Non l’ho mai misurato il peso di quella frase lasciata a metà. Eppure l’ho sempre sentito tutto.
Penso infatti di essere cresciuta a forza di obiettivi e di confronti: se in classe facevo bene, ai corsi pomeridiani dovevo fare meglio; se mio fratello veniva bocciato, a me spettava la media del trenta.
I miei erano così tanto impegnati a raccogliere i cocci di quello che mio fratello rompeva, che a me restava un compito solo:” Almeno tu…”

Torno subito (Forse)- Psicologa Cruda

16/11/2025

ADHD E FUNZIONI ESECUTIVE: QUANDO L’IMPULSIVITÀ TI FREGA

L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è strettamente legato alle funzioni esecutive, quelle abilità cognitive che ci permettono di pianificare, organizzare, regolare il comportamento e gestire le emozioni. Tra queste, il controllo inibitorio gioca un ruolo centrale: è la capacità di fermarsi, riflettere e scegliere consapevolmente prima di agire. Quando questa funzione è compromessa, l’impulsività prende il sopravvento e può “fregare” chi vive con l’ADHD.

L’impulsività non è semplicemente “fare le cose senza pensarci”. È un modo di reagire immediato, spesso guidato da emozioni intense o da stimoli ambientali. Può manifestarsi in interruzioni frequenti durante una conversazione, decisioni affrettate, difficoltà a rispettare regole o a gestire la frustrazione. In ambito scolastico, ad esempio, un ragazzo con ADHD può rispondere prima di aver ascoltato tutta la domanda o iniziare un compito senza leggere le istruzioni, con conseguenze negative sul rendimento.

Questa difficoltà non dipende da mancanza di volontà o di intelligenza, ma da un diverso funzionamento neurobiologico. Le funzioni esecutive, infatti, sono mediate da circuiti cerebrali che nell’ADHD risultano meno efficienti. L’impulsività diventa così un ostacolo quotidiano, capace di generare incomprensioni, conflitti e frustrazione.

Tuttavia, riconoscere il problema è il primo passo per affrontarlo. Strategie pratiche possono aiutare: creare routine prevedibili, usare segnali visivi per ricordare di “fermarsi e pensare”, suddividere i compiti in passaggi brevi e introdurre pause per ridurre la pressione. Anche il supporto di insegnanti e genitori è fondamentale: un ambiente che valorizza la persona, invece di punirla, permette di trasformare l’impulsività in energia creativa e resilienza.

In definitiva, quando l’impulsività “ti frega”, non è colpa della persona, ma di un sistema cognitivo che funziona in modo diverso. Con consapevolezza e strumenti adeguati, è possibile ridurre gli effetti negativi e valorizzare le risorse uniche di chi vive con l’ADHD.

Simone Stabilini

15/11/2025

FIGLI INTERNALIZZANTI ED ESTERNALIZZANTI

E' facile individuare i figli esternalizzanti in un nucleo familiare: sono i bambini che si arrabbiano per un nonnulla, gli adolescenti che continuano a mettersi nei guai, i giovani adulti privi di capacità autoriflessive o introspettive. Sono stati figli problematici, sempre pronti a dominare l'intera famiglia con le loro crisi e i loro capricci, spesso inclini ad avanzare false accuse o a presentarsi come le vittime di un torto bisognose di attenzioni particolari, incapaci di gestire la rabbia, a regolare le proprie emozioni e spesso pronti a riversare la colpa sugli altri. Quale che sia il loro problema, gli esternalizzanti occupano sempre il primo posto nelle preoccupazioni dei genitori, che dedicano più tempo ed energie a loro che agli altri figli.
Gli internalizzanti danno l'impressione di avere meno bisogno di attenzione e sostegno perchè fanno affidamento sulle loro risorse interiori. Si vergognano di chiedere aiuto e cercano di risolvere i problemi da soli. Odiano sentirsi un fardello. Questa autosufficienza rende facili trascurarli, soprattutto per dei genitori indaffarati o assorti in altri problemi, che pensano che i figli stiano bene anche senza la loro attenzione. E' vero, gli internalizzanti riescono a sopravvivere anche con meno attenzioni, ma questo non significa che sono capaci di tollerare l'abbandono emotivo e, nonostante siano autonomi, rimangono bisognosi di connettersi con i genitori e catturare il loro interesse.
Essere emotivamente invisibili non va bene per nessun bambino, soprattutto per gli internalizzanti particolarmente sensibili alle emozioni.

