la_cura_di_te

la_cura_di_te PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA COGNITIVO COMPORTAMENTALE.

ESPERTA IN NEUROPSICOLOGIA E APPRENDIMENTO
Mi occupo di cura e diagnosi in età evolutiva e adulta
Nella mia pratica integro alla terapia cognitiva standard modelli aggiornati di trattamento

Ogni mattina Renzo Piano, mentre va a piedi nel suo studio a Parigi, si ferma a salutare il Beaubourg, il grande centro ...
16/12/2025

Ogni mattina Renzo Piano, mentre va a piedi nel suo studio a Parigi, si ferma a salutare il Beaubourg, il grande centro culturale che ha progettato quando aveva solo 34 anni. Ne vede uno scorcio da lontano, al fondo di una via, ma il successo di quell’immenso edificio colorato, che rivoluzionò i cardini dell’architettura, gli ricorda che nella vita bisogna avere il coraggio di osare. Non se lo è mai dimenticato e lo preoccupa vedere che oggi «i ragazzi hanno paura di gettarsi e di sbagliare». Per questo, nel corso che tiene ogni anno a un gruppo di studenti di architettura al Politecnico di Milano, li invita a studiare i suoi grandi progetti, a trovare errori e a fare proposte per correggerli o migliorarli. «Per riuscire a volare – ripete con convinzione - non bisogna avere troppa paura dell’errore».

Quando entro in quella nave che è la Fondazione Renzo Piano al Polimi, con i muri coperti dai suoi disegni di aeroporti, musei, grattacieli, ponti e università, capisco la potenza del messaggio che trasmette nel suo corso “L’arte del costruire”. Nel momento in cui chiede agli studenti di intervenire sui suoi progetti, evidenziando difetti, mancanze, lacune o problemi, sta dicendo loro che tutti possiamo sbagliare e che questo non è un dramma.
Per questo quando ho pensato a una serie podcast sull’errore non potevo non partire da lui (…).
I numeri dicono che circa un terzo degli studenti e delle studentesse universitarie in Italia ha disturbi di ansia, e che più di uno su quattro soffre di depressione. La paura di sbagliare, di non essere abbastanza, di deludere, è un peso che attraversa le generazioni, ma che oggi sembra avere un’intensità nuova.
Così abbiamo immaginato di fare un viaggio per provare a sdrammatizzare il fallimento, aiutare i giovani ad accettare l’errore, a elaborarlo e a superarlo. Questo viaggio è una serie podcast che si intitola “Sull’errore”, in cui intervisto psicologi, scienziati, manager, scrittori per dare la giusta dimensione ai nostri sbagli.

La prima a mettersi in gioco è stata proprio la Rettrice che mi ha raccontato di essere stata bocciata al suo primo esame di Ingegneria, ma che suo padre si mise a ridere e questo impedì a quella caduta di diventare una crisi e di fermare il suo percorso «Quando io ero studente – racconta Donatella Sciuto – ho avuto tanti compagni che sono stati bocciati cinque o sei volte in esami come Analisi 1, ma questo non li ha frenati dal continuare a studiare e alla fine sono diventati ingegneri».
La Rettrice, che sente l’urgenza di offrire strumenti ai più giovani perché non si scoraggino e non si perdano di fronte alle difficoltà, nella prima puntata riflette sul contesto culturale che spinge a immaginare percorsi perfetti e senza sbavature.

Ma per andare alla radice del problema ho incontrato Sandra Sassaroli, psichiatra e psicoterapeuta, che nel suo lavoro si è occupata molto dell’errore, dello sbaglio e del rimuginio, quella forma di pensiero negativo e ripetitivo che ci porta a soffermarci sugli errori commessi, piuttosto che superarli cogliendone anche i lati positivi.

