Vita21 La comunità su facebook di chi ne ha 21!

L’associazione “Vita 21” nasce il 07 marzo 2013 a Catania per volontà di un gruppo di genitori di bambini con sindrome di Down. Gli obiettivi principali che VITA21 intende perseguire sono:

-Affiancare e sostenere i familiari, a partire dalla conoscenza della diagnosi offrendo occasioni di scambio di informazioni ed esperienze;
- Facilitare l’inserimento di bambini e ragazzi con sindrome di Down n

elle scuole;
- Supportare il processo di consapevolezza dei fratelli e delle sorelle di ragazzi con sindrome di Down;
- Promuovere ed organizzare ogni attività atta a favorire l’integrazione delle persone con sindrome di Down nella società e nel mondo del lavoro;
- Organizzare e promuovere corsi e convegni. Costituire una rete di consulenti al fine di fornire un’assistenza sempre più qualificata e aggiornata e non forzatamente “medicalizzata”;
- Offrire agli organi di governo una collaborazione nell’applicazione delle norme vigenti, nella formulazione di piani e programmi nello studio di nuovi provvedimenti, esplicando, dove occorra, opera di persuasione, stimolo e pressione;
- Rapportarsi con le associazioni, anche a livello internazionale, che si occupano in generale della sindrome di Down, dei diversamente abili e dell’infanzia al fine di coordinare con esse, attività da svolgere anche in completa autonomia.

Indignazione e rabbia. Non aggiungiamo altro.
18/07/2025

Indignazione e rabbia. Non aggiungiamo altro.

𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗘 𝗜𝗡𝗩𝗘𝗦𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗧𝗥𝗜𝗦𝗖𝗘 𝗘 𝗟𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝟮𝟬 𝗘𝗨𝗥𝗢 𝗜𝗡 𝗠𝗔𝗡𝗢

È successo poche ore fa, a .
Salvo, un giovane con disabilità intellettiva, è stato investito da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali, lungo la circonvallazione.
A bordo della macchina c’erano tre adulti. Dopo l’impatto, lo hanno accompagnato davanti alla sede della nostra cooperativa, gli hanno lasciato 20 euro in mano… e se ne sono andati, senza chiamare i soccorsi.
Oggi Salvo è ricoverato in ospedale, con fratture multiple e scomposte al piede.
Non potrà camminare per settimane.
Non potrà partire per la vacanza che stava aspettando da tempo, insieme ai suoi amici.
Salvo non è “un povero ragazzo”.
È una persona determinata, che da anni lavora per avere una vita autonoma e indipendente, con il sostegno di operatori, educatori, famiglie e della nostra cooperativa.
Partecipa al progetto PNRR sull’autonomia, promosso dal Comune di Catania in collaborazione con le cooperative partner del territorio, per offrire alle persone con disabilità l’opportunità concreta di costruire il proprio futuro, muovendosi nel mondo come cittadini attivi.
Ma questa autonomia, che tanto fatichiamo a costruire, è fragile.
Basta un gesto irresponsabile per spezzarla.
E a proteggerla non può essere solo chi lavora nel sociale: deve essere tutta la città.
👉 A chi era in quella macchina: potete ancora fare qualcosa.
Potete scegliere di non voltare le spalle.
Potete contattare noi, alla Cooperativa Controvento, o la sorella di Salvo, Graziana Capizzello.
Assumersi la responsabilità è il primo passo per rimettere a posto le cose.
📣 A tutti gli altri:
Ogni loro passo è il risultato di una rete di cura, educazione e responsabilità, costruita da enti del terzo settore, scuole, operatori e comunità.
E merita rispetto, sicurezza, giustizia.
Cooperativa TEAM- Ti Educa A Migliorare Cooperativa Prospettiva Soc.coop Solidarieta'chepassione ONLUS Consorzio Sol.Co. Mosaico Cooperativa Sociale Futuro 21
Enrico Trantino Sindaco

16/07/2025

Paolo Franzese 💛💛💛

16/07/2025

Infinito senso di gratitudine. Strano Di Bella Costruzioni Giorgio Strano Sicilia 24 Tg Telecolor

16/07/2025
Grazie 💛
15/07/2025

Grazie 💛

Strano S.p.A., PESS e Di Bella Costruzioni hanno risposto con un gesto concreto di solidarietà e responsabilità, dopo il furto che ad aprile ha colpito la sede dell’associazione ViTA21.

15/07/2025

Grazie 💛

La triste storia si ripete…siamo vicini ad Anna e ai suoi genitori convinti di lottare insieme una battaglia silente che...
06/07/2025

La triste storia si ripete…siamo vicini ad Anna e ai suoi genitori convinti di lottare insieme una battaglia silente che interessa a pochi ma non per questo non degna di essere combattuta. La scuola dovrebbe essere il luogo dove le persone si “formano” e i docenti dovrebbero mettere in campo ogni strategia possibile affinché ciascuno possa acquisire e migliorare le proprie conoscenze e competenze. Invece, soprattutto noi genitori di ragazzi con disabilità, assistiamo quotidianamente ad una triste scenetta che si ripete da nord a sud…la performance al di là di ogni ragione…la prestazione e non la valorizzazione della persona.
Ma non molliamo…💛💪🏻
Vorreiprendereiltreno

I genitori di Anna, ci scrivono:

"Scriviamo questa lettera dopo mesi di sofferenza e incredulità.
Non cerchiamo giustificazioni né soluzioni che ormai non ci sono più.
Sentiamo solo il bisogno, profondo e urgente, di raccontare cosa è accaduto a nostra figlia Anna in due anni di scuola.
Semplicemente una testimonianza pubblica, perché certe esperienze non restino invisibili.