Lindsay C. Gibson

15/11/2025

I bambini non sono automaticamente capaci di conservare le energie. E' necessario insegnarglielo, e gli adulti possono farlo prestando attenzione ai loro bisogni e rinforzando l'idea che hanno bisogno di riposo, comprensione e rispetto. Dei genitori sensibili, per esempio, insegnano ai figli come riconoscere la fatica, invece di accusarli di essere pigri se hanno bisogno di riposare. Purtroppo i genitori immaturi pensano solo a se stessi e non si accorgono se i figli sono sopraffatti o si stanno sforzando troppo. Forse sfrutteranno la natura sensibile e attenta dei bambini invece di insegnare loro a conservarla. Se da piccoli non ci viene insegnato a prenderci cura di noi stessi, da grandi non sapremo mantenere un sano equilibrio emotivo tra i nostri bisogni e quelli altrui.

Lindsay C. Gibson

13/11/2025

I genitori respingenti adottano una serie di comportamenti che ci spingono a chiederci perchè mai abbiano deciso di creare una famiglia. La tendenza può essere più o meno accentuata, ma si tratta di persone che non amano l'intimità emotiva e non vogliono essere disturbate dai figli. Le loro interazioni consistono perlopiù nell'impartire ordini, fare sfuriate o isolarsi dalla vita familiare. Nei casi meno gravi possono partecipare ad attività di famiglia stereotipate, ma non mostrano grande impegno o coinvolgimento. In generale preferiscono essere lasciati in pace.
Questi genitori hanno eretto un muro intorno a sè. Non vogliono trascorrere del tempo con i figli e sembrano più felici quando li si lascia stare. I figli, da parte loro, sentono di essere insignificanti e imparano ben presto a girare al largo per evitare reazioni irritate.
I figli dei genitori respingenti si considerano un peso e un fastidio e si arrendono facilmente, mentre chi cresce sentendosi più sicuro sa avanzare richieste o lamentarsi per ottenere ciò che vuole. Questo può avere gravi ripercussioni più avanti nella vita, quando da adulti avranno difficoltà a chiedere ciò di cui hanno bisogno.

Figli adulti di genitori emotivamente immaturi- Lindsay Gibson

12/11/2025

Perchè la storia si ripete? Perchè il passato si ripresenta? Se la mancanza di una connessione emotiva con dei genitori immaturi è così dolorosa, perchè così tante persone finiscono per instaurare relazioni altrettanto frustranti nell'età adulta? Le parti più primitive del nostro cervello associano la sicurezza a ciò che è familiare: siamo attratti dalle situazioni che conosciamo perchè sappiamo come gestirle. Da piccoli non riconosciamo i limiti dei nostri genitori, perchè considerarli immaturi o ammettere che hanno dei difetti ci spaventa. Se neghiamo l'amara verità, però, non saremo in grado di riconoscere le persone nocive nelle relazioni future e rischieremo di trovarci in situazioni analoghe senza nemmeno accorgercene.

Lindsay C. Gibson

11/11/2025

I genitori emotivamente immaturi non cercano l'intimità emotiva, ma l'invischiamento: ricercano identità e completezza tramite una relazione intensa e dipendente. Questo consente loro di creare un senso di sicurezza, stabilità e prevedibilità. Se il figlio prova a uscire dai vincoli impliciti della relazione, l'altra proverà un'intensa sensazione di ansia che potrà essere alleviata solo dal ripristino dei ruoli prescritti.