La sua analisi è sorprendente e sposta l’attenzione sul rapporto che i figli oggi hanno con i genitori, sulle aspettative e sulla paura di deludere.
«Se io sono così protettiva con mio figlio che non può prendersi a pugni, non può sbucciarsi un ginocchio e io vado a difenderlo se sta litigando con qualcuno, allora – sottolinea - non gli insegno a rialzarsi. Se ci pensa bene, in questa iperprotezione si trasmette ai figli un'idea di fragilità. Dovremmo cominciare a insegnare ai genitori ad essere meno protettivi e ad avere più coraggio di lasciarli liberi di sbagliare».

Il lungo dialogo che ho fatto con Sandra Sassaroli è stato uno degli incontri più utili e fertili che abbia avuto su questo tempo di ansie e paure. Su cosa fare o non fare con i nostri figli e su come affrontare i nostri fallimenti.

«C'è una grande differenza tra elaborare e rimuginare. Rimuginare vuol dire continuare a pensare, dopo una caduta, che tutto andrà male, ed è un pensiero ripetitivo, ansioso e negativo. Elaborare vuol dire, invece, accettare il dolore e trovare una soluzione creativa. O se quella soluzione non esiste, spostarsi su un altro problema».

Anche lei ricorda una dolorosa bocciatura, all’esame di Anatomia, con il pianto sui gradini della Sapienza a Roma, la sensazione di fallimento ma anche il percorso di riprendere in mano migliaia di pagine e ricominciare a studiare. Oggi pensa che quella bocciatura sia stata molto salutare: «Non sbagliare mai un esame, prendere tutti trenta e lode, non è sempre un segno di benessere psicologico. È molto meglio ogni tanto farsi un brutto esame e rialzarsi anche piangendo un po’».

Mario Calabresi
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Ogni mattina Renzo Piano, mentre va a piedi nel suo studio a Parigi, si ferma a salutare il Beaubourg, il grande centro culturale che ha progettato quando aveva solo 34 anni. Ne vede uno scorcio da lontano, al fondo di una via, ma il successo di quell’immenso edificio colorato, che rivoluzionò i cardini dell’architettura, gli ricorda che nella vita bisogna avere il coraggio di osare. Non se lo è mai dimenticato e lo preoccupa vedere che oggi «i ragazzi hanno paura di gettarsi e di sbagliare». Per questo, nel corso che tiene ogni anno a un gruppo di studenti di architettura al Politecnico di Milano, li invita a studiare i suoi grandi progetti, a trovare errori e a fare proposte per correggerli o migliorarli. «Per riuscire a volare – ripete con convinzione - non bisogna avere troppa paura dell’errore».

Quando entro in quella nave che è la Fondazione Renzo Piano al Polimi, con i muri coperti dai suoi disegni di aeroporti, musei, grattacieli, ponti e università, capisco la potenza del messaggio che trasmette nel suo corso “L’arte del costruire”. Nel momento in cui chiede agli studenti di intervenire sui suoi progetti, evidenziando difetti, mancanze, lacune o problemi, sta dicendo loro che tutti possiamo sbagliare e che questo non è un dramma.
Per questo quando ho pensato a una serie podcast sull’errore non potevo non partire da lui (…).
I numeri dicono che circa un terzo degli studenti e delle studentesse universitarie in Italia ha disturbi di ansia, e che più di uno su quattro soffre di depressione. La paura di sbagliare, di non essere abbastanza, di deludere, è un peso che attraversa le generazioni, ma che oggi sembra avere un’intensità nuova.
Così abbiamo immaginato di fare un viaggio per provare a sdrammatizzare il fallimento, aiutare i giovani ad accettare l’errore, a elaborarlo e a superarlo. Questo viaggio è una serie podcast che si intitola “Sull’errore”, in cui intervisto psicologi, scienziati, manager, scrittori per dare la giusta dimensione ai nostri sbagli.

La prima a mettersi in gioco è stata proprio la Rettrice che mi ha raccontato di essere stata bocciata al suo primo esame di Ingegneria, ma che suo padre si mise a ridere e questo impedì a quella caduta di diventare una crisi e di fermare il suo percorso «Quando io ero studente – racconta Donatella Sciuto – ho avuto tanti compagni che sono stati bocciati cinque o sei volte in esami come Analisi 1, ma questo non li ha frenati dal continuare a studiare e alla fine sono diventati ingegneri».
La Rettrice, che sente l’urgenza di offrire strumenti ai più giovani perché non si scoraggino e non si perdano di fronte alle difficoltà, nella prima puntata riflette sul contesto culturale che spinge a immaginare percorsi perfetti e senza sbavature.