Anna è una ragazza con sindrome di Down e come ogni studente italiano, ha diritto a un’istruzione dignitosa, adeguata e costruita su misura.
Una programmazione personalizzata con semplificazione e riduzione dei testi pur mantenendone l’equipollenza, era stata definita nel suo PEI e formalmente condivisa, nel pieno rispetto della normativa vigente.
Ma la realtà vissuta in aula è stata molto diversa da quanto stabilito.
Abbiamo percepito una distanza profonda tra i documenti scritti e le pratiche quotidiane.
E non è stata questione di strumenti assenti, ma di difficoltà da parte della scuola, nel riuscire a mettersi in gioco, nel formarsi, nel tradurre un progetto educativo in azioni concrete.
Siamo consapevoli che, purtroppo, la formazione degli insegnanti non prevede,
o lo fa solo in minima parte, una preparazione adeguata sull’insegnamento a studenti con disabilità intellettiva. Questo limite, unito a pregiudizi ancora troppo radicati, rende difficile garantire una reale inclusione scolastica.
Ancora oggi, infatti, si fatica a riconoscere il diritto degli studenti con disabilità intellettiva a un percorso formativo equipollente, personalizzato in base alle loro capacità, ma comunque rispettoso delle loro potenzialità di apprendimento.

Anna ha affrontato un percorso scolastico in salita, segnato da richieste non adeguate alle sue modalità di apprendimento come previsto nel suo piano di studio.
Il materiale fornitole per lo studio è stato spesso lo stesso che è stato distribuito all’intera classe, costringendo noi genitori a rielaborarlo autonomamente, pur non avendo competenze specifiche nelle diverse materie, mettendo noi in seria difficoltà e rendendo praticamente impossibile ad Anna studiare con efficacia.

Le verifiche, inoltre, non hanno rispettato i criteri dell’alta compressibilità suggeriti
dalla comunità europea per le persone con disabilità, discussi e consigliati in sede di GLO.
Anna è stata sottoposta a più prove nello stesso giorno e, nonostante siano state
note le sue difficoltà emotive, si è insistito nel proporle verifiche orali, ignorando il
forte disagio che ciò le provoca.
Le prove scritte, invece, contemplavano anche domande a risposta aperta, nonostante sia stato più volte richiesto che venissero strutturate con domande a scelta multipla, una modalità che consentirebbe comunque una valutazione efficace delle sue conoscenze.

Nonostante questo, Anna ha studiato ogni giorno, con costanza e con impegno senza però mai sentirsi gratificata per i suoi sforzi e non vedendo mai riconosciuti i suoi progressi.
Abbiamo avuto, e lei con noi, la dolorosa impressione che non sia stata nemmeno vista, se non per criticare le sue fragilità.
Ci sono state parole, espresse in ambito scolastico, che ci hanno profondamente ferito. Riferimenti alle sue presunte capacità cognitive, battute sulla sua incapacità a prendersi un caffè alle “macchinette”.
Frasi che, in un contesto educativo, lasciano il segno.
I tentativi di collaborazione – anche attraverso il supporto di esperti esterni – si sono spesso scontrati con atteggiamenti di chiusura da parte della scuola.
La costruzione di un dialogo tra scuola e famiglia si è dimostrata difficile, se non impossibile.

Ogni giorno di scuola è stato per noi una lotta per sopravvivere.
Ogni verifica, una frustrazione.
Ogni incontro, una chiusura.
La scuola ha scelto di perdere un’occasione preziosa: conoscere la bellezza di Anna, la sua intelligenza emotiva, la sua voglia di imparare, la sua determinazione.
Ha preferito la comodità di abitudini consolidate, invece di accogliere una vera sfida educativa.
Ha avuto tra le mani un’opportunità di inclusione autentica, e l’ha lasciata andare.

Ha perso Anna, la cui unica “colpa” è stata essere “diversa” in un contesto che non ha saputo accoglierla.
Abbiamo perso noi genitori, costretti ad iscriverla in un altro istituto e a ripartire da capo dopo due anni di battaglie che non avremmo mai voluto combattere.
Hanno perso i suoi compagni, gli unici che sono stati veramente meravigliosi con Anna, che da questa esperienza rischiano di aver imparato che chi ha una fragilità va ignorato, isolato, respinto, o tutt’al più compatito e sopportato.
E ha perso la scuola stessa, perché una scuola che non include ha smesso di essere Scuola.
Questa è una lettera di denuncia, ma anche di testimonianza.
Perché quel banco vuoto non resti invisibile.
Perché altre famiglie non debbano vivere la stessa solitudine.
Perché la scuola torni a essere, davvero, luogo di crescita e accoglienza per tutti."
I genitori di Anna

In foto Anna

Indirizzo

Associazione ViTA 21
San Giovanni La Punta
95037

Telefono

+393281415129

Sito Web

https://www.vita21.it/newsletter/

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