Uno dei sintomi dell'invischiamento sono i FAVORITISMI.
E' doloroso notare che i nostri genitori dedicano più attenzioni a nostro fratello o nostra sorella rispetto a noi; ci spinge a chiederci perchè non abbiano mai dimostrato un simile interesse verso di noi. E' tuttavia bene ricordare che i favoritismi non sono un segno di intimità, bensì di invischiamento. E' probabile che i fratelli o le sorelle in questione abbiano un livello di maturità psicologica simile a quello dei genitori.
La base su cui questi genitori si relazionano sono i RUOLI, non l'individualità. Se da piccoli avevate una personalità autonoma e indipendente, non riuscivano a vedervi come una creatura bisognosa di un salvatore. Forse vi hanno addirittura etichettato come il "figlio senza bisogni", il "piccolo adulto". La maggiore attenzione dimostrata verso i vostri fratelli o sorelle non dipendeva da una vostra mancanza, ma il fatto che eravate troppo indipendenti per far scattare l'istinto di invischiamento. Nel frattempo questi bambini ad alto funzionamento provano il dolore dell'abbandono perchè il genitore investe le proprie energie nell'invischiamento emotivo con gli altri figli.

Figli adulti di genitori emotivamente immaturi

11/11/2025

Se c'è una cosa che le persone emotivamente immature amano nelle relazioni è il rispetto dei ruoli. I ruoli semplificano la vita e le decisioni: questo vale anche per i figli, il cui ruolo appropriato prevede di rispettare e assecondare i genitori. E' frequente che i genitori immaturi giustifichino l'autorità del proprio ruolo con dei luoghi comuni, un altro stratagemma per semplificare le situazioni complesse e renderle più facili da affrontare.

Considerare i ruoli come un diritto acquisito significa richiedere di essere trattati in un certo modo a causa del posto che si occupa. Un esempio di questo atteggiamento sono i genitori che sentono di poter fare ciò che vogliono in virtù del proprio ruolo, come se ciò li esonerasse dal dover rispettare determinati limiti o mostrare considerazione.

Lindsay C. Gibson

11/11/2025

: PERCHÉ LA COERENZA EDUCATIVA È TANTO IMPORTANTE

L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è una condizione neurobiologica che influisce sul comportamento, sull’attenzione e sull’autoregolazione emotiva di bambini e adulti. In ambito educativo, la gestione dell’ADHD richiede strategie mirate, pazienza e soprattutto coerenza. Ma perché la coerenza educativa è così cruciale?

La coerenza crea prevedibilità. I bambini con ADHD faticano a gestire l’imprevisto e a modulare le proprie reazioni. Quando le regole, le routine e le conseguenze sono chiare e costanti, il bambino si sente più sicuro e riesce a orientarsi meglio nel contesto. Questo riduce l’ansia e favorisce comportamenti più stabili.

Essere coerenti significa anche che gli adulti coinvolti — genitori, insegnanti, educatori — condividono un linguaggio comune e una visione educativa allineata. Se a casa una regola viene applicata e a scuola ignorata, il bambino riceve messaggi contrastanti che aumentano la confusione e i comportamenti oppositivi.

Inoltre, la coerenza rafforza il senso di giustizia. I bambini con ADHD sono spesso accusati di “non voler fare” o di “non ascoltare”, quando in realtà il loro comportamento è il risultato di difficoltà neurologiche. Un ambiente coerente aiuta a distinguere tra volontà e capacità, promuovendo un approccio più empatico e meno punitivo.

Infine, la coerenza educativa è uno strumento di empowerment. Quando il bambino sa cosa aspettarsi e quali sono le regole del gioco, può sviluppare strategie autonome per affrontare le sfide. Questo favorisce l’autostima e la motivazione.

In sintesi, la coerenza non è rigidità, ma una forma di cura strutturata. È il ponte tra comprensione e azione, tra difficoltà e possibilità. Per chi vive con l’ADHD, è una bussola indispensabile.

Simone Stabilini

Indirizzo

San Giovanni Lupatoto
37057

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