Ma per andare alla radice del problema ho incontrato Sandra Sassaroli, psichiatra e psicoterapeuta, che nel suo lavoro si è occupata molto dell’errore, dello sbaglio e del rimuginio, quella forma di pensiero negativo e ripetitivo che ci porta a soffermarci sugli errori commessi, piuttosto che superarli cogliendone anche i lati positivi.

La sua analisi è sorprendente e sposta l’attenzione sul rapporto che i figli oggi hanno con i genitori, sulle aspettative e sulla paura di deludere.
«Se io sono così protettiva con mio figlio che non può prendersi a pugni, non può sbucciarsi un ginocchio e io vado a difenderlo se sta litigando con qualcuno, allora – sottolinea - non gli insegno a rialzarsi. Se ci pensa bene, in questa iperprotezione si trasmette ai figli un'idea di fragilità. Dovremmo cominciare a insegnare ai genitori ad essere meno protettivi e ad avere più coraggio di lasciarli liberi di sbagliare».

Il lungo dialogo che ho fatto con Sandra Sassaroli è stato uno degli incontri più utili e fertili che abbia avuto su questo tempo di ansie e paure. Su cosa fare o non fare con i nostri figli e su come affrontare i nostri fallimenti.

«C'è una grande differenza tra elaborare e rimuginare. Rimuginare vuol dire continuare a pensare, dopo una caduta, che tutto andrà male, ed è un pensiero ripetitivo, ansioso e negativo. Elaborare vuol dire, invece, accettare il dolore e trovare una soluzione creativa. O se quella soluzione non esiste, spostarsi su un altro problema».

Anche lei ricorda una dolorosa bocciatura, all’esame di Anatomia, con il pianto sui gradini della Sapienza a Roma, la sensazione di fallimento ma anche il percorso di riprendere in mano migliaia di pagine e ricominciare a studiare. Oggi pensa che quella bocciatura sia stata molto salutare: «Non sbagliare mai un esame, prendere tutti trenta e lode, non è sempre un segno di benessere psicologico. È molto meglio ogni tanto farsi un brutto esame e rialzarsi anche piangendo un po’».

Mario Calabresi

"C’è un aspetto che l’intelligenza artificiale difficilmente potrà replicare: le competenze basate sulla comunicazione n...
09/07/2025

"C’è un aspetto che l’intelligenza artificiale difficilmente potrà replicare: le competenze basate sulla comunicazione non verbale. Quando una persona riferisce un sintomo, a volte basta guardarla in faccia per capire che quel sintomo non ce l’ha davvero, o che non è così importante come dice, o viceversa. È una percezione sottile, che passa dallo sguardo, dall’espressione, dal modo in cui si muove. Questo tipo di intuizione, che nasce dall’esperienza e dall’osservazione diretta, oggi l’IA semplicemente non ce l’ha. E forse non ce l’avrà mai. Per questo interpretare le risposte che derivano da dati all’apparenza oggettivi è fondamentale. Serve contesto, serve empatia, serve osservare la comunicazione non verbale. È lì che si colgono le sfumature: la stessa frase detta con tono diverso cambia completamente significato. E questo, per ora, l’intelligenza artificiale non è in grado di coglierlo. Forse un giorno svilupperanno algoritmi capaci di leggere la mimica facciale, forse arriveremo anche lì. Ma attualmente no. E fino ad allora, l’essere umano resta insostituibile."

Nell’articolo di oggi approfondiamo la storia del dott. Armando Mancini, medico specializzato in medicina interna e neurologia, con quasi 50 anni di esperienza clinica.

Responsabile del reparto di Medicina Interna della Casa di Cura Pierangeli, il dott. Mancini ci racconta il suo cammino umano e professionale, tra scienza, impegno quotidiano e uno sguardo sempre rivolto al futuro della medicina.

Vuoi scoprirne di più? Leggi l’intervista completa sul nostro sito: www.grupposynergo.com/intervista-al-dott-armando-mancini-responsabile-del-reparto-di-medicina-interna/


www.grupposynergo.com/intervista-al-dott-armando-mancini-responsabile-del-reparto-di-medicina-interna/

30/04/2025
Un congresso indimenticabile!  , 13-15 Dicembre 2024
24/01/2025

Un congresso indimenticabile! , 13-15 Dicembre 2024

30/11/2024
Un movimento estatico per accogliere la propria geometria imperfetta. Guardare fuori, da fuori, per indagare dove sono i...
22/08/2024

Un movimento estatico per accogliere la propria geometria imperfetta. Guardare fuori, da fuori, per indagare dove sono i propri muri portanti e capire quali architetture interiori poter modificare. Uscire, spostarsi. Ritrovarsi.

Sviluppo cerebrale.Per farla breve, i processi di mielinizzazione sono l'equivalente biologico del passaggio da un telef...
02/04/2024

Sviluppo cerebrale.

Per farla breve, i processi di mielinizzazione sono l'equivalente biologico del passaggio da un telefono fisso sip ad un android con la sue molteplici funzionalità.

In sequenza:

A- visione assiale del cervello alla nascita

B- ad un mese, inizio dei processi di mielinizzazione visibili nella corteccia frontale( parte superiore dell'immagine)

C- a tre mesi si osservano pattern transienti di mielinizzazione

D- quattordici mesi, continuano i processi di mielinizzazione

E- due anni, i pattern di mielinizzazione frontale si approssimano alla versione adulta

- © immagine tratta da Allan Schore, "La regolazione affettiva e la riparazione ( origine ) del sé" -


Lᴀ ᴄᴜʀᴀ ᴅɪ ᴛᴇ
Sᴛᴜᴅɪᴏ ᴅɪ Pꜱɪᴄᴏʟᴏɢɪᴀ ᴇ Pꜱɪᴄᴏᴛᴇʀᴀᴘɪᴀ
Dᴏᴛᴛ.ꜱꜱᴀ Fᴇᴅᴇʀɪᴄᴀ Iᴇᴢᴢɪ

𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗢𝗿𝘀𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼: 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗧𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗥𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝗣𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼!🐻‍❄️ Quante volte ci è stato det...
18/01/2024

𝗜𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗢𝗿𝘀𝗼 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼: 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗧𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗥𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝗣𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼!

🐻‍❄️ Quante volte ci è stato detto “ma sì, non ci pensare!” e quante volte abbiamo cercato di sopprimere un pensiero involontario? Già nel 1863 Dostoevskij annotava “𝗣𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼: 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼. 𝗩𝗲𝗱𝗿𝗮𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮̀ 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗼!”. E aveva ragione. Più di un secolo dopo, Wegner e colleghi hanno testato questo effetto chiedendo alle persone di verbalizzare il proprio flusso di coscienza per 5 minuti, cercando di evitare di pensare a un orso bianco. Il risultato? Ironicamente, 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝗳𝗿𝗲𝗾𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼!

🔀 Ma perché succede? 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼, 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝘂𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶: uno 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 che monitora costantemente quel pensiero per assicurarsi di non pensarci e uno 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼 che cerca di pensare ad altro. Monitorare il pensiero dell’orso bianco, però, fa sì che rimanga sempre costantemente attivo.
Questi processi persistono finché sono disponibili motivazione e risorse cognitive. Quando scarseggiano, il pensiero riemerge con maggiore forza, essendo stato attivo per tutto il tempo.

♟️Come possiamo evitare che un pensiero indesiderato riemerga quando non vogliamo? Evidenze scientifiche supportano alcune strategie:
• scegliere un 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲,
• provare a 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 dedicandogli un momento specifico della giornata,
• 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝘁𝗮𝘀𝗸𝗶𝗻𝗴 per preservare le risorse cognitive
• sperimentare 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀, che sembrano rafforzare il controllo mentale.

̈dordostoevskij

Elogio della sottrazione.Levare anziché aggiungere. Procedere per sottrazioni è un' operazione cognitiva più complessa d...
04/01/2024

Elogio della sottrazione.

Levare anziché aggiungere.

Procedere per sottrazioni è un' operazione cognitiva più complessa dell'addizione: è facile intuire come sia molto semplice numerare in avanti e fare di conto, sommando le cifre, che fare l'operazione inversa.
Le stesse scelte oppure i comportamenti in cui bisogna “sottrarre” non sono né preferiti né tanto comuni e sono fortemente vincolati ad un valore negativo, all' idea di perdita e di mancanza di qualcosa. Associati al segno del meno.
Una br**ta storia il meno. Questo è meno di quello, meno forte di quell' altro, meno svelto, mento tanto altro, di certi che sai anche tu. Quasi in odore di inferiorità.

Nel lungo girotondo delle comparazioni per grado di minoranza, anche tornare indietro, ammettendo di essere incappati in uno sbaglio è particolarmente difficile. "É più facile superare un punto di non ritorno e continuare nell’errore aspettando che improbabili soluzioni intervengano ad aggiustare le cose" che contare in ritirata all' indietro.

Questo perché la mente, così tesa ad accumulare esperienze e conoscenze, ha di per sé bisogno di mantenere una forte coerenza con ciò che ha appreso: la mente si nutre di uno spirito conservativo e tende a mantenere in attivo non solo le cifre , i numeri, accorpandoli l'uno con l'altro, ma gioca alla conta in avanti anche con qualsivoglia idea e/o comportamento e continua in questo modo anche quando idee e comportamenti non sono né d'aiuto né di facilitazione. Tossici, per esasperazione.
Così, avanzando innocenti al passo ceduto dell' un, due, tre, marciamo non curanti sui binari della vita. Avanti!

Eppure, togliere significa poter fare spazio ad altro.
Altro inesplorato, nuovo, sostanziale, liberatorio, immancabile. Non si vede.

La formula del meno.

Sottrai e mantieni l'essenziale.
Sottrai le inerzie, l'eccesso, sottrai gli abiti e le cose accumulate, sottrai tempo ai cattivi pensieri, le chiacchiere inutili, quelle inascoltate, sottrai certe abitudini, i bicchieri che traboccano di vuoto e le parole gridate.

Togli per fare spazio ad altro.
Lᴀ ᴄᴜʀᴀ ᴅɪ ᴛᴇ
Sᴛᴜᴅɪᴏ ᴅɪ Pꜱɪᴄᴏʟᴏɢɪᴀ ᴇ Pꜱɪᴄᴏᴛᴇʀᴀᴘɪᴀ
Dᴏᴛᴛ.ꜱꜱᴀ Fᴇᴅᴇʀɪᴄᴀ Iᴇᴢᴢɪ

06/07/2023

Tutto viene e va.

"Non è possibile discendere due volte nello stesso fiume, né toccare due volte una sostanza mortale nello stesso stato; per la velocità del movimento, tutto si disperde e si ricompone di nuovo, tutto viene e va"

(Eraclito, V - VI secolo a.C)

La vita stessa è continuo "divenire", poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione, anche ciò che sembra statico e fermo in realtà non lo è.

Bisogna sempre darsi un'altra possibilità.
.......................

Tutto viene e va. Ricominciare.
Lᴀ ᴄᴜʀᴀ ᴅɪ ᴛᴇ
Sᴛᴜᴅɪᴏ ᴅɪ Pꜱɪᴄᴏʟᴏɢɪᴀ ᴇ Pꜱɪᴄᴏᴛᴇʀᴀᴘɪᴀ
Dᴏᴛᴛ.ꜱꜱᴀ Fᴇᴅᴇʀɪᴄᴀ Iᴇᴢᴢɪ


'esperienza

21/06/2023

Indirizzo

San Giovanni Teatino

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 20:00

Telefono

+393286026955